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Solarworld e fotovoltaico un ciclo che si chiude in Europa

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Roberto Deboni DMIsr

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May 13, 2017, 1:03:09 AM5/13/17
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Fallisce Solarworld:

http://www.reuters.com/article/us-solarworld-bankruptcy-idUSKBN1862MN

Era il piu' grosso (i fanatici direbbero "grande") gruppo fotovoltaico
d'Europa. Ovviamente una azienda tedesca, poi internazionalizzata.

Frank Asbeck, un ingegnere agrario, classe 1959, figlio di un
industriale, politico minore fino al 1987 (ancora oggi iscritto ai
Verdi), e che aveva fondato prima una ditta individuale nel 1988 per
impianti di riscaldamento, che poi si allarga al commercio di moduli
fotovoltaici e con il fratello, il nolo di auto blindate e nel 1993
passa al settore immobiliare ed impianti di energia, alla fine nel
1998 fonda la ditta Solarworld che trasforma nel 1999 in societa'
quotata in borsa, cresciuta rapidamente di dimensioni acquistando ed
inglobando altre aziende del settore, fino a diventa per un breve
periodo la piu' grossa azienda mondiale del settore fotovoltaico,
ha sempre accusato delle sue difficolta' nella concorrenza cinese.

Eppure i metodi della Solarworld non erano diversi, non per nulla e'
sopravvissuta dalla maggiore crisi del settore tedesco che ha fatto
fuori praticamente tutti i suoi concorrenti (Q-Cells, Solon, Conergy,
tutti nomi che ricordiamo dalle visite del Solar Expo - anch'essa
morta per l'Europa nel 2016

http://www.solarexpo.com/eng/

<http://web.archive.org/web/20170208230010/http://www.solarexpo.com/eng/>
)

Dal 2010 Solarworld e' affiliata a Qatar Solar Technologies (QST), in
cui Asbeck entra nel consiglio di amministrazione.

Nel 2013 pero' anche Solarworld, finito di cannibalizzare le sue
concorrenti tedesche, ha dovuto arrivare alla resa dei conti.
Frank Asbeck, che al tempo aveva il 28% delle azioni (il che lo
qualificava nella casta degli uomini ricchi in Germania, ovvero in
Europa), si libera di quasi tutte le sue quote, tenendosi solo un 1%
(giusto per essere ancora presente nel consiglio di amministrazione)
e nel mentre QST sale al 29% (in pratica Solarworld diventa una
controllata della Qatar Foundation, una fondazione privata
dell'Emirato del Qatar (fondata nel 1971, monarchia assoluta,
religione di Stato islamica, sciaria in vigore come da Costituzione,
poligamia, occorrono due donne per una testimonianza maschile,
fustigazione per il consumo di alcool (fuori dagli hotel riservati
agli stranieri) - nel 2011 oltre una decina di turisti o stranieri
sono stati fustigati per tale motivo, lapidazione e' praticata, e
l'apostasia e' punita con la pena della morte, come l'omosessualita').

Nello stesso anno subisce una causa dalla fonderia USA Hemlock per
mancati pagamenti/acquisti di silicio cristallino necessario per la
produzione di celle fotovoltaiche. Nel 2016 Hemlock vince con
l'assegnazione di $800 milioni di danni a carico di Solarworld.
Credo sia il colpo di grazia che oggi ha portato al fallimento di
Solarworld, dopo che ha esaurito i ricorsi contro la sentenza.

Nel 2016 per Solarworld lavorano 3800 dipendenti.

Oggi Frank Asbeck e' un uomo ricco, intoccabile perche' si e' liberato
dell'azienda nel 2013, grazie al sostegno del Qatar.

Le vere ragioni del fallimento di Solarworld vanno ricercati in un
misto di ragioni. Prima di tutto l'eccessivo costo di energia elettrica
in Germania ovvero la necessita' di importare una materia prima
fondamentale per la produzione di celle fotovoltaiche: il silicio
cristallino. Non ci si puo' lamentare della concorrenza cinese se si
vive in una nazione che non e' in grado di produrre la materia prima
del prodotto con cui si vuole fare concorrenza mondiale.
Siamo agli elementi di economia globalizzata.

Poi c'e' il fallimento della politica di sostegno al settore delle
rinnovabili. Spacciato per una sostegno a base di incentivi, ma in
realta' una folle corsa alle sovvenzioni che ha letteralmente
"drogato" il mercato.

Ragionate: secondo voi la creazione e "coltivazione" di una filiera
fotovoltaica nazionale in Germania passa da una installazione di oltre
30'000 MW in pochi anni, oppure sarebbe stato meglio "incentivare"
il settore in modo che questi 30'000 MW fossero insallati nel corso
di una ventina di anni ?

I tedeschi "al comando" non sono stupidi (ma il cittadino tedesco,
purtroppo ha dimostrato di esserlo, faccendosi fregare, oggi pagando
un contributo per 20 anni per una valore di oltre 300 miliardi di euro,
quanto bastava per costruire oltre 30 grossi super-reattori nucleari con
una vita operativa di 80 anni ...) e quindi devono esserci ragioni
inconfessabili (per questo non note) per avere scelto una politica
di "boom" e "collasso".

Inoltre, l'industria delle rinnovabili tedesca ha sempre avuto stretti
legami con la politica (come per la storia di Solarworld) e nuovamente
il gioco e' diverso da quello annunciato di creazione di posti di
lavoro promessi dieci anni fa.

Il ciclo che si e' chiuso in Europa e' quello di un fotovoltaico in
mano alle industrie petrolifere. Il secolo scorso erano le uniche a
svilupparlo (se tralasciamo l'eccezione del settore specifico spaziale,
ad uso satellitare) erano le aziende petrolifere perche' i moduli
fotovoltaici (unita' da poche decine di watt) erano ideali per
l'alimentazione dei circuiti galvanici anti-corrosione degli oleodotti.
Oggi in Europa l'industria fotovoltaica residua e' rimasta nuovamente
quella dei petrolieri (ad esempio in Italia l'unica fabbrica menzionabile
rimasta e' di ENI, poca roba, qualche centinaio di MW di
capacita' annua).

https://www.pv-magazine.com/2017/05/11/%EF%BB%BFsolarpower-europe-solarworld-bankruptcy-marks-sad-day-for-europe/

"Watson said that SolarWorld’s insolvency proves that the EU solar
trade measures, such as antidumping and anti-subsidy tariffs against
Chinese PV cells and modules, were “not beneficial for anyone.”
As an alternative method by which PV manufacturing in Europe could be
supported, Watson suggests the development of a European industrial
strategy, including support for cleantech component production such
as solar cells or modules."

E la tesi della concorrenza sleale ancora una volta:

https://www.pv-magazine.com/2017/05/10/eu-prosun-solarworld-insolvency-heavy-blow-for-european-solar/

"Nitzschke noted that China’s PV manufacturing capacity was 1.3 times
the size of the global market and that recent measures taken by the
Chinese government to curb PV demand had resulted in continued
dumping in Europe."

Peccato pero' che i giornalisti altrove non sono scemi:

"Nitzschke’s comments are at odds with reports from within the
Chinese PV market, that 1H 2017 domestic demand had been robust.
In contrast to 2H 2016, cell and module prices have also not
fallen sharply in this period."

E l'evidenza della inutilita' dei dazi sui prodotti cinesi:

"pv magazine has contacted SolarPower Europe for comment. The
industry association opposes tariffs on Chinese modules."

(il problema del fotovoltaico Europeo e' un peccato d'origine,
come spiegato sopra, non e' nella concorrenza globale)

E intorno a tutta questa vicenda ruota l'ennesimo esempio delle
gambine corte della tanta demagogia che gira intorno al fotovoltaico.

Nel 2010, Solarworld chiede che le sovvenzioni fotovoltaiche siano
abbassate (evidentemente perche' si sentiva in grado di far fuori
cosi' la concorrenza, come poi avvenuto). Il sig.Asbeck chiedeva un
tagli dal 10% al 15% delle sovvenzioni.
Nel 2011 annunciano la "parita' di rete" degli impianti di grossa
taglia (centrali fotovoltaiche), e nel 2012 annunciano la raggiunta
"parita' di rete" (grid parity) anche per piccoli impianti domestici.

http://www.ise.fraunhofer.de/en/publications/veroeffentlichungen-pdf-dateien-en/studien-und-konzeptpapiere/recent-facts-about-photovoltaics-in-germany.pdf

Pagina 11:

For roof systems put into operation by Dec. 2016, the feed-in tariff
is up to 12.31 €-cts/kWh guaranteed over the next twenty years,
independent of size. For free-standing systems, the feed-in tariff is
set by the licensing agreement. At the last licensing round of the
Federal Network Agency, a mean value of 6.90 €-cts/kWh and a minimum
value of 6.26 €-cts/kWh for small free-standing PV systems (<10 MW)
was set as of Dec. 1, 2016.
To compare, electricity from off-shore wind is compensated with up to
19.4 €-cts/kWh (initial remuneration incl. premium). Other costs and
risks arise from the offshore liability law. Electricity from onshore
wind systems put into operation in 2016 receive an initial remuneration
of 8.41 €-cts/kWh. Geothermal electricity receives 25.0 €-cts/kWh.
In England, the negotiated strike price for the planned nuclear plant
Hinkley Point C translates essentially to a feed-in tariff of 12
€-cts/kWh plus inflationary adjustment for a period of 35 years. The
plant is planned to start operation in 2025.

E quindi:

"In 2011 newly installed, large-scale plants already achieved grid
parity. Since then the feed-in tariff they receive lies appreciably
below the (gross) value for household electricity. Since the beginning
of 2012, newly installed, small rooftop installations have also
reached grid parity."

Ma allora, perche' se il fotovoltaico e' competitivo sul mercato
dell'energia (grid-parity) l'ultima grossa realta' fotovoltaica
europea e' ugualmente fallita ?

C'e' qualcosa di terribilmente sbagliato nelle promesse fatte da
tanti politici dal 2000 in poi.
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