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Piastre ad induzione e/o microonde per cottura (consumi)

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Soviet_Mario

unread,
Jul 28, 2015, 8:55:16 AM7/28/15
to
C.d.O.

qualcuno ha a disposizione una "personale" statistica di
quanto consuma con piastre ad induzione e/o microonde per
cottura ?

Non intendo la potenza, ma proprio quanti kWh suppergiù
pensa di consumare in media per la sola sezione cottura.

Sottodomanda : questa in generale

Sapete se esistono piastre ad induzione in basse tensioni
continue (e variabili) ?
E' una domanda abbastanza scettica, ma stavo pensando che
anche lavorando in alternata di rete a 50 Hz, l'induzione
non è tanto efficace (le saldatrici hanno tutte, mi pare,
raddrizzatori e inverter interni ad "altissime" (mi sembra
anche una decina di KHz) frequenze, perché a parità di "i"
(di corrente), l'induzione è proporzionale alla velocità di
variazione di flusso, ergo al "clock" dell'oscillazione.

Quindi, mi dicevo, se una piastra anche domestica, è
efficiente e non deve per forza avere dentro due chili di
rame, potrebbe darsi che magari abbia pure lei un
raddrizzatore e un inverter e lavori ad alte frequenze.
A quel punto, alimentarla in continua sarebbe solo questione
di aggirare l'inutile raddrizzatore.
Però il problema è la tensione : potrebbe non essere
sufficiente quella in uscita da un pannello ad es.


--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)


---
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https://www.avast.com/antivirus

ADPUF

unread,
Jul 28, 2015, 4:28:46 PM7/28/15
to
Soviet_Mario 14:55, martedì 28 luglio 2015:

>
> Sapete se esistono piastre ad induzione in basse tensioni
> continue (e variabili) ?
> E' una domanda abbastanza scettica, ma stavo pensando che
> anche lavorando in alternata di rete a 50 Hz, l'induzione
> non è tanto efficace (le saldatrici hanno tutte, mi pare,
> raddrizzatori e inverter interni ad "altissime" (mi sembra
> anche una decina di KHz) frequenze, perché a parità di "i"
> (di corrente), l'induzione è proporzionale alla velocità di
> variazione di flusso, ergo al "clock" dell'oscillazione.
>
> Quindi, mi dicevo, se una piastra anche domestica, è
> efficiente e non deve per forza avere dentro due chili di
> rame, potrebbe darsi che magari abbia pure lei un
> raddrizzatore e un inverter e lavori ad alte frequenze.
> A quel punto, alimentarla in continua sarebbe solo questione
> di aggirare l'inutile raddrizzatore.
> Però il problema è la tensione : potrebbe non essere
> sufficiente quella in uscita da un pannello ad es.


Quando andavo a scuola parlavano di forni elettrici a induzione
sia a bassa (50 Hz) sia ad alta frequenza (credo qualche decina
di kHz)


--
AIOE ³¿³

Soviet_Mario

unread,
Jul 29, 2015, 7:24:31 AM7/29/15
to
Il 29/07/2015 13.12, Bowlingbpsl ha scritto:
> Soviet_Mario wrote:
>> C.d.O.
>>
>> qualcuno ha a disposizione una "personale" statistica di
>> quanto consuma con piastre ad induzione e/o microonde per
>> cottura ?
>>
>> Non intendo la potenza, ma proprio quanti kWh suppergiù
>> pensa di consumare in media per la sola sezione cottura.
>
> kwh, non so.
> Posso dirti che la mia personale esperienza al mare, specie l'estate
> scorsa, che con il modesto aiuto di un amperometro messo sull'ingresso del
> magnetotermico, sono riuscito ad usare ben 4 fornelli contemporaneamente,
> senza far saltare la corrente. Ci ho fatto la mano in fretta e non ho
> sentito limitazioni.
> Al confronto, con le piastracce in ghisa, non riuscivo ad usarne nemmeno
> tre. Ed erano leeeente.
>
>> Quindi, mi dicevo, se una piastra anche domestica, è
>> efficiente e non deve per forza avere dentro due chili di
>> rame, potrebbe darsi che magari abbia pure lei un
>> raddrizzatore e un inverter e lavori ad alte frequenze.
>
> Puo' darsi. Non ho fatto caso alla frequenza dei ronzii.
>
>> A quel punto, alimentarla in continua sarebbe solo questione
>> di aggirare l'inutile raddrizzatore.
>> Però il problema è la tensione : potrebbe non essere
>> sufficiente quella in uscita da un pannello ad es.
>
> Soviet, sei un drago in chimica, maaaa... ti ricordo la legge di Ohm.

che però è rilevante solo nelle piastre A RESISTENZA.
Su quelle a induzione conta le legge di F.N.Lenz.
In essa non compare affatto la tensione, ma la variazione di
flusso magnetico (ergo un Delta"i*S" / Delta"t").
Quindi O usi delle correnti molto alte (cavi di un
pollicione), o trovi il modo di variare la superficie
concatenata (la geometria della spira) in un corpo statico,
non rotante tra l'altro, oppure devi sfruttare l'alta frequenza

> Non puoi sperare di alimentare a bassa tensione, senza usare cavi grossi
> almeno come un pollicione.

e perché mai, la tensione per l'induzione magnetica è del
tutto irrilevante

> E se invece usi CC a tensione relativamente alta... ripensaci. Mi dicono

onestamente non capisco queste alimentazioni

> che potrebbe essere piu' subdola dell'alternata. Ma non ho dati certi.
> Dall'altra parte, un inverter con batterie, anche ad isola, non costa
> granche'. Ne ho occhieggiati pure su ebay.
> Poi parliamo della durata delle batterie. ;-)
>
> Idee peregrine a parte... se vuoi eliminare il gas, l'induzione e' la
> miglior scelta. SE, ripeto, vuoi eliminare il gas.

si, ma la mia domanda era diversa, ossia se posso alimentare
qualche tipo di piastra a induzione con corrente NON DI
RETE, ossia denormalizzata sotto ogni aspetto. Al limite
potrei pensare a un microinverterino dedicato, cmq
alimentato in continua random.
Perché dovrei installare cmq delle batterie (da auto, da
poco costo) e dimensionarle per il mero consumo da cottura,
non ci accollerei niente altro, ed un pannello non
allacciato a rete, niente burocrazia, niente tasse oltre
l'iva (E se lo trovo su alibaba, magari aggiro anche parte
di quella).

Non ho intenzione di fare un vero impianto, nemmeno ad
autoconsumo, sono esposto troppo male come tetto e colline.
Sarebbe il minimo, solo per cuocere, punto.
Per l'acqua calda (e domani riscaldamento) sto portando
avanti i lavori con la fornace e l'accumulo. Entro un anno
presumo saranno finiti. Questo è l'ultimo inverno a pellet,
poi saluto anche quello, e saluto le tasse del Pinocchio di
Rignano per tornare alla MIA legna e le mie biomasse e i
miei rifiuti accuratamente selezionati. E fanculo a tutti


>
> Fabrizio

maitre Aliboron

unread,
Jul 29, 2015, 9:22:25 AM7/29/15
to
> potrebbe darsi che magari
> abbia pure lei un raddrizzatore e un inverter e lavori ad alte frequenze.

Si', e' cosi'. Inverter a mezzo ponte ad alta frequenza, nella regione
delle decine di kHz.


--

maitre Aliboron

Soviet_Mario

unread,
Jul 29, 2015, 9:34:44 AM7/29/15
to
hai mica qualche link a modelli che conosci ? Vorrei vedere
se si trova anche uno schema elettrico, per chiedere a
qualche collega elettronico un parere se sia relativamente
accessibile fare una modifica per bypassare la AC 220 V / 50
Hz normale e valutare un collegamento, boh, tipo 10-100 V DC
...
Cmq grazie della gradita risposta

maitre Aliboron

unread,
Jul 29, 2015, 9:52:14 AM7/29/15
to
> hai mica qualche link a modelli che conosci ? Vorrei vedere se si trova
> anche uno schema elettrico, per chiedere a qualche collega elettronico
> un parere se sia relativamente accessibile fare una modifica per
> bypassare la AC 220 V / 50 Hz normale e valutare un collegamento, boh,
> tipo 10-100 V DC ...

Purtroppo e' un mondo che non conosco per niente pur avendo lavorato
qualche annetto nella conversione switch-mode. Sono sicuro che la
topologia usata e' quella a mezzo ponte perche' recentemente mi e'
capitata di smontarne una per una riparazione e ho riconosciuto la
sezione di potenza HF.

Forse puoi trovare qualche informazione sui datasheet dei componenti
che pilotano i dispositivi di potenza. Mi pare che li faccia Analog Devices.

Forse la tua idea non e' sbagliata e la tua domanda e' perfettamente
lecita. Il problema che vedo con la soluzione a bassa tensione e' che,
vista le potenza in gioco, l'alimentatore DC deve fornire una bella
corrente. O usi una batteria d'automobile, oppure un alimentatore da
rete bello robusto (che sara' sicuramente uno switch-mode HF). Allora
tanto vale fare la conversione direttamente da rete piuttosto che
usare due stadi (alimentatore BT + circuito piastra BT).
Anche perche' a fare direttamente la conversione da rete risparmi
il trasformatore che abbassa la tensione: il mezzo ponte funziona
direttamente sulla AC raddrizzata (non filtrata, non mi pare di aver
visto delle capacita' di filtro dopo il ponte di diodi).

Forse l'interesse puo' starci nel fare un fornelletto a induzione "da
campeggio". Magari esiste pure.

> Cmq grazie della gradita risposta

Prego, mi dispiace di non esserti piu' utile di cosi'.


--

maitre Aliboron

maitre Aliboron

unread,
Jul 29, 2015, 9:57:30 AM7/29/15
to
Ho gugglato un po'. Vedi se questo ti puo' essere utile:

http://tesi.cab.unipd.it/25929/1/tesi.pdf


--

maitre Aliboron

maitre Aliboron

unread,
Jul 29, 2015, 10:03:47 AM7/29/15
to
Il 29/07/2015 15:57, maitre Aliboron ha scritto:
> Ho gugglato un po'. Vedi se questo ti puo' essere utile:
>
> http://tesi.cab.unipd.it/25929/1/tesi.pdf

http://www.analog.com/library/analogDialogue/archives/42-03/inductive_cooking.html
(per la tesista: siamo al limite del plagio) :-))

--

maitre Aliboron

maitre Aliboron

unread,
Jul 29, 2015, 10:10:26 AM7/29/15
to

Soviet_Mario

unread,
Jul 30, 2015, 9:13:08 AM7/30/15
to
Il 30/07/2015 09.54, Bowlingbpsl ha scritto:
> Soviet_Mario wrote:
>> Il 29/07/2015 13.12, Bowlingbpsl ha scritto:
>>> Soviet_Mario wrote:
>
>>> Soviet, sei un drago in chimica, maaaa... ti ricordo la legge di Ohm.
>>
>> che però è rilevante solo nelle piastre A RESISTENZA.
>> Su quelle a induzione conta le legge di F.N.Lenz.
>
> Non conosco il signor Lenz,

nemmeno io (è morto da tempo) ... ma l'induzione è governata
da lui.
efm = Delta Flusso B / Delta T

B è il vettore induzione magnetica. Il flusso si calcola a
partire dalla superficie "concatenata" della spira o
circuito, e dalla densità di linee di campo magnetico, che è
proporzionale alla intensità di corrente (si assume costante
nel tempo la permeabilità magnetica, essendo correlata al
mezzo materiale).
emf è la forza elettromotrice INDOTTA nel conduttore
sottoposto alla variazione di flusso, ossia nel fondo
pentola, ed è la tensione che genera le correnti interne
"parassite" che poi scaldano il fondo stesso (nota : è la
ragione per cui i blocchi di acciaio magnetico dei
trasformatori e statori e rotori vari, sono laminati in
stack di piastrine sottili e isolate tra loro e non massicci
che sarebbe meno costoso. L'affettamento è fatto in
direzione ortogonale alle eventuali correnti parassite, per
ridurre l'effetto dissipatore (e il riscaldamento)

> ma stiamo guardando la base della pentola,

che c'entra ? Quella è la parte passiva, non si decide
niente lì (salvo che se è di plastica o di coccio, il
riscaldamento è nullo perché le correnti indotte non
circolano in un buon isolante)

> mentre io stavo cercando di indicarti che.l.. beh, le piastre vanno
> alimentate e che questa alimentazione, usa dei cavi elettrici.

apperò ! Allora, puoi portare la stessa potenza con cavi
molto diversi. Se porti 1 kW a 1000 V, ti basta un cavetto
che regge un ampere (ma isolato bene). Se porti la stessa
potenza a 1 volt, il cavo lo puoi tenere in bocca, salvo che
portando 1000 ampere avrà una sezione di un pollice.

E' chiaro che se voglio alimentare la piastra in continua a
tensione bassa, dovrò avere cavi più grandi che se
alimentassi a 220, questo è pacifico.

>
>> Quindi O usi delle correnti molto alte (cavi di un
>> pollicione), o trovi il modo di variare la superficie
>> concatenata (la geometria della spira) in un corpo statico,
>> non rotante tra l'altro, oppure devi sfruttare l'alta frequenza
>
> Mi viene da dire che e' un'alta frequenza con scappellamento a destra, ma

ma abbi pazienza, vorresti sostenere che la legge di
F.N.Lenz non sia valida ? Allora cestiniamo motori e
alternatori, elettrocalamite e tutto quanto

> per il riscaldamento di un corpo ferroso, va bene qualsiasi rotazione.

non mi sembra che le piastre a induzione facciano ruotare
alcunché (a differenza della dinamo o del motore elettrico).
Usano semmai il campo magnetico variabile di per sé generato
da una corrente alternata. Ma la velocità di variazione è
molto importante per generare la fem indotta.
In buona sostanza, si raggiunge un effetto identico (come
potenza trasferita) dimezzando la "i" e raddoppiando la
frequenza. Ma costruttivamente dimezzare la "i" comporta
meno vincoli sui materiali.

>
>>> Non puoi sperare di alimentare a bassa tensione, senza usare cavi
>>> grossi almeno come un pollicione.
>>
>> e perché mai, la tensione per l'induzione magnetica è del
>> tutto irrilevante
>

forse ora ho capito cosa volevi dire, ti riferivi a quel che
ci sta "a monte", che va dal pannello alla piastra.
Cmq i cavi sarebbero uguali a quelli che da pannello vanno
all'inverter. Ovviamente più grandi della spina di una
normale piastra.

> Scherzi a parte... buana, piastre essere nate per uso con tubo acqua a
> velocita' di 220 litri/ora (od anche per tre tubi, totale 360 litri/ora),
> e succhiare acqua a ritmo forsennato, se tu volere collegare tubo da solo
> una dozzina di litri/ora, tu avere bisogno di diametro di tubi da cloaca
> massima, senno', a quella velocita', non passa un gazzo di niente.
> Insomma. Tu devi far passare qualche migliaio di W/h. Se usi tensioni
> basse, devi avere correnti alte.

ripeto, il cavo sarebbe lo stesso che da pannello va
all'inverter, visto che porta tutta la potenza del pannello
alla tensione in cui viene generata. Non è che A VALLE
magicamente mi si possano creare condizioni più restrittive
(A meno di non volere per qualche ragione tafazzianamente
abbassare ancora la tensione, cosa assurda)

> Comprendo che tu voglia usare tensioni un po' cosi' e, onestamente, non so
> se sia possibile. Tecnicamente, dovrebbe esserlo (i problemi si risolvono.
> Se c'e' un inverter "davanti", ha un range di tensioni molto ampio, un po'
> come gli alimentatori moderni, da 90 a 240Vac), ma PRATICAMENTE, nutro
> seri dubbi che l'idea vada in porto.
>
>>
>>> E se invece usi CC a tensione relativamente alta... ripensaci. Mi
>>> dicono
>>
>> onestamente non capisco queste alimentazioni
>
> Beh, non avendo tu dato dati precisi, o l'alimenti in Corrente Continua
> (CC), od alternata (AC).
> Tensione, da 12V fino a 600. Le stringhe di pannelli che ho sul tetto,

non penso che per alimentare la sola BATTERIA tampone per un
gruppo di piastre mi servirebbe più di un solo pannello, ma
nessuno mi ha ancora suggerito un consumo medio, ergo la
domanda iniziale è senza risposta.

Credo che se un pannello sforna max 30 V (non so, leggo
sotto) allora il mio cavo sarà a 30 V massimo

> sono piu' o meno da 600V (una ventina di pannelli da una trentina di V in
> serie. Non fatemi la punta ai chiodi, non li ho contati, magari sono 22).
> Quando la potenza in gioco e' alta ed il rame costa...
> Non so che pannelli tu abbia sul tetto, ne' la tensione nominale che ti
> scende.

nessuno, se fosse fattibile la cosa, ne comprerei uno o due
per un circuito indipendente non allacciato a rete. E se
l'inverter è integrato nella piastra come ha detto MAitre
Aliboron, allora salterei anche l'inverter.

In ogni caso il pannello andrà a batteria, e poi essa (a 24
volt) alle piastre : un collegamento diretto e sincrono non
serve a niente, non è detto che debba cuocere col sole, e
non cuocere senza sole, è ovvio.

Un sistema tipo il SunnyBoy potrebbe essere di ispirazione,
anche se non ho guardato le specifiche e non so quanta
potenza accumuli e se essa basti alla cottura.

E non so se è venduto solo insieme a impianti completi di
stazze prefissate (3 o 4,5 o 6 kW), o anche a pezzi, con
poca pannellatura

>
> SOLITAMENTE, per gli impianti casalinghi, che io sappia, si scende con
> quei 24V nominali (molto nominali. Superano i 30V quando il sole picchia),
> ma tu con gli standard vai poco o punto d'accordo. ;-)
>
>> si, ma la mia domanda era diversa, ossia se posso alimentare
>> qualche tipo di piastra a induzione con corrente NON DI
>> RETE, ossia denormalizzata sotto ogni aspetto. Al limite
>
> Si, ma santo cielo, l'elettronica sara' anche meno schizzinosa delle
> reazioni chimiche, ma volgiamo definire queste caratteristiche di questa
> benedetta alimentazione?

mica ho dimensionato ancora ... poi non hai letto il 3D per
intero secondo me, o non hai capito quel che voglio fare

PANNELLO --> BATTERIA --> PIASTRA INDUZIONE (con inverter ?)

> Continua od alternata?

continua, come ho già detto

> Range di tensioni previste?

non so, quelle erogate dalla batteria, ancora da definire
(max 12 o max 24). Ovviamente con variabilità dovuta allo
stato di carica.

> E quando ti sei scapicollato con problemi tecnici di difficile soluzione,
> mi fai sapere chi te l'ha fatto fare?
> In generale, si cercano soluzioni piu' SEMPLICI, non piu' complicate...

secondo me stai pensando a esigenze tue. La semplicità è :
compro un kit, me lo installo, non dico un cazzo a nessuno
perché non sono tenuto. E ci collego solamente le piastre.
Alternativamente, compro in kit solo i pannelli, le batterie
le scelgo io a parte (quante ? Collegate come ?) e però mi
devo sobbarcare l'onere di scegliere oculatamente un sistema
di caricabatteria intelligente, che prende quel che danno i
pannelli e li immagazzina senza ammazzarmi le batterie.

Di seguito devo capire se e come modificare le piastre a
induzione, o se ne esistono alimentabili direttamente in
continua, che so, da campeggio boh

>
>> potrei pensare a un microinverterino dedicato, cmq
>> alimentato in continua random.
>
> Micro un par di palline da squash, se permetti.
> La piastra induzione da incasso dell'Ikea, 4 "fuochi", touch, finop a
> pochi mesi fa in vendita a 299 euro (il miglior prezzo che io abbia mai
> trovato), ha tre opzioni di alimentazione: UNA monofase (230V circa), DUE
> monofasi (si, due), oppure UNA trifase. Ma la pargoletta, dice il
> foglietto, arriva a ciucciarti SEI (6) kw.

Sticazzi. Non potrei manco collegarle all'impianto di casa,
visto che ho un 4,5 kW.


> Io, ti ripeto, con un amperometro comprato a du' spicci su banggood.com e
> montato da me (sensore a toroide sul filo della fase che entra
> nell'appartamento) e guardando ogni volta che accendevo una pentola, ci ho
> fatto la "mano" in fretta ed ho potuto usarla con comodo con un banale
> contratto standard da 3kw, senza MAI far saltare la luce ed arrivando ad
> avere 2 pentole con acqua bollente e 2 padelle coi sughi.
> (inutile dire che ho usato i soliti trucchi. Coperchio, abbassare la
> potenza quando bolle e sempre un occhietto sull'amperometro).
>
>> Perché dovrei installare cmq delle batterie (da auto, da
>> poco costo) e dimensionarle per il mero consumo da cottura,
>
> Sovieeeet, PENTITI!
> Ripeti con me: "le batterie da avviamento, NON VANNO BENE PER USO
> CICLICO!"
> Se continui a fare il peccatore, le butterai via dopo CINQUANTA ricariche.
> Non e' qualcosa di cui discutere: sono nate per fornire alti spunti di
> corrente per pochi secondi.

si lo so ... ma c'è un vantaggio. Ne ho già tre ... e sono
accatastate contro una parete a fare la muffa.

> Piastre in piombo sottili e delicate.
> Se le vai a sfrucugliare con intensi cicli scarica/carica, le sbricioli.

beh, sulla carica, il problema è inaggirabile senza comprare
un caricatore

> Ti do' massimo cento ricariche (e poi e' tanto).
> Con le batterie al piombo, cito il Buchmann, "si balla sulla punta di uno
> spillo: se le carichi poco, solfata la piastra negativa. Se le carichi
> troppo, corrodi quella positiva".
> Ecco. Capito il punto? Ogni ricarica, ha un "prezzo" per la piastra
> positiva, tanto e' vero che le batterie da trazione piu' o meno leggera,
> hanno piastre positive maggiorate (le migliori sono quelle "prismatiche".
> Piastra semicircolare, anziche' piatta). La mia lavasciuga, ne ha due da
> 110Ah l'una. Non sono economiche, ma dichiarano 1000 ricariche (teoriche).
>
>> non ci accollerei niente altro, ed un pannello non
>> allacciato a rete, niente burocrazia, niente tasse oltre
>> l'iva (E se lo trovo su alibaba, magari aggiro anche parte
>> di quella).
>
> Soviet, re-pentiti. Non puoi sfuggire alle tasse, se vai all'estero... ed
> usi un corriere. Vanno alla dogana al posto tuo.
> Peggio. UPS, per il disturbo di anticiparti l'iva, fossero anche
> venticinque centesimi, si fa pagare profumatamente. Credo una ventina di
> euro. Li mortacci.
> Puoi sfuggire alle tasse solo per invii modesti... e per raccomandata
> ordinaria. Non certo per roba molto pesante. Ti beccano e ti fanno pagare
> dazio ed iva sul totale, incluse le spese di spedizione.
>
> Mi pare quindi di capire, faticosamente, che tu vuoi fare un impianto ad
> isola.
> Ecco qui l'inverter.
> http://www.kitfotovoltaico.eu/catalog/inverter-isola-onda-pura-304

ci guardo subito

> Guarda le caratteristiche. Mi pare siano esattamente quello che cerchi.
> Senza sbatterti su quel kaiser di alibaba, che poi ti impesta di cagate
> "hai chiesto info sulle batterie litio-ferro da autotrazione. Puoi essere
> iunteressato ai vibratori. Usano batterie!".
>
> Se non vuoi ammazzarti con idee non esattamente ortodosse, ti consiglio di
> guardare anche il resto delle offerte. Non e' l'unico, non so nemmeno se
> ha i prezzi migliori. Ma non e' male.

devo ancora capire se le piastre alimentate in DC esistano
già o se si possano modificare

>
>> Non ho intenzione di fare un vero impianto, nemmeno ad
>> autoconsumo, sono esposto troppo male come tetto e colline.
>
> I pannelli policristallini mi hanno sorpreso, come capacita' di
> produzione. Ho una falda ad inclinazione sfavorevole... e non fa
> assolutamente schifo.
>
>> Sarebbe il minimo, solo per cuocere, punto.
>
> Punta in alto, Soviet.

non ho sole ...

>
>> Per l'acqua calda (e domani riscaldamento) sto portando
>> avanti i lavori con la fornace e l'accumulo. Entro un anno
>
> Ti ricordo che esistono i boiler con TRE serpentine. Non vuoi proprio
> considerare il solare termico?

lo allaccerò in seguito allo stesso accumulo, ma senza
serpentina, ossia circolando direttamente l'acqua del
serbatoio nei pannelli.

> E' quello che piu' facilmente ammortizzi,
> se non vuoi la Luna (calore in dicembre/gennaio) e non ti lanci su costosi
> tubbbi sottovuoto.

no assolutamente. LAvorerò con basse temperature e alti
flussi. Tanto il sistema è asincrono (il serbatoio è da 5000 L)

>
>> presumo saranno finiti. Questo è l'ultimo inverno a pellet,
>> poi saluto anche quello, e saluto le tasse del Pinocchio di
>> Rignano per tornare alla MIA legna e le mie biomasse e i
>> miei rifiuti accuratamente selezionati. E fanculo a tutti
>
> Un conoscente mi ha detto che i suoi genitori hanno la legna gratis.
> Pero'.
> "lavorano tutto il giorno per almeno una settimana per fare scorte, hannos
> empre fuliggine...

lo so. Ho avuto stufe. MA questa fornace è esterna alla
casa, lo sporco non mi interessa più, non porterò più legna
in casa in ogni caso.

> e le bestioline che stanno dentro la legna, col caldo
> in casa, si attivano e girano"
> Ci si adatta, io mi adatterei, ma conosco gente che griderebbe di
> raccapriccio.

mi sono scaldato a legna per 5 anni, e le stufe le avevo
costruite io. Mi trovavo circa bene quanto col pellet, ossia
con disagi DIVERSI.

> BTW, per cucinare, avessi spazio, io considererei la cucina economica a
> legna di altri tempi.
> Su cui mio padre, che c'era cresciuto, raccontava con una voce che
> grondava raccapriccio, di "sporco, fuliggine e scomodita'!"

si, la legna sporca. Ma la nuova fornace è tutta fuori, e
anche la canna fumaria non usa più quella di casa, ma uno
scambiatore indipendente di ferro spesso 6 mm. E' nato per
lavorare a condensazione, scaricherà la condensa sul
terreno, chissenefrega :)

Soviet_Mario

unread,
Jul 30, 2015, 9:15:30 AM7/30/15
to
ora mi guardo un po' tutto, thanks

danca (Daniele Campagna)

unread,
Jul 30, 2015, 11:19:41 AM7/30/15
to
Il 07/30/2015 04:21 PM, Bowlingbpsl ha scritto:
> A solfatarsi, uomo. A solfatarsi.
> Se non le hai caricate ammodino, meglio se col ciclo finale (alla tensione
> indicata. 14,2 di solito, per batterie ad acido libero, ma quelle
> "pesanti" arrivano a tollerare, negli ultimi 15 minuti, 15V!), una volta
> al mese, sono pesantemente solfatate.
> Peggio: se sono usate, malamente, lasciate li' scariche, sono buone da
> portare all'oasi ecologica.
> (salvo desolfatazione "magica". Ma e' un discorso lungo ed aleatorio e
> comunque, non vai contro l'entropia e non trasformi il piombo sottile in
> piombo grosso)

Acquistati due desolfatatori su eBay a 40 cocuzze (non ricordo se eran
dollari o euro). Uno lo sto usando e funziona. Avevo una batteria da
moto totalmente solfatata, adesso tiene quasi 12 volts, naturalmente ci
vogliono giorni e giorni di trattamento. Niente di misterioso, scariche
a 10Khz che dissolvono il solfato.
Ovvio che il piombo assottigliato non si ricostituisce.

Dan

--
"Everybody should pay taxes with a smile"
I tried, but they want money.

ADPUF

unread,
Jul 30, 2015, 3:51:30 PM7/30/15
to
Bowlingbpsl 09:54, giovedì 30 luglio 2015:

> BTW, per cucinare, avessi spazio, io considererei la cucina
> economica a legna di altri tempi.


Me la ricordo.


> Su cui mio padre, che c'era cresciuto, raccontava con una
> voce che grondava raccapriccio, di "sporco, fuliggine e
> scomodita'!"


Confermo!


--
AIOE ³¿³

Claiudio

unread,
Jul 30, 2015, 6:20:02 PM7/30/15
to
Il 28/07/2015 14:55, Soviet_Mario ha scritto:
> C.d.O.
>
> qualcuno ha a disposizione una "personale" statistica di quanto consuma
> con piastre ad induzione e/o microonde per cottura ?
Non penso ti interessi, ma solitamente la mattina mi scaldo il latte con
il microonde. Ti basta che ci attacco il wattmetro della LIDL?

Soviet_Mario

unread,
Jul 30, 2015, 7:06:11 PM7/30/15
to
non occorre, ho un microonde pure io (tarato in watt, per
cui se moltiplico i watt per i minuti, convertiti in ore,
immagino di poter stimare i wattora).

Ma non ho gran idea di quanto consumo di gas.

Nella tesi di laurea linkata da Ailboron ho visto che le
piastre spuntano un efficienza del 58 % (Se non ricordo
male), potrei fare una stima come calore necessario per
portare due litri di acqua da zero a 100, e poi per far
evaporare 100 g di acqua).


BTW, commento qui anche se non c'entra : ho visto dei
modelli commerciali che lavorano solo con acciaio magnetico.
Non ho capito bene la ragione per cui il rame e l'alluminio
non lavorino bene (o forse affatto).

Potrebbe essere qualcosa di connesso con l'effetto pelle
diverso (per la profondità di penetrazione di campi di
decine di kHz). Ma probabilmente sbaglio, perché a naso il
ferro, ferromagnetico, con una "mu" enorme, dovrebbe far
penetrare MOLTO MENO il campo che non Cu o Al (cosa che non
mi sembra favorevole).
Forse la bobina è tarata sul ferro, e con Cu o Al cambiando
il carico (dopotutto è un circuito auto-oscillante) esterno,
o lavorerebbe a frequenze diverse o assorbirebbe troppo ?
Boh ... non indagherò molto oltre nello specifico.

Tra l'altro, sempre sulla tesi, ho anche visto forni diversi
(alogeni, infrarossi e banali resistenze). Queste ultime
sarebbero più di bocca buona con correnti strane (e nemmeno
particolarmente suscettibili del passaggio AD-DC) anche se
fanno meno figo dell'induzione.

Claiudio

unread,
Jul 31, 2015, 4:32:39 AM7/31/15
to
Il 31/07/2015 01:06, Soviet_Mario ha scritto:
> BTW, commento qui anche se non c'entra : ho visto dei modelli
> commerciali che lavorano solo con acciaio magnetico. Non ho capito bene
> la ragione per cui il rame e l'alluminio non lavorino bene (o forse
> affatto).
>
> Potrebbe essere qualcosa di connesso con l'effetto pelle diverso (per la
> profondità di penetrazione di campi di decine di kHz). Ma probabilmente
> sbaglio, perché a naso il ferro, ferromagnetico, con una "mu" enorme,
> dovrebbe far penetrare MOLTO MENO il campo che non Cu o Al (cosa che non
> mi sembra favorevole).
> Forse la bobina è tarata sul ferro, e con Cu o Al cambiando il carico
> (dopotutto è un circuito auto-oscillante) esterno, o lavorerebbe a
> frequenze diverse o assorbirebbe troppo ?
Per come l'ho capita io, un piano a induzione funziona creando un
circuito magnetico: siccome la riluttanza (la resistenza nei circuiti
magnetici) nel ferro è molto bassa, il campo magnetico generato dalla
bobina penetra molto, ma molto, più agevolmente. Da lì, per effetto
Joule delle correnti parassite, il riscaldamento è facile da ottenere.
Il resto dei materiali, non ferromagnetici, offrono una maggiore
riluttanza (ma tipo un rapporto 10^3/10^4 a 1), quindi il campo
magnetico si disperde all'esterno del recipiente e l'energia
intercettata è molto minore.
È lo stesso motivo per cui il nucleo dei trasformatori è in materiale
ferromagnetico e non in altri materiali: il campo magnetico deve essere
confinato nel percorso a minor riluttanza (il nucleo), e non all'esterno
(in aria).
Una piccola nota sul ferro: se ho capito bene, le pentole in acciaio
inossidabile sono solitamente di tipo austenitico: con questa struttura
cristallina (la CFC) il ferro presenta un comportamento magnetico di
tipo paramagnetico.
Quindi nel fondo della pentola viene affogato un disco di acciaio
ferritico (struttura cristallina CCC), a comportamento ferromagnetico.

> Tra l'altro, sempre sulla tesi, ho anche visto forni diversi (alogeni,
> infrarossi e banali resistenze). Queste ultime sarebbero più di bocca
> buona con correnti strane (e nemmeno particolarmente suscettibili del
> passaggio AD-DC) anche se fanno meno figo dell'induzione.
Con le resistenza di sicuro, con le alogene potrei avere qualche dubbio.
Ma non ho approfondito per niente e potrei sbagliarmi.

Soviet_Mario

unread,
Jul 31, 2015, 10:05:16 AM7/31/15
to
Il 31/07/2015 10.07, Bowlingbpsl ha scritto:
> danca (Daniele Campagna) wrote:
>> Il 07/30/2015 04:21 PM, Bowlingbpsl ha scritto:
>
>> Acquistati due desolfatatori su eBay a 40 cocuzze (non ricordo se eran
>
> Io comprati quelli "high power" qui
> http://www.courtiestown.co.uk/index.php/battery-desulphators.html
>
>> dollari o euro). Uno lo sto usando e funziona. Avevo una batteria da
>
> La battuta sul "magico" ha un che di umoristico: in fondo hai una
> scatoletta con due fili, li colleghi... e magicamente, a volte, la
> batteria ritorna a funzionare. ;-)
>
> BTW, ho saldato personalmente dei cavi belli grossi, al posto dei filini
> sottili ed immorsetto con forza i terminali.
> Gli impulsi possono arrivare a centinaia di A per 10 microsecondi per
> essere efficaci sui cristalli di solfato, non si possono usare
> coccodrillini... perlomeno, se si vuole vedere un qualche effetto (c'e'
> gente "l'ho comprato e non funziona". Gia' e' una scienza un po'
> sperimentale e vendono fior di fregature, ma se lo usi male...)
>
>> moto totalmente solfatata, adesso tiene quasi 12 volts, naturalmente
>> ci vogliono giorni e giorni di trattamento. Niente di misterioso,
>
> Si, anche settimane. Usavo anche, per caricare la batteria, il "poor man's
> charger", dimensionando il condensatore (e quella marea di porcherie di
> disturbi che butta fuori, hai visto mai che desolfati qualcosa?), ma di
> TUTTO quello che ho mai costruito, e' la cosa che mi fa piu' paura: e'
> persino peggio che maneggiare i fili della rete scoperti (non credo salti
> nemmeno il salvavita). Per cui non daro' link su come costruirlo, hai
> visto mai che qualcuno maneggia mano-mano i morsetti e ci resta secco.
>
>> scariche a 10Khz che dissolvono il solfato.
>> Ovvio che il piombo assottigliato non si ricostituisce.
>
> All'inizio viene un po' a tutti l'assurda idea di invertire l'entropia...
> ;-)

a volte fai battute un po' fuori luogo. Se immetti energia
(a piacere) dall'esterno, sostanzialmente puoi modificare lo
stato interno di un sistema anche contro-entropia (tanto
riversi nell'ambiente più entropia di quella che ripristini
dentro). Questo in termini generici (non violi nulla).

La vera arte del ricostrire elettrodi lisci e compatti
(piuttosto che fragili dendriti e arborescenze) è stata
detta da un grande elettrochimico : l'arte di avvelenare
(con additivi e regolazioni, T, J) la crescita dendritica.

Soviet_Mario

unread,
Jul 31, 2015, 10:11:20 AM7/31/15
to
ahhh, capito ! Si, hai ragione. Ho un vago ricordo che si
chiamasse legge di Hopkinson sui circuiti magnetici. E'
giusto, il ferro attira dentro le linee di campo e non
lascia sfuggire magnetismo all'esterno. Sostanzialmente,
credo che la bobina sia progettata in modo da costare poco e
non focalizzare il flusso più di tanto. Se l'accoppi con un
ferromagnetico, ci penserà lui (in maniera non lineare, per
isteresi magnetica) a catturare le linee di campo e lasciare
sfuggire ben poco.
Se invece metti un materiale "lineare", sarà diverso
dall'aria ma non abbastanza, e disperderai molto campo
all'esterno.

> È lo stesso motivo per cui il nucleo dei trasformatori è in
> materiale ferromagnetico e non in altri materiali: il campo
> magnetico deve essere confinato nel percorso a minor
> riluttanza (il nucleo), e non all'esterno (in aria).

si giusto, mi torna.

> Una piccola nota sul ferro: se ho capito bene, le pentole in
> acciaio inossidabile sono solitamente di tipo austenitico:
> con questa struttura cristallina (la CFC) il ferro presenta
> un comportamento magnetico di tipo paramagnetico.

confermo : gli austenitici non andrebbero bene, ci vogliono
i ferritici (o martensitici, che però non sono usati per
pentolame, non essendo affatto imbutibili, ma solo per roba
dura da utensili rapidi).

> Quindi nel fondo della pentola viene affogato un disco di
> acciaio ferritico (struttura cristallina CCC), a
> comportamento ferromagnetico.
>
>> Tra l'altro, sempre sulla tesi, ho anche visto forni
>> diversi (alogeni,
>> infrarossi e banali resistenze). Queste ultime sarebbero
>> più di bocca
>> buona con correnti strane (e nemmeno particolarmente
>> suscettibili del
>> passaggio AD-DC) anche se fanno meno figo dell'induzione.
> Con le resistenza di sicuro, con le alogene potrei avere
> qualche dubbio.

si, mi riferivo SOLO alla resistenza. L'alogena, se non
entra in temperatura (soglia ?) credo che non sforni una cippa

> Ma non ho approfondito per niente e potrei
> sbagliarmi.
>


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