In una recente discussione in cross-post si e' mosso
il dubbio che il sistema elettrica italiano non sia
capace di produrre di piu' di quanto fa oggi, buttando
li' anche la questione importaizoni di energia elettrica.
Urge chiarire la situazione, cosa che evidentemente
tutti i media e la stampa nazionale, ha l'ordine di
non fare. O no ?
Impianti funzionanti esistenti:
Potenza Produzione Produzione Fattore
(MW) (GW*h) max da di
Netta 2018 Netta 2018 fonte ideale capacita'
----------------------------------------------------
idro 22'498.6 49'929.0 197'087.7 25.3%
termo 61'617.3 184'336.1 539'767.5 34.2%
geotermo 767.2 5'757.3 6'720.7 85.7%
eolico 10'230.2 17'556.8 89'616.6 19.6%
solare 20'107.7 22'265.4 176'143.5 12.6%
----------------------------------------------------
totale 115'221.0 279'844.6 n.a.
La produzione indicata nella terza colonna sono
i GW*h che una fonte ideale perfetta, di pari
potenza del valore nella stessa riga, puo'
produrre in un anno di 24 x 365 = 8'760 ore.
Il rapporto tra la produzione effettiva netta
(quello nella seconda colonna) e la produzione
max ideale prende il nome di fattore di capacita'
che e' il dato dell'ultima colonna.
Nel ragionamento che segue, eolico, idroelettrico
e solare sono fonti che non possiamo decidere noi
quanto possono produrre. Sono tecnologie, che una
volta costruite, ci conviene spremere al massimo,
dato che non consumano combustibili. Ma, se non
c'e' vento, se non piove, se non c'e' sole, non
possiamo avere elettricita'. Quindi i valori di
produzione che possiamo avere, sono quelli reali
indicati, che variano di anno in anno, ma l'ordine
e' quello.
Notare il valore infimo del fotovoltaico, che rende
solo il 12,6% dei valori roboanti della sua potenza
installata. Potremo anche dire che e' come se
20,1 GW di fotovoltaico lavorassero solo per 1'107 ore
all'anno.
Molto meglio l'eolico, che opera con quasi un 20%,
ovvero come dire che i 10,2 GW lavorano 1'716 ore
all'anno.
Segue l'idroelettrico con un 25,3%, come dire che
i suoi 22,5 GW lavorano per 2'219 ore all'anno.
Diverso e' il caso del termoelettrico convenzionale.
Entro i limiti dovuti alla necessita' di fermare
l'impianto per la manutenzione (dal fissare le
parti che si sono allentate per le vibrazioni,
sostituire le parti consumate dalle fiamme,
controllate ed aggiungere l'acqua distillata,
ingrassare cuscinetti, etc) e poi i fermi imprevisti
causa rotture, il numero di ore di funzionamento
possiamo sceglierli noi.
E questa dovrebbe essere una brutta sorpresa, lavora
solo per un 34,2% della sua capacita' ideale, ovvero
come se 61,6 GW lavorassero solo 2'992 ore all'anno.
E questa e' una brutta notizia, perche' l'energia
elettrica prodotta da impianto fermi per oltre la
meta' delle ore di un anno, e' una energia elettrica
che costa cara, molto cara.
Per capire l'assurdo, guardate il geotermoelettrico,
la stessa tecnologia, ma operata al massimo delle
sue capacita' tecniche (come si farebbe anche per
nucleare, ma ignorate pure questa divagazione),
opera per un fattore di capacita' del 85,7%, ovvero,
quei 0,8 GW sono fatti macinare per 7'504 ore
all'anno, giusto il tempo di fermo per manutenzione
e riparazioni.
La questione molto semplice e' che anche il
termoelettrico convenzionale, a carbone o a gas
o a petrolio che sia puo' operare ben oltre quel
34,2% di capacita' indicato dalla realta' delle
misurazioni ricevuto e sommate da TERNA.
Un valore mediano generale e' un fattore di capacita'
del 80% (le centrali nucleari spesso lavorano fino
al 100% negli anni "buoni", cioe' senza mai fermarsi
per un anno intero, non avendo il problema dei
bruciatori o delle turbine a gas).
In altre parole, se lo vogliamo (volere e' potere,
dicono in Germania), usando il termoelettrico
convenzionale con un fattore di capacita' del 80%,
come valore mediano, tra gli impianti che lavorano,
anche fino al 90%, come quasi il nostro
geotermoelettrico, e quelli piu' problematici che
fanno magari solo un 70% (che per la tecnologia
convenzionale e' un valore verso lo scadente),
ecco come diventerebbe la nostra tabella della
produzione *nazionale*:
Potenza Produzione Produzione Fattore
(MW) (GW*h) max da di
Netta 2018 Netta 2018 fonte ideale capacita'
----------------------------------------------------
idro 22'498.6 49'929.0 197'087.7 25.3%
termo 61'617.3 431'814.0 539'767.5 80.0%
geotermo 767.2 5'757.3 6'720.7 85.7%
eolico 10'230.2 17'556.8 89'616.6 19.6%
solare 20'107.7 22'265.4 176'143.5 12.6%
----------------------------------------------------
totale 115'221.0 527'322.5 n.a.
Si' avete letto bene: 527 TW*h !!!
Nel 2018 ne abbiamo prodotti solo 280 TW*h.
Secondo calcoli piu' o meno ragionevoli, se domani
mattina, tutte le auto fossero elettriche, servirebbero
altri 150 TW*h di energia elettrica. La domanda
elettrica nel 2018 e' stata di 321 TW*h.
Quindi il conto e' presto fatto: 321+150 = 471 TW*h.
Per dare una idea, per arrivare a 471 TW*h, ci
basterebbe fare lavorare il termoelettrico
convenzionale con un 69,6%, cioe' un 70% scarso
di fattore di capacita' (o se volete, solo 6100
ore all'anno).
SORPRESA! Il sistema elettrico nazionale, non solo
e' in grado di coprire le importazioni attuali, ma
anche di fornire altri 150 TW*h di energia
elettrica, per un totale di 471 TW*h.
Quindi ora sapete cosa rispondere al prossimo
bastardo (perche' lancia facilmente accuse di
incapacita' nazionale) che vi va a raccontare,
senza avere chiesto informazioni o fatto un
controllo, che non l'Italia non potrebbe mai
produrre l'energia elettrica per le auto elettriche.
Ma sappiamo che nel 2018, l'Italia ha importato la
bellezza di 47,2 TW*h dall'estero !!! Ma scusate,
ma perche' fare lavorare i nostri impianti per solo
un terzo della loro capacita', ed importare energia
elettrica a gogo' dall'estero ?
In realta' la risposta e' molto semplice: un misto
di concorrenza aperta alle aziende elettriche
francesi, spagnole e tedesche (che in caso di
ITAEXIT se la prenderebbero in ...), e la moda,
propinata ad arte, di "comperare energia verde".
Attualmente la produzione nazionale di "energia verde"
e' limitata a poco meno di 100 TW*h. Ma e' possibile
che dei 321 TW*h consumati, anche la meta' (che
sono 160 TW*h) voglia energia verde (pagando
anche un centesimo in piu') e quindi ci mancano
qualcosa intorno ai 50 TW*h.
E poi abbiamo le aziende elettriche straniere che
hanno aperto una dipendenza italiana (e che di
"energia verde" da sbolognare ne hanno tanta).
Prendiamo una E.ON (tedesca) oppure una IBERDROLA
(spagnola) o una ENGIE (ex GDF-Suez, francese):
<
https://www.eon-energia.com/luce/casa/eon-luce-click-verde.html>
<
https://www.iberdrola.it/impresa/luce/ecoleggera-Luce>
<
https://casa.engie.it/gas-luce>
Le filiali in Italia sono il "ramo commerciale"
(quello della "rivendita") delle varie aziende
estere, che qualche volta gestiscono anche qualche
modesta realta' produttiva nazionale. Ma il grosso
della loro capacita' produttiva e' nel loro paese
d'origine. Queste aziende sanno benissimo che il
loro costo industriale dell'energia elettrica
dipende da quanto fanno lavorare gli impianti.
Un 35% fa schifo, un 70% e' decente. Se poi
arrivano al 80%-90%, diventa "grasso che cola".
Quindi cosa accade: le varie aziende straniere, per
quanto possono, cercare di vendere ai clienti
italiani energia elettrica prodotta nei loro paesi
d'origine. Tanto piu' se poi si sono impegnati, hanno
promesso, di vendere energia verde. Al limite, che
fanno ? Mandano l'energia "verde" in Italia, e fanno
lavorare di piu' gli impianti termoelettrici (o
nucleari) nella loro patria. Due piccioni con una
fava: vendono la cara energia elettrica di origine
rinnovabile, specialmente se e' eolica o fotovoltaica,
sfruttando la notevole capacita' degli impianti di
pompaggio italiani (con quindi, per il consumatore
"verde" nazionale, in piu' il costo dell'uso
dell'impianto di pompaggio, che non e' gratis), per
non perdere l'energia che loro in patria non sono
in grado di immagazzinare a sufficienza. Ed in
cambio evitano di fermare le centrali convenzionali
nella loro patria.
Per capirci, ad una prezzo industriale medio in
Italia (compreso il costo dell'uso delle grandi
linee di potenza) di 10 centesimi al kW*h, viene
fuori che i 47'170 GW*h = 47'170'000'000 kW*h
importati corrispondono a 4,7 miliardi di euro
spediti all'estero. Ogni anno. Bastonata da
aggiungere ai 15 miliardi di oneri di sistema.
Tanto paga il consumatore italiano.
Piu' o meno gioiosamente. (se crede alla favola
delle rinnovabili)
Tutto questo gioco sarebbe messo seriamente in
pericolo, se in Italia si costruissero 100'000 MW
di centrali TCS+AT (solare termodinamico con accumulo).
La quota di energia "verde" disponibile in Italia
schizzerebbe su di almeno di 200 TW*h, dieci volte
di piu' del solo fotovoltaico. E quella TCS+AT
andrebbe ad insidiare le preziose fasce di vendita
serale.
Quindi, contro il solare termodinamico in Italia,
non ci sono solo gli arabi, i russi ed altri
rivenditori "fossili", ma anche le aziende
elettriche straniere, a cui quel po' di autarchia
elettrica nazionale non andrebbe affatto giu'.
In quanto alla rete elettrica: basta evitare di fare
prelievi durante le ore in cui funziona il
fotovoltaico (che con i suoi 20 GW durante le poche
ore meridiane va ad incidere per oltre il 50% della
capacita' ordinaria) e la rete attuale non richiede
neanche un potenziamento. Anche se per ridurre le
perdite, e' meglio aumentare le sezioni dei cavi
della distribuzione locale.
Se siete sorpresi dal leggere quanto sopra, domandatevi
chi dovrebbe avere il compiti di informare i cittadini
delle scelte con risvolti elettorali.
E perche' non l'hanno mai fatto (altrimenti che
sorpresa sarebbe ?).