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Cosa potrebbero produrre le centrali elettriche italiane

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Roberto Deboni DMIsr

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Nov 9, 2019, 1:32:34 AM11/9/19
to
In una recente discussione in cross-post si e' mosso
il dubbio che il sistema elettrica italiano non sia
capace di produrre di piu' di quanto fa oggi, buttando
li' anche la questione importaizoni di energia elettrica.

Urge chiarire la situazione, cosa che evidentemente
tutti i media e la stampa nazionale, ha l'ordine di
non fare. O no ?

Impianti funzionanti esistenti:

Potenza Produzione Produzione Fattore
(MW) (GW*h) max da di
Netta 2018 Netta 2018 fonte ideale capacita'
----------------------------------------------------
idro 22'498.6 49'929.0 197'087.7 25.3%
termo 61'617.3 184'336.1 539'767.5 34.2%
geotermo 767.2 5'757.3 6'720.7 85.7%
eolico 10'230.2 17'556.8 89'616.6 19.6%
solare 20'107.7 22'265.4 176'143.5 12.6%
----------------------------------------------------
totale 115'221.0 279'844.6 n.a.

La produzione indicata nella terza colonna sono
i GW*h che una fonte ideale perfetta, di pari
potenza del valore nella stessa riga, puo'
produrre in un anno di 24 x 365 = 8'760 ore.

Il rapporto tra la produzione effettiva netta
(quello nella seconda colonna) e la produzione
max ideale prende il nome di fattore di capacita'
che e' il dato dell'ultima colonna.

Nel ragionamento che segue, eolico, idroelettrico
e solare sono fonti che non possiamo decidere noi
quanto possono produrre. Sono tecnologie, che una
volta costruite, ci conviene spremere al massimo,
dato che non consumano combustibili. Ma, se non
c'e' vento, se non piove, se non c'e' sole, non
possiamo avere elettricita'. Quindi i valori di
produzione che possiamo avere, sono quelli reali
indicati, che variano di anno in anno, ma l'ordine
e' quello.

Notare il valore infimo del fotovoltaico, che rende
solo il 12,6% dei valori roboanti della sua potenza
installata. Potremo anche dire che e' come se
20,1 GW di fotovoltaico lavorassero solo per 1'107 ore
all'anno.

Molto meglio l'eolico, che opera con quasi un 20%,
ovvero come dire che i 10,2 GW lavorano 1'716 ore
all'anno.

Segue l'idroelettrico con un 25,3%, come dire che
i suoi 22,5 GW lavorano per 2'219 ore all'anno.

Diverso e' il caso del termoelettrico convenzionale.
Entro i limiti dovuti alla necessita' di fermare
l'impianto per la manutenzione (dal fissare le
parti che si sono allentate per le vibrazioni,
sostituire le parti consumate dalle fiamme,
controllate ed aggiungere l'acqua distillata,
ingrassare cuscinetti, etc) e poi i fermi imprevisti
causa rotture, il numero di ore di funzionamento
possiamo sceglierli noi.

E questa dovrebbe essere una brutta sorpresa, lavora
solo per un 34,2% della sua capacita' ideale, ovvero
come se 61,6 GW lavorassero solo 2'992 ore all'anno.
E questa e' una brutta notizia, perche' l'energia
elettrica prodotta da impianto fermi per oltre la
meta' delle ore di un anno, e' una energia elettrica
che costa cara, molto cara.

Per capire l'assurdo, guardate il geotermoelettrico,
la stessa tecnologia, ma operata al massimo delle
sue capacita' tecniche (come si farebbe anche per
nucleare, ma ignorate pure questa divagazione),
opera per un fattore di capacita' del 85,7%, ovvero,
quei 0,8 GW sono fatti macinare per 7'504 ore
all'anno, giusto il tempo di fermo per manutenzione
e riparazioni.

La questione molto semplice e' che anche il
termoelettrico convenzionale, a carbone o a gas
o a petrolio che sia puo' operare ben oltre quel
34,2% di capacita' indicato dalla realta' delle
misurazioni ricevuto e sommate da TERNA.

Un valore mediano generale e' un fattore di capacita'
del 80% (le centrali nucleari spesso lavorano fino
al 100% negli anni "buoni", cioe' senza mai fermarsi
per un anno intero, non avendo il problema dei
bruciatori o delle turbine a gas).

In altre parole, se lo vogliamo (volere e' potere,
dicono in Germania), usando il termoelettrico
convenzionale con un fattore di capacita' del 80%,
come valore mediano, tra gli impianti che lavorano,
anche fino al 90%, come quasi il nostro
geotermoelettrico, e quelli piu' problematici che
fanno magari solo un 70% (che per la tecnologia
convenzionale e' un valore verso lo scadente),
ecco come diventerebbe la nostra tabella della
produzione *nazionale*:

Potenza Produzione Produzione Fattore
(MW) (GW*h) max da di
Netta 2018 Netta 2018 fonte ideale capacita'
----------------------------------------------------
idro 22'498.6 49'929.0 197'087.7 25.3%
termo 61'617.3 431'814.0 539'767.5 80.0%
geotermo 767.2 5'757.3 6'720.7 85.7%
eolico 10'230.2 17'556.8 89'616.6 19.6%
solare 20'107.7 22'265.4 176'143.5 12.6%
----------------------------------------------------
totale 115'221.0 527'322.5 n.a.

Si' avete letto bene: 527 TW*h !!!

Nel 2018 ne abbiamo prodotti solo 280 TW*h.

Secondo calcoli piu' o meno ragionevoli, se domani
mattina, tutte le auto fossero elettriche, servirebbero
altri 150 TW*h di energia elettrica. La domanda
elettrica nel 2018 e' stata di 321 TW*h.
Quindi il conto e' presto fatto: 321+150 = 471 TW*h.

Per dare una idea, per arrivare a 471 TW*h, ci
basterebbe fare lavorare il termoelettrico
convenzionale con un 69,6%, cioe' un 70% scarso
di fattore di capacita' (o se volete, solo 6100
ore all'anno).

SORPRESA! Il sistema elettrico nazionale, non solo
e' in grado di coprire le importazioni attuali, ma
anche di fornire altri 150 TW*h di energia
elettrica, per un totale di 471 TW*h.

Quindi ora sapete cosa rispondere al prossimo
bastardo (perche' lancia facilmente accuse di
incapacita' nazionale) che vi va a raccontare,
senza avere chiesto informazioni o fatto un
controllo, che non l'Italia non potrebbe mai
produrre l'energia elettrica per le auto elettriche.


Ma sappiamo che nel 2018, l'Italia ha importato la
bellezza di 47,2 TW*h dall'estero !!! Ma scusate,
ma perche' fare lavorare i nostri impianti per solo
un terzo della loro capacita', ed importare energia
elettrica a gogo' dall'estero ?

In realta' la risposta e' molto semplice: un misto
di concorrenza aperta alle aziende elettriche
francesi, spagnole e tedesche (che in caso di
ITAEXIT se la prenderebbero in ...), e la moda,
propinata ad arte, di "comperare energia verde".
Attualmente la produzione nazionale di "energia verde"
e' limitata a poco meno di 100 TW*h. Ma e' possibile
che dei 321 TW*h consumati, anche la meta' (che
sono 160 TW*h) voglia energia verde (pagando
anche un centesimo in piu') e quindi ci mancano
qualcosa intorno ai 50 TW*h.
E poi abbiamo le aziende elettriche straniere che
hanno aperto una dipendenza italiana (e che di
"energia verde" da sbolognare ne hanno tanta).

Prendiamo una E.ON (tedesca) oppure una IBERDROLA
(spagnola) o una ENGIE (ex GDF-Suez, francese):

<https://www.eon-energia.com/luce/casa/eon-luce-click-verde.html>
<https://www.iberdrola.it/impresa/luce/ecoleggera-Luce>
<https://casa.engie.it/gas-luce>

Le filiali in Italia sono il "ramo commerciale"
(quello della "rivendita") delle varie aziende
estere, che qualche volta gestiscono anche qualche
modesta realta' produttiva nazionale. Ma il grosso
della loro capacita' produttiva e' nel loro paese
d'origine. Queste aziende sanno benissimo che il
loro costo industriale dell'energia elettrica
dipende da quanto fanno lavorare gli impianti.
Un 35% fa schifo, un 70% e' decente. Se poi
arrivano al 80%-90%, diventa "grasso che cola".

Quindi cosa accade: le varie aziende straniere, per
quanto possono, cercare di vendere ai clienti
italiani energia elettrica prodotta nei loro paesi
d'origine. Tanto piu' se poi si sono impegnati, hanno
promesso, di vendere energia verde. Al limite, che
fanno ? Mandano l'energia "verde" in Italia, e fanno
lavorare di piu' gli impianti termoelettrici (o
nucleari) nella loro patria. Due piccioni con una
fava: vendono la cara energia elettrica di origine
rinnovabile, specialmente se e' eolica o fotovoltaica,
sfruttando la notevole capacita' degli impianti di
pompaggio italiani (con quindi, per il consumatore
"verde" nazionale, in piu' il costo dell'uso
dell'impianto di pompaggio, che non e' gratis), per
non perdere l'energia che loro in patria non sono
in grado di immagazzinare a sufficienza. Ed in
cambio evitano di fermare le centrali convenzionali
nella loro patria.

Per capirci, ad una prezzo industriale medio in
Italia (compreso il costo dell'uso delle grandi
linee di potenza) di 10 centesimi al kW*h, viene
fuori che i 47'170 GW*h = 47'170'000'000 kW*h
importati corrispondono a 4,7 miliardi di euro
spediti all'estero. Ogni anno. Bastonata da
aggiungere ai 15 miliardi di oneri di sistema.
Tanto paga il consumatore italiano.
Piu' o meno gioiosamente. (se crede alla favola
delle rinnovabili)

Tutto questo gioco sarebbe messo seriamente in
pericolo, se in Italia si costruissero 100'000 MW
di centrali TCS+AT (solare termodinamico con accumulo).
La quota di energia "verde" disponibile in Italia
schizzerebbe su di almeno di 200 TW*h, dieci volte
di piu' del solo fotovoltaico. E quella TCS+AT
andrebbe ad insidiare le preziose fasce di vendita
serale.

Quindi, contro il solare termodinamico in Italia,
non ci sono solo gli arabi, i russi ed altri
rivenditori "fossili", ma anche le aziende
elettriche straniere, a cui quel po' di autarchia
elettrica nazionale non andrebbe affatto giu'.


In quanto alla rete elettrica: basta evitare di fare
prelievi durante le ore in cui funziona il
fotovoltaico (che con i suoi 20 GW durante le poche
ore meridiane va ad incidere per oltre il 50% della
capacita' ordinaria) e la rete attuale non richiede
neanche un potenziamento. Anche se per ridurre le
perdite, e' meglio aumentare le sezioni dei cavi
della distribuzione locale.


Se siete sorpresi dal leggere quanto sopra, domandatevi
chi dovrebbe avere il compiti di informare i cittadini
delle scelte con risvolti elettorali.
E perche' non l'hanno mai fatto (altrimenti che
sorpresa sarebbe ?).

Giampaolo Natali

unread,
Nov 9, 2019, 2:40:57 AM11/9/19
to
Roberto Deboni DMIsr wrote:
> In una recente discussione in cross-post si e' mosso
> il dubbio che il sistema elettrica italiano non sia
> capace di produrre di piu' di quanto fa oggi, buttando
> li' anche la questione importaizoni di energia elettrica.
>
> Urge chiarire la situazione, cosa che evidentemente
> tutti i media e la stampa nazionale, ha l'ordine di
> non fare. O no ?
>
> Impianti funzionanti esistenti:
>
> Potenza Produzione Produzione Fattore
> (MW) (GW*h) max da di
> Netta 2018 Netta 2018 fonte ideale capacita'
> ----------------------------------------------------
> idro 22'498.6 49'929.0 197'087.7 25.3%
> termo 61'617.3 184'336.1 539'767.5 34.2%
> geotermo 767.2 5'757.3 6'720.7 85.7%
> eolico 10'230.2 17'556.8 89'616.6 19.6%
> solare 20'107.7 22'265.4 176'143.5 12.6%
> ----------------------------------------------------
> totale 115'221.0 279'844.6 n.a.
>
>
> In quanto alla rete elettrica: basta evitare di fare
> prelievi durante le ore in cui funziona il
> fotovoltaico (che con i suoi 20 GW durante le poche
> ore meridiane va ad incidere per oltre il 50% della
> capacita' ordinaria) e la rete attuale non richiede
> neanche un potenziamento. Anche se per ridurre le
> perdite, e' meglio aumentare le sezioni dei cavi
> della distribuzione locale.
>
>
> Se siete sorpresi dal leggere quanto sopra, domandatevi
> chi dovrebbe avere il compiti di informare i cittadini
> delle scelte con risvolti elettorali.
> E perche' non l'hanno mai fatto (altrimenti che
> sorpresa sarebbe ?).

Ho tagliato la gran parte del suo post per brevità.


Nei suoi calcoli manca un dato che credo fondamentale:

qual'é il consumo diurno nazionale e quale notturno-serale.
Le centrali termoelettriche debbono essere mantenute accese per fornire gli
eventuali picchi di richiesta, ma di notte vengono tenute al minimo
possibile della produzione.
Quindi la presunta inefficienza produttiva è reale o "tecnica"?
Di quanto potrebbe essere diminuita?

--
Giampaolo Natali
giampaol...@alice.it

Franz_aRTiglio

unread,
Nov 9, 2019, 5:49:30 AM11/9/19
to
Nel suo scritto precedente, Roberto Deboni DMIsr ha sostenuto :

> In una recente discussione in cross-post

hey turbocoglione: 12k in TRIPLO CORSSOPST e offtopic in 2 ?

cosa c'e' ? anche il portinaio ti ha mandato affanculo e piangi
attenzione ?

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 9, 2019, 12:03:46 PM11/9/19
to
On Sat, 09 Nov 2019 08:40:55 +0100, Giampaolo Natali wrote:

> Roberto Deboni DMIsr wrote:
>> In una recente discussione in cross-post si e' mosso il dubbio che il
>> sistema elettrica italiano non sia capace di produrre di piu' di quanto
>> fa oggi, buttando li' anche la questione importaizoni di energia
>> elettrica.
>>
>> Urge chiarire la situazione, cosa che evidentemente tutti i media e la
>> stampa nazionale, ha l'ordine di non fare. O no ?
>>
>> Impianti funzionanti esistenti:
>>
>> Potenza Produzione Produzione Fattore
>> (MW) (GW*h) max da di
>> Netta 2018 Netta 2018 fonte ideale capacita'
>> ---------------------------------------------------- idro 22'498.6
>> 49'929.0 197'087.7 25.3%
>> termo 61'617.3 184'336.1 539'767.5 34.2% geotermo 767.2
>> 5'757.3 6'720.7 85.7%
>> eolico 10'230.2 17'556.8 89'616.6 19.6%
>> solare 20'107.7 22'265.4 176'143.5 12.6%
>> ---------------------------------------------------- totale 115'221.0
>> 279'844.6 n.a.

...snip...

> Nei suoi calcoli manca un dato che credo fondamentale:
>
> qual'é il consumo diurno nazionale e quale notturno-serale.

Che riflesso avrebbe questa domanda sul fatto che importiamo
47 TW*h di energia elettrica dall'estero ?

> Le centrali termoelettriche debbono essere mantenute accese
> per fornire gli eventuali picchi di richiesta, ma di notte
> vengono tenute al minimo possibile della produzione.

Tenerle accese equivale a tenerle al minimo.

Ci sono diverse tecnologie, tutte parte della grande famiglia
delle centrali termoelettriche. Suggerisco di dividerle in
due grandi sottofamiglie:

A) centrali costose da costruire ma che producono l'energia
meno costosa se operate in modo ottimale; in genere la
loro tecnologia e' tale per cui l'avvio richiede molte
ore di preavviso

B) centrali poco costose da costruire, ma l'energia che
producono e' tra le piu' care, a prescindere se vengono
usate tante o poche ore al giorno; in genere la loro
tecnologia si puo' lanciare con un preavviso anche di
"solo" 15 minuti (ma nel frattempo la rete deve avere
delle riserve "istantanee" come batterie chimiche)

Le centrali di tipo A) (tipicamente a carbone) si cerca di
tenerle in funzione 24h/7gg, perche' cosi' si ammortizza
meglio la costruzione ottenendo il desiderato costo modesto
dell'energia elettrica prodotta. Il tipo A) in genere mal
sopporta frequenti riavvia che possono anche portare alla
rottura prematura di componenti come le turbine a vapore.

Le centrali di tipo B) vengono dedicate a coprire i bisogni
di punta, ovvero quella parte della domanda che dura al
massimo un ora qui ed un ora la' (picco meridiano e picco
serale) ed il fatto che si avviano rapidamente gioca a
favore di questo utilizzo.

> Quindi la presunta inefficienza produttiva è reale o
> "tecnica"? Di quanto potrebbe essere diminuita?

Vediamo il lato della domanda. Nel 2018, la potenza minima
richiesta dalla rete e' stata di 19,5 GW. Questo significa
che 19,5 GW x 24h x 365gg = 170'820 GW*h del consumo puo'
essere fornito da centrali elettriche che operano a ciclo
continuo, senza pause e soste, se non quelle tecniche ed
i guasti. In realta', ogni unita' termoelettrica non lavora
per 8'760 ore all'anno, ma effettua varie pause. Direi che
possiamo considerare il tipico funziomento delle centrali
geotermoelettriche, che sono sfruttare al massimo, proprio
per la loro convenienza economica rispetto ad altre
tecnologie termoelettriche, convenienza che e' massima
se il loro costo di costruzione (che non e' poco) viene
ammortizzato piu' velocemente grazie ad un uso intenso.

Quindi sappiamo che le unita' termoelettriche di tipo A)
possiamo "usarle" per 7'500 ore all'anno. Purtroppo non
tutte queste pause possono essere spalmate "giornalmente",
tipo "3 ore al giorno), ma una programmazione intelligente
puo' fare qualcosa in quella direzione.
Possiamo pero' certamente considerare di "fermare" la
generazione di una unita' di tipo A), senza pero' lasciare
che la sua temperatura scenda, fino ad un ora di tempo,
in cui il consumo di combustibile crolla, ma si ha
certamente un certo spreco perche' produciamo calore,
consumando combustibile, senza produrre elettricita'.
Possiamo altresi variare di una certa percentuale la
produzione massima, per esempio, con una riduzione del 10%
tutte le unita' insieme. Si potrebbe anche fare di piu' (meno
produzione), ma lo scopo e' di sfruttare al massimo
l'investimento, quindi non vogliamo andare sotto il 90% della
capacita' nominale. Operando in modo che durante la notte
tutte le centrali vengano modulate al 90% della loro potenza,
portandole al 100% durante le ore di domanda crescente,
possiamo includere la parte della domanda che e' presente
per solo il 90% delle ore, cioe' per 21,6 ore al giorno
che sono, nel 2018, sulla mediana dei 26 GW. Che corrisponde
ad una produzione di 26 GW * 24h * 365gg = 227,7 TW*h.
Questa e' la parte della domanda che possiamo agevolmente
e con piu' rapido ammortamento, smaltire con il termoelettrico
convenzionale di tipo A). Potremo cioe' coprire il 71% dei
consumi nazionali, usando unita' termoelettrice all'85%
della loro capacita'.

La tabella mostra che utilizziamo il termoelettrico per solo
184 TW*h e la differenza (44 TW*h) non e' una coincidenza
che sia entro i valori delle importazioni. Infatti la
costruzione delle centrali elettriche convenzionali non e'
una improvvisazione, ma programmata a lungo termine dalle
aziende elettriche. Quindi il parco di generazione oggi
disponibile e' il risultato di una programmazione che risale
ancora prima della entrata nell'UE (inteso come partecipazione
all'Euro e liberalizzazione del mercato oltre i confini
nazionali). E quindi le importazioni sono andate a togliere
vendite elettriche di capacita' di generazione come
programmate a lungo termine.

E dato il notevole investimento e' il valore di una
centrale elettrica di potenza, le aziende proprietarie sono
restie a mandarle subito in pensione. Quello che si fa e',
usando un termine preso dall'anglosassone, metterle
"sotto naftalina" (il cosidetto "mothballing" che significa
avvolgere con un involucro in modo da proteggere dalle tarme,
ovviamente le tarme sono quelle degli abiti, tali insetti
non fanno nulla ai macchinari, ma e' il significato in senso
lato che va inteso).

Il che fa capire l'entusiasmo di ENEL nel costruire colonnine
per la ricarica delle vetture elettriche ... :-D

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 9, 2019, 12:37:05 PM11/9/19
to
Ho ritenuto (a torto ?) che alcuni, in crosspost e OT,
abbiano lanciato dubbi ed informazioni falsificanti sul
tema della capacita' nazionale di produrre energia.
Quindi mi e' sorto il "bisogno" (incontrollabile ? :-)
di rettificare l'informazione in chiaro negli stessi
gruppi, in crosspost, come i disturbatori,
aggiungendo l'unico gruppo pertinente sul tema per
agevolarmi il recupero in futuro dei dati calcolati.

Franz_aRTiglio

unread,
Nov 9, 2019, 2:47:21 PM11/9/19
to
Roberto Deboni DMIsr ha spiegato il 09/11/2019 :
> On Sat, 09 Nov 2019 11:48:15 +0100, Franz_aRTiglio wrote:
>
>> Nel suo scritto precedente, Roberto Deboni DMIsr ha sostenuto :
>>
>>> In una recente discussione in cross-post
>>
>> hey turbocoglione: 12k in TRIPLO CORSSOPST e offtopic in 2 ?
>>
>> cosa c'e' ? anche il portinaio ti ha mandato affanculo e piangi
>> attenzione ?
>
> H [patetica scusa cut]

TRIPLO crosspost PIPPONE di 12k OFFTOPIC in 2 dei 3 gruppi.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 9, 2019, 3:32:17 PM11/9/19
to
Ha dimenticato il "salto capriato" dialettico :-D

Franz_aRTiglio

unread,
Nov 9, 2019, 3:33:26 PM11/9/19
to
Il 09/11/2019, Roberto Deboni DMIsr ha detto :
hai dimenticato di nuovo le pillole ?

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 9, 2019, 3:35:20 PM11/9/19
to
No, ho scambiato il tubetto delle vitamine con quelle
della medicina :-)

Franz_aRTiglio

unread,
Nov 9, 2019, 5:20:42 PM11/9/19
to
ecco bravo, vedi di scambiare anche la tua maniacale fame d'attenzione
e logorrea con "un bel tacer che non fu mai scritto" e di "buona
educazione nel non crosspostare a cazzo pipponi offtopic".

Bowlingbpsl

unread,
Nov 14, 2019, 11:25:44 AM11/14/19
to
Franz_aRTiglio wrote:
> Nel suo scritto precedente, Roberto Deboni DMIsr ha sostenuto :
>
>> In una recente discussione in cross-post

> cosa c'e' ?

Credo che abbia letto un thread in cui facevo presente che quel blogger
che dice che a Topolinia non c'e' sufficiente capacita' produttiva, e' un
totale incompetente e che, servissero dati, Deboni avrebbe saputo
spulciare il GSE e postare i risultati.

E' un argomento molto gettonato dai detrattori "da Facebook" (o magari "da
Sgarbi": CAPRE ignoranti), assieme al "inkuinano di +", "le batterie poi
le devo cambiare" nonche' l'inossidabile "ed i maro'?..." cioe' volevo
dire: "...E LO SMALTIMENTO?"
A volte compare una foto di una colonnina di ricarica con un cavo
(arrotolato intorno alla base) che va ad un grosso generatore eletrico.


Fabrizio


mo_mo

unread,
Nov 15, 2019, 9:09:55 AM11/15/19
to
Il 09/11/19 11:48, Franz_aRTiglio ha scritto:
Severo, ma giusto.

--
mo_mo 🇮🇹🎸😜😃🎅🙈🙉🙊𝒗𝒆𝒓𝒊𝒇𝒊𝒆𝒅✅👌✨ 🍓
♫ ♬ 🎶🎶 ❤

mo_mo

unread,
Nov 15, 2019, 9:20:04 AM11/15/19
to
Il 09/11/19 07:32, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>


se tutti ci dotassimo di una cicletta o tapino rullante con dinamo in
casa e producessimo un po' di corrente in fai-da-te, oltre a smaltire un
po' di grasso, quanta energia elettrica potremmo fornire al sistema
elettrico nazionale? Ci facci un calculo. Grazie.

--
mo_mo 🇮🇹🎸😜😃🎅🙈🙉🙊𝒗𝒆𝒓𝒊𝒇𝒊𝒆𝒅✅👌✨ 🍓
♫ ♬ 🎶🎶 ❤

Roberto Deboni

unread,
Nov 15, 2019, 9:38:50 PM11/15/19
to
On Fri, 15 Nov 2019 15:20:03 +0100, mo_mo wrote:

> Il 09/11/19 07:32, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>>
>>
>
> se tutti ci dotassimo di una cicletta o tapino rullante con dinamo in
> casa e producessimo un po' di corrente in fai-da-te, oltre a smaltire un
> po' di grasso, quanta energia elettrica potremmo fornire al sistema
> elettrico nazionale? Ci facci un calculo. Grazie.

Nonostante l'evidente scherno, e' utile capire quanto l'idea e'
ridicola (e ridicoli sono gli ambientalisti che anche solo
la pensino come ipotesi):

300'000'000'000 / 60'000'000 = 5'000 kW*h/testa

e' quello di cui ha bisogno il sistema elettrico nazionale.
Per ricavare 1 solo kW*h, un ciclista allenato dovrebbe
pedalare per 5 ore, stile "tour". Una persona comune,
almeno 10 ore, sempre che c'e' la faccia.

Neanche da prendere in considerazione. E il costo
di costruzione (consuma energia) della apparecchio
dopo quanti anni di funzionamento sarebbe recuperato ?
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