On 2017-01-06, Just Time <
ald...@gmail.com> wrote:
> Sarei grato se qualcuno potesse svelare l'arcano delle UNITA' TERMICHE
> calcolate dai "ripartitori" che attualmente si stanno montando sui
> radiatori per riscaldamento domestico.
> Io che provengo da centrali termoelettriche so, come Voi sapete, che un
> CALORIMETRO funziona in base alla portata del fluido scaldante ed alla
> differenza di temperatura (DeltaTi) fra ingresso ed uscita.
Misuratore di calorie ?
Contabilizzatore di calore ?
Contatermie ?
Contatore di calore ?
Questo troviamo sulla rete, che secondo il mito della rete = enciclopedia
universale, in realta' distribuisce ignoranza e confusione.
Tira su il morale leggere ogni tanto "calorimetro", che di questo si tratta
in tutte quelle diverse denominazioni. Potrebbe essere la solita becera
(quanto da fastidio questo "becera" ...) ignoranza oppure deliberata
manipolazione della informazione (studiata per impedire al consumatore di
capire il significato della ultima leggina persecutoria, in modo da
agevolare le truffe da parte dei mercenari del condominio).
E' interessante come questo "dubbio" capita ogni volta che si ha da misurare
"energia", e quindi si ha da trattare di soldi, trattandosi della "merce" in
vendita.
Quindi:
Misuratore di energia elettrica ?
Contabilizzatore di energia elettrica ?
Contachilowattora ?
Contatore di energia elettrica ?
Si potrebbe scrivere Joulemeter ... se non fosse che qualche bastardo
(per pigra ignoranza o deliberazione ? ... quanto fastidio da quel "bastardo"
...) ha deciso che l'energia elettrica di si misura con una unita' composita
ovvero il chilowattora. Se lasciamo perdere il "chilo", per riportarci
all'essenza, potremo scrivere Wattorametro.
Ma suona cosi' male, cosi' gli stronzi (quanto fastidio da quel "stronzo":
si'! utilizzo un linguaggio duro, pesante, scurrile, ma anche il Signore,
davanti alla perversione fatta della "Parola" perse le staffe) hanno deciso
per il:
Wattmetro
Wattmetro ? Ma vi rendete conto ? Misuratore di watt ? Ma se il wattmetro
"conta l'energia", cosa c'entra il "watt" che e' una unita' di potenza ?
E' vero che oggi, i contatore digitali (il "telegestore") sa fornire anche
la potenza. Ma in passato il nome di "wattmetro" e' stato deciso da tecnici
ignoranti (o manipolatori ?), per un oggetto elettromeccanico che tramite
una serie di rotelline fornive l'energia attraversante (ovvero i joules in
unita' di kW*h "kilowatt per ora" e NON il WATT !!!). Quello strumento,
popolarmente noto come "contatore" (termine usato dal volgo che nella sua
ignoranza erano molto piu' azzeccato di quello dei petulanti tecnici), non
era in alcun modo in grado di fornire una indicazione direttamente in WATT!!!
Chiaramente, devono essere gli stessi imbecilli che hanno deciso che
l'energia elettrica per legge deve essere "pesata", "venduta" e "fatturata"
con il *chilowattora*, spargendo cosi' il veleno della ambiguita', perche'
se il "contatore" e' chiamato dai pseudotecnici "wattmetro", allora quello
che viene misurato, cioe' il "chilowattora" deve essere la stessa cosa
che e' scritta come "watt" (altrimenti si chiamerebbe chilowattorametro ...
o no ?), questo pensa, e non a torto, il popolino. Sbagliando alla grande,
per colpa di mansada di tecnici troppo pigri ed ignoranti per considerare
che le unita' di misura da inserire nelle leggi e da offrire al pubblico
devono essere univoche, di precisa definizione, come:
il metro, il piede, il pollice ...
il grammo, la libbra, l'oncia ...
il bar, l'atmosfera, il pascal ...
Possono cambiare il valore di riferimento, il nome, ma tutte queste unita'
sono precise, non lasciano dubbi: "una libbra" di materia, anche per un
italiano e' un concetto chiaro e comprensibile. Sa che deve solo trovare
un coefficente di conversione. E parimenti semplici sono le denominazione
da affibbiare agli strumenti misuratori (alcuni suonano "strano" solo in
italiano, perche' non usati in Italia):
metrometro, piedometro, polliciometro
grammometro, libbrometro, onciometro
barometro, atmosferometro, pascalometro
se capitasse di dovere descrivere uno strumento che misura nelle unita'
citate, il "descrittore" si costruisce facilmente, e dopo un po' se ne
ha confidenza. L'unico che suona male e' il metrometro, perche' il termine
"metro" e' nato come sinonimo di "misurazione" da quello dell'unita' di
misurazione lineare e quindi siamo in presenza di una ripetizione.
Ma con l'energia, non poteva essere cosi' semplice. Altrimenti, come si puo'
truffare il pubblico inerme pompandoli la testa con milioni e milioni di
watt installati di eolico e fotovoltaico, quando di per se, tutti questi "watt"
sono solo una "potenziale promessa di produrre energia", una "promessa" che
per oltre tre parti del tempo su quattro non viene mantenuta ?
E quindi, invece, con l'introduzione del SI (esse-i, sistema internazionale),
di cominciare ad uscire dalla approssimazione pioneristica di inventori di
macchine a vapore (perdonabili, perche' hanno creato le basi della tecnica
partendo da zero, appunto i "pionieri", a cui si puo' perdonare qualche
imprecisione mentre cercano di capire la scienza che sta dietro le loro
invenzioni) abbiamo questa confusione "straordinaria" (perche' senza senso
anche per il piu' ottuso dei tecnici, se messo di fronte all'evidenza), per
cui un:
"misuratore di *chilowattora*"
prende il nome di:
"wattmetro"
quando il "watt" e' l'unita' di misura della *potenza* mentre invece
l'unita' composita *chilowatt x ora* misura la *energia*.
Suppongo che ci sara' sicuramente il becero deficiente che mi dara' torto.
A costui allora, semplicemente, chiedo:
"Deficiente, quale e' il nome da assegnare allo strumento che misura i *watt* ?"
Scusate la divagazione, specialmente chi ha titoli di studio terziario
(minoritari in Italia, solo uno ogni sei, quando in altri paesi sono
uno ogni due cittadini), e che probabilmente e' abituato a mandare giu'
la becera ignoranza di una nazione governata da avvocati e commercialisti
che utilizzano la "scienza dei periti" come riferimento per le leggi in
campo tecnico.
Misuratore di calorie = calorimetro.
"calorimetro", il nome dello strumento che avrebbe dovuto essere inserito
nei testi di legge, in modo da restringere la facolta' dei commercianti e
di tecnici truffaldini (o solo ignoranti) di inventarsi i:
Contabilizzatore di calore ?
Contatermie ?
Contatore di calore ?
gia', la "termia" ... e che e' ? Come si converte da "termie" a "calorie" ?
Ed ora alla risposta. Evitiamo di restare sul generico "fluido", perche'
il caso piu' frequente (l'altro e' quello del liquido antigelo per impianti
in alta montagna, dove c'e' il rischio di andare di brutto sottozero) e'
quello di "fluido" = "acqua".
Quindi il nostro calorimetro dovra' semplicemente misurare la portata di
acqua e la differenza di temperatura prima e dopo la circolazione
nell'ambiente da riscaldare.
Forse qualcuno avra' il ricordo scolastico che definisce la "caloria" come la
quantita' di energia necessaria per alzare di un grado Celsius la temperatura
di un grammo di acqua (non ci serve la precisione di sapere che la variazione
ha da avvenire tra 14,5 e 15,5 Celsius).
Il ragionamento vale anche al rovescio: ad ogni grado che un grammo di acqua
perde corrisponde un prelievo di "una caloria". Percio', se in un impianto di
riscaldamento scorrono in un giorno 100'000 grammi di acqua (= 100 litri)
e questa acqua perde 1 grado nel percorso andata e ritorno, possiamo affermare
che sono stati ceduti 100'000 grammi x 1 grado = 100'000 calorie = 100 kCal.
Se la differenza in gradi e' maggiore (o minore) di 1, basta moltiplicare
per questa differenza per avere le calorie totali.
Ad esempio: un flusso di 100 litri citato con 5 gradi di differenza tra
temperatura di ingresso nell'appartamento e temperatura di uscita
dall'appartamento, allora si fa:
100'000 x 5 = 500'000 calorie = 500 kCal
L'altra informazione ora e' che quando hanno deciso di impostare il sistema di
misurazione SI, hanno fornito il seguente coefficiente:
1 caloria = 4,1868 joules (circa 4 joules)
(cosidetta caloria vapore internazionale)
Purtroppo non e' l'unico coefficiente in uso. Esistono altri, come:
caloria termochimica = 4,1840 joules
caloria a 4 Celsius = 4,2040 joules
caloria a 15 Celsius = 4,1855 joules
caloria a 20 Celsius = 4,1820 joules
caloria media = 4,1900 joules
Pero', se non avete necessita' di una precisione da farmacista, potete vedere
che tra tutti questi coefficienti non c'e' una grande differenza. Se
arrotondiamo alla prima cifra decimale, abbiamo
1 calorie = 4,2 joules per tutte e sei le conversioni.
Personalmente preferisco usare il coefficiente IT (internazionale) pari a
4,1868 joules. Nell'esempio sopra abbiamo che:
500 kCal = 500'000 calorie x 4,1868 = 2'093'400 joules = 2,0934 MJ (megajoules)
> Come
> sappiamo che una potenza di 1 KW, impegnata per 10 ore, coinvolge 10 KWh
> di energia, in 100 ore coinvolge 100 KWh, e così via. Ma esiste una
> relazione fra le unità fisiche reali, come il Joule o il KWh e queste
> "unità" convenzionali?
Le unita citate:
caloria
joule
chilowattora
sono tutte convenzionali. Non esiste il concetto di una definizione "reale".
Possiamo pero' osservare che 3,6 MJ = 1 chilowattora, da cui, se nell'esempio
citato ho calcolato la conversione a 2,0934 MJ, ne viene l'equivalenza in
2,0934/3,6 = 0,58 kW*h
Come vede, il passaggio da calorie a joule a chilowattora e' una banale
moltiplicazione per un coefficiente stabilito "convenzionalmente" da
accordi internazionali e non.
> In conclusione, il rapporto KWh/Unità convenzionali è forse legato al
> modello di radiatore ed alla potenza nominale,
C'e' un legame nel senso che "la quantita' di energia" erogabile dipende
dalla potenza (una stufetta da 100 watt non potra' mai scaldare come una
da 2000 watt). Ma questo non interessa la misurazione di calore fatto come
descritto con un calorimetro a flusso. Anzi, se misuro la differenza di
temperatura tra mandata e ritorno del circuito nell'appartemento, misuro
anche il calore disperso nei muri e pavimenti e quindi penalizzo chi non
ha fatto il cappotto all'esterno.
> oltre che alla posizione
> della valvola termostatica regolatrice
La posizione della valvola termostatica mi varia il flusso, ma questo non
ha nulla a che fare con la misurazione calorimetrica, che si limita a
contabilizzare il calore "ceduto" all'utilizzatore. Cioe', il calorimetro
a flusso (quello descritto, c'e' ne sono anche di altri tipi) si limita
a misurare cio' che avviene, indifferente alla posizione della valvole
termostatiche o al numero di radiatori, elementi di cui il calorimetro e'
totalmente ignaro, ma di cui misura gli effetti finali in termini calore
trasferito.
> ed al DeltaTi fra corpo radiante
> ed ambiente? Qualcuno può ragguagliarmi sui dettagli tecnici?
Il calorimetro a flusso e' anche indifferente alla differenza di temperatura
tra corpo radiante ed ambiente, nel senso che il calorimetro a flusso e' in
una totale situzione di "oblio" (mancanza di conoscenza) di questi parametri.
Pensi al concetto di "scatola nera":
https://it.wikipedia.org/wiki/Modello_black_box
(purtroppo i tecnici italiani non hanno voluto tradurre il termine in lingua
italiana: "modello della scatola nera"
forse perche' "blackbox suona cosi' "autorevole/carismatico/affascinante"
(in linguaggio volgare = "figo") ...
Secondo questo modelli, non ha alcuna importanza come avviene la trasformazione
all'interno di questa misteriosa scatola (l'ingarbugliato impianto di
termosifoni magari di un appartamento vetusto ristrutturato n-volte) e dove va
a finire il calore in questo appartamento (anche fuori dai muri ...).
Cio' che interessa e' solo sapere quante calorie sono "rimaste per strada"
all'interno della proprieta' di quel condomino. Punto.
Questo metodo e' anche un incentivo a migliorare la situazione termotecnico
della propria proprieta', perche' eventuali dispersioni a causa di errori o
difetti nella parte di impianto propria non potranno essere rifilati alla
collettivita'.