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Un primo passo verso i futuri abiti tecnologici

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Roberto Deboni DMIsr

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Oct 31, 2011, 10:24:37 AM10/31/11
to
http://www.lidl.it/cps/rde/xchg/lidl_it/hs.xsl/index_12956.htm

Uno dei motivi dell'alto costo energetico del riscaldamento e'
dovuto al fatto che tradizionalmente si pensa a riscaldare
le persone passando prima a riscaldare tutto l'ambiente in cui
si muovono. Ovviamente, specialmente se la casa e' grande e
le persone sono poche, questo e' altamente inefficiente.

Anche se una casa viene perfettamente isolata, e' necessario
il ricambio d'aria. In ogni caso, almeno con le abitazioni,
in genere condomniali, in cemento armato, l'isolamento
"perfetto" e' una chimera. E poi non dobbiamo dimenticare
gli ambienti di lavoro che consumano una notevole quota
del riscaldamento.

Una prima soluzione per ridurre l'entita' del problema e'
stata quella della radiazione infrarossa, che simulando
il funzionamento del sole, scalda direttamente le persone
(o gli oggetti che si vuole riscaldare).

In questo modo si puo' abbassare di qualche grado la temperatura
ambiente, riducendo l'onere energetico per riscaldare l'ambiente,
ma senza sacrificare il comfort.

Ma si e' anche discusso dei cosidetti abiti tecnologici.
Un'esempio sono i calzettoni riscaldati per motociclisti
che usano un pila a torcia.

Su questa direzione vedo il prodotto proposto da Lidl,
una versione "indossabile" dello scaldaletto elettrico.

La potenza richiesta fino a 100W esclude la praticabilita'
con una fonte di energia portatile, pero' un'abito avvolgente
tipo calza maglia, coperto da una abito isolante, potrebbe
raggiungere un buon risultato anche con solo 10W di potenza.

Per chi soffre di schiena fredda, 18 Euro sono niente se
in cambio riesce a trovare confortevole una temperatura
di 18 gradi invece che 21 gradi.
Chiaro che la cosa e' utile solo per chi sta fermo (seduto
alla scrivania, in poltrona, etc.) perche' c'e' il filo
che rompe ...
Ma del resto, chi e' in movimento, trova confortevole una
temperatura piu' bassa di chi sta fermo.

--
Roberto Deboni

[Messaggio Usenet via Tiscali su text.giganews.com. Se leggete via Web
il sottoscritto informa che non conosce o partecipa al sito/forum Web.]

budobudo

unread,
Oct 31, 2011, 6:07:40 PM10/31/11
to
Roberto Deboni DMIsr wrote:

> Su questa direzione vedo il prodotto proposto da Lidl,
> una versione "indossabile" dello scaldaletto elettrico.

Basta avvolgersi nella carta di giornale ed il gioco è fatto. Lo sanno bene
tutti i barboni del mondo.

--
Ciao, Giuseppe
satellizzatore@@virgilio.it


uniposta

unread,
Dec 11, 2011, 9:32:30 AM12/11/11
to
15:32

---
- a
it.discussioni.energia
- aggiungo
it.hobby.fai-da-te
it.discussioni.consumatori.tutela
- con follow-up su
it.discussioni.energia
---

- Lun 31 Ott 2011, 23:07,
budobudo <"satellizzatore"**libero.it> ha scritto:

> Roberto Deboni DMIsr wrote:
>
>> Su questa direzione vedo il prodotto proposto da Lidl,
>> una versione "indossabile" dello scaldaletto elettrico.
>
> Basta avvolgersi nella carta di giornale ed il gioco è fatto.
> Lo sanno bene tutti i barboni del mondo.

- A parte le battute... E' la differenza tra lo spendere
migliaia di euro, oppure centinaia, oppure decine.

(Scaldare tutta la casa, o un angolino, o usare la termotuta)

http://groups.google.com/group/it.discussioni.energia/msg/9616415da9efe3f6
http://groups.google.com/group/it.discussioni.energia/browse_thread/thread/698569e8d8a2d9d9


---


-*_ uniposta(at)yahoo.it
-*_ uniposta(at)gmail.com


--
If his chest had been a cannon, he would have shot his heart upon it.
Se il suo petto fosse stato un cannone, gli avrebbe sparato contro
il suo cuore. (Herman Melville, Moby Dick; Patrick Stewart,
Capt. Jean-Luc Picard, Star Trek - The Next Generation)

Claudio_F

unread,
Dec 11, 2011, 2:47:41 PM12/11/11
to
uniposta ha scritto:
> - A parte le battute... E' la differenza tra lo spendere
> migliaia di euro, oppure centinaia, oppure decine.
> (Scaldare tutta la casa, o un angolino, o usare la termotuta)


E fai anche il bagno con la termotuta?

uniposta

unread,
Dec 11, 2011, 3:56:32 PM12/11/11
to
21:56
- Allora, il discorso è la consuetudine...

Poi per lavarsi si accende una stufa radiante... ma lo si
fa ogni tanto... mentre di norma si sta con la termotuta.

Basta solo che non facciano leggi criminali... per cui uno che
riesce a risparmiare qualcosa in banca grazie alla termotuta,
che so, qualche migliaio di euro risparmiato ma facendo quel
tipo di vita (mica solo quello, tutto un insieme di cose)...
hanno la faccia di presentarsi per cercare di portarglieli via.

Bisogna vigilare perché non tentino un colpo di mano come quello

budobudo

unread,
Dec 11, 2011, 5:41:30 PM12/11/11
to
uniposta wrote:

>> Basta avvolgersi nella carta di giornale ed il gioco è fatto.
>> Lo sanno bene tutti i barboni del mondo.
>
> - A parte le battute... E' la differenza tra lo spendere
> migliaia di euro, oppure centinaia, oppure decine.

Io non so come è fatta questa termo tuta (se e quanto è comoda), non so
quanto costa e nemmeno come viene alimentata. Immagino che l'idea sia quella
di riscaldare solo se tessi invece di dover riscaldare tutta quanta la casa.
Questa soluzione ha dei pro e dei contro, sta poi a ognuno di noi, in base
al proprio metro di giudizio e alla propria realtà domestica, stabilire se
ne vale la pena oppure no. Così a naso e ferme restando le cose di cui sopra
che non so, direi che una soluzione del genere può andar bene per un single
che vive da solo in una casa piccola e che ne rimane fuori per gran parte
del tempo. Diversamente, cioè con moglie, figli e qualcuno che ti viene a
far visita ogni tanto, i problemi verrebbero amplificati esponenzialmente.

Una tuta del genere la vedo bene per i motociclisti.

--
Ciao, Giuseppe
satellizzatore@@virgilio.it


Roberto Deboni DMIsr

unread,
Dec 11, 2011, 9:44:41 PM12/11/11
to
On Sun, 11 Dec 2011 23:41:30 +0100, budobudo wrote:

> uniposta wrote:
>
>>> Basta avvolgersi nella carta di giornale ed il gioco è fatto. Lo sanno
>>> bene tutti i barboni del mondo.
>>
>> - A parte le battute... E' la differenza tra lo spendere migliaia di
>> euro, oppure centinaia, oppure decine.
>
> Io non so come è fatta questa termo tuta (se e quanto è comoda), non so
> quanto costa e nemmeno come viene alimentata.

Una "tuta" dovrebbe essere ad alimentazione autonoma,
come le calze per motociclisti.

L'oggetto in questione venduto da Lidl (ed ora terminato),
invece si indossa sulla schiena, ed arriva fino alla nuca.
E' alimentata con la 230V, come una qualsiasi termocoperta.

> Immagino che l'idea sia
> quella di riscaldare solo se tessi invece di dover riscaldare tutta
> quanta la casa. Questa soluzione ha dei pro e dei contro, sta poi a
> ognuno di noi, in base al proprio metro di giudizio e alla propria
> realtà domestica, stabilire se ne vale la pena oppure no. Così a naso e
> ferme restando le cose di cui sopra che non so, direi che una soluzione
> del genere può andar bene per un single che vive da solo in una casa
> piccola e che ne rimane fuori per gran parte del tempo. Diversamente,
> cioè con moglie, figli e qualcuno che ti viene a far visita ogni tanto,
> i problemi verrebbero amplificati esponenzialmente.

C'era un film di fantascienza, dove tutti l'abito tipo era una
tutta con proprieta' riscaldanti e quindi tutti la usavano, e
gli ambienti in questione era "freddi".

Non mi risulta ancora esistere soluzioni del genere, anche
se le batterie al litio cominciano ad avere capacita'
interessanti. La potenza termica prodotta da un'uomo
e' di 100W, percio' una integrazione di quell'ordine sicuramente
puo' fare scendere di molti gradi la temperatura di comfort.
Ergo, la capacita' elettrica e' dell'ordine dei 100Wh ogni
ora di uso. Per dare un termine di paragone, se l'alimentazione
e' a 12V, possiamo ricavare poco piu' di 8Ah. Con una batteria
al piombo sarebbe pesante, intorno ai 3 kg per ogni ora.
Una batteria al litio puo' fornire 100 Wh con circa 1 kg.
E' ancora scomodo, percio' occorre ancora una evoluzione ulteriore.
Una ipotesi potrebbe essere di dividere le batterie in due da 500 gr,
da inserire nella suola delle scarpe, se uno cammina poco, il peso
grava normalmente sul pavimento.
Se la ricarica avviene per induzione, non occorre neanche inserire
una presa elettrica, basta appoggiare i piedi sopra la piastra
di ricarica, che si trovera' dove si staziona piu' a lungo.
Non ho idea pero' sulle controindicazioni per la salute (emissioni
EMC ?).

Nelle aree del Nord Europa, il vantaggio di abbassare la temperatura
domestica, potrebbe aiutare ad eliminare o ridurre parassiti ed
insetti nocivi, che dovrebbero rassegnarsi a passare tutto
l'inverno in letargo, mentre oggi (nelle case riscaldate a
temperature "primaverili") sono attivi per buona parte della
giornata.
Certamente ridurebbe i problemi di condensa con le pareti fredde
e quindi la crescita di muffe, riducendo il lavoro per il
deumudificatore.

> Una tuta del genere la vedo bene per i motociclisti.

Ho fatto delle ricerche, ed esiste gia' qualcosa:

http://heated-motorcycle-clothing.co.uk/acatalog/Heatdevil.html
http://www.heated-motorcycle-clothing.co.uk/acatalog/Heated_Vest.html#aOP_2dWV1

In ogni caso, siamo certamente lontani da una tuta fantascientifica.

A proposito, avete provato i pacchi chimici riscaldanti per le mani ;-)

me8416

unread,
Dec 12, 2011, 6:22:15 AM12/12/11
to
On 12 Dic, 03:44, Roberto Deboni DMIsr <n...@analisienergie.it> wrote:

> C'era un film di fantascienza, dove tutti l'abito tipo era una
> tutta con proprieta' riscaldanti e quindi tutti la usavano, e
> gli ambienti in questione era "freddi".

Anche gli odierni astronauti indossano una tuta riscaldata. Certo, per
loro il peso non è un problema ma è anche vero che devono sopportare
degli sbalzi di temperatura paurosi.

> Non mi risulta ancora esistere soluzioni del genere, anche
> se le batterie al litio cominciano ad avere capacita'
> interessanti. La potenza termica prodotta da un'uomo
> e' di 100W, percio' una integrazione di quell'ordine sicuramente
> puo' fare scendere di molti gradi la temperatura di comfort.
> Ergo, la capacita' elettrica e' dell'ordine dei 100Wh ogni
> ora di uso. Per dare un termine di paragone, se l'alimentazione
> e' a 12V, possiamo ricavare poco piu' di 8Ah. Con una batteria
> al piombo sarebbe pesante, intorno ai 3 kg per ogni ora.
> Una batteria al litio puo' fornire 100 Wh con circa 1 kg.

Ma stiamo parlando di una sola ora, poi che faciamo, cambiamo tuta o
attendiamo impalati un 2-4 ore di ricarica?

> E' ancora scomodo, percio' occorre ancora una evoluzione ulteriore.
> Una ipotesi potrebbe essere di dividere le batterie in due da 500 gr,
> da inserire nella suola delle scarpe, se uno cammina poco, il peso
> grava normalmente sul pavimento.

Quando uno sta a casa si muove spesso ma la maggior parte del tempo
sta seduto o sdraiato.

> Se la ricarica avviene per induzione, non occorre neanche inserire
> una presa elettrica, basta appoggiare i piedi sopra la piastra
> di ricarica, che si trovera' dove si staziona piu' a lungo.
> Non ho idea pero' sulle controindicazioni per la salute (emissioni
> EMC ?).

Non è necessrio caricare per induzione, si mettono dei contatti
metallici e ci si ricarica come il telefono cordless quando è inserito
nella sua base. Già vedo i contatti sulla tavoletta della tazza del
cesso.

uniposta

unread,
Dec 12, 2011, 12:31:33 PM12/12/11
to
18:31

in una casa fredda servono materiali non igroscopici (per evitare che
diventino umidi), ed anche materiali che, pur stando a pochi gradi
sopra lo zero, al tatto non sembrino gelidi ..Aggià... la tuta copre
anche le mani, dimenticavo. Una vita in bustapack. (E la faccia?).

O altrimenti, fare case che assorbono la luce solare e si
riscaldano per effetto serra... così come base va già meglio

- un utente ad altro utente ha scritto:

> Anche gli odierni astronauti indossano una tuta riscaldata.
> Certo, per loro il peso non è un problema ma è anche vero
> che devono sopportare degli sbalzi di temperatura paurosi.

- Azzardo una previsione, le termotute
fra qualche anno saranno leggere.

Nota : se, come sensato fare, la tuta è fatta o rivestita di
un materiale termoisolante, serve ovviamente meno potenza


> Ma stiamo parlando di una sola ora, poi che facciamo,
> cambiamo tuta o attendiamo impalati un 2-4 ore di ricarica?

- Le superbatterie e i supercondensatori sul mercato fra qualche
anno, consentono ricariche rapidissime (questo vale soprattutto
per i supercondensatori, la cui ricarica idealmente potrebbe
essere quasi istantanea). Ma conviene invece tenerla carica (con
le attuali batterie -al litio- conviene tenerla mezza carica,
così durano più a lungo. Con le nuove superbatterie non so. Con
i supercondensatori non ci son problemi, libertà completa. Nota:
i supercondensatori, invece che compatti si possono distribuire
su una superficie, come ad esempio quella ... di una tuta)


> Quando uno sta a casa si muove spesso ma la
> maggior parte del tempo sta seduto o sdraiato.

- Vallo a dire alle casalinghe, che si spostano continuamente a
fare questo e quello. C'è anche chi cammina avanti e indietro...


> Non è necessario caricare per induzione, si mettono dei
> contatti metallici e ci si ricarica come il telefono
> cordless quando è inserito nella sua base. Già vedo
> i contatti sulla tavoletta della tazza del cesso.

- Contatti che vanno tenuti sempre puliti, e che
muovendosi (l'umano si muove) potrebbero fare scintille
(il regolatore di carica non è onnipotente)

budobudo

unread,
Dec 12, 2011, 4:55:54 PM12/12/11
to
uniposta wrote:

> 18:31
>
> in una casa fredda servono materiali non igroscopici (per evitare che
> diventino umidi),

Veramente le sostanza igroscopiche sono quelle che cambiano colore in base
all'umudità.

>ed anche materiali che, pur stando a pochi gradi
> sopra lo zero, al tatto non sembrino gelidi ..Aggià... la tuta copre
> anche le mani, dimenticavo. Una vita in bustapack. (E la faccia?).

Tanto le apparecchiature che abbiamo in casa (tv, PC, ecc.) sono certificate
per funzionare correttamente a temperature superiori ai 10° perciò comunque
non si può scendere al di sotto di un certo limite.

> O altrimenti, fare case che assorbono la luce solare e si
> riscaldano per effetto serra... così come base va già meglio

E la notte per lo stesso principio si riempiono di stalattiti e stalagmiti
di ghiaccio...

> Nota : se, come sensato fare, la tuta è fatta o rivestita di
> un materiale termoisolante, serve ovviamente meno potenza

Il corpo umano è già di per se una stufetta, se si riesce a non far
disperdere quel clore il gioco è fatto.

> i supercondensatori non ci son problemi, libertà completa. Nota:
> i supercondensatori, invece che compatti si possono distribuire
> su una superficie, come ad esempio quella ... di una tuta)

Sta roba super potrebbe essere pericolosa, in particolari condizioni si
potrebbero innescare scariche elettriche.

>> Quando uno sta a casa si muove spesso ma la
>> maggior parte del tempo sta seduto o sdraiato.
>
> - Vallo a dire alle casalinghe, che si spostano continuamente a
> fare questo e quello. C'è anche chi cammina avanti e indietro...

Ma infatti il discorso della tuta non fila per nessuno che debba compiere un
qualche tipo di lavoro.

> - Contatti che vanno tenuti sempre puliti, e che
> muovendosi (l'umano si muove) potrebbero fare scintille
> (il regolatore di carica non è onnipotente)

Va bene allora useremo dei connettori.

--
Ciao, Giuseppe
satellizzatore@@virgilio.it


uniposta

unread,
Dec 13, 2011, 7:42:28 AM12/13/11
to
13:42

- Mar 13 Dic 2011, 22:55,
budobudo <"satellizzatore"**libero.it> ha scritto:

> Veramente le sostanza igroscopiche sono quelle
> che cambiano colore in base all'umudità.

- mah
http://it.wikipedia.org/wiki/Igroscopia

- tra l'altro... il cotone, bianco, cambia colore?


> Tanto le apparecchiature che abbiamo in casa (tv, PC, ecc.) sono
> certificate per funzionare correttamente a temperature superiori ai 10°
> perciò comunque non si può scendere al di sotto di un certo limite.

- i singoli componenti elettronici possono funzionare
anche sottozero(*), quindi che ci vuole, hai fatto 30 fai 31

(*) le classi più comuni vanno fino a -25 e a -40

(sebbene, comunque, possano esserci parti di circuito
che possono deviare troppo dal punto di lavoro)

- Comunque io dicevo... GLI umani.
Impacchettarsi tutti faccia compresa


>> O altrimenti, fare case che assorbono la luce solare e si
>> riscaldano per effetto serra... così come base va già meglio
>
> E la notte per lo stesso principio si
> riempiono di stalattiti e stalagmiti di ghiaccio...

- ommioddio. Ma dove le leggi ste cose...

Ragiona, le serre son piene di ghiaccio? Una stanza con una
finestra, di giorno esposta al sole riscalda la stanza, e
di notte la fa gelare? Conviene tenere la finestra aperta?

Ma perché non ti fermi a ragionare sulle cose


>> Nota : se, come sensato fare, la tuta è fatta o rivestita di
>> un materiale termoisolante, serve ovviamente meno potenza
>
> Il corpo umano è già di per se una stufetta, se si riesce
> a non far disperdere quel clore il gioco è fatto.

- Allora... il discorso che si faceva era quello di evitare di
riscaldare tutta la casa (parecchie migliaia di watt), ed anche
riscaldare l'angolino dove ti trovi (di media attorno ai mille
watt), per riscaldarsi invece individualmente con la termotuta
(decine di watt). Quella di coprirsi molto è vecchia, la
sapevano i nostri nonni. Ma evidentemente oggigiorno non si fa


> Sta roba super potrebbe essere pericolosa, in particolari
> condizioni si potrebbero innescare scariche elettriche.

- Evvabbe', stai sparando a caso


> Ma infatti il discorso della tuta non fila per nessuno
> che debba compiere un qualche tipo di lavoro.

- Eggià, la tuta lega i movimenti, meglio uno scafandro


>> - Contatti[..]tenuti sempre puliti, e che[..]scintille[..]
>
> Va bene allora useremo dei connettori.

- Ma se puoi ricaricare per induzione e semplificarti
la vita, perché non ne approfitti? Ma cos'è sta fissa.

Ah no, aspetta... rileggendo tutta la lista...
stai solo facendo il bastian contrario e il troll

Luca P.

unread,
Dec 13, 2011, 5:06:09 PM12/13/11
to
Sun, 11 Dec 2011 20:44:41 -0600, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
[...]
> Certamente ridurebbe i problemi di condensa con le pareti fredde
> e quindi la crescita di muffe, riducendo il lavoro per il
> deumudificatore.
[...]

Uhu? Io avrei detto il contrario.

Il problema grosso che non state considerando è proprio che molte case se
non vengono riscaldate adeguatamente durante l'inverno, si rovinano, e si
rovina tutto ciò che sta dentro la casa: mobili, libri, fotografie,
vestiti, ecc..; tutto ricoperto di muffa.
Questo accade per una casa non abitata; se sono presenti anche delle
persone è ancora peggio, visto che un essere umano è un forte emettitore di
vapore acqueo.

Lo dico per esperienza, visto che la casa dove abito è di suo abbastanza
freddina e io ho l'abitudine di non tenere il riscaldamento troppo alto
preferendo vestirmi più pesante.

La soluzione potrebbe essere l'uso del deumidificatore (più di uno
probabilmente) che però ha un suo consumo.

budobudo

unread,
Dec 13, 2011, 5:17:42 PM12/13/11
to
uniposta wrote:

Guarda che wikipedia non è la bibbia e comunque l'etimologia della parola
parla chiaro: igros + scopos.

> - tra l'altro... il cotone, bianco, cambia colore?

Veramente sulla confezione che ho qui in casa c'è scritto che è idrofilo e
non igroscopico.

>> Tanto le apparecchiature che abbiamo in casa (tv, PC, ecc.) sono
>> certificate per funzionare correttamente a temperature superiori ai
>> 10° perciò comunque non si può scendere al di sotto di un certo
>> limite.
>
> - i singoli componenti elettronici possono funzionare
> anche sottozero(*), quindi che ci vuole, hai fatto 30 fai 31

Per funzionare ci funzioneranno pure ma cambiano le loro caratteristiche
fino ad andare fuori specifica: le saldature a stagno col freddo potrebbero
ritirarsi fino a far venir meno il contatto; un sintonizzatore potrebbe non
andare più in risonanza alle frequenze previste. Mi ricordo che una volta
per riparare un televisore non avendo il componente giusto, sostitui il
transistor dell'orizzontale con uno un po più piccolo, il risultato fu che
il televisore tornò si a funzionare regolarmente ma all'accenzione a freddo
l'immagine era spostata a sinistra per buoni 2 centimetri e tornava pian
piano al centro via via che quel transistor si riscaldava. E qui era un solo
componente a lavorare fuori dalle specifiche previste dal progettista,
immagina che può succedere con tutti.

> (*) le classi più comuni vanno fino a -25 e a -40

Se tra le specigiche tecniche delle apparecchiature c'è scritto che non
possono lavorare al di sotto dei 10° un motivo ci sarà.

> (sebbene, comunque, possano esserci parti di circuito
> che possono deviare troppo dal punto di lavoro)

Ecco ora si che ci siamo.

> - Comunque io dicevo... GLI umani.
> Impacchettarsi tutti faccia compresa

Si certo ma gli umani in casa ci devono anche vivere, non è sufficiente che
ci possano solamente sopravvivere.

> Ragiona, le serre son piene di ghiaccio? Una stanza con una
> finestra, di giorno esposta al sole riscalda la stanza, e
> di notte la fa gelare? Conviene tenere la finestra aperta?

Prima di tutto se vuoi veramente che l'effetto serra si faccia sentire una
normale finestra non è sufficiente ma ci vuole che almeno una parete sia a
vetri. Di notte la temperatura scenderà ai livelli di quella esterna. Le
serre le mettono in posti dove la temperatura la notte non cala al di sotto
dei livelli tollerabili dalle piante. Per ultimo: le stalattiti e le
stalagmiti solo erano per dare l'idea e non per sostenere che veramente gela
tutto quanto.

> (decine di watt). Quella di coprirsi molto è vecchia, la
> sapevano i nostri nonni. Ma evidentemente oggigiorno non si fa

Il fatto che sia vecchia non implica automaticamente che non funzioni più.
Ora si tratta di stabilire perché oggi non si fa. Se è perché tutto sommato
alla gente non importa di spendere quelle cifre per il riscaldamento allora
mi sa che non c'è tuta che tenga.

>> Sta roba super potrebbe essere pericolosa, in particolari
>> condizioni si potrebbero innescare scariche elettriche.
>
> - Evvabbe', stai sparando a caso

Dici? Di fatto queste cose ancora non esistono perciò non è possibile ne
confermare ne smentire la suddetta ipotesi.

>> Ma infatti il discorso della tuta non fila per nessuno
>> che debba compiere un qualche tipo di lavoro.
>
> - Eggià, la tuta lega i movimenti, meglio uno scafandro

Tu non ci hai capito proprio nulla su come ragiona la gente di oggi.

> - Ma se puoi ricaricare per induzione e semplificarti
> la vita, perché non ne approfitti? Ma cos'è sta fissa.

Non ne approfitto perché le radiazioni elettromagnetiche potrebbero essere
nocive. Anche se la cosa non è certa, trovo sia saggio non provare.

> Ah no, aspetta... rileggendo tutta la lista...
> stai solo facendo il bastian contrario e il troll

Se ci fai caso io spiego anche il perché delle cose, non mi limito solo ad
essere contrario. Tra l'altro per quasi tutte le soluzioni che hai suggerito
si sarebbe potuto liquidare il discorso semplicemente dicendo: "Se
funzionasse l'avrebbero già fatto da tempo...".

--
Ciao, Giuseppe
satellizzatore@@virgilio.it


Ruben

unread,
Dec 14, 2011, 6:37:18 AM12/14/11
to
Approvo in pieno, io mi scaldo così già da qualche anno. Lavoro al
computer e nel mio studio in questo momento ci sono 10°C e io ho quasi
troppo caldo come dopo una corsetta, indossando un gilè da soli 40W. Do
un colpetto di stufa appena arrivato porto la stanza a 15°C e poi più
niente a meno che non riceva visite.

Per la mia esperienza solo vestirsi molto non basta perché prima o poi
il freddo penetra e si soffre, ci vuole un piccolo apporto di energia
per il mantenimento del comfort.

Cito alcuni vantaggi:
- Enormi quantità di CO2 e inquinanti non emessi (anche il sindaco di
Milano ha invitato ad abbassare la temperatura nelle case per il
problema inquinamento).
- Risparmio annuo di centinaia di euro.
- Scomparsa di raffreddore ed influenza (sembra strano ma è così).
- Quando la temperatura esterna è di almeno 12° nei giorni solivi si
possono tenere le finestre aperte e respirare aria più pulita.

Io ho adottato un sistema elettrico a bassissima tensione con
alimentatore di sicurezza e gilè lavorato ai ferri da maglia. Avevo
aperto una pagina (incompleta)
http://it.starecaldo.wikia.com/wiki/Consigli_per_vivere_al_freddo_Wiki
per chi volesse replicare la realizzazione apportando migliorie.

Ciao
Ruben


uniposta

unread,
Dec 14, 2011, 9:16:07 AM12/14/11
to
15:16

- Mar 13 Dic 2011, 23:17,
budobudo <"satellizzatore"**libero.it> ha scritto:

> uniposta wrote:
>
> Guarda che wikipedia non è la bibbia

- He, budobudo invece sai... (è anche nelle altre
lingue, comunque, non solo nella versione italiana)


> e comunque l'etimologia della parola
> parla chiaro: igros + scopos.

- Eggià, e quindi, doveva _per forza_ significare
che tu lo vedi modificarsi con l'umidità. Ad
ogni modo... hai solo l'imbarazzo della scelta:

http://www.google.it/search?q=igroscopico
http://www.google.it/search?q=igroscopicit%C3%A0
http://www.google.it/search?q=igroscopia

cercati delle pagine tecniche, scientifiche, o
vocabolari prestigiosi... per me fa lo stesso.

Ah, però... se in una pagina ti capiterà di leggere che i
materiali igroscopici spesso cambiano aspetto o volume e
quindi per questo motivo venivano/vengono utilizzati nella
realizzazione di igroscopi, ti prego... stavolta fai uno sforzo
di intelligenza e cerca di capire, non correre subito qui a dire
"ecco, hai visto!?!?... si chiamano così quelli che cambiano colore"

(test di intelligenza)
http://www.treccani.it/vocabolario/igroscopico/
http://www.treccani.it/enciclopedia/igroscopicita/


>> - tra l'altro... il cotone, bianco, cambia colore?
>
> Veramente sulla confezione che ho qui in casa
> c'è scritto che è idrofilo e non igroscopico.

- lo zucchero o il sale, per l'esempio ti vanno meglio?


> Per funzionare ci funzioneranno pure ma cambiano le
> loro caratteristiche fino ad andare fuori specifica:

- Allora, io dicevo... hai fatto 30 fai 31 :
casa fredda, e quindi fai apparecchi certificati per la
casa fredda (che so, 5 gradi invece dei 10 di minima)


> le saldature a stagno col freddo potrebbero
> ritirarsi fino a far venir meno il contatto;

- Quoto questa in quanto molto indicativa,
di qualcuno che le fa davvero male

(e in effetti, anche in molti montaggi manuali frettolosi
dell'estremo oriente ce ne sono di molto precarie,
senza bisogno di invocare il grande freddo)

> un sintonizzatore potrebbe non andare più in risonanza alle
> frequenze previste. Mi ricordo che una volta per riparare un
> televisore non avendo il componente giusto, sostitui il transistor
> dell'orizzontale con uno un po più piccolo, il risultato fu che[.....]


> Si certo ma gli umani in casa ci devono anche vivere,
> non è sufficiente che ci possano solamente sopravvivere.

- Se tu hai un basso reddito e spendendo duemila euro l'anno di
riscaldamento non ci stai dentro, inevitabilmente lo spegni e
riscaldi solo l'angolino dove ti trovi in quel momento. E in
questo modo vai a spendere in media meno della metà (l'elettricità
costa il doppio del gas, per questo il vantaggio si riduce).

A quel punto, se ti capita l'occasione, ti conviene senz'altro
ricorrere alla termotuta, e spendi enormemente meno.

Un domani che il metodo viene perfezionato,
diventa interessante anche per l'altra gente, che
prima ci fa un pensierino e poi un pensierone.

L'esigenza della casa invernale con persone nude,
credo sia la norma per poca gente


> Prima di tutto se vuoi veramente che l'effetto serra
> si faccia sentire una normale finestra non è sufficiente
> ma ci vuole che almeno una parete sia a vetri.

- in effetti, pensavo a interi edifici filtranti la luce


> Di notte la temperatura scenderà ai livelli di quella esterna.

- Nella tua gabbia fatta alla cazzodicane, non nella mia


> Se è perché tutto sommato alla gente non importa
> di spendere quelle cifre per il riscaldamento
> allora mi sa che non c'è tuta che tenga.

- C'è gente alla quale importa, e attualmente
tiene il riscaldamento spento o a regime ridotto.

Per il resto vedi sopra


>>> Sta roba super potrebbe essere pericolosa, in particolari
>>> condizioni si potrebbero innescare scariche elettriche.
>>
>> - Evvabbe', stai sparando a caso
>
> Dici? Di fatto queste cose ancora non esistono perciò
> non è possibile ne confermare ne smentire la suddetta ipotesi.

- Classica risposta da troll o da scemo...

A parte il fatto che per il tempo richiesto all'innesco e
al mantenimento di una scarica bastano e avanzano quelli già
esistenti, non ci sono altri motivi per i quali si possa/debba
innescare più facilmente in quelli nuovi (non è che la scarica
"sente" che il componente ha una grande capacità di
immagazzinamento e allora si agita freme tutta e si innesca, non
stiamo parlando di una fiaba, tecnico riparatore deimieicoglioni)


>> - Ma se puoi ricaricare per induzione e semplificarti
>> la vita, perché non ne approfitti? Ma cos'è sta fissa.
>
> Non ne approfitto perché le radiazioni elettromagnetiche potrebbero
essere
> nocive. Anche se la cosa non è certa, trovo sia saggio non provare.

- Puoi farla a frequenza ultrasonica e interporre uno schermo, così
non rischi che un residuo si propaghi a distanza attraverso l'aria

uniposta

unread,
Dec 14, 2011, 9:16:12 AM12/14/11
to
15:16

- Mer 14 Dic 2011, 12:37, Ruben <ruben*alice.it> ha scritto:

> Approvo in pieno, io mi scaldo così già da qualche anno. Lavoro
> al computer e nel mio studio in questo momento ci sono 10°C e io
> ho quasi troppo caldo come dopo una corsetta, indossando un gilè
> da soli 40W. Do un colpetto di stufa appena arrivato porto la
> stanza a 15°C e poi più niente a meno che non riceva visite.
>
> Per la mia esperienza solo vestirsi molto non basta perché
> prima o poi il freddo penetra e si soffre, ci vuole un
> piccolo apporto di energia per il mantenimento del comfort.

- Me l'immaginavo...


> Cito alcuni vantaggi:
> - Enormi quantità di CO2 e inquinanti non emessi
> (anche il sindaco di Milano ha invitato ad abbassare la
> temperatura nelle case per il problema inquinamento).
> - Risparmio annuo di centinaia di euro.

- E qui però i casi sono due... o anche prima lo accendevi poco,
oppure i colpetti che dai adesso sono un po' più che colpetti...

perché se fosse solo per le decine di watt che hai
addosso, dovresti spendere nell'ordine di grandezza
di un centesimo rispetto al riscaldamento generale


> - Scomparsa di raffreddore ed influenza (sembra strano ma è così).

- Vero, con l'aria fresca e più pulita sto meglio anch'io. E ora se vado
in casa altrui o in un negozio/ufficio muoio dal caldo e dal soffoco


> - Quando la temperatura esterna è di almeno 12° nei giorni solivi
> si possono tenere le finestre aperte e respirare aria più pulita.

- Confermo, anch'io, nonostante non abbia ancora il termoabito


> Io ho adottato un sistema elettrico a bassissima tensione
> con alimentatore di sicurezza e gilè lavorato ai
> ferri da maglia. Avevo aperto una pagina (incompleta)
> http://it.starecaldo.wikia.com/wiki/Consigli_per_vivere_al_freddo_Wiki
> per chi volesse replicare la realizzazione apportando migliorie.
>
> Ciao
> Ruben

budobudo

unread,
Dec 14, 2011, 5:20:47 PM12/14/11
to
uniposta wrote:

>> e comunque l'etimologia della parola
>> parla chiaro: igros + scopos.
>
> - Eggià, e quindi, doveva _per forza_ significare
> che tu lo vedi modificarsi con l'umidità. Ad
> ogni modo... hai solo l'imbarazzo della scelta:

Non era solo per questo. Quand'ero sotto le armi mi fecero fare un corso per
la manutenzione ad un'armamento a controllo elettronico e sull'involucro che
conteneva i circuiti c'era uno spioncino co sti sali igroscopici. Se quei
sali avessero cambiato colore avrebbe significato che all'interno c'era
troppa umidità e l'arma avrebbe potuto non funzionare.

> http://www.google.it/search?q=igroscopico
> http://www.google.it/search?q=igroscopicit%C3%A0
> http://www.google.it/search?q=igroscopia
>
> cercati delle pagine tecniche, scientifiche, o
> vocabolari prestigiosi... per me fa lo stesso.

Tu non ci crederai ma l'ho fatto, dopo di che ho cancellato dal messaggio
tutta questa parte. Non ho idea del perché adesso ci sia ancora.
Non c'è bisogno che vada al sito della Treccani, ho guardato direttamente
sulla versione cartacea che ho qui in casa.

>> Per funzionare ci funzioneranno pure ma cambiano le
>> loro caratteristiche fino ad andare fuori specifica:
>
> - Allora, io dicevo... hai fatto 30 fai 31 :
> casa fredda, e quindi fai apparecchi certificati per la
> casa fredda (che so, 5 gradi invece dei 10 di minima)

E poi dici che sono un trol o un bastian contrario se ti contraddico. Ma mi
dici dove la vado a pescare roba del genere? Forse in posti dove vendono
articoli per le forze armate pa poi li vado a pagare 4 o 5 volte di più
perché giustamente un oggetto progettato per andare in guerra non dovrà
solamente resistere e funzionare a temperature inusuali ma dovrà anche
resistere alle botte, all'umidità, alla polvere, ecc., ecc. A conti fatti mi
converrebbe un riscaldamento che va a benzina.

> (e in effetti, anche in molti montaggi manuali frettolosi
> dell'estremo oriente ce ne sono di molto precarie,
> senza bisogno di invocare il grande freddo)

Si, mo le saldature le fanno a mano...

> A quel punto, se ti capita l'occasione, ti conviene senz'altro
> ricorrere alla termotuta, e spendi enormemente meno.

Possibile, tutto sta a vedere quanto te la fanno pagare, metti un 3-4000
Euro a pezzo me lo saluti il risparmio. Come con gli elettrodomestici di
classe AAA+++

>> Di notte la temperatura scenderà ai livelli di quella esterna.
>
> - Nella tua gabbia fatta alla cazzodicane, non nella mia

E la tua come sarebbe fatta, alla fegna di pecora?

> - C'è gente alla quale importa, e attualmente
> tiene il riscaldamento spento o a regime ridotto.

Ovviamente, solo che gli oggetti ad alta tecnologia, per lo meno all'inizio,
non sono fatti per quelli che intendono risparmiare ma per quelli che non
badano a spese, vedi ad esempio i primi televisori al plasma e LCD.

>> Dici? Di fatto queste cose ancora non esistono perciò
>> non è possibile ne confermare ne smentire la suddetta ipotesi.
>
> - Classica risposta da troll o da scemo...

Mavvaffanculo va.

> A parte il fatto che per il tempo richiesto all'innesco e
> al mantenimento di una scarica bastano e avanzano quelli già
> esistenti, non ci sono altri motivi per i quali si possa/debba
> innescare più facilmente in quelli nuovi (non è che la scarica
> "sente" che il componente ha una grande capacità di
> immagazzinamento e allora si agita freme tutta e si innesca, non
> stiamo parlando di una fiaba, tecnico riparatore deimieicoglioni)

Certamente dato che per ammazzare una persona o appiccare un incendio serve
una scarica che dura una mezz'ora. Tu si che sei un vero esperto... del
cazzo. Fai una bella cosa: prendi un televisore a tubo catodico e accendilo,
dopo un po lo spegni, lo smonti, togli la ventosa e metti la lingua nel
buco. Più il tubo è grosso e meglio viene il gioco.

--
Ciao, Giuseppe
satellizzatore@@virgilio.it


Ruben

unread,
Dec 15, 2011, 5:15:34 AM12/15/11
to
> > Cito alcuni vantaggi:
> > - Enormi quantità di CO2 e inquinanti non emessi
> > (anche il sindaco di Milano ha invitato ad abbassare la
> > temperatura nelle case per il problema inquinamento).
> > - Risparmio annuo di centinaia di euro.
>
> - E qui però i casi sono due... o anche prima lo accendevi poco,
> oppure i colpetti che dai adesso sono un po' più che colpetti...
>
> perché se fosse solo per le decine di watt che hai
> addosso, dovresti spendere nell'ordine di grandezza
> di un centesimo rispetto al riscaldamento generale

Sì, raffrontata alla spesa con la stufa a metano da 9 kW per mantenere
20°C, la spesa attuale coi 40 W elettrici è praticamente come zero,
risparmio quasi totale.

Il colpetto che do adesso al mattino non supera il quarto d'ora, giusto
per sentire un po' di aria calda appena arrivato.


> > - Quando la temperatura esterna è di almeno 12° nei giorni solivi
> > si possono tenere le finestre aperte e respirare aria più pulita.
>
> - Confermo, anch'io, nonostante non abbia ancora il termoabito

Mi fa molto piacere conoscere qualcuno foolish come me. Sarebbe bello
pensare, disegnare e realizzare un abito completo riscaldato per la vita
casalinga di tutti i giorni. Un progetto condiviso in stile Wiki,

http://it.wikipedia.org/wiki/Wiki

io qualche idea già ce l'avrei, assommate a quelle di Deboni, Uniposta,
ecc.; potremmo realizzare qualcosa di bello e di utile.





Ruben

unread,
Dec 15, 2011, 5:30:12 AM12/15/11
to

> Io non so come è fatta questa termo tuta (se e quanto è comoda), non so
> quanto costa e nemmeno come viene alimentata. Immagino che l'idea sia quella
> di riscaldare solo se tessi invece di dover riscaldare tutta quanta la casa.
> Questa soluzione ha dei pro e dei contro, sta poi a ognuno di noi, in base
> al proprio metro di giudizio e alla propria realtà domestica, stabilire se
> ne vale la pena oppure no. Così a naso e ferme restando le cose di cui sopra
> che non so, direi che una soluzione del genere può andar bene per un single
> che vive da solo in una casa piccola e che ne rimane fuori per gran parte
> del tempo. Diversamente, cioè con moglie, figli e qualcuno che ti viene a
> far visita ogni tanto, i problemi verrebbero amplificati esponenzialmente.
>
> Una tuta del genere la vedo bene per i motociclisti.
>

Quello che dici è abbastanza vero, non si può imporre ai bambini sempre
in movimento ma fa molto piacere a chi sta prevalentemente fermo come
gli anziani o gli impiegati o gli internettari.

Poi ci sono le sfumature, io sono estremista e non uso più la stufa, ma
si potrebbe tranquillamente usare solo per poter abbassare la
temperatura in casa di qualche grado, con enormi benefici.

Poi quando hai visite scaldi per loro, io faccio così.

Ruben

unread,
Dec 15, 2011, 5:48:01 AM12/15/11
to

> Poi per lavarsi si accende una stufa radiante... ma lo si
> fa ogni tanto... mentre di norma si sta con la termotuta.
>

Un'annotazione tecnica: quando si raggiunge il comfort in una termotuta
ci si trova in una condizione simile a quando si è fatta una corsetta o
si è appena usciti dalla doccia calda, per cui non risulta difficile
denudare le terga a bassa temperatura.

budobudo

unread,
Dec 15, 2011, 5:09:55 PM12/15/11
to
Ruben wrote:

> Poi ci sono le sfumature, io sono estremista e non uso più la stufa,
> ma si potrebbe tranquillamente usare solo per poter abbassare la
> temperatura in casa di qualche grado, con enormi benefici.

E per cuocere il pollo arrosto cosa usi, il congelatore? ^_______^

--
Ciao, Giuseppe
satellizzatore@@virgilio.it


Roberto Deboni DMIsr

unread,
Dec 15, 2011, 11:46:00 PM12/15/11
to
On Tue, 13 Dec 2011 23:06:09 +0100, Luca P. wrote:

> Sun, 11 Dec 2011 20:44:41 -0600, Roberto Deboni DMIsr ha scritto: [...]
>> Certamente ridurebbe i problemi di condensa con le pareti fredde e
>> quindi la crescita di muffe, riducendo il lavoro per il
>> deumudificatore.
> [...]
>
> Uhu? Io avrei detto il contrario.

Mi sta applicando la fisica con cui discute sul nucleare ?

Quali sono le condizioni per la formazione di condensa ?
Aria calda che tocca pareti gelide.

Io non so che cosa sbaglia a casa sua, ma non ho visto
in venti anni un filo di muffa a casa mia, la temperatura
per tutto l'inverno e' decisamente "gelida" secondo le
vostre definizioni, ma l'igrometro oscilla tra i 37-39%.

Al contrario, avevo dei vicini (provenienti da paesi
tropicali) freddolosi, con 24 gradi durante l'inverno,
ed avevano la muffa su tutti i profili in corrispondenza
dei pilastri.

Non e' che lei e' un'altro di quelli che crede che un
ventilatori acceso in una stanza vuota, raffredda l'aria ... ?
[Un'altra esempio "contro-intuitivo" ove per "intuitivo"
si intende quello che si crede ... fino a quando non si e'
posti di fronte al duro responso di strumenti di misura]

Quello del trattamento dell'aria, un'altra delle tante
materia che ci siamo sorbiti durante i nostri esami, non
e' materia da affrontare con improvvisazioni o apparenti
intuizioni, ma ci sono legge fisiche ben precise.

Nel caso dei vicini freddolosi, piu' alzavano la temperatura,
piu' aumentava il differenziale con le pareti, specialmente
nei punti piu' gelidi, e maggiori erano le condizioni per
la formazione di condensa. Ed infatti lungo le strisce di
muffa, grondava acqua (e mi e' toccato litigare visto che
insisteva che c'era qualche tubo che perdeva, perche' la
condensa non poteva produrre cosi' tanta acqua).

Ho dovuto portarlo a casa mia per convincerlo che, con la
nebbia fuori e 16 gradiC in casa, l'aria era secca ed
asciutta.

Ma il massimo dell'evidenza di quanto lei si sbaglia
e' il tempo che ci mette la biancheria ad asciugarsi nel
mio bagno (con la porta aperta, in modo da scambiare l'aria
con quella in casa, altrimenti il volume del bagno e' troppo
piccolo): d'inverno circa 24-36 ore e l'igrometro al massimo
sale a sfiorare il 40%, poi cala nei giorni successivi.

Ora, mi sento ridicolo nel riportare le mie esperienze
di vita, quando basterebbe Fisica Tecnica e lo studio
del trattamento dell'aria, ma ho l'impressione che posso
solo "impressionare" con l'esperienza quotidiana e non
le formule o la scienza.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Dec 15, 2011, 11:51:27 PM12/15/11
to
Ho abitato un'anno a Belluno (ma suppongo che valga lo stesso per
tante altre localita' delle Alpi) ed ho notato come e' tipico,
prima di fare il bagno, di accendere una stufa ausiliaria nel bagno.
Infatti, le case sono tenute a temperature piu' basse di quelle
"cittadine".
E tra parentesi, se ai sciatori sembra di morire dal caldo, quando
entrano al coperto, forse dovrebbe fare mente locale che cosa hanno
indosso. Se indossano a casa, in citta', lo stesso abbigliamento che
portano a Cortina, avrebbero caldo sbuffante anche in citta' con
17-18 gradi in casa.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Dec 16, 2011, 12:08:27 AM12/16/11
to
On Wed, 14 Dec 2011 12:37:18 +0100, Ruben wrote:

...snip...

> Io ho adottato un sistema elettrico a bassissima tensione con
> alimentatore di sicurezza e gilè lavorato ai ferri da maglia. Avevo
> aperto una pagina (incompleta)
> http://it.starecaldo.wikia.com/wiki/Consigli_per_vivere_al_freddo_Wiki
> per chi volesse replicare la realizzazione apportando migliorie.

Trovo la sua idea molto interessante, specialmente perche'
affrontabile con il fai-da-te (magari con l'aiuto dalla padrona
di casa :-).

Quindi ho aggiunto anche it.hobby.fai-da-te nella discussione.

Il problema ora e' quello di un cavetto elettrico, con isolante molto
resistente all'usura e filo molto flessibile:

http://images3.wikia.nocookie.net/__cb20110429221139/starecaldo/it/images/9/96/Rete.png

Una domanda: per fare un gile' per adulto, quanti metri di filo
servono ? Il valore mi serve per fare alcuni calcoli sulle sezioni
e le correnti. Tra l'alto ho la sensazione che si puo' operare
anche con il rame, senza ricorrere a leghe tipiche per i riscaldatori.
Naturalmente con il rame aumenta il peso.

Ruben

unread,
Dec 19, 2011, 12:01:28 PM12/19/11
to

> Il problema ora e' quello di un cavetto elettrico, con isolante molto
> resistente all'usura e filo molto flessibile:
>
> http://images3.wikia.nocookie.net/__cb20110429221139/starecaldo/it/images/9/96/Rete.png
>
> Una domanda: per fare un gile' per adulto, quanti metri di filo
> servono ? Il valore mi serve per fare alcuni calcoli sulle sezioni
> e le correnti. Tra l'alto ho la sensazione che si puo' operare
> anche con il rame, senza ricorrere a leghe tipiche per i riscaldatori.
> Naturalmente con il rame aumenta il peso.
>

Mi sono adattato al filo normale di rame che ho trovato su RS da 0,22 mmq.

http://it.rs-online.com/web/cpd/4951312/?searchTerm=495-1312

il peso non è da piuma (0,5 kg circa) ma non mi dà alcun fastidio od
impaccio quando indossato.

Avendo adottato una tensione di 12V ho arrangiato le cose in modo da
avere tre pezzi ognuno di 75 m di filo (non è stato facile bilanciare
tutti i parametri compreso il diametro dei ferri da calza). Ogni pezzo
teoricamente sviluppa circa 20W, in realtà se ne misurano meno perché la
tensione d'uscita del trasformatore è un po' inferiore e forse c'entra
anche la reattanza, tutto il gilè in pratica mi dà circa 50W al massimo.

Ne ho realizzati uno per me e uno per un amico, io mi sono accontentato
di questa soluzione senza cercarne di migliori. Pensavo che se ne
dovessi costruire un'altro tenterei di farmi fare un cavo speciale
apposta per me di sezione inferiore per impiegare meno cavo (potrebbe
pesare solo 100 grammi) e a due conduttori per renderlo antiinduttivo e
con più isolante per non aumentare la temperatura superficiale del filo
e magari con più trefoli per renderlo più flessibile come suggerito.
Magari abbasserei la tensione a 6V per avere fili più corti che
potrebbero a questo punto essere semplicemente infilati su un indumento
a rete come le canottiere dei ciclisti dato che non è facile per me
lavorare a maglia, in questo modo inoltre si possono coprire con densità
variabile le zone che si reputano più freddolose.
Ho studiato elettrotecnica e sono attento ai rischi elettrici perciò
cerco di tenere più bassi possibile i campi elettrico e magnetico. Un
punto che reputo importante è il trasformatore che deve essere con
isolamento di sicurezza o meglio ancora a norme elettromedicali.

Quando poi la temperatura scende sotto i 10°C come oggi sogno un
completo con cosce, ginocchia e piedi riscaldati.

PS Confermo la trattazione sulla muffa, se non c'è riscaldamento non c'è
nemmeno muffa.

A disposizione per chiarimenti.

Saluti
Ruben

Luca P.

unread,
Dec 26, 2011, 4:20:20 PM12/26/11
to
Thu, 15 Dec 2011 22:46:00 -0600, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

>> Sun, 11 Dec 2011 20:44:41 -0600, Roberto Deboni DMIsr ha scritto: [...]
>>> Certamente ridurebbe i problemi di condensa con le pareti fredde e
>>> quindi la crescita di muffe, riducendo il lavoro per il
>>> deumudificatore.
>> [...]
>> Uhu? Io avrei detto il contrario.
>
> Mi sta applicando la fisica con cui discute sul nucleare ?

Non mi pare di aver mai affrontato discussioni di fisica quantistica su
questo o altri gruppi; mi limito a cercare di descrivere la realtà
riportando fatti concreti e ben documentati, mentre a volte lei pontifica
sul nulla.

> Quali sono le condizioni per la formazione di condensa ?
> Aria calda che tocca pareti gelide.
>
> Io non so che cosa sbaglia a casa sua, ma non ho visto
> in venti anni un filo di muffa a casa mia, la temperatura
> per tutto l'inverno e' decisamente "gelida" secondo le
> vostre definizioni, ma l'igrometro oscilla tra i 37-39%.

Questo perché lei evidentemente abita in una casa che non ha particolari
problemi di apporti di umidità e quindi con un minimo di ventilazione degli
ambienti risolve qualsiasi problema.
Secondo il suo ragionamento però, se una persona abitasse, che ne so, a
Venezia ai piani bassi, per risolvere i gravi problemi di umidità dovrebbe
stare al freddo invece di accendere una bella fonte di calore e asciugare
tutto. Come mai 'sta cosa non mi torna?

> Al contrario, avevo dei vicini (provenienti da paesi
> tropicali) freddolosi, con 24 gradi durante l'inverno,
> ed avevano la muffa su tutti i profili in corrispondenza
> dei pilastri.

Vabbè, hanno una dispersione termica che crea localmente un fenomeno di
condensa. In compenso il resto della casa che è ben riscaldato può star
certo che è più che asciutto.

Un problema che nelle case non ben isolate termicamente viene spesso
sottovalutato è lo sbalzo di temperatura che si verifica quando viene
spento il riscaldamento (in particolare la notte). Il fenomeno di condensa
associato al calo di temperatura può essere notevole. In questi casi
conviene davvero tenere aperto durante la notte qualche spiraglio per
garantire un'adeguata circolazione d'aria.

[...]
> Quello del trattamento dell'aria, un'altra delle tante
> materia che ci siamo sorbiti durante i nostri esami, non
> e' materia da affrontare con improvvisazioni o apparenti
> intuizioni, ma ci sono legge fisiche ben precise.

ESGC?!

[...]
> Ora, mi sento ridicolo nel riportare le mie esperienze
> di vita, quando basterebbe Fisica Tecnica e lo studio
> del trattamento dell'aria, ma ho l'impressione che posso
> solo "impressionare" con l'esperienza quotidiana e non
> le formule o la scienza.

No, basterebbe che lei si rendesse conto che non tutta la popolazione
mondiale abita a casa sua.
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