A me è capitato che un negoziante mi trattasse in maniera decisamente
sgradevole dopo che chiesi un piccolo sconto (pura verità).
Un sellino per bici da corsa: 73euro. Chiesi se poteva fare 70 e lui mi
rispose molto indispettito:"allora perchè non 80? Il prezzo è quello, se le
vuoi mi dai fino all'ultimo cents". E se ne andò a far altro...
Ovviamente ho comprato il prodotto altrove però ci sono rimasto un po' male.
Grazie in anticipo
"Nella pratica del commercio, lo sconto è quella riduzione del prezzo di
vendita, praticata per spingere l'acquirente a compiere scelte più
vantaggiose per entrambi. Lo sconto viene concesso per incentivare una
vendita, in cambio di un pagamento immediato anziche di un pagamento a
termine, per cedere più facilmente merce invenduta o per indurre
l'acquirente ad acquistare una maggiore quantità di beni.
In Italia la concessione di sconti generalizzati alla clientela da parte dei
negozianti al dettaglio (saldi), è subordinata ad apposita regolamentazione
comunale, che disciplina i periodi nei quali è possibile effettuare la
vendita con queste modalità."
> Salve a tutti.
> Una domanda semplicissima.
> Chiedere *uno sconto* è
> - un'abitudine del consumatore
> - un diritto del consumatore
> - una prerogativa del venditore/negoziante (nel concederlo o meno)
> - un atto poco elegante ma spesso efficace?
Non ho mai chiesto uno sconto in vita mia.
Forse è per questo che nei negozi dove torno perché mi trovo bene
succede spesso che mi facciano qualche sconto sul prezzo esposto.
Molto gradito, lo prendo come un "premio fedeltà".
> A me è capitato che un negoziante mi trattasse in maniera decisamente
> sgradevole dopo che chiesi un piccolo sconto
Io odio quelli che mi chiedono lo sconto. Non sono un negoziante, faccio
computergrafica, quando un cliente mi chiede un preventivo io cerco di
fare il prezzo migliore in rapporto alla quantità e qualità di lavoro
che mi propone. Eppure tante volte arriva la telefonata dell'Ufficio
Acquisti che chiede di calare il prezzo. Lo fanno di scuola, lo fanno
comunque, se avessi fatto un preventivo più basso avrebbero comunque
chiesto lo sconto.
Li odio.
A volte mi sono visto arrivare la conferma d'ordine col prezzo calato.
Ho litigato per telefono, ho detto di no.
A volte ho perso il cliente ma quelli è meglio perderli che trovarli,
perché se cedi alle loro richieste (tante volte fatte senza neppure
curarsi di come sia il lavoro, di che difficoltà richieda) è come se
ammettessi di aver fatto un prezzo troppo alto in partenza.
Li odio quelli che chiedono lo sconto.
>On Fri, 17 Sep 2010 00:31:59 +0200, "Bruno DM" <dmbr...@postacalda.com>
>wrote:
>>Un sellino per bici da corsa: 73euro. Chiesi se poteva fare 70
>
>Perche'? Se non ti sta bene il prezzo vai altrove. Semplice, no?
>
>>Il prezzo è quello
>
>Appunto, mica siamo al mercato.
come no..? Posto che se il prezzo delle arance di una bancarella
non mi sta bene, vado altrove, sostituisci ad "arance" quello che
vuoi e a "bancarella" la parola "negozio", poi di' ancora che
non siamo al mercato...
>Lo sconto concesso ad uno e' mancanza di rispetto per gli altri clienti.
BOOOMM!! - Ma se anche iin Borsa un'azione puo` cambiare di prezzo
da un momento all'altro..!
>Perche' a chi lo chiede (o mostra le tette, o fa il sorrisino, etc) si'
>e agli altri no?
Oh, bella, perche` non lo chiedono . Semplice, no?
>Lo sconto, eventualmente, lo decido io ai clienti che vengono spesso e
>che si comportano correttamente.
cioe`, lo sconto enventualmente lo fai a quei clienti che non lo
chiedono mai? (Mah!)
>E se i miei ti sembrano discorsi strani, e' perche' non sei mai stato
>dall'altra parte del banco.
Bene - allora guarda, fa' una cosa: torna su i.d.c.t. quando
non sarai piu` "dall'altra parte del banco", ma sarai un semplice
consumatore.
>Chiedere *uno sconto* è
>- un'abitudine del consumatore
su questa ho molte riserve
>- un diritto del consumatore
questa la escludo completamente
>- una prerogativa del venditore/negoziante (nel concederlo o meno)
>- un atto poco elegante ma spesso efficace?
riconosco, invece, queste.
Chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Provengo da una famiglia di
commercianti e nessuno si è mai scandalizzato per una richiesta di
sconto. Il che non vuole dire accettare sempre, ma farlo (o negarlo) con
cortesia e rispetto. Fa parte delle normali pratiche commerciali. Se una
persona non è in grado di gestirle faccia un altro lavoro. Sei stato fin
troppo gentile. Avrei risposto che date la particolare forma anatomica
del sellino glielo lasciavo in modo che ne potesse fare l'uso che
riteneva più consono.
>- un'abitudine del consumatore
Alcuni si, altri no
>- un diritto del consumatore
Chiunque puo' chiedere qualunque cosa, poi sta alla controparte
decidere se soddisfare la richiesta oppure no.
Capita spesso di persone invidiose che dicono:
-Guarda quello, gli hanno dato questo e quello, gli hanno aumentato lo
stipendio ecc. e invece a me no.
-Lui l'ha chiesto, e tu?
-Io no, non sono mica un barbone che va a chiedere la carita'.
Qualcuno tempo fa ha detto: chiedete e vi sara' dato.
>- una prerogativa del venditore/negoziante (nel concederlo o meno)
Certo, mica e' obbligatorio
>- un atto poco elegante ma spesso efficace?
C'e' chi ci tiene all'eleganza, e invece chi preferisce cose piu'
efficaci.
>rispose molto indispettito:"allora perchè non 80? Il prezzo è quello, se le
>vuoi mi dai fino all'ultimo cents". E se ne andò a far altro...
Sicuramente ha gia' un brutto carattere di suo, non e' certo stata la
tua richiesta a trasformare un agnellino in un orso.
--
Byebye from Verona, Italy
Bernardo Rossi b.r...@tin.it
> scuola, lo fanno comunque, se avessi fatto un preventivo più basso
> avrebbero comunque chiesto lo sconto.
> Li odio.
> A volte mi sono visto arrivare la conferma d'ordine col prezzo calato.
> Ho litigato per telefono, ho detto di no.
basta fare un prezzo di 100 euro più alto di quanto in realtà vorresti,
e poi aggiungere 100 euro di sconto sul preventivo. E' una tecnica che
ho visto fare per molti anni in un negozio (di grande successo) qua in
zona, prima dell'avvento delle grandi catene.
O dici che anche in quel caso ti chiederebbe di aumentare lo sconto?
Ale
> Salve a tutti.
> Una domanda semplicissima.
> Chiedere *uno sconto* è
> - un'abitudine del consumatore
Un tempo avevo un amico che chiedeva sconti sempre, per qualunque
cosa, dalle scarpe alla borsa. Sempre.
43.000? Facciamo 40, va?
[era il tempo delle lire]
2.500? Per oggi duemila va'... e gia` tirava fuori solo due biglietti da mille.
Aveva una bellissima faccia di bronzo. Ma ammetto che su 20 richieste
qualcosa otteneva e nel grande numero qualcosa avrà pure risparmiato.
Penso che dipenda dal carattere e quindi penso di accendere la prima:
"abitudine del consumatore".
--
co-amministratore del sito dei babbocanguri
www.babbocanguro.it
> - un'abitudine del consumatore
> - un diritto del consumatore
> - una prerogativa del venditore/negoziante (nel concederlo o meno)
> - un atto poco elegante ma spesso efficace?
- un'usanza barbona e troglodita, tipicamente esercitata dai clienti
dei suk, dei bazar, e dei negozi italiani.
> Un sellino per bici da corsa: 73euro. Chiesi se poteva fare 70 e lui mi
> rispose molto indispettito:"allora perchè non 80? Il prezzo è quello, se le
> vuoi mi dai fino all'ultimo cents". E se ne andò a far altro...
Il tuo capo il mese prossimo viene da te, ti fa un bel sorriso, ti
mette una mano sulla spalla e ti dice "Ue' bruno! Tutto a posto? Bella
la presentazione che hai fatto ieri, il consiglio ne e' stato
impressionato! Senti, questo mese invece di 1450 euro te ne do 1390:
sono dieci anni che lavori qui, vorrai mica negarmi uno sconticino...
jamme! In gamba, eh! Dopo ti pago il caffe'!"
Ti piacerebbe? Ecco, hai chiesto la stessa identica cosa al
negoziante.
cia'
Max
> - un'usanza barbona e troglodita, tipicamente esercitata dai clienti
> dei suk, dei bazar, e dei negozi italiani.
la contrattazione commerciale, veramente, è vecchia come il mondo, ed è
diffusa in tutto il mondo. Capitava anche quando non c'era la
cartamoneta e si andava avanti a baratti.
Ale
>Aveva una bellissima faccia di bronzo.
C'e' chi la chiama "faccia di bronzo", altri la chiamano "forza
contrattuale"
>> A me è capitato che un negoziante mi trattasse in maniera decisamente
>> sgradevole dopo che chiesi un piccolo sconto (pura verità).
> Probabilmente non eri il primo nella stessa giornata che lo chiedeva.
Secondo te è un atteggiamento vincente essere scortesi?
>> Un sellino per bici da corsa: 73euro. Chiesi se poteva fare 70
> Perche'? Se non ti sta bene il prezzo vai altrove. Semplice, no?
Perché se lui vuol pagare 70 e all'altro va bene concludono la vendita e
sono felici entrambi, se non concludono la vendita (per soli 3 euro..)
ci rimettono entrambi. Mi pare ovvio.
>> Il prezzo è quello
> Appunto, mica siamo al mercato.
Erano all'asilo?
> Lo sconto concesso ad uno e' mancanza di rispetto per gli altri clienti.
Ma vai a lucidar pomodori...
> Perche' a chi lo chiede (o mostra le tette, o fa il sorrisino, etc) si'
> e agli altri no?
Perché chi è contento di pagar 73 paga 73, chi non è contento non la
conclude con rimessa di entrambi.
> E se i miei ti sembrano discorsi strani, e' perche' non sei mai stato
> dall'altra parte del banco.
I tuoi discorsi sono strani perché non hai un minimo di rudimenti di
micoroeconomia, come molti negozianti che credono di essere dei
padreterni e poi non capiscono un cazzo (e poi falliscono)...
>> Ovviamente ho comprato il prodotto altrove
> Appunto. Nessun problema.
Veramente il problema c'è stato per il venditore che non ha venduto. A
meno che le selle non le tenesse in negozio per bellezza..
> Io odio quelli che mi chiedono lo sconto. Non sono un negoziante, faccio
> computergrafica, quando un cliente mi chiede un preventivo io cerco di
> fare il prezzo migliore in rapporto alla quantità e qualità di lavoro
> che mi propone. Eppure tante volte arriva la telefonata dell'Ufficio
> Acquisti che chiede di calare il prezzo. Lo fanno di scuola, lo fanno
> comunque, se avessi fatto un preventivo più basso avrebbero comunque
> chiesto lo sconto.
Ma anche tu sei capa tosta.. Se lo fanno sempre chiedi prezzi più alti e
poi fai lo sconto..
> A volte ho perso il cliente ma quelli è meglio perderli che trovarli,
Beato te che puoi permetterti di perder clienti per principio...
> Il tuo capo il mese prossimo viene da te, ti fa un bel sorriso, ti
> mette una mano sulla spalla e ti dice "Ue' bruno! Tutto a posto? Bella
> la presentazione che hai fatto ieri, il consiglio ne e' stato
> impressionato! Senti, questo mese invece di 1450 euro te ne do 1390:
> sono dieci anni che lavori qui, vorrai mica negarmi uno sconticino...
> jamme! In gamba, eh! Dopo ti pago il caffe'!"
1 - Non c'entra un cazzo.
2 - Non potrebbe.
3 - Potrebbe essere mandato a lucidare gli zoccoli dei cammelli...
beh, fondamentalmente però il concetto è lo stesso
> 2 - Non potrebbe.
qui hai ragione
> 3 - Potrebbe essere mandato a lucidare gli zoccoli dei cammelli...
i cammelli non hanno gli zoccoli.
E perché non chiedere? Poi sta al negoziante scegliere se accettare la
proposta ed effettuare la vendita, oppure ritenerla anticonveniente e
perdere la vendita.
D'altra parte, di fronte al rifiuto del commerciante di accettare il
prezzo proposto, il cliente ha facoltà di rassegnarsi a pagare quanto
chiesto, oppure perdere la possibilità dell'acquisto.
Mi sembrano tutte pratiche commerciali perfettamente lecite. Poi essere
sgarbati col cliente è sempre perdente, IMHO: puoi dire "no" anche senza
aggiungere "fanculo"...
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
>vuoi mi dai fino all'ultimo cents".
Wow, c'ha pure i "CENTS" all'americana questo venditore, ma chi e'....
>>Un sellino per bici da corsa: 73euro. Chiesi se poteva fare 70
>
>Perche'?
Per chiedere uno sconto, mi pare ovvio!
>Se non ti sta bene il prezzo vai altrove. Semplice, no?
Certo, dopo aver chiesto lo sconto infatti.
>>Il prezzo è quello
>
>Appunto, mica siamo al mercato.
E allora?
>Lo sconto concesso ad uno e' mancanza di rispetto per gli altri clienti.
Ma tu stai male.
>Chiedere *uno sconto* è
>- un'abitudine del consumatore
>- un diritto del consumatore
>- una prerogativa del venditore/negoziante (nel concederlo o meno)
>- un atto poco elegante ma spesso efficace?
Domandare è lecito; rispondere è cortesia.
Io ho l'abitudine di chiederlo, con la classica frase "quanto me lo
fai?". E spesso lo ottengo (quanto meno un piccolo arrotondamento).
--
Saluti
Conte Oliver
(togli le scarpe per mandarmi una mail)
Caspita se nei negozi specializzati in bici da corsa o MTB non chiedi lo
sconto prendi delle sole pazzesche.
Ricordo l'ultima volta quando sono andato a prendere le scarpe:
sull'etichetta era riportato il prezzo di 180 euro... al che gli chiesi
quale fosse il prezzo vero e non quello di listino riportato sulla
scatola...
Magari mi ha fregato lo stesso ma le ho portate a casa a 120 euro... se
me ne stavo zitto le pagavo il 50% in più...
quando hai a che fare con piccoli commercianti è sempre *necessario*
chiedere.
10% di sconto fisso per tutti, poi per i clienti fissi che comprano
parecchio, ovviamente c'è un trattamento diverso.
qualcuno ogni tanto fa "proposte", soprattutto marocchini che hanno la
trattativa nel DNA, sempre rifiutate con cortesia, nessuno ha mai
rinunciato all'acquisto.
qualche bluff soprattutto femminile, "ma a recco lo trovo a X....", ma
acquistano lo stesso.
considerando che è un settore poco imprenditoriale il mio, tutti credono
di avere diritto a qualche sconto, "sconto palestra" "sconto istruttori"
"sconto atleti" la risposta è sempre molto semplice "io lo sconto lo
faccio anche all'idraulico, dipende quanto spende....."
--
WNC2 - World Nutrition Center 2 - Integratori per lo sport
ONLINE STORE: www.wnc2.biz - Num. Verde: 800-134727 (da rete fissa)
> Ma anche tu sei capa tosta.. Se lo fanno sempre chiedi prezzi più alti e
> poi fai lo sconto..
L'ho spiegato nell'altra risposta, è difficile capire se facendo in
questo modo ti tagli fuori già dall'inizio ("quello ha prezzi troppo
alti") o se poi chiederanno lo sconto.
Troppo diverse le abitudini e le aspettative. Non sono mai riuscito a
trovare un "centro di gravità permanente".
> Beato te che puoi permetterti di perder clienti per principio...
Confesso che l'ho fatto in tempi migliori, vale a dire fino a due anni
fa.
Però... "a volte ritornano" (cit.) :-)
Succede che dopo avermi detto che avevo prezzi troppo alti ed essere
andati da concorrenti più abbordabili, siano poi tornati dicendo che...
insomma... hanno visto... che lavoro meglio e che la differenza si nota.
> Trystero ha scritto:
> > se avessi fatto un preventivo più basso
> > avrebbero comunque chiesto lo sconto.
> basta fare un prezzo di 100 euro più alto di quanto in realtà vorresti,
> e poi aggiungere 100 euro di sconto sul preventivo. E' una tecnica che
> ho visto fare...
Lo so, in tanti fanno così, ma purtroppo è rischioso. Le aspettative sul
prezzo sono molto diverse nel mio campo.
A volte mi sono sentito dire che ho dei prezzi alti e altre che sono
conveniente (e il prezzo era lo stesso). Dipende da quali clienti a loro
volta hanno i miei clienti (lavoro per agenzie di pubblicità,
tipografie, o direttamente per le industrie). Alcuni capiscono bene e
accettano, altri chiedono lo sconto ma altri ancora non si fanno più
sentire.
E' successo diverse volte che in seguito a un preventivo per me
onestissimo non sia poi arrivata nessuna conferma del lavoro. Così non
so mai come comportarmi, se non nel solito modo: cerco di fare comunque
il mio prezzo migliore in rapporto al lavoro da eseguire.
>Mi sembrano tutte pratiche commerciali perfettamente lecite.
E molto diffuse, a qualunque livello. Sia che si tratti di un paio di
scarpe, sia che si tratti di 1000 tonnellate di carbone.
>Poi essere sgarbati col cliente è sempre perdente,
Non sempre, in certi ambiti ci sono clienti che godono a farsi
trattare male.
Fondamentalmente il negoziante ha cannato di brutto ma solo per un motivo,
non doveva essere scortese nei confronti del potenziale cliente. Ho anch'io
un negozio di articoli per animali e capita, anche se raramente, che
chiedano sconti, succede comunque solo ed esclusivamente con meridionali che
evidentemente dalle loro parti sono abituati a fare così. Io mi comporto in
questo modo, se il cliente acquista dei prodotti fino ad una determinata
cifra posso fare un piccolo sconto, perchè la cifra ammortizza la "perdita",
se invece si parla di una cifra piccola... col cavolo... il problema è che
spesso queste persone sono pure insistenti, io spiego spesso loro che i
margini sui mangimi sono molto risicati quindi non ho possibilità di fare
chissà che sconti, diverso il discorso sugli accessori ma per loro chiedere
lo sconto sembra essere un comandamento. Il fatto di aumentare il prezzo per
poter concedere uno sconto è poi una lama a doppio taglio perchè la maggior
parte dei clienti, che non chiede sconti, vedendo il prezzo più alto
semplicemente se ne va ! Mi chiedo... chissà se quando vanno a fae la spesa
al Conad o alla Coop chiedono lo sconto ? E si che queste catene vivono
molto meglio delle piccolo realtà !
Tomste76
> Eppure tante volte arriva la telefonata dell'Ufficio
> Acquisti che chiede di calare il prezzo. Lo fanno di scuola, lo fanno
> comunque, se avessi fatto un preventivo più basso avrebbero comunque
> chiesto lo sconto.
> Li odio.
Toh, una cosa sulla quale siamo d'accordo :-D
Gli uffici acquisti sono normalmente composti da gente che ignora quel
che sta comprando e quindi sono totalmente inutili perchè basterebbe che
l'ufficio che sta comprando si tarasse con l'ufficio che controlla i
budget. Gli uffici acquisti sanno benissimo questo fatto e per non
evidenziare la loro initilità, che porterebbe al loro licenziamento,
fanno l'unica cosa che sanno fare: chiedono uno sconto e una dilazione
di pagamento. Se tu sei bravo, capisci ogni ufficio acquisti quale
sconto chiederà e aumenti il preventivo a priori proprio di quella
percentuale...
>andati da concorrenti più abbordabili, siano poi tornati dicendo che...
>insomma... hanno visto... che lavoro meglio e che la differenza si nota.
Ed e' la cosa piu' bella che possa dirti un cliente, complimenti.
Tu ringraziali o fagli comunque capire che hai apprezzato davvero tale
discorso, perche' ammettere cio' non e' stato facile neanche per loro.
> 1 - Non c'entra un cazzo.
Perche' no?
Vai in un negozio, prendi un bene, e pretendi di pagarlo meno.
Hai uno che lavora per te, godi del suo lavoro, e pretendi di pagarlo
meno.
Il tutto senza che ci sia un motivo plausibile, ma solo per la tua
bella faccia, "Guarda, se mi fai lo sconto, puo' essere, FORSE, che in
un futuro molto molto lontano io consideri la possibilita' di tornare
da te (e nel caso esigero' uno sconto pari o maggiore)".
> 2 - Non potrebbe.
Grazie a dio o a chi ne fa le veci.
> 3 - Potrebbe essere mandato a lucidare gli zoccoli dei cammelli...
Idem il cliente che esige che il negoziante mangi il proprio margine
di guadagno per la sua faccia di tolla.
cia'
Max
> la contrattazione commerciale, veramente, è vecchia come il mondo, ed è
> diffusa in tutto il mondo. Capitava anche quando non c'era la
> cartamoneta e si andava avanti a baratti.
Certo.
Anche castrare i soldati sconfitti in guerra e offrire i falli
tagliati al proprio re era una pratica diffusa.
Pero' con il progredire della civilta' le pratiche retrograde e
arcaiche tendono a perdersi.
Non per niente l'usanza dello sconto e' ancora diffusa - per l'appunto
- in italia, in grecia, nei suk, nei bazar e via elencando zone del
terzo mondo.
Se chiedi uno sconto in un negozio inglese o giapponese ti guardano
come se fossi appena sceso da un disco volante.
cia'
Max
>Purtroppo funziona cosě,ma non sono daccordo; il mondo dovrebbe essere
>meritocratico di suo, non basarsi sulla logica del "chi urla di piu'
>puppa di piu'"; altrimenti prima o poi sarebbe un continuo becerare, nei
Gia' gli antichi romani avevano scoperto che 'Homo homini lupus'
E da allora non e' cambiato nulla, a parte aumentare le possibilita'
di fare il lupo.
Che ti piaccia o no, la natura dell'uomo e' questa.
>Pero' con il progredire della civilta' le pratiche retrograde e
>arcaiche tendono a perdersi.
Se dai anche oggi ai soldati la possibilita' di rifare cio', vedrai
che ne saranno ben felici.
> Se dai anche oggi ai soldati la possibilita' di rifare cio', vedrai
> che ne saranno ben felici.
Siamo seri, la possibilita' ce l'hanno eccome (e piu' volte l'hanno
anche esercitata... magari non proprio "tagliando", ma sterminare una
famiglia, stuprare la figlia quindicenne e poi bruciarla viva non e'
molto meglio)... la differenza e' che poi non vanno a offrire i cazzi
tagliati a Obama/Berlusconi/Putin (anche se sull'ultimo non sono del
tutto sicuro), e che se li beccano finiscono sui giornali tra lo
sdegno collettivo.
cia'
Max
Che è quello che fanno *tutte* le aziende, o credi che siano degli enti
di beneficenza che pagano i dipendenti solo così per svolgere un
servizio sociale?
Anche lì è un calcolo di convenienza da ambo le parti, l'azienda deve
pagare il dipendente quanto basta perché il dipendente continui a
lavorare lì, il dipendente chiede il massimo che l'azienda è disposta ad
offrirgli.
E in tutto questo le opportunità di ambo le parti giocano un ruolo
determinante, se l'azienda calcola che perderti come figura
professionale (e soprattutto se hai le opportunità per andare altrove)
le può creare un danno economico di una certa entità, ti verrà incontro.
Se invece non conti un cazzo e il tuo lavoro lo può fare *chiunque* con
formazione in tempo zero, più dei minimi sindacali difficilmente potrai
pretendere, anzi chiamarti pure contento. Cinico ma è così. E per
fortuna che ci sono i contratti di lavoro e i minimi sindacali,
altrimenti avremmo davvero un far-west del lavoro.
Anche se qualche politico oggi vuole farceli passare come degli
"anacronismi da cui bisogna liberarsi"... ma questo è un altro discorso.
> Il tutto senza che ci sia un motivo plausibile, ma solo per la tua
> bella faccia, "Guarda, se mi fai lo sconto, puo' essere, FORSE, che in
> un futuro molto molto lontano io consideri la possibilita' di tornare
> da te (e nel caso esigero' uno sconto pari o maggiore)".
E anche questo è un calcolo di convenienza. AKA = mercato.
>> 3 - Potrebbe essere mandato a lucidare gli zoccoli dei cammelli...
>
> Idem il cliente che esige che il negoziante mangi il proprio margine
> di guadagno per la sua faccia di tolla.
Certamente, e qui sta il diritto del negoziante di rifiutare lo sconto,
eventualmente perdere una vendita antieconomica, e liberarsi di un
cliente molesto o peggio dannoso.
Resta sempre una contrattazione di mercato come si fa da *millenni*.
> Che ti piaccia o no, la natura dell'uomo e' questa.
Personalmente ritengo un preciso dovere morale sopprimere gli istinti
bestiali e impegnarsi per costruire una società migliore. Mi rendo
conto che la maggior parte degli esseri umani preferisce comportarsi
come dei neanderthal (peraltro senza rendersi conto che possono
permettersi di berciare come scimmie solo perche' c'e' chi ha lavorato/
sta lavorando al posto loro per un futuro migliore), ma se tutti si
accontentassero di urlare e picchiare i purni per terra saremmo ancora
al basso neolitico.
cia'
Max
>tutto sicuro), e che se li beccano finiscono sui giornali tra lo
>sdegno collettivo.
Ufficialmente si, ma poi tra se e se' la collettivita' dira': hanno
fatto benissimo, cosi' si fa.
> Anche lì è un calcolo di convenienza da ambo le parti, l'azienda deve
> pagare il dipendente quanto basta perché il dipendente continui a
> lavorare lì, il dipendente chiede il massimo che l'azienda è disposta ad
> offrirgli.
Certamente, ma qui il datore che per sturare i cessi preferisce
assumere il filippino perche' puo' pagarlo meno e' considerato una
carogna, un pezzente, un bastardo, uno che rema contro all'economia
abbasando le retribuzioni medie, uno che impoverisce il consumatore.
Non vedo perche' invece per un compratore dovrebbe essere ritenuto
diritto universale ed inalienabile quello di ottenere (ottenere, non
richiedere) lo sconto.
> Certamente, e qui sta il diritto del negoziante di rifiutare lo sconto,
> eventualmente perdere una vendita antieconomica, e liberarsi di un
> cliente molesto o peggio dannoso.
Tale cliente avrebbe potuto decidere subito di non essere disposto a
pagare il prezzo richiesto, piuttosto.
cia'
Max
Ah! Ma qui adesso stai facendo un discorso etico... è tutta un'altra
cosa! Mercato ed etica raramente se non mai vanno d'accordo...
>Vai in un negozio, prendi un bene, e pretendi di pagarlo meno.
>Hai uno che lavora per te, godi del suo lavoro, e pretendi di pagarlo
>meno.
"PRETENDI" l'hai detto solo tu. Fatti vedere da uno bono, prendi meno
caffe'...
>Personalmente ritengo un preciso dovere morale sopprimere gli istinti
>bestiali
Per fortuna che qualche istinto bestiale e' ancora rimasto.
Chi senno' ce lo farebbe fare a rigore di logica di produrre una cosa
puzzolente, costosa, rompiballe ecc. chiamata "bambino"?
Saremmo gia' estinti da un pezzo.
>Il problema č a cosa ci porta questo andazzo
Restiamo ancora dagli antichi romani :-)
o tempora o mores
>Ripeto: il meccanismo "homo homini lupus" funziona solo perché siamo in
>una fase di transizione in cui alcuni urlano alcuni no.
Da 2000 anni una fase di transizione?
Mi sa che questa fase di transizione andra' avcanti ancora per un bel
po'.
> "PRETENDI" l'hai detto solo tu.
Ha chiesto uno sconto, non l'ha ottenuto, se n'e' andato
(specificando: "OVVIAMENTE").
Tu come lo interpreti?
cia'
Max
> semplicemente se ne va ! Mi chiedo... chissà se quando vanno a fae la spesa
> al Conad o alla Coop chiedono lo sconto ?
Il punto e' che e' opinione diffusa che i negozianti siano
sostanzialmente dei ladri perche' fanno prezzi mediamente piu' alti
delle megacatene (il che, poi, e' tutto da dimostrare: mai visto un
ferramenta con prezzi simili al leroy merlin, per dirne una) o del
negozio su internet, quindi e' giustificato, anzi ragionevole, anzi
DOVEROSO esigere una riduzione... che ci vuoi fare?
Perfettamente d'accordo sulla valutazione sul negoziante. Un semplice
"Non faccio sconti, mi dispiace" sarebbe stato piu' che indicato.
cia'
Max
> Chi senno' ce lo farebbe fare a rigore di logica di produrre una cosa
> puzzolente, costosa, rompiballe ecc. chiamata "bambino"?
Quando vedo quelli di alcuni miei colleghi me lo chiedo
anch'io :P :P :P
cia'
Max
Direi che molto piu' semplicemente qui siamo nel libero arbitrio.
Se lo vuoi chiedere lo chiedi.
Se te lo vogliono fare te lo fanno.
Il fatto che qualcuno si offenda fa parte del gioco, anche se un cliente
non si dovrebbe trattare cosi': c'e' modo e modo di rispondere "no".
> Anche lì è un calcolo di convenienza da ambo le parti, l'azienda deve
> pagare il dipendente quanto basta perché il dipendente continui a
> lavorare lì, il dipendente chiede il massimo che l'azienda è disposta ad
> offrirgli.
Certamente, ma qui il datore che per sturare i cessi preferisce
assumere il filippino perche' puo' pagarlo meno e' considerato una
carogna, un pezzente, un bastardo, uno che rema contro all'economia
abbasando le retribuzioni medie, uno che impoverisce il consumatore.
Guarda che o assumi il filippino, o l'italiano per sturare i cessi paghi
sempre lo stesso, il mercato del lavoro non è in regime di libera
concorrenza.
Una tristezza del consumatore, mai chiesto uno sconto in vita mia. Ci sta
quando fai una spesa grossa, e per spesa grossa non intendo una tv da 1000
euro, ma magari articoli diversi (scarpe, maglia e pantaloni), ma c'č gente
che cel'ha di abitudine. Un tizio, che cel'aveva di abitudine, doveva
comprare un cd, 0,60 e chiese "se te ne compro 2 quanto me li metti?"... mi
sono vergognato per lui
> Ti piacerebbe? Ecco, hai chiesto la stessa identica cosa al
> negoziante.
li hai chiamati negozianti per caso ?
felice&pago
scontato
.
"Lo sconto è un atto d'amore del venditore per il compratore"
http://www.youtube.com/watch?v=mwDiqU_vZ3E
Mi ricorda molto questo film :)
Ad ogni modo, proprio stamattina, ho intravisto "occhio alla spesa",
dove il baffone ha detto che il consumatore ha "il diritto" di chiedere
lo sconto.
Non prendere per oro colato quello che ha detto, però.
--
Traveller, not tourist!
www.inter-rail.it
> Non si tratta di odiare. E' anche una forma di rispetto verso gli altri
> clienti. Lo sconto, in base a svariati fattori, lo decide il negoziante.
ci sara' un motivo se tu ti definisci negoziante ?
felice&pago
.
Non ho la televisione e non so di chi stai parlando, ma mi domando: una
persona viene pagata per dire delle banalità del genere???
>Ad ogni modo, proprio stamattina, ho intravisto "occhio alla spesa",
>dove il baffone ha detto che il consumatore ha "il diritto" di chiedere
>lo sconto.
Cosi' come ha anche il diritto di dire "Buongiorno, come va?" oppure
"Anche oggi piove, che tempo schifoso"
Sì, la mi nonna guarda spesso quella trasmissione. Fanno collegamenti in
diretta dai vari mercati italiani, confrontano i prezzi, cose così...
http://www.youtube.com/watch?v=yNhlX_6I6t4
http://www.youtube.com/watch?v=ubbFzxFZ7KE
>> 1 - Non c'entra un cazzo.
> beh, fondamentalmente però il concetto è lo stesso
No. A parte l'ontologica differenza tra vendita e contratto di lavoro,
nel caso della vendita il contratto deve essere accettato, in quello del
lavoro è già in essere.
>> 2 - Non potrebbe.
> qui hai ragione
Lo so, e non solo qui.
>> 3 - Potrebbe essere mandato a lucidare gli zoccoli dei cammelli...
> i cammelli non hanno gli zoccoli.
Appunto...
>> 1 - Non c'entra un cazzo.
> Perche' no?
L'ho già spiegato.
>> 3 - Potrebbe essere mandato a lucidare gli zoccoli dei cammelli...
> Idem il cliente che esige che il negoziante mangi il proprio margine
> di guadagno per la sua faccia di tolla.
Ma non è di certo una mossa intelligente...
> Un sellino per bici da corsa: 73euro. Chiesi se poteva fare 70 e lui mi
> rispose molto indispettito:"allora perchè non 80? Il prezzo è quello, se
> le
> vuoi mi dai fino all'ultimo cents". E se ne andò a far altro...
> Il tuo capo
non ho capi, io.
Se lavoro tanto guadagno tanto se lavoro poco prendo poco.
Ho chiesto lo sconto perchè quello stesso sellino lo avrei preso in rete a
65euro spedito. Perchè allora sono andato in quel negozio? Semplicemente per
verificare la discarsia di prezzo per un medesimo prodotto.
> il mese prossimo viene da te, ti fa un bel sorriso, ti
> mette una mano sulla spalla e ti dice "Ue' bruno! Tutto a posto? Bella
> la presentazione che hai fatto ieri, il consiglio ne e' stato
> impressionato! Senti, questo mese invece di 1450 euro te ne do 1390:
> sono dieci anni che lavori qui, vorrai mica negarmi uno sconticino...
> jamme! In gamba, eh! Dopo ti pago il caffe'!"
> Ti piacerebbe? Ecco, hai chiesto la stessa identica cosa al
> negoziante.
Ci sarebbero delle norme giuridiche violante a dire il vero, ciò non toglie
chela tua logica astringente mi intriga rendendoti un soggetto curiosamente
interessante...
>> Chiedere *uno sconto* è
>> - un'abitudine del consumatore
>
>Una tristezza del consumatore, mai chiesto uno sconto in vita mia.
Magari ti credi pure furbo per questo.
>comprare un cd, 0,60 e chiese "se te ne compro 2 quanto me li metti?"... mi
>sono vergognato per lui
Ottimo, finche' c'e' gente che si vergogna conto terzi, che bisogno
c'e' di vergognarsi? Un motivo in piu' per chiedere lo sconto allora.
> e poi, dopo aver fatto perdere mezz'ora al negoziante, se ne va e lo compra online.
Hai dimenticato: "e poi si lamenta che da mediaworld i commessi non
distinguono una fotocamera da un peperone" :P
cia'
Max
>> "PRETENDI" l'hai detto solo tu.
>
>Ha chiesto uno sconto, non l'ha ottenuto, se n'e' andato
>(specificando: "OVVIAMENTE").
>Tu come lo interpreti?
Che il prezzo, e anche il servizio direi, non gli stava bene, una
valutazione che puoi prendere SEMPRE quando vai a comprare qualcosa.
Topica dire.
La tua deduzione ovviamente.Il sellino era un modello che conoscevo
benissimo e al negoziante non gli ho *fatto perdere* piů di 20" perchč ho
chiesto il tutto sull'uscio del negozio (stava fumando).
Dimenticavo, come dicevo l'ho comprato altrove, ossia da un altro negoziante
(li vicino...) a 65euro da 70euro di *listino* e senza chiedere nulla.
Se quando aiutavo mio padre in negozio mi fossi messo sulla porta a
fumare, calci in culo e pedalare. Molte persone non capiscono che per
essere commercianti non basta avere un negozio. Bisogna anche essere in
grado di fare mille altre cose: dalla gestione della burocrazia,
rapporti con le banche, con i fornitori e con i clienti. Uno che sta
sull'uscio a fumare da al negozio un'immagine sciatta.
Questa frase ripetuta pi— volte non Š poi cos veritiera. Se chiedi a un
tizio per strada se sua moglie ingoia, non penso sia scortese se non ti
risponde
Poi mi spieghi perchč quando vai alla coop e fai 150 euro di spesa non
chiedi lo sconto, ma su un articolo che costa 0,60 chiedi quanto te ne mette
2 pezzi, che poi oltretutto se te li mettesse 1 euro, mi devi spiegare cosa
cazzo ti cambia. Anche se ti facesse uno sconto del 100% e te li regalasse
mi devi spiegare cosa cazzo ti cambia. C'č gente che cel'ha d'abitudine, č
questa la cosa irritante, non č per lo sconto, perchč ti ripeto, spiegami
cosa cazzo ti cambiano 20 centesimi o un euro, č proprio lo sfizio di
chiederlo
bellissimo ahahahaha
> Salve a tutti.
> Una domanda semplicissima.
> Chiedere *uno sconto* è
> - un'abitudine del consumatore
> - un diritto del consumatore
> - una prerogativa del venditore/negoziante (nel concederlo o meno)
> - un atto poco elegante ma spesso efficace?
E' troppo banale sostenere che la liceita' nel chiedere uno sconto e'
funzione della _combinazione_ di una serie di parametri? I primi che mi
vengono in mente:
- Tipologia del bene
- Tipologia del negozio/prestatore d'opera
- "cultura" (estrazione) degli interlocutori
- entita' del costo del bene
- entita' dello sconto richiesto
- luogo in cui avviene la trattativa
- corcostanza in cui avviene la trattativa
- eventuali rapporti pre-esistenti tra le parti
--
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http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> Il tuo capo il mese prossimo viene da te, ti fa un bel sorriso, ti
> mette una mano sulla spalla e ti dice "Ue' bruno! Tutto a posto? Bella
> la presentazione che hai fatto ieri, il consiglio ne e' stato
> impressionato! Senti, questo mese invece di 1450 euro te ne do 1390:
> sono dieci anni che lavori qui, vorrai mica negarmi uno sconticino...
> jamme! In gamba, eh! Dopo ti pago il caffe'!"
>
> Ti piacerebbe?
non lo so dipende dall'uso "comune". Oggi a bocce ferme mi
sorprenderebbe la richiesta
> Ecco, hai chiesto la stessa identica cosa al
> negoziante.
risponderei di no, essendo nei miei diritti declibnare la richiesta
ma, trattandosi del capo, con un forma molto cortese per non irritarlo
>> Ma anche tu sei capa tosta.. Se lo fanno sempre chiedi prezzi più alti e
>> poi fai lo sconto..
>
> L'ho spiegato nell'altra risposta, è difficile capire se facendo in
> questo modo ti tagli fuori già dall'inizio ("quello ha prezzi troppo
> alti") o se poi chiederanno lo sconto.
Lo fanno di scuola, lo fanno
comunque, se avessi fatto un preventivo più basso avrebbero comunque
chiesto lo sconto.
Lo fanno o no?
> (Trystero) wrote:
> >andati da concorrenti più abbordabili, siano poi tornati dicendo che...
> >insomma... hanno visto... che lavoro meglio e che la differenza si nota.
>
> Ed e' la cosa piu' bella che possa dirti un cliente, complimenti.
> Tu ringraziali o fagli comunque capire che hai apprezzato davvero tale
> discorso, perche' ammettere cio' non e' stato facile neanche per loro.
E' successo proprio di recente e mi ha fatto piacere.
Non li sentivo da due anni e l'unica discussione (garbata devo dire, ma
ripetuta) era stata sul prezzo, più alto di altri che facevano più o
meno lo stesso lavoro.
Più o meno, infatti.
Anche.
> - un diritto del consumatore
Perché no.
Così com'è diritto del venditore rifiutarlo.
> - una prerogativa del venditore/negoziante (nel concederlo o meno)
Ovviamente, solo lui può concederlo.
> - un atto poco elegante ma spesso efficace?
Penso che l'eleganza non c'entri nulla, c'entrano i modi.
Come ti insegna la tua stessa esperienza si può essere eleganti nel
chiederlo o nel concederlo/negarlo, così come si può diventare cafoni.
In sostanza chiedere uno sconto non rappresenta un atto di scortesia più di
quanto non lo rappresenti il negarlo, si propone solo una transazione che
può essere accettata, rifiutata o ritrattata; i modi con cui lo si fa sono
altro discorso.
E' pur vero che a volte dipende dalla furbizia del cliente e dall'onestà del
venditore.
Nel primo caso mi riferisco al fatto che il cliente deve capire chi e cosa
ha davanti. Se sono ad una bancarella del mercato, lo sconto posso
chiederlo, soprattutto se ho fatto una spesa corposa. So che lì sono
abituati a mercanteggiare e che lavorano sulla quantità. Se vado in una
tabaccheria e chiedo che mi scontino le sigarette (e succede) sono come
minimo un morto di fame con scarse capacità intellettive. Ci sono prodotti
su cui c'è un alto rincaro, ad esempio un paio di jeans, ed altri su cui il
guadagno è minimo (ad esempio una ricarica telefonica, per dire) e diventa
persino stupido chiedere sconti.
Nel secondo caso mi riferisco al fatto che il venditore metta prezzi con
alto ricavo o meno. Se su un paio di jeans guadagno il 40% è ovvio che per
tre euro non mi farò scappare il cliente e accetterò lo sconto. Con un
simile venditore, l'acquirente penalizzato è quello che non chiede lo
sconto. Viceversa se metto dei margini di guadagno già bassi (magari per
fare concorrenza agli altri) e poi mi chiedono pure lo sconto è facile che
lo rifiuti.
> A me è capitato che un negoziante mi trattasse in maniera decisamente
> sgradevole dopo che chiesi un piccolo sconto (pura verità).
> Un sellino per bici da corsa: 73euro. Chiesi se poteva fare 70 e lui
> mi rispose molto indispettito:"allora perchè non 80? Il prezzo è
> quello, se le vuoi mi dai fino all'ultimo cents". E se ne andò a far
> altro... Ovviamente ho comprato il prodotto altrove però ci sono rimasto
> un
> po' male.
E' quello che avrei fatto anch'io. In fondo hai chiesto (garbatamente,
suppongo) solo un piccolo sconto. Poteva risponderti serenamente che i
prezzi non erano trattabili o che già così il suo margine di guadagno era
minimo e non poteva scendere e si finiva lì.
Ciao.
--
Ainsi qu'un débauché pauvre qui baise et mange
Le sein martyrisé d'une antique catin,
Nous volons au passage un plaisir clandestin
Que nous pressons bien fort comme une vieille orange.
"Chiedere e' lecito, rispondere e' cortesia".
In alcune culture quella di "trattare sul
prezzo" e' una pratica che rievoca usi antichi
ed e' ben gradita.
Il venditore poteva reagire diversamente,
stando gentilmente al gioco pur mantenendo
una ferma linea di diniego, come fanno quelli
piu' abili (e sono molto bravi... alla fine
ti fanno sentire pure in colpa di pagarlo cosi'
poco). Alla fine, col suo atteggiamento poco
diplomatico e accorto, chi ci ha rimesso mi
pare sia stato proprio il venditore.
maitre Aliboron
> A me è capitato che un negoziante mi trattasse in maniera decisamente
> sgradevole dopo che chiesi un piccolo sconto (pura verità). Un sellino
> per bici da corsa: 73euro. Chiesi se poteva fare 70 e lui mi rispose
> molto indispettito:"allora perchè non 80? Il prezzo è quello, se le vuoi
> mi dai fino all'ultimo cents". E se ne andò a far altro... Ovviamente ho
> comprato il prodotto altrove però ci sono rimasto un po' male. Grazie in
> anticipo
chiedere e' lecito, rispondere e' cortesia. Poteva semplicemente dirti no.
Hai fatto bene a lasciargli il sellino sul bancone.
>>> A me è capitato che un negoziante mi trattasse in maniera decisamente
>>> sgradevole dopo che chiesi un piccolo sconto (pura verità).
>> Probabilmente non eri il primo nella stessa giornata che lo chiedeva.
>
> Secondo te è un atteggiamento vincente essere scortesi?
Magari e' uno di quelli che si lamentano perche' il giro d'affari cala.
> Gia' gli antichi romani avevano scoperto che 'Homo homini lupus'
stavo per linkarti la pagina wikipedia di Thomas Hobbes, per farti
notare che era una frase del filosofo britannico. Sono andato dunque a
leggere wikipedia e ho scoperto che è una frase di Plauto, più o meno
del 200 a.C.
touché!
;-)
Eviterei di generalizzare. Anche qui ci sono clienti corretti e negozianti
gentili. Io ho l'abitudine di chiamare sempre quando devo disdire o anche
quando c'è una variazione di coperti e dall'altra parte ho sempre persone
gentili (anche perché in caso contrario me ne vado, a prescindere da quanto
bene ci mangi).
>On Fri, 17 Sep 2010 02:47:39 +0200, diego.t...@gmail.com (Trystero)
>wrote:
>
>>Non ho mai chiesto uno sconto in vita mia.
(...)
>Quando io faccio la spesa, guardo i prezzi esposti e decido in merito.
>Non mi va di dare del ladro a nessuno e non chiedo lo sconto.
ettecredo, prova a chiedere lo sconto in un supermercato..!
> Il tuo capo il mese prossimo viene da te, ti fa un bel sorriso, ti
> mette una mano sulla spalla e ti dice "Ue' bruno! Tutto a posto? Bella
> la presentazione che hai fatto ieri, il consiglio ne e' stato
> impressionato! Senti, questo mese invece di 1450 euro te ne do 1390:
> sono dieci anni che lavori qui, vorrai mica negarmi uno sconticino...
> jamme! In gamba, eh! Dopo ti pago il caffe'!"
Paragone del tutto sbagliato.
Questa contrattazione che dici è stata già fatta, sotto altra forma, al
momento di pattuire le cifre sul contratto di assunzione.
Se si applica un contratto nazionale, ad esempio quello molto diffuso dei
metalmeccanici, questa contrattazione è stata fatta sotto forma di riuoni e
scioperi.
Ogni richiesta *successiva* alla firma del contratto è, nel migliore dei
casi, una pura perdita di tempo.
>
> Ti piacerebbe? Ecco, hai chiesto la stessa identica cosa al
> negoziante.
Ignori, o fai finta di ignorare, che ogni richiesta di modifica delle
condizioni fatta *prima* di pagare (ovvero prima di concludere il contratto
venditore/acquirente = prima di firmare il contratto di assunzione) è del
tutto lecita.
Tu, nel tuo errato esempio, hai descritto un'altra situazione: il capufficio
che chiede uno sconto sullo stipendio al dipendete va comparato con un
cliente che ha già comprato la merce e qualche giorno dopo torna a chiedere
indietro una parte dei soldi a mo' di sconto.
David.
> Tipico. E poi c'e' quello che va in negozio, chiede il sellino, lo tira
> fuori dalla scatola, lo palpa per vedere quanto e' morbido, valuta il
> materiale, fa aprire altre scatole per vedere modelli o colori diversi,
> poi chiede lo sconto da 73 sapendo che online lo compra a 65 e poi, dopo
> aver fatto perdere mezz'ora al negoziante, se ne va e lo compra online.
Fa parte del lavoro di venditore.
Se colui che fa il venditore non sopporta i lati negativi del mestire che si
è scelto, è libero di rivolgersi ad altro.
D.
> - un'usanza barbona e troglodita, tipicamente esercitata dai clienti
> dei suk, dei bazar, e dei negozi italiani.
il tuo invece è il solito atteggiamento di chi dice che l'italia fa
schifo di default.
> Il tuo capo il mese prossimo viene da te, ti fa un bel sorriso, ti
> mette una mano sulla spalla e ti dice "Ue' bruno! Tutto a posto? Bella
> la presentazione che hai fatto ieri, il consiglio ne e' stato
> impressionato! Senti, questo mese invece di 1450 euro te ne do 1390:
> sono dieci anni che lavori qui, vorrai mica negarmi uno sconticino...
> jamme! In gamba, eh! Dopo ti pago il caffe'!"
>
> Ti piacerebbe? Ecco, hai chiesto la stessa identica cosa al
> negoziante.
un esempio che calza molto poco: l'impiegato firma un contratto dopo
averne accettato le condizioni, mentre un cliente che chiede lo sconto
sta negoziando condizioni migliori per poi eventualmente accettare il
contratto (ovvero comprare la merce).
>> Ottimo, finche' c'e' gente che si vergogna conto terzi, che bisogno
>> c'e' di vergognarsi? Un motivo in piu' per chiedere lo sconto allora.
>
>Poi mi spieghi perchč quando vai alla coop e fai 150 euro di spesa non
>chiedi lo sconto,
Certo che te lo spiego, mi parea cneha bbastanza ovvio: perche' la
tizia che sta alla cassa non ha il minimo potere di trattativa, mentre
il negoziante con molta probabilita' e' anche il proprietario e puo'
decidere per 1000 motivi di fartelo, lo sconto.
>ma su un articolo che costa 0,60 chiedi quanto te ne mette
>2 pezzi, che poi oltretutto se te li mettesse 1 euro, mi devi spiegare cosa
>cazzo ti cambia.
Ognuno si gestisce i propri soldi come piu' gli aggrada, da questo
punto di vista la tua domanda e' del tutto impertinente.
>Il Thu, 16 Sep 2010 23:41:01 -0700 (PDT), "Roccia" Max ha scritto:
>
>> Il tuo capo il mese prossimo viene da te, ti fa un bel sorriso, ti
>> mette una mano sulla spalla e ti dice "Ue' bruno! Tutto a posto? Bella
>> la presentazione che hai fatto ieri, il consiglio ne e' stato
>> impressionato! Senti, questo mese invece di 1450 euro te ne do 1390:
>> sono dieci anni che lavori qui, vorrai mica negarmi uno sconticino...
>> jamme! In gamba, eh! Dopo ti pago il caffe'!"
>
>Paragone del tutto sbagliato.
Ma infatti e' 'na stronzata, non vale la pena rispondere a un esempio
cosi' campato per aria.
mha, forse dal tabaccaio e all'edicola
Si', vabbe'.