On 27/07/19 23:29, Mo-do+ wrote:
> Mi riferisco a supermercati di alimentari.
Cosa e' ?
> Mi è capitato di arrivare in un supermercato 2 minuti prima
> dell' orario di chiusura ed era già chiuso. Allora ho bussato
> la padrona
Sicuro fosse la padrona e non un dipendente ?
> è venuta a sentire cosa volevo le ho fatto notare smartphone in
> mano
Diplomazia: non e' mai buon cosa metterla sul piano del "tu hai
torto in partenza" mostrando prove (presubilmente) inconfuntabili.
Se voleva fare polemica, la questione di principio, va bene, se
invece stava cercando di ottenere la cortesia, non funziona molto
bene.
> che non era ancora ora di chiusura ma lei con tono sgarbato ha detto
> che si basa sul loro orologio interno da parete. Esticazzi?!
Quell'orologio sulla parete le dice quando ha fatto le sue ore
di lavoro.
> Altro supermercato. Ero in fila alla chiusura. La cassiera
> annuncia la chiusura un minuto prima dell' ora stabilita
L'annuncio era rivolto ad eventuali clienti ancora per le corsie.
> poi però non va a chiudere la porta ma ogni tanto guarda verso un
> orologio probably sincronizzato con l'ora esatta.
Perche' presume una tale "fiscalita'" ? (per curiosita', lei subisce
pari fiscalita' ?)
> Allo scattare esatto dell' ora di chiusura come verifico sullo smartphone
> va a chiudere.
La cassiera era la padrona o una dipendente. Lei e' un dipendente ?
> C'è libertà di scegliersi l orario ma poi va rispettato
> tassativamente se non erro?
"tassativamente" = con quale tolleranza ? un microsecondo ?
Perche' e' impossibile un sincronismo da elaboratore elettronico
quando si tratta di esseri umani.
> È possibile segnalare ai VVUU il mancato rispetto?
Lei puo' segnalare tutto quello che vuole, ma lei vive felice in una
societa' dove se tarda di 5 minuti (o anticipa di 5 minuti) subisce
penali o peggio ? Se parliamo di un ambulanza con un moribondo a
bordo, potrei capire. Ma suvvia ? Quando ero ragazzino (molti, ma
molti anni fa), la gente era molto piu' rilassata. Oggi, francamente,
molti mi sembrano al limite della isteria patologica. E fatte paura.
In ogni caso, c'e' una imbecille ottusita' da parte dei commercianti
che non esercitano cortesia verso i clienti, cortesia che puo' anche
essere programmata con una intelligente organizzazione del lavoro.
Ogni negozio puo' scegliere un numero di ore di apertura entro una
fascia abbastanza ampia di ore, percio' gli orari che stabiliscono
possono essere studiati in modo da non "fregare" mai il cliente.
Se non ci sono dipendenti, la regola e' semplice: se per qualche
ragione si vuole chiudere con sicurezza ad una certa ora,
sapendo che ci sono i clienti "merde" che si fissano sul loro
orario che potrebbe anche essere 5 minuti diverso, basta stabilire
un orario anticipato di 5 minuti pensato come "limite minimo di
apertura" con una tolleranza fino all'ora "pensata come vera ora
di chiusura". Se un cliente con l'orologio in ritardo di 5 minuti
arriva all'ora di chiusura, in realta' lo si puo' servire perche'
avete creato quei 5 minuti di riserva, l'ora in cui veramente
volete chiudere. Dire che oggi, con tutta l'elettronica in giro,
si puo' ben mandare al diavolo un cliente con la pretesa di un
suo orologio oltre i 5 minuti fuori ora esatta.
Se ci sono dipendenti, basta scrivere chiaro e tondo nel regolamento
interno che l'orario di chiusura indicato va pensato come orario
minimo garantito di apertura, ovvero in nessun modo puo' essere
derogato anticipando di 5 minuti le operazioni di chiusura.
Esempio: l'orario di chiusura si vuole alle 19:00, voi impostate
18:55 sui cartelli affissi, ed il dipendente sa che in ogni caso,
per regolamento interno, deve servire i clienti fino alle 19:00
(ma l'orario di chiusura "ufficiale" e' 18:55). Se un cliente
arriva con fino a 5 minuti di differenza oraria, non ci sono
problemi, perche' anche se il suo orologio e' in ritardo, sara'
servito ugualmente. Meglio discutere con il cliente solo se il
suo orologio e' oltre orario, al massimo potra' arrabbiarsi per
"troppo fiscalita'", ma non per presunta violazione di qualche
suo diritto.
Naturalmente tutto questo ha senso solo se non sono i dipendenti
che fanno i furbi per uscire 5 minuti prima. Il che dovrebbe
suggerire a lei, una diversa segnalazione: perche' non avvisa la
proprieta' della catena che "ripetutamente" le hanno chiuso in
faccia le porte 5 minuti prima dell'ora di chiusura affisso
all'ingresso ? Puo' anche essere che interessi molto ai padroni.
Tra l'altro puntare subito sulla sanzione ai proprietari e' la
cosa piu' stupida che puo' fare un cliente: secondo lei, alla
fine, chi la paga la multa ?
Quando sento delle sanzioni che la varie autorita' fanno alle
aziende "cattive", sparando milionate, mi irrita parecchio,
perche' le sanzioni dovrebbero essere imputate ai dirigenti
responsabili, non alla azienda. Infatti ogni costo della
azienda viene sistematicamente girato ai consumatori (e non
potrebbe essere altrimenti). Ora in un libero mercato funzionante,
multare le aziende "bastarde" puo' funzionare, perche' andranno
fuori mercato e saranno schiacciate dalla concorrenza delle
aziende che evitano di prendere multe salate. Ma nella realta'
le cose sono complicate dal vizio delle aziende di fare
cartello, senza che la autorita' ne prendano nota, e quindi,
quando ci sono sanzioni, piovono su tutti o quasi gli operatori,
con il risultato che l'unica cosa certa di tutta la manfrina e
che quelle sanzioni saranno cacciate addosso ai consumatori.