On Thu, 31 May 2012 20:29:46 +0000, ACD wrote:
> La mia domanda è semplice: la rendita catastale sulla quale calcolare
> l'IMU deve essere arrotondata all'euro più vicino o si deve mantenere
> con tutti i decimali?
> Ad esempio, una rendita di 376.82 euro viene immessa nella formula così
> com'è oppure diventa 377.00 euro?
> Idem per una rendita di 376.28 euro, mantengo i 28 eurocent oppure
> diventa 376.00 euro?
Leggendo il thread, ho pensato: "Ma questi sono pazzi ... o molto furbi".
> Sembra una fesseria,
E' lo e' ...
> ma quei centesimi diventano altri centesimi che
> possono far sì che la tassa da versare cambi di più o meno un euro. Se
> aveste anche un link che mi dia l'informazione va bene lo stesso.
Non mi rivolgo a chi si gode, vive e prospera di queste questioni
o aspira ad un modello di cittadino ligio ed obbediente che e' piu'
da "suddito" che da "persona libera".
Agli altri dico: " ... usate i calcoli precisi, con i centesimi,
semplicemente perche' e' meno faticoso che stare a decidere di
volta in volta se arrotondare o meno."
Inoltre, avrete il vantaggio di potere in qualsiasi momento
riprodurre il calcolo (avendo usate le comuni regole della
aritmetica), ricostruirlo, dimostrarlo alle commissioni tributarie,
in tutti i casi di contenzioso. Non perche' se fatte come vi
scrivo finite in conteziosi (e' un falso propagato ad arte da chi
ci vive di queste cose), ma perche' ci potete finire per altri
motivi. Ebbene, in questi casi, l'utilizzo di comune regole
aritmetiche vi permettera' di potere sempre spiegare come siete
arrivata al calcolo, esattamente al centesimo.
Ed ora, tenetevi forte: "Se operate con precisione aritmetica
ed ignorate una circolare piu' farneticante della precedente,
scoprirete che gli aguzzini non possono farci nulla. Ripeto:
con le norme in vigore oggi, NON POSSONO FARCI NULLA."
C'e' un euro di differenza ? La cosa finisce li'. Punto.
Anzi, a chi e' ormai arrabbiato (per lo spreco pubblico, non per
l'arrotondamento o meno), suggerisco una piccola ed innocua, ma,
se concordata, efficace protesta fiscale: arrotondate per troncamento.
Il risultato e' che avrete sistematicamente 1 Euro in meno da pagare
(attenzione pero' a non cumulare piu' di 4 Euro di debito, li' la
pacchia finisce). Vi accorgerete che non succede nulla (a parte
il riscontro sui giornali della eventuale diffusione di tale protesta).
PS: le istruzioni su come si effettua l'arrotondamento si sono
originate negli anni '80, quando, a causa forse dell'infimo
valore della Lira (servono 20 lire per fare un centesimo di Euro ...),
si e' iniziato a prestampare sui moduli delle dichiarazioni dei
redditi, i 3 zeri meno significativi. Nelle istruzioni si ricordava
chiaramente che tutti i calcoli si facevano secondo le regole
dell'artimetica, ovvero eliminando decimali solo quando
evidentemente irrilevante (ovvero la loro presenza o meno non cambiava
di una lira il risultato). Pero', in presenza di 3 teorie di
arrotondamento (arrotondamento aritmetico, troncatura informatica,
arrotondamento fiscale al valore superiore), e di fronte all'obbligo
degli uffici fiscali di perseguitare un debitore anche per solo 1 lire
di debito, e' stato deciso di indicare in modo univoca la procedura
di arrotondamento per scrivere i valori sui moduli.
Purtroppo, come e' ovvio in una nazione governata dai commercialisti
(un terzo dei parlamentari ...), invece di rimanere su un metodo
solo (l'arrotondamento artimetico), di volta in volta (a seconda
dell'estro del funzionario del momento, magari confortato da
prassi, volutamente sempre diverse, delle associazioni di
tributaristi) cambiavano le regole di arrotondamento a seconda
del tipo di imposta o della fase fiscale (denuncia, pagamento, etc.).
Solo che un paio di decenni fa, dopo alcuni scandali sulle enormi spese
affrontate dal sistema pubblico per recuperare un miriade di
piccoli debiti (evidentemente errori o discrezionalita' diverse,
in nessun modo dovute a volere una "evasione fiscale"), con
un introito dieci volte minore dei costi (ovvero subito dopo tangentopoli,
quando molti elettori hanno cominciato a volere guardare meglio in
dettaglio gli sprechi pubblici), e' uscita una legge (non una circolare
o una interpretazione, ma una <vera> legge) che limitava l'obbligo di
recupero dei debiti fiscali ad una cifra minima.
Le associazioni di tributaristi hanno tenuto accuratamente all'oscuro
la loro clientela di questa disposizione, perche' certamente temeva
che molti piccoli clienti, di fronte all'impunibilita' di errori di
minimo ammontare, ovvero di quei errori che capitano proprio per
differenza di interpretazione sulle modalita' di arrotondamento, insomma
quelle piccole ma vessatorie regolette, cambiate spesso, che
costringevano qualsiasi contribuente che aspirava ad essere lasciato
in pace, di leggersi ogni volta istruzioni <volutamente> lunghe dalle
40 pagine in piu' alle centinaia di pagine, e questo minimo ogni
anno, oppure a passare il tutto ad un triburatista (oggi un CAAF).
Ripeto: se pagate 1 Euro in meno di quello che potrebbe essere il
risultato di una particolare procedura di calcolo dell'arrotondamento,
non vi accade nulla. E chi afferma il contrario o mente o riferisce
da una regione ove i funzionari pubblici sono ancora in grado di
comportarsi impunentemente in modo arbitrario (magari contando
su commissioni tributarie complici dei triburatisti). In questo
ultimo caso, mi dispiace, ma, qualora, ritenete che non e' giusto,
vi tocchera' "disturbarvi" a provocare un confronto, sperando che
siete in tanti, alla fine per gli elevati costi del sistema, chi
"comanda" blocchi questi funzionari, visti i tempi in cui i soldi
sprecati sono difficili da giustificare. Se invece lo ritenete
"giusto" che il funzionario detti anche la vostra vita e se e come
fare le vostre dichiarazioni fiscale, non posso che provare pena
per chi e' un suddito e non aspira ad essere un libero cittadino,
padrone della propria vita.
--
Roberto Deboni
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