Mi stavo chiedendo quanto possa essere il consumo mensile di questa
fiammella tradotto in soldoni .
Secondo me e il risparmio del pippo.
Inoltre la caldaia va in blocco e bisogna stare circa 15 minuti per
sbloccarla .
va a finire che , bloco oggi , blocco domani alla fine bisognera anche
chiamare il tecnico perche non ripartira piu
Qualcuno sa darmi una risposta ?
Grazie
>Mi stavo chiedendo quanto possa essere il consumo mensile di questa
>fiammella tradotto in soldoni .
>Secondo me e il risparmio del pippo.
Nello stesso periodo, per casa, non vado oltre i venti euro cucinando
almeno una vota al giorno e acqua calda di due persone. Calcola 4
docce al giorno + i piatti + varie.
Freddi numeri, quanto � alta 'sta bolletta?
>va a finire che , bloco oggi , blocco domani alla fine bisognera anche
>chiamare il tecnico perche non ripartira piu
O magari chiamarlo prima, mi sa che avete qualcosa che non va
http://www.toscanaenergiaclienti.it/menu_di_servizio/glossario_3.html
Qui dice che una fiamma pilota può consumare 60-70 mc/anno, e stimando
un costo medio del metano a 0,6-0,7 €/mc, stiamo quindi parlando di 50
euro all'anno. Vedi tu se è un risparmio del pippo o no :-)
Inoltre verificate se la caldaia è del tipo a "fiamma pilota", perché
quelle moderne tendono ad essere ad accensione piezoelettrica senza
fiamma pilota: in pratica da ferme non consumano proprio gas.
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
Beato te... qui al "minimissimo" tutto compreso (tasse, fornitura e
Co.) almeno 0,83.
Ciao Laura
Ok, allora vorra dire che la fiamma pilota a te costerà 56 euro all'anno
(4,7 al mese) ;-)
Laura ti do la mia esperienza diretta; vecchia caldaia Vailant per acqua
calda. All'installazione la fiamma pilota consumava circa 3-4 mc al mese.
Ho perso un po di tempo a tarala più bassa, per inciso si spegne un paio
di volte all'anno quando c'è molto vento, e sono scesa a circa 2 mc al mese.
A me la fiamma pilota non costa perchè ho la caldaia moderna che è
ad accensione piezoelettrica senza fiamma pilota
: in pratica da ferme non consumano proprio gas.
>
> A me la fiamma pilota non costa perchè ho la caldaia moderna che è
> ad accensione piezoelettrica senza fiamma pilota
> : in pratica da ferme non consumano proprio gas.
>
anche la mia prossima sarà così.
Rispetto alla fiamma risparmi un po' di gas; ma almeno quella
elettronica che ho fuori città ha un tempo di risposta leggeremente più
lungo della fiamma pilota: quando fai la doccia, chiudi l'acqua e poi la
riapri dopo qualche minuto la differenza a favore della fiamma pilota si
sente, arriva qualche secondo di acqua in più semifredda
Carissima Grazia,
x fortuna io ho una caldaia senza fiamma pilota sempre accesa ;-)
Cmq, quella di prima con la fiamma pilota sempre accesa, consumava
di fiamma pilota soltanto 1 mc al mese. (era una Junker)
ciao Laura
> Cmq, quella di prima con la fiamma pilota sempre accesa, consumava
> di fiamma pilota soltanto 1 mc al mese. (era una Junker)
>
Ottimo Laura,
ma allora era....una fiammella (scherzo ovviamente)
Eh eh , no era una buona caldaia.
>> Ottimo Laura,
>> ma allora era....una fiammella (scherzo ovviamente)
>
> Eh eh , no era una buona caldaia.
>
Anche la mia è ottima 15 anni , mai un guasto. Ecco perchè sono restia a
buttarla e a passare ad una con l'elettronica a bordo;
piuttosto tu nel cambio da normale ad elettronica senza fiamma pilota
hai notato quel piccolo problema che dicevo prima?
Sinceramente no, non ha mai mancato un colpo,
la ho già da 5 anni e funziona benissimo (impianto
a parte).
L'acqua non arriva immediatamente caldissima,
però non ho notato nessuna differenza sostanziale
con la precedente, anzi direi che è decisamente
migliore per quanto riguarda questo problema.
E' dotata di un sistema che ti permette cmq di avere
quasi subito l'acqua calda disponibile e quindi
anche se chiudi il rubinetto e lo riapri la differenza
è minima. Poi, sicuramente , ce ne sono senz'altro di migliori
della mia attuale con questa funzione.
Ciao Laura
>
> Inoltre verificate se la caldaia ᅵ del tipo a
> "fiamma pilota", perchᅵ quelle moderne tendono ad
> essere ad accensione piezoelettrica senza fiamma
> pilota:
> in pratica da ferme non consumano proprio
> gas.
Perᅵ consumano al momento dell'accensione.
Per ottenere due bicchieri d'acqua sufficientemente calda per
farsi la barba bisogna aspettare cinque minuti in cui si
consuma gas e si butta via acqua.
E' vero che la fiammella ᅵ un consumo ma ᅵ anche vero che
mantiene calda l'acqua nella caldaia.
A questo consumo andrebbe sottratto lo spreco di acqua e gas
all'apertura del rubinetto nelle nuove caldaie.
--
Il pesce, si sa, comincia a puzzare dalla testa.
Oggi la testa del pesce ᅵ letteralmente fetida,
ma la metᅵ degli italiani s'inebria a quel fetore,
se ne riempie i polmoni come aria di montagna.
(Camilleri)
Concordo!
Con la mia fiammellina pilota ed i 23 litri di acqua calda della caldaia ho
sempre l'acqua per farmi la doccia senza accendere la caldaia.
Unica scocciatura il dover regolare la pressione fra l'estate e l'inverno
perch� nella mia zona non � costante e quando arriva il freddo devo ridurre
la fiamma pilota perch� aumentano la pressione e se in primavera mi
dimentico di alzarla si spegne la caldaia.
.
> Sinceramente no, non ha mai mancato un colpo,
> la ho già da 5 anni e funziona benissimo (impianto
> a parte).
Non mi pare di averti detto che perde colpi; avevo osservato che dovendo
accendere la fiamma perde quel secondo in più rispetto al vecchio tipo
prima di avere la fiamma a regime; il risultato è che quando riapri
l'acqua ne scappa via un po' fredda, appunto finchè la fiamma va a
regime, e che questo po' è un secondo più della vecchia caldaia. quando
fai la doccia quel secondo in più conta in termini di brevissima
doccia...tiepida.
> E' dotata di un sistema che ti permette cmq di avere
> quasi subito l'acqua calda disponibile e quindi
> anche se chiudi il rubinetto e lo riapri la differenza
> è minima. Poi, sicuramente , ce ne sono senz'altro di migliori
> della mia attuale con questa funzione.
che ha un piccolo serbatoio ad accumulo?
>
Non credo che state parlando della stessa fiammella.
Quella che dice Crononauta ᅵ quella di preaccensione, che non scalda
nulla, e serve solo ad accendere la fiamma principale quando si apre
l'acqua.
Tu Pirex invece parli degli scaldacqua a gas che hanno un serbatoio di
accumulo. La fiamma in questo caso, siccome deve riscaldare acqua non ᅵ
affatto una fiammella, anche se ovviamente ᅵ piᅵ piccola di quella che
serve nel funzionamento "istantaneo"
> A questo consumo andrebbe sottratto lo spreco di acqua e gas
> all'apertura del rubinetto nelle nuove caldaie.
Questo ᅵ sbagliato. Lo spreco dipende dalla distanza fra scaldabagno e
rubinetto di utilizzo. Ed ᅵ indipendente dal fatto che lo scaldabagno a
gas sia istantaneo o abbia serbatoio di accumulo.
Non dimenticare che invece ᅵ lo scaldabagno ad accumulo a perdere calore
quando nessuno usa l'acqua e lui ha il serbatoio pieno; questo avviene
a causa dell'isolamento non ideale del serbatoio stesso; e questo ᅵ il
motivo per cui gli istantanei sono piᅵ economici.
L'unico vantaggio dei tipi ad accumulo e la possibilitᅵ di dosare
l'uscita di acqua calda in modo molto piᅵ ampio : praticamente da zero
in su. Invece i tipi istantanei sotto un certo flusso di acqua non
riescono nemmeno a "modulare" la fiamma (quelli dotati di tale
dispositivo) e si spengono. Quindi un filo di acqua calda non te lo danno.
> Concordo!
> Con la mia fiammellina pilota ed i 23 litri di acqua calda della caldaia ho
> sempre l'acqua per farmi la doccia senza accendere la caldaia.
> Unica scocciatura il dover regolare la pressione fra l'estate e l'inverno
> perchᅵ nella mia zona non ᅵ costante e quando arriva il freddo devo ridurre
> la fiamma pilota perchᅵ aumentano la pressione e se in primavera mi
> dimentico di alzarla si spegne la caldaia.
> .
Se il serbatoio di 23 litri viene scaldato con la fiamma pilota non ti
puoi illudere che questa sia la stessa di una caldaia istantanea.
Come hanno detto in tanti la fiamma pilota consuma da 1 a 4 mc al mese.
Supponiamo che tu faccia a casa in famiglia almeno una doccia al giorno,
e , prendendo il valore medio di una fiammella di un tipo istantanea
pari a 2 mc al mese non ci scaldi certo i 23 x 30 = circa 600 litri d'acqua.
Diciamo che ad occhio hai quasi 100-150 litri di acqua calda a carico
della fiammella.
Ovviamente se il confronto lo fai con quelle istantanee ad accensione
elettronia non hai alcun risparmio.
E credi male
>
> Tu Pirex invece parli...
Come riesci tu a spiegarmi le mie idee non c'ᅵ nessuno.
> > A questo consumo andrebbe sottratto lo spreco
> >di acqua e gas
> > all'apertura del rubinetto nelle nuove
>> caldaie.
>
> Lo spreco dipende dalla
> distanza fra scaldabagno e rubinetto di utilizzo.
> Ed ᅵ indipendente dal fatto che lo scaldabagno a
> gas sia istantaneo o abbia serbatoio di accumulo.
Infatti la distanza resta la stessa indipendentemente dal
tipo di caldaia.
Ma la fiammella scalda comunque l'insieme della caldaia a
cominciare dalla serpentina e dal suo contenuto e quindi al
rubinetto l'acqua calda arriva prima perchᅵ attraversa un
percorso piᅵ favorevole.
Ho cambiato da un anno la caldaia e sto verificando il
risultato sulla mia... pelle.
> E credi male
ci vuole anche Crononauta a dire che pure lui parlava di un pico con il
serbatoio ad accumulo
> Infatti la distanza resta la stessa indipendentemente dal tipo di caldaia.
> Ma la fiammella scalda comunque l'insieme della caldaia a cominciare
> dalla serpentina e dal suo contenuto e quindi al rubinetto l'acqua calda
> arriva prima perchᅵ attraversa un percorso piᅵ favorevole.
> Ho cambiato da un anno la caldaia e sto verificando il risultato sulla
> mia... pelle.
>
ti assicuro sulla mia pelle, e sui calcoli che puoi fare con 2 mc al
mese, che nei tipi istantanei senza accumulo non si scalda niente , ne
la serpentina, ne il suo contenuto e quindi l'acqua calda arriva solo
dopo che si ᅵ accesa la fiamma principale.
Se invece a te succede quello che hai detto piᅵ i 23 litri...altro che 2
mc al mese....
> Però consumano al momento dell'accensione. Per ottenere due bicchieri
> d'acqua sufficientemente calda per farsi la barba bisogna aspettare
> cinque minuti in cui si consuma gas e si butta via acqua.
Oppure ci si fa la barba con l'acqua fredda, da uomini duri ;-)
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
Skype: crononauta <massimo....@gmail.com>
Facebook: Massimo Bacilieri
al di lᅵ del risparmio devi tenere presente che senza la fiamma pilota e
la cladaia spenta appena la temperatura ambientale va sotto lo zero (se
la caldaia ᅵ esterna) e si ghiaccia l'acqua puoi preventivare una bella
spesa per sistemarla.
Bisogna anche vedere quanto sono lunghe le tubazioni che vanno dalla
caldaia al rubinetto, e quanto sono coibentate.
Esatto, ma è quella la "fiamma pilota". Si chiama così perché non ha
altro scopo se non "pilotare" l'accensione del bruciatore di
riscaldamento, quando è necessario.
Non ho mai visto una fiamma pilota riscaldare qualcosa. Se riscalda
qualcosa non è più una fiamma pilota ma un bruciatore vero e proprio.
> Questo è sbagliato. Lo spreco dipende dalla distanza fra scaldabagno e
> rubinetto di utilizzo. Ed è indipendente dal fatto che lo scaldabagno a
> gas sia istantaneo o abbia serbatoio di accumulo.
Vero.
> Non dimenticare che invece è lo scaldabagno ad accumulo a perdere calore
> quando nessuno usa l'acqua e lui ha il serbatoio pieno; questo avviene a
> causa dell'isolamento non ideale del serbatoio stesso; e questo è il
> motivo per cui gli istantanei sono più economici.
>
> L'unico vantaggio dei tipi ad accumulo e la possibilità di dosare
> l'uscita di acqua calda in modo molto più ampio : praticamente da zero
> in su. Invece i tipi istantanei sotto un certo flusso di acqua non
> riescono nemmeno a "modulare" la fiamma (quelli dotati di tale
> dispositivo) e si spengono. Quindi un filo di acqua calda non te lo danno.
È tutto vero, ma ti aggiungo un altro motivo: gli scaldabagno ad
accumulo sono tipicamente quelli elettrici, che venivano messi laddove
non si poteva (o non si voleva) portare del gas in un bagno. Penso a
molte case al mare dove non c'era proprio l'allaccio del gas (e per
cucinare si usava la bombola). In questo caso ha senso, non potresti mai
fare una caldaia istantanea *elettrica*, avresti bisogno di tanta di
quella potenza che nessun impianto casalingo potrebbe mai sopportare,
men che meno in Italia.
Allora l'ovvia soluzione era quella dell'accumulo, scaldavi l'acqua un
po' alla volta con potenze ridotte (1-2 kW) e alla fine ti ritrovavi
40-80 litri di acqua calda a 50-60 gradi che potevi usare.
Quello che non ho mai capito è l'idiozia di fare degli scaldabagno ad
accumulo *a gas*... :-O
> Quello che non ho mai capito è l'idiozia di fare degli scaldabagno ad
> accumulo *a gas*... :-O
Beh non è proprio sempre una idiozia. L'accumulo ha i vantaggi che
abbiamo detto tipo possibilità di assorbire flussi di acqua da zero al
max. Magari per qualcuno questo ha un valore enorme.
Secondo non dimentichiamo che le caldaie istantanee hanno bisogno di due
cose; pressione acqua almeno discreta e contatore del gas modificato per
lo scopo.
Ci possono essere quindi ragioni per cui montare l'autoclave per
risolvere il problema della pressione è impossibile e quindi la tecnica
ad accumulo rimane l'unica possibile.
Anche con la tecnica ad accumulo il gas è sempre più conveniente
dell'elettricità; non ho rifatto i calcoli recentemente ma qualche anno
fa il rapporto era quasi 1 a 3 fra gas ed elettricità; intendo come costo
per scaldare acqua.
>> che ha un piccolo serbatoio ad accumulo?
>
> Bisogna anche vedere quanto sono lunghe le tubazioni che vanno dalla
> caldaia al rubinetto, e quanto sono coibentate.
si certo, ma l'idea di usare la fiamma per scaladare una piccola quantità
di acqua, anche qualche litro (non i 23 citati ma due o tre litri) ti
potrebbe aiutare ad evitare il ritardo nell'erogazione dell'acqua calda
all'accensione, potrebbe essere un'idea intelligente.
Certo se apri e chiudi continuamente la fiamma pilota non sarà di sicuro
in grado di ripristinare i due litri di acqua calda nell'accumulo nel
breve tempo concesso.
> al di là del risparmio devi tenere presente che senza la fiamma pilota e
> la cladaia spenta appena la temperatura ambientale va sotto lo zero (se
> la caldaia è esterna) e si ghiaccia l'acqua puoi preventivare una bella
> spesa per sistemarla.
Contro il problema delle basse temperature, che comunque riguarda solo
certe zone climatiche e determinati periodi dell'anno; esistono apposite
protezioni per le caldaie di tipo elettronico.
La mia fuori città in Toscana, che di marca è una Beretta, dispone di due
protezioni. Una sempre presente accende la caldaia per brevissimi periodi
con il solo scopo di evitare la formazione di ghiaccioe per la zona mia è
anche troppo.
La seconda, opzionale, da mettere dove il freddo è veramente intenso sono
delle resistenze elettriche che entrano in funzione da sole e evitano il
ghiaccio anche se l'accensione dovesse fare cilecca.
> Però consumano al momento dell'accensione.
è ovvio che quando sono in funzione consumino. Il processo di accensione
non ha invece fasi di basso rendimento come nei motori termici.
> Per ottenere due bicchieri
> d'acqua sufficientemente calda per farsi la barba bisogna aspettare
> cinque minuti in cui si consuma gas e si butta via acqua.
Questo, come ho già spiegato in altro post, non dipende dal fatto che la
caldaia sia istantanea o meno ma dalla sua lontananza dal rubinetto di
utilizzazione.
In genere le caldaie a gas si mettono spesso all'esterno della casa per
ovvii motivi di sicurezza e questo rende il percorso più lungo di quello
di uno scaldabagno elettrico posto sopra il lavandino stesso.
Quella del singolo bicchiere di acqua calda è proprio la situazione più
svantaggiosa per le caldaie situate all'esterno.
Se invece la caldaia sta in casa, con adeguato impianto di aspirazione,
non c'è alcuna differenza con quella ad accumulo se non il secondo
necessario per l'accensione e i due o tre secondi necessari per scaldare
la serpentina. Diciamo 5 secondi in tutto per avere all'uscita della
caldai l'acqua a temperatura; e non ci sono quindi sprechi.
I cinque minuti che tu citi sono una evidente esagerazione che si avrebbe
solo mettendo la caldaia a qualche centinaia di metri da casa. Allora 5
minuti sarebbero il tempo corretto.
In un caso medio, con caldaia nel terrazzo, si va dai 20 secondi al
minuto max a seconda della distanza del terrazzo dall'utilizzatore. Se il
bagno ha il terrazzo i 20 secondi diventano 10.
> E' vero che la fiammella è un consumo ma è anche vero che mantiene calda
> l'acqua nella caldaia. A questo consumo andrebbe sottratto lo spreco di
> acqua e gas all'apertura del rubinetto nelle nuove caldaie.
La fiammella in questo caso, come ti ha anche detto Crononauta non è più
quella chiamata anche pilota. Ma è associata ad una caldaia ad accumulo.
Se la caldaia ad accumulo è di 23 litri come detto, c'è da tenere in
conto lo spreco di calore quando non si usa l'acqua calda dovuto alle
perdite della caldaia.
Se invece parliamo di una soluzione, che non so se esiste, che utilizzi
solo una normale fiamma pilota non possiamo che riscaldare un paio di
litri di acqua e ci vorrà pure un tempo non indifferente per riformare
tale acqua dopo un singolo uso.
E' un'idea buona, che se esiste: io non ho mai letto di soluzioni del
genere, può far recuperare una parte dell'energia che spreca una fiamma
pilota: una parte non tutta per ovvi motivi di isolamento di tale
serbatoio.
>> ti assicuro sulla mia pelle, e sui calcoli che puoi fare con 2 mc al
>> mese, che nei tipi istantanei senza accumulo non si scalda niente ,
>
> se non c'è la fiamma pilota è ovvio che non si scalda nulla, anzi con le
> basse temperature tutto si raffredda finche non interviene la protezione
> antighiaccio. Ma se ce la fiammella pilota qualcosa si scalda sempre.
> Basterebbe mettere una mano sulla fiammella dell'acendino per rendersene
> conto.
scusa ma se ti parlo di un consumo di 2 mc al mese è ovvio che il
riferimento sia ad una fiamma pilota.
Una fiamma di quella portata deve innanzi tutto trovarsi in una caldaia
capace di sfruttarla adeguatamente; nella maggior parte dei modelli non è
vicina alla serpentina e non ci sono serbatoi di accumulo. Inoltre non
riesce a scaldare che pochi litri (diciamo un paio) ed ad intervalli
molto distanziati; hai fatto l'esempio giusto di un accendino; quanta
acqua pensi di scaldarci? appunto il bicchiere d'acqua prelevato una
volta al giorno o la barba fatta stando molto attenti all'apertura del
rubinetto.
Ti ripeto è una buona idea per ercuperare qualche briciola di energia ma
io non conosco caldaie strutturare in modo da usarla (mia ignoranza se ci
indichi un modello magari anche con questa caratteristica ben evidenziata
dal costruttore te ne siamo grati). E comunque recupera una parte, non
tutto, lo spreco che la fiamma pilota.
Una caldaia elettronica ad accensione istantanea, quindi senza fiamme
pilota, risulta sempre più economica.
> Mai parlato di 23 litri.
si hai ragione lo ha detto guybonet quotando quello che avei detto tu.
Dipende dal tempo che resta acceso...
> Grazia ha detto questo mercoledì :
>> hai fatto
>> l'esempio giusto di un accendino; quanta acqua pensi di scaldarci?
>
> Dipende dal tempo che resta acceso...
Sempre ovviamente visto che dobbiamo paragonarlo ad una fiamma pilota
E lo confermo.
Non considero sprecato il consumo della fiamma pilota, basta che sia ben
regolata.
Poi dipende in che famiglia � inserita la caldaia...naturalmente!
Durante la notte riesce a riscaldare i miei 23 litri alla temperatura di
45-50 gradi secondo la stagione ed � pronta per la doccia del mattino.
> E lo confermo.
> Non considero sprecato il consumo della fiamma pilota, basta che sia ben
> regolata.
> Poi dipende in che famiglia ᅵ inserita la caldaia...naturalmente!
> Durante la notte riesce a riscaldare i miei 23 litri alla temperatura di
> 45-50 gradi secondo la stagione ed ᅵ pronta per la doccia del mattino.
>
>
Ottimo Guybonet ma non la chiamare fiamma pilota; se in una notte porta
23 litri a 45 gradi per la mattina dopo ᅵ una bella fiammella anche se
ovviamente ben differente dal bruciatore principale.
Ed anche la tua caldaia ha questa caratteristica in piᅵ a quelle
genreiche istantanee avendo questo mini accumulatore da 23 litri; come
idea non ᅵ poi male.
Ci dici che modello ᅵ?
>On Wed, 27 Oct 2010 10:54:34 +0000, pirex wrote:
[...]
>> Mai parlato di 23 litri.
>
>si hai ragione lo ha detto guybonet quotando quello che avei detto tu.
lo ha detto guybonet perche` i 23 litri sono suoi = di guybonet.
>>> Mai parlato di 23 litri.
>>
>> si hai ragione lo ha detto guybonet quotando quello che avei detto tu.
>
> lo ha detto guybonet perche` i 23 litri sono suoi = di guybonet.
>
e allora?
"allora" ho scritto perche` lo ha detto guybonet.
>> e allora?
>
> "allora" ho scritto perche` lo ha detto guybonet.
ok, non avevo capito
Una vecchia Sile ma che marcia alla grande!
Basta tenere la temperatura sui 60-65 e la caldaia dura di pi�.....e non mi
vengano a raccontare che la resa calorica ottimale si ottiene con
temperature pi� alte perch� allora le caldaie nuove a condensazione
sarebbero tutte da buttare!
Quando il controllo fumi mi dice che sono Ok mi basta ....... e la bolletta
del gas me lo conferma.
> pilota: quando fai la doccia, chiudi l'acqua e poi la riapri dopo
> qualche minuto la differenza a favore della fiamma pilota si sente,
> arriva qualche secondo di acqua in più semifredda
Mah personalmente quando avevo lo scaldabagno a gas tradizionale non
tenevo MAI accesa la fiamma pilota (ne'di giorno ne' tantomeno di
notte). Se mi serviva l'acqua per il bagno, accendevo il tutto a mano
col piezoelettrico (un po' penoso). L'acqua per i piatti la scaldavo (e
la scaldo tuttora quasi sempre) sulla cucina a gas.
Da quando abbiamo messo uno scaldabagno con accensione automatica, lo
trovo tanto piu' comodo. Certo che da quando abbiamo cambiato la vasca
con la sola doccia, una volta accesa la lascio accesa per tutto il tempo
(per evitare la doccia fredda quando riapro l'acqua).
Il consumo annuo sembra rimasto sempre quello
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appunto è quello che dicevo io
La potenza di un pilota è di circa 80-100 Kcal/h
dunque fanno 1900-2400 kcal/giorno
Ipotizzando un potere calorifico di 9000 kcl/m3 (metano) abbiamo un
cosumo giornaliero di: 0,21-0,27 m3.
All'anno: 77- 100 m3 di metano consumati dal pilota.