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Che significa "pussycat"?

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vittorio

unread,
Mar 8, 2014, 10:09:20 PM3/8/14
to
Gatto con la figa? Figa di gatto?

Roberto Rosoni

unread,
Mar 9, 2014, 6:28:10 AM3/9/14
to
Probabilmente perché proprio non aveva niente di meglio da fare,
vittorio, il Sun, 09 Mar 2014 04:09:20 +0100, ha scritto in
it.discussioni.consumatori.tutela a proposito di "Che significa
"pussycat"?":

> Gatto con la figa? Figa di gatto?

"micetta".

--
Roberto Rosoni

Erasmo da Rotterdam

unread,
Mar 10, 2014, 4:28:28 AM3/10/14
to
Roberto Rosoni <roberto...@gmail.com> ha scritto:
Nel senso di «topa».

Roberto Rosoni

unread,
Mar 10, 2014, 8:06:05 AM3/10/14
to
Probabilmente perché proprio non aveva niente di meglio da fare, Erasmo
da Rotterdam, il Mon, 10 Mar 2014 08:28:28 GMT, ha scritto in
it.discussioni.consumatori.tutela a proposito di "Re: Che significa
"pussycat"?":
Non è affatto detto.
Nel doppio senso che ha anche in Italia la stessa parola.

A riprova, "What's New Pussycat?", film del 1965, opera prima come
sceneggiatore di Woody Allen, celebre colonna sonora di Tom Jones, che
mai sarebbe stato intitolato così esplicitamente.

--
Roberto Rosoni

Erasmo da Rotterdam

unread,
Mar 10, 2014, 10:17:48 AM3/10/14
to

> > >
> > > "micetta".
> >
> > Nel senso di «topa».
>
> Non è affatto detto.
> Nel doppio senso che ha anche in Italia la stessa parola.
>
> A riprova, "What's New Pussycat?", film del 1965, opera prima come
> sceneggiatore di Woody Allen, celebre colonna sonora di Tom Jones, che
> mai sarebbe stato intitolato così esplicitamente.

Pussycat: gatto o 'topa'. Non si sfugge. Dipende ovviamente dal contesto.


doppio..massimo

unread,
Mar 10, 2014, 10:51:58 AM3/10/14
to
Il Mon, 10 Mar 2014 08:28:28 +0000, Erasmo da Rotterdam ha scritto:

>> > Gatto con la figa? Figa di gatto?
>>
>> "micetta".
>
> Nel senso di «topa».

Anche, come in italiano. Ma anche gatto e basta.

Titti, il canarino di gatto Silvestro, in italiano dice "mi e' semblato
di avel visto un gatto", in inglese dice "I tho I saw a pussycat"

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Mar 10, 2014, 5:55:09 PM3/10/14
to
Significa solo micetta.

L'inglese e' una lunga "compatta" perche' l'aggiunta o meno di un pezzo di
parola cambia in modo UNIVOCO il signficato.

Percio' >pussyCAT< puo' essere SOLO e SOLAMENTE "micetta".

Per testi "compatti" intendo che un paragrafo scritto in inglese, tradotto
in italiano richiede fino al 30% in piu' di parole, perche' in italiano
occorre aggiungere avverbi ed aggettivi per chiarire il contesto e quindi
il significato del messaggio.

Il problema e' ovviamente per un italiano, abituato dalla nascita ad un
uso "disinvolto" del vocabolario (anima dell'artista poeta ?) che non
capisce perche' non possa utilizzare con altri significati e poi guarda
gli sguardi perplessi degli interlocutori di madre lingua inglese che lo
guardano chiedendosi: "Ma questo che cosa sta dicendo ?"

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Mar 10, 2014, 5:59:12 PM3/10/14
to
Ha ragione, quando e' riferito ad una donna, va inteso come "micetta",
ma si usa anche con riferimento agli animali, in questo caso va inteso
come "gatto di compagna", ovvero l'opposto di "gatto randagio".

Ecco, questo e' un esempio di un modo in cui la lingua inglese raggiunge
"compatezza" (o "addensamento informativo"): ovvero una parola specifica,
che senza ulteriori precisazioni permette di identificare chiaramente che
NON si tratta di un gatto randagio. In italiano invece di aggiungere
"di compagnia" se voglio precisare che non e' un gatto randagio.

Attenzione: non sto polemizzando, ma semplicemente offrendo "uno spaccato"
di una cultura diversa.

doppio..massimo

unread,
Mar 10, 2014, 6:06:04 PM3/10/14
to
Il Mon, 10 Mar 2014 16:59:12 -0500, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

>> Titti, il canarino di gatto Silvestro, in italiano dice "mi e' semblato
>> di avel visto un gatto", in inglese dice "I tho I saw a pussycat"
>
> Ha ragione, quando e' riferito ad una donna, va inteso come "micetta",
> ma si usa anche con riferimento agli animali, in questo caso va inteso
> come "gatto di compagna", ovvero l'opposto di "gatto randagio".
>
> Ecco, questo e' un esempio di un modo in cui la lingua inglese raggiunge
> "compatezza" (o "addensamento informativo"): ovvero una parola
> specifica, che senza ulteriori precisazioni permette di identificare
> chiaramente che NON si tratta di un gatto randagio. In italiano invece
> di aggiungere "di compagnia" se voglio precisare che non e' un gatto
> randagio.

in italiano si puo' semplicemente dire "micio"

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Mar 10, 2014, 7:02:42 PM3/10/14
to
E' una corretta traduzione. E dimostra come la traduzione per
"significati" e non tramite dizionari e' la piu' efficace ;-)
Message has been deleted

DeepThought

unread,
Mar 11, 2014, 8:23:06 AM3/11/14
to

> Per testi "compatti" intendo che un paragrafo scritto in inglese, tradotto
> in italiano richiede fino al 30% in piu' di parole, perche' in italiano
> occorre aggiungere avverbi ed aggettivi per chiarire il contesto e quindi
> il significato del messaggio.
>

Il che è sostanzialmente falso. Tanto per cominciare perchè in qualsiasi
traduzione il cercare di rendere esattamente un concetto di una lingua
è spesso difficile con una parola sola per via dei distinguo che si deve
fare. Ma questo vale per tutte le lingue, e anche al contrario.
Nel caso dell'italiano questo è ancora piu' vero poichè è una lingua
con una immensa varietà di parole. Comprendendo le varie declinazioni e
coniugazioni l'inglese riporta un numero stimato e prossimo al milione
di parole. L'italiano arriva a 2 milioni.

Lo stesso Umberto Eco recitava : " l'italiano è una lingua ricchissima.
Sono gli italiani a esser proveri"


Roberto Deboni DMIsr

unread,
Mar 11, 2014, 6:43:15 PM3/11/14
to
On Tue, 11 Mar 2014 13:23:06 +0100, DeepThought wrote:

>> Per testi "compatti" intendo che un paragrafo scritto in inglese,
>> tradotto in italiano richiede fino al 30% in piu' di parole, perche' in
>> italiano occorre aggiungere avverbi ed aggettivi per chiarire il
>> contesto e quindi il significato del messaggio.
>>
>>
> Il che è sostanzialmente falso.

I linguaggi sono ottimizzati per la comunicazione verbale. E quindi
presentano una ridondanza, in modo che la perdita di sillabe, financo
parole, non faccia perdere il messaggio.

Il contenuto entropico per carattere nella lingua inglese e' intorno ad
1,62 bits per carattere. Quale e' quello dell'italiano ?

La compattezza si misura con precisione. Sapra' che la compressione della
trasmissione dati e' fondamentale a fronte delle enormi quantita'
trasferite oggi giorno. Ebbene, dati alla mani, la lingua italiana e' piu'
rindondante ovvero si "comprime" meglio, il che significa che il testo
espanso contiene informazione piu' diluita dell'inglese.

Questo naturalmente e' riferito alla trasmissione di informazioni "utili",
come tecnologia ed scienza o informazione generale (tipo: domani piove).

Non ho idea di cosa avvenga se comprimiamo un opera di Dante ed una di
Shakespeare: forse si riferiva a quello ?

doppio..massimo

unread,
Mar 11, 2014, 9:23:24 PM3/11/14
to
Il Tue, 11 Mar 2014 17:43:15 -0500, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

> Il contenuto entropico per carattere nella lingua inglese e' intorno ad
> 1,62 bits per carattere. Quale e' quello dell'italiano ?

difficile rispondere finche' non ci dai la definizione di bits entropico.

DeepThought

unread,
Mar 12, 2014, 6:00:14 AM3/12/14
to

>
> Il contenuto entropico per carattere nella lingua inglese e' intorno ad
> 1,62 bits per carattere. Quale e' quello dell'italiano ?
>

1,62 bits? a parte il fatto che al plurale, in italiano, è BIT ( e non
bits ) , la supercazzola tecnica credo che non abbia capito di cosa si
stia parlando.

La lingua italiana non è "diluita": termini diversi corrispondono a
sfumature diverse, così come in tutte le lingue. Anche la sola frequenza
con cui una società usa una parola in un dato momento porta con sè una
informazione sul significato e sul perchè si usi una parola e non
un'altra. E nel linguaggio naturale non è affatto detto che si
voglia/debba/possa comprimere nulla. Non stiamo parlando di informazioni
automatiche e protocolli , il linguaggio naturale è tutta un'altra cosa.

Per quanto riguarda il confronto tra Dante e Shakespeare.. rabbrividisco
al solo concetto di "confronto" tra due opere. Non c'è una relazione
d'ordine.. ed è piuttosto indicativo anche solo la volontà di provare a
metterla..





rootkit

unread,
Mar 12, 2014, 7:44:04 AM3/12/14
to
Il giorno mercoledì 12 marzo 2014 11:00:14 UTC+1, DeepThought ha scritto:

> > Il contenuto entropico per carattere nella lingua inglese e' intorno ad
> > 1,62 bits per carattere. Quale e' quello dell'italiano ?

>
> 1,62 bits? a parte il fatto che al plurale, in italiano, è BIT ( e non
> bits ) , la supercazzola tecnica credo che non abbia capito di cosa si
> stia parlando.

scusami eh, ma mi viene da dire: bella scoperta.
chiunque con un po' di buon senso leggendo quella frase o la prende sul
ridere o lo manda a cacare. il deboni è famosissimo per essere
"cazzarologorroico", se non lo leggi con il giusto spirito di farti due
risate perdi tempo e basta.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Mar 12, 2014, 9:19:17 PM3/12/14
to
Teorema di Shannon.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Mar 12, 2014, 9:23:24 PM3/12/14
to
On Wed, 12 Mar 2014 11:00:14 +0100, DeepThought wrote:


>> Il contenuto entropico per carattere nella lingua inglese e' intorno ad
>> 1,62 bits per carattere. Quale e' quello dell'italiano ?

...snip...

> Per quanto riguarda il confronto tra Dante e Shakespeare.. rabbrividisco
> al solo concetto di "confronto" tra due opere.

Hmmm ... dove ha inferito che si volesse confrontare Dante verso
Shakespeare ?

> Non c'è una relazione
> d'ordine..

Infatti. Non ha senso. Quello che ci si "domandava" non era un confronto
tra le due opere, ma il risultato della compressione utilizzando lo
stesso algortimo. Ovvero il confronto, se vuole proprio tirare l'elatisco
era tra i rapporti di compressione, non tra il contenuto artistico (se era
quello che intendeva come non paragonabile).

Sinuhe

unread,
Mar 12, 2014, 9:31:00 PM3/12/14
to

"Roberto Deboni DMIsr" <ne...@analisienergie.it> ha scritto nel messaggio
news:2pqdnQty4-sImrzO...@giganews.com...
c'entra con l'inglese parlato?

DeepThought

unread,
Mar 13, 2014, 5:31:09 AM3/13/14
to

>
> Infatti. Non ha senso. Quello che ci si "domandava" non era un confronto
> tra le due opere, ma il risultato della compressione utilizzando lo
> stesso algortimo. Ovvero il confronto, se vuole proprio tirare l'elatisco
> era tra i rapporti di compressione, non tra il contenuto artistico (se era
> quello che intendeva come non paragonabile).
>
Per l'appunto.. e coninuo a non capire il dove si vuole andare a parare.

E.. il Teorema di Shannon ben poco ha a che fare con il significato di
"informazione" nel linguaggio naturale.

doppio..massimo

unread,
Mar 13, 2014, 11:12:47 AM3/13/14
to
Il Wed, 12 Mar 2014 20:19:17 -0500, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

>>> Il contenuto entropico per carattere nella lingua inglese e' intorno
>>> ad 1,62 bits per carattere. Quale e' quello dell'italiano ?
>>
>> difficile rispondere finche' non ci dai la definizione di bits
>> entropico.
>
> Teorema di Shannon.

allora si parla di bit.

Non sara' mica come la gaffe di un mio ex-collega che suggeriva di
codificare un messaggio di protocollo con dei caratteri "." invece che
"#" per il "." occupava meno banda ?
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