> On Tue, 19 Aug 2014 13:10:21 +0200, edevils wrote:
>> On 19/08/2014 04:59, Roberto Deboni DMIsr wrote:
>>> [...]
>> A Ora, a questa manovalanza dei call-center deve essere chiarato che
>> stanno a fare la spalla a dei truffatori. Punto.
>
> Usare paroloni a sproposito serve solo a creare confusione. Questi
> signori fanno telemarketing, il che di per sé è attività legittima,
> anche se spesso non gradita, specie quando è condotta in modi troppo
> insistenti.
> Capita poi in certi casi, come quello che ho raccontato, che le
> telefonate presentino profili di ingannevolezza (presentarsi come "il
> 187") e che non rispettino la privacy nonostante consensi negati,
> opposizioni, ecc.
> Queste anomalie andrebbero represse e sanzionate, ma per chiarezza non
> si tratta né di "truffe" (a meno che non facciano altro, non solo
> telemarketing aggressivo), né di "criminalità".
Con questa definizione implicita di cio' che non e' truffa, non ci sarebbe
il reato di truffa (forse lei lo scambia con il furto ?).
Per fortuna, almeno la lettera della legge e' di tutt'altra definizione:
"Chiunque, CON ARTIFIZI O RAGGIRI, inducendo taluno in ERRORE, procura a
sè o ad ALTRI un INGIUSTO profitto con altrui DANNO, è punito con la
reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire centomila a due
milioni."
Secondo lei, l'insistenza settimanale non e' un "artifizio" ? (eppure e'
una delle regole della truffa: cogliere la vittima impreparata, ebbene
l'insistenza, non e' tanto un tentativo di "stancare" la vittima,
che andrebbe piu' a scivolare verso l'estorsione, ma bensi' un
modo per cogliere l'occasione in cui, per un motivo o l'altro, la vittima
sia piu' "cedevole". E' come sparare ad una fortificazione: prima o poi
si trova qualche punto debole.
Secondo lei, il presentarsi come "187" non e' un "raggiro" ?
Secondo lei, stipulare un contratto che altrimenti non si sarebbe mai
stipulato, non e' un "errore" ?
Secondo lei, il profitto ottenuto per la stipula di un contratto non
desiderato, non e' "ingiusto" ?
Secondo lei, l'esborso economico conseguenza dell'errore non e' un
"danno" ?
Mi dispiace, ma ci sono tutti gli elementi della truffa, anzi ci sta
pure l'aggravante della associazione per delinquere:
"Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più
delitti, coloro che promuovono o costituiscono od organizzano
l'associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da tre a
sette anni."
Io andrei ben oltre, se non fosse che i call center godono di evidenti
protezioni malavitose, denuncerei tutti, incluso il personale, per
associazione a delinquere.
Ma l'Italia e' il regno dei buonisti e/o degli "amici".
Ove chiaramente mi riferisco al fatto che la legge, per gli "amici" si
"interpreta". Cosi' abbiamo che i "vucumpra" possono violare
impunentemente leggi dello Stato che porterebbero' ad un comune
cittadino una pesante sanzione fiscale, se non financo al carcere.
Con l'assurdo che rappresentanti istituzionali arrivano a stabilire
dei posti riservati ai vucumpra. E questo nonostante che alle forze
dell'ordine e' notorio che i "vucumpra" non agiscono da soli, ma sono
il termine di una catena malavitosa, che oltre tutto, danneggia prima
di tutto la produzione italiana. Forse l'italiano idiota (intendo
quella parte idiota) non ha ancora capito che l'unico fattore con cui
il prodotto italiano riesce a competere all'estero e' il MARCHIO.
E quando l'italiota difende il vucumpura STA SCAVANDO LA FOSSA A
MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO ITALIANI ! E non mi riferisco a quelli
del vituperato lavoro autonomo, a quelli dell'odiato commercio.
Mi riferisco ai posti di lavoro di dipendenti della produzione italiana
con marchio. I D I O T I (e' inutile che vi arrabbiate: se condividete
questa "strana" - per uno Stato che si vanta di volere essere di "diritto" -
tutela dei "vucumpra" lo siete, perche' vi tagliate le vostre stesse
gambe nel farlo).