Giusto questo pomeriggio, in un magazzino di Milano della stessa catena
citta,
ho preso una fregatura.
Negli scaffali dei prodotti in offerta ho trovato un barattolo di tonno a
3,65 euro;
alla cassa l'ho pagato oltre 7 euro.
Metto in macchina la spesa; rientro nel magazzino e verifico con più
attenzione
il prezzo esposto che è appunto 3,65, il nome del prodotto corrisponde; ma,
in piccolissimo, quello che differisce è il peso della confezione.
Per farla breve il 3,65 è riferito al barattolo da 190 gr. e non a quelli
esposti da 450 gr.
Non vi dico la rabbia; anche perchè altre volte avevo rilevato problemi
simili.
Questi "commercianti" mischiano prodotti a prezzo pieno con prodotti in
offerta e,
per dare l'apparenza di ribasso, associano la confezione grossa al prezzo di
quella
piccola.
Di solito sono molto attento a queste cose ma a volte, certe "piccolezze"
sfuggono.
Sono comunque estremamente schifato da questo modo di fare commercio; certo
si può sempre dire che si è trattato di un errore.
Ma basterebbe poco per evitarli questi "errori" - Obbligo di etichetta
adesiva riportante
il prezzo su ogni singolo barattolo/confezione e queste cose non sarebbero
più possibili.
Ciao
Massimo
> Ma basterebbe poco per evitarli questi "errori" - Obbligo di etichetta
> adesiva riportante
> il prezzo su ogni singolo barattolo/confezione e queste cose non
> sarebbero più possibili.
Beh, in linea di massima basterebbe dotarsi (l'Esselunga offre questa
possibilita') di quel sistema per saltare la cassa e farsi da solo il
conto man mano che metti la roba nel carrello.
--
Nick
www.myspace.com/nicolabufano
www.nickbufano.blogspot.com
se spiegavi la faccenda lo riprendevano rendendoti i soldi.
tra i supermercati l'esselunga è uno dei più corretti in questo senso.
--
FabMind
In quel caso se mi accorgo di un prezzo errato posso cancellare l'articolo
dalla spesa?
Sicuro?
Visto che se ne parla, vorrei capire il funzionamento del sistema; mi pare
che il
cliente debba sparare i codici di ciň che mette nel carrello; e fin qui
nulla di particolare.
Ma poi che succede?
E se il cliente omette di acquisire il codice pur prendendo il prodotto come
avviene
il controllo?
Insomma si potrebbe creare il caso contrario prendo della merce e, alcuni
pezzi,
non li conteggio.
Già varie volte ho evidenziato le difformità e mi sono fatto rendere la
differenza.
Il problema è che queste cose capitano spesso tanto che io penso siano fatte
apposta.
Quanti sono quelli che non controllano i prezzi sia sugli scaffali che sullo
scontrino?
Qunti acquisteranno, inconsapevolmente, un prodotto a prezzo pieno
pensando, invece, ad un'offerta?
Chi gestisce il supermercato queste cose le sa ed io, come detto nel
post, credo che solo con l'obbligo di apporre il prezzo su ogni singolo
oggetto si possano evitare.
Certo che si, io lo uso spesso proprio per vedere il prezzo di alcuni
articoli che non sono marcati o sono fuori posto.
> Visto che se ne parla, vorrei capire il funzionamento del sistema; mi
> pare che il
> cliente debba sparare i codici di ciò che mette nel carrello; e fin qui
> nulla di particolare.
Esattamente
>
> Ma poi che succede?
Alla coop: vai alla cassa, dai la pistola alla cassiera (senza mettere
la merce sul carrello) e lei spara su un sensore vicino alla cassa che
trasferisce tutto sullo scontrino, ti dice quant'é, tu paghi ed esci.
> E se il cliente omette di acquisire il codice pur prendendo il prodotto
> come avviene
> il controllo?
Per prima cosa devi essere socio coop, a caso alcune volte scatta il
controllo e tu devi mettere tutti i prodotti e li si conteggia
normalmente, se la pistola indicava altro (solitamente di meno) ti
aumenta il numero dei controlli nel futuro fino alla sospensione del
servizio dopo "un certo numero" di "errori".
>
> Insomma si potrebbe creare il caso contrario prendo della merce e,
> alcuni pezzi,
> non li conteggio.
Assolutamente si.
Io che pago con i buoni pasto (quindi cercando di fare cifra tonda) lo
trovo comodissimo perché so in anticipo quanto pagherò e preparo/firmo i
buoni pasto prima di arrivare alla cassa.
Purtroppo la velocità di passaggio alla cassa è ormai inficiata dal alto
numero di persone che usa il sistema, fino a qualche tempo fa eravamo
pochi e con alcune casse dedicate: ergo in tre secondi te la cavavi.
--
Enrico "Tandorra" McMurphy
Bene .. anch'io faccio sempre così .
> Il problema è che queste cose capitano spesso tanto che io penso siano
fatte
> apposta.
Bah ... chi può dirlo?
> Quanti sono quelli che non controllano i prezzi sia sugli scaffali che
> sullo
> scontrino?
Sono tanti gli sprovveduti ... ci sono anche quelli che fanno contratti e
firmano senza leggere cosa firmano.
> Chi gestisce il supermercato queste cose le sa ed io, come detto nel
> post, credo che solo con l'obbligo di apporre il prezzo su ogni singolo
> oggetto si possano evitare.
Penso che questo sia praticamente impossibile, perchè i prezzi dei prodotti
variano continuamente ... almeno 1 volta alla settimana : vedi 3x2 ...
sconti ai soci (quelli con le tessere) ... offerte varie ... ed i prodotti
sono sempre gli stessi ... magari acquistati dal venditore tutti allo stesso
prezzo e poi venduti a "fantasia"
Purtroppo non ci resta altro che controllare tutto .... ed anche lo
scontrino
prima di uscire dal negozio e ... se c'è qualcosa che non va, protestare
immediatamente e farsi restituire il maltolto!
In alcuni posti ti restituiscono subito i soldi .... in altri ... questo
non
va bene perchè l'errore è tutto loro ... ti fanno un "buono" pari
all'importo.
Ciao Laura
E' capitato anche a me in altri supermercati. Ricordo ad esempio un
Auchan in cui ho comprato delle pirofile care come il :fuoco: (hehehe
battuta) in cui il cartellino del prezzo un po' spostato e l'articolo
economico tutto venduto mi hanno indotto nell'errore
I cartellini a volte ci mettono del loro. Lě un cartellino tipo
"pent.pirof.oval.mor." indicava il prezzo della pirofila ovale marca
Morandi (a caso) ed il cartellino in parte "pent.pirof.oval." indicava
il prezzo della pirofila marca vattelapesca economica.
In piů ripeto il prodotto economico era terminato e la pirofila costosa
aveva finito per debordare nello spazio della pirofila economica terminata.
Fortuna che mia moglie controlla sempre lo scontrino, santa donna.
Auchan ha ritirato l'oggetto e mi ha restituito i soldi, quantomeno.
Certo che se non mi ne fossi accorto e fossi tornato a casa, a vari km
di distanza dall'ipermercato, mi sarei dovuto tenere la fregatura.
Ce l'ho, molto pratico!
Diciamo che sposta il costo del supermercato di cassa e cassiera sul
cliente, però effettivamente si vede sempre il prezzo del prodotto e
alla cassa si paga subito senza dover dover mettere tutta la roba sul
nastro trasportatore.
Naturalmente. Un tasto per aggiungere l'oggetto al carrello con
visualizzazione del prezzo, un tasto per rimuoverlo.
> Sicuro?
Sě, lo uso.
> cliente debba sparare i codici di ciň che mette nel carrello; e fin qui
> nulla di particolare.
Esatto.
> Ma poi che succede?
Alla cassa consegni il lettore e paghi. Non serve mettere la spesa sul
nastro trasportatore. Tanto č vero che molti che utilizzano il lettore
man mano che fanno la spesa la roba la mettono direttamente dentro a
borsine appoggiate nel carrello.
> E se il cliente omette di acquisire il codice pur prendendo il prodotto
> come avviene
> il controllo?
Al pagamento, ad estrazione (1 ogni X) controllano che la spesa
corrisponda a quanto registrato col lettore.
> Insomma si potrebbe creare il caso contrario prendo della merce e,
> alcuni pezzi,
> non li conteggio.
Sě. Se ti estraggono, ti controllano e risulta che hai fatto il furbo
sicuramente come minimo ti annullano l'adesione al sistema, fatta salva
una denuncia per furto nei casi estremi.
Avranno calcolato che qualche errore ogni tanto e qualche ladruncolo
ogni tanto gli costa comunque meno di quanto gli costerebbe la quota
parte di cassiera per gestire in maniera tradizionale i clienti con lettore.
>Il problema è che queste cose capitano spesso tanto che io penso siano fatte
>apposta.
comandate da chi? eseguite materialmente da chi? e soprattutto, quale
sarebbe - e per chi - il "ritorno" della azione truffaldina?
E dove starebbe la certezza del silenzio dei coinvolti?
Ciao
---
Uplbet
Il sistema c'è in esselunga e in coop (ovviamente non in tutte le sedi
ma solo in alcune abbastanza grandi).
Il "bussolo" salvatempo può essere prelevato e usato con la tessera e
per avere la tessera si deve mostrare un documento e far registrare i
propri dati e firma etc.
Alla cassa il salvatempo viene preso dalla cassiera che "versa" i dati
della spesa e del cliente attraverso il lettore ottico della cassa
stessa; come hai scritto tu c'è un sistema "semicasuale" di estrazione
per il riconteggio dei prezzi della merce acquistata.
E' "semicasuale" e non casuale, perché si basa ovviamente sulla
casualità, ma in caso di errore precedente del cliente, se ad esempio
la scorsa settimana avevo avuto un controllo con ricalcolo che non
tornava perché avevo dimenticato di inserire uno o più oggetti, allora
aumenta la probabilità di avere una estrazione con ricalcolo nelle
spese successive.
L'algoritmo preciso non lo ricordo ma per una parte del software se ne
occupò il mio ex socio che mi spiegò la faccenda.
Ed è capitato anche a me alla coop.
C'erano gli yogurth yomo in offerta di vari gusti tutti allo stesso
prezzo; io ne presi quattro di gusti diversi ma passai sul salvatempo
quattro volte sempre lo stesso vasetto alle fragole, pensando che non
cambiasse nulla.
Alla cassa ebbi un riconteggio: il totale tornava ma il sistema rilevò
che comunque "avevo sbagliato".
Lì per lì non successe niente perché appunto il totale tornava, ma
nelle settimane successive fui "estratto" per il riconteggio per tre
volte su cinque.
--
FabMind
> Il "bussolo" salvatempo può essere prelevato e usato con la tessera e
> per avere la tessera si deve mostrare un documento e far registrare i
> propri dati e firma etc.
In realtà alla coop la tessera te la danno dopo che la tua adesione alla
cooperativa è deliberata (non essendo una tessera sconti come per i
normali supermercati e devi attendere del tempo), per il resto è come
dici tu.
Alla fin fine il rischio di qualche ammanco (che comunque già esiste ed
è conteggiato nei costi di un supermercato) ripaga il risparmio di
personale e di tempo ai clienti (che fidelizzi).
Io che uso i buoni pasto e che ho sempre poco tempo per la spesa ormai
vado fisso al supermervcato coop che mi da questo servizio e devo dire
che i miei tempi di spesa (e conseguente mal di fegato) sono diminuiti
costantemente se non fosse che lo stanno iniziando ad usare in troppi...
>
> --
> FabMind
--
Enrico "Tandorra" McMurphy
Io invece sono schifato dal fatto che ci siano persone che non
sanno/vogliono leggere....per� si divertono a dare la colpa agli altri.
Luca
Ovviamente si.
> Sicuro?
Quando è successo a me, ho sempre potuto cancellare gli articoli che non
volevo.
Magari nel tuo caso c'è una congiura ordita direttamente da Caprotti.
> Ma poi che succede?
Passi alla cassa, consegni la macchinetta che scarica i dati al registratore
di cassa, paghi e te ne vai.
> E se il cliente omette di acquisire il codice pur prendendo il prodotto
> come avviene
> il controllo?
A campione.
>
> Insomma si potrebbe creare il caso contrario prendo della merce e, alcuni
> pezzi,
> non li conteggio.
Esatto.
Luca
Probabilmente questo � ci� che accade nella "tua" esselunga.
Nella "mia", quando mi � successo di sbagliare e di scansire articoli in
difetto o in eccesso nella massima buona fede, non ci sono state conseguenze
di carattere penale.
In entrambi i casi la cassiera ha rettificato il conteggio, aggiornato il
conto e nulla di pi�.
Le volte che fanno il controllo e risulta tutto a posto ti regalano dei
punti fragola (mica male eh.....)!
Se avessi il solo dubbio che un errore involontario mi costasse una denuncia
per furto, tornerei al sistema tradizionale oppure cambierei supermercato.
Luca
Il cartello col prezzo di quello da 7 euro c'era? questo credo dovrebbe
essere obbligatorio. Se si, hai poco da lamentarti.
ciao, U.
> Alla fin fine il rischio di qualche ammanco (che comunque già esiste ed è
> conteggiato nei costi di un supermercato) ripaga il risparmio di personale e
> di tempo ai clienti (che fidelizzi).
Quello che mi chiedo è: vale la pena avere un servizio "veloce e
comodo" ma che pagano tutti (mettono in previsione qualche "furto",
quindi alzano il prezzo in partenza).
Mi sembra un po' la storia della frutta e della verdura che prendi e
pesi da solo, io preferisco aspettare e farmi servire (tanto i
dipendenti ci sono già) piuttosto che avere una bilancia sballata
perchè si devono rifare dei probabili furti.
--
http://nekomonogatari.myblog.it/
http://manganeko.myblog.it/
http://gameneko.myblog.it/
http://darkneko.myblog.it/
A parte che potrei risponderti che il tempo è denaro e quindi 20 minuti
di fila valgono 1 euro in più di spesa.
Detto questo il "ricarico taccheggi" esiste già e i negozianti lo
applicano già su tutte le merci, la coop non ha aumentato i prezzi
quando ha messo le pistole ma nei suoi prezzi già c'é un piccolo
(piccolo ???) ricarico per i furti "tradizionali".
> Mi sembra un po' la storia della frutta e della verdura che prendi e
> pesi da solo, io preferisco aspettare e farmi servire (tanto i
> dipendenti ci sono già) piuttosto che avere una bilancia sballata perchè
> si devono rifare dei probabili furti.
Sono punti di vista entrambi validi, aspettare e farsi servire è un
esigenza, fare in fretta è un'altra esigenza, esistono entrambe ed
entrambe sono valide e giustificate.
--
Enrico "Tandorra" McMurphy
[...]
> Se avessi il solo dubbio che un errore involontario mi costasse una denuncia
> per furto, tornerei al sistema tradizionale oppure cambierei supermercato.
Per quanto ne so, sempre rifacendomi all'esperienza nello sviluppo
software che però era per coop, mi pare che la politica fosse più o
meno quella dell'innalzamento della probabilità di sorteggiarti dopo
un tuo errore.
Dopo un tot di questi episodi magari consecutivi (e quindi con il
sospetto del dolo) c'era la possibilità che ti venisse tolto
l'utilizzo dello strumento.
--
FabMind
> Quello che mi chiedo è: vale la pena avere un servizio "veloce e
> comodo" ma che pagano tutti (mettono in previsione qualche "furto",
> quindi alzano il prezzo in partenza).
> Mi sembra un po' la storia della frutta e della verdura che prendi e
> pesi da solo, io preferisco aspettare e farmi servire (tanto i
> dipendenti ci sono già) piuttosto che avere una bilancia sballata
> perchè si devono rifare dei probabili furti.
ma in quale supermercato si trova questa bilancia sballata
appositamente per rifarsi dei furti?
se ne sei a conoscenza avvisaci (il NG serve anche a questo) e
ovviamente fai subito una denuncia.
se invece te l'ha detto tuo cuGGino risparmiaci le leggende
metropolitane, perché per quelle c'è un NG apposito.
--
FabMind
>Per quanto ne so, sempre rifacendomi all'esperienza nello sviluppo
>software che però era per coop, mi pare che la politica fosse più o
>meno quella dell'innalzamento della probabilità di sorteggiarti dopo
>un tuo errore.
Senza avere alcuna nozione in merito, confermo quanto dici in base alle mie
esperienze.
Abbiamo due tessere, una mia e una della moglie.
Per combinazione abbiamo sempre sbagliato con la tessera di mia moglie (e
mai con la mia), che infatti per un certo periodo è stata più soggetta a
controlli.
Da quando uso la mia tessera (e con questa non ho mai sbagliato) sono stato
controllato una sola volta maavevo passato tutti i pezzi correttamente.
Luca
Finche' non ha pagato puo' stornare TUTTO e SEMPRE (ovviamente se la
confezione e' intatta).
Che cosa vuole che facciano ? Che chiamino i carabinieri per obbligarla
a pagare quello che non vuole piu' prendere ? O non e' piu' probabile
che se arrivano i carabinieri, lei li porta dritto-dritto allo scaffale
per far vedere il motivo del suo cambiamento di idea e cosi' faccendo
multare il supermercato ?
Piu' complicato e' se ha gia' pagato, perche' in quel caso c'e' di mezzo
anche il fisco (oltre alla buona volonta' del venditore).
Roberto Deboni
Il taccheggio lo pagano tutti i clienti a prescindere dal mezzo di pagamento
o dal sistema con cui si calcola il totale della spesa.
Luca
> Negli scaffali dei prodotti in offerta ho trovato un barattolo di tonno
> a 3,65 euro;
> alla cassa l'ho pagato oltre 7 euro.
>
> Metto in macchina la spesa; rientro nel magazzino e verifico con più
> attenzione
> il prezzo esposto che è appunto 3,65, il nome del prodotto corrisponde; ma,
> in piccolissimo, quello che differisce è il peso della confezione.
>
> Per farla breve il 3,65 è riferito al barattolo da 190 gr. e non a
> quelli esposti da 450 gr.
>
> Non vi dico la rabbia; anche perchè altre volte avevo rilevato problemi
> simili.
Oggi, con il cellulare puo' fare una bella foto.
Poi chiede di parlare al direttore della filiale, gli mostra la foto e
gli chiede il reso.
Roberto Deboni
scusa se mi permetto, ma non e' che capiti spesso perche' tu non
sei molto attento ? anche perche' da 3,5 euro a 7 c'e' una bella differenza,
e pensare che ti regalino il tonno mi pare un po' ingenuo...
> Quanti sono quelli che non controllano i prezzi sia sugli scaffali che
> sullo
> scontrino?
>
> Qunti acquisteranno, inconsapevolmente, un prodotto a prezzo pieno
> pensando, invece, ad un'offerta?
>
> Chi gestisce il supermercato queste cose le sa ed io, come detto nel
> post, credo che solo con l'obbligo di apporre il prezzo su ogni singolo
> oggetto si possano evitare.
e' normale che un supermarket usi gli "specchietti per le allodole" ma
l'allodola attenta dovrebbe aver imparato a riconoscerli :)
alberto
Se io non sapessi, o non volessi leggere, non mi accorgerei
di queste cose antipatiche e non sarei qui ad evidenziarle..
Il fatto è che, normalmente, si leggono i dati/informazioni
più evidenti (il prezzo è scritto a caratteri grandi e chiari);
invece il peso della confezione in caratteri minuscoli che
difficilmente si leggono.
Inoltre, come detto, il prodotto era inserito tra latri in
offerta (giusto alla sua destra barattoli di olive paghi uno
e acquisti due).
Logico pensare che il prezzo esposto si riferisca al prodotto
in offerta.
By
>Logico pensare che il prezzo esposto si riferisca al prodotto
>in offerta.
Il pensare e' una delle operazioni piu' dannose che l'uomo sia in
grado di compiere.
Nella maggioranza dei casi tale operazione porta risultati errati.
--
Byebye from Verona, Italy
Bernardo Rossi b.r...@tin.it
Sarà come dici tu.......però a me ste cose non sono mai successe, pur
facendo la spesa alla Esselunga!
A questo punto siamo entrambi capaci di leggere....ma lo facciamo in modo
differente.
> Il fatto è che, normalmente, si leggono i dati/informazioni
> più evidenti (il prezzo è scritto a caratteri grandi e chiari);
> invece il peso della confezione in caratteri minuscoli che
> difficilmente si leggono.
Prova a dedicare un minimo di attenzione a ciò che scegli di comprare.
> Logico pensare che il prezzo esposto si riferisca al prodotto
> in offerta.
Logico?
Mah.....
Luca
> e' normale che un supermarket usi gli "specchietti per le allodole" ma
> l'allodola attenta dovrebbe aver imparato a riconoscerli :)
Questo atteggiamento pare trasformare il tutto in una specie di gioco
dell'oca. Secondo la tesi implicita nella sua risposta, ai commercianti
verrebbe permesso di tendere tutti i tranelli possibili (anche violando
la legge). Sta poi al consumatore evitarli.
Peccato che la normativa stabilisca chiaramente che il prezzo sullo
scaffale fa testo. Foto con il cellulare e reclamo/correzione alla cassa.
Ora non ho voglia di ravanare Usenet per trovare il numero della legge,
ma e' stato piu' volte postato in questo NG. E molti commercianti
rispettano questa disposizione, se il cliente muove reclamo.
Se quindi la legge cosi' dispone, per farla rispettare e' necessario che
i consumatori si sveglino, non tanto a "scoprire" l'inganno "prima della
cassa", ma nel presentare reclamo dopo. TUTTI. E se il commerciante e'
recidivo (visto che non si puo' passare la vita a fare i controllori,
come da lei suggerito), esposto ai NAS.
Roberto Deboni
Per legge si. Da quando non si piazza piu' il prezzo sul prodotto, ha
priorita' il prezzo sullo scaffale.
Roberto Deboni
>Oggi, con il cellulare puo' fare una bella foto.
>Poi chiede di parlare al direttore della filiale, gli mostra la foto e
>gli chiede il reso.
Guarda che in tutta la grande distribuzione non c'è bisogno di
incattivirsi in questo modo, nè di fare scenate con il direttore: ti
accettano il reso anche se semplicemente hai cambiato idea.
Basta che la confezione sia integra, ci sia lo scontrino e anche un
minimo di gentilezza (che non guasta mai).
Mi scuso dell'imprecisione, ma intendevo: "il reso della differenza, non
della merce" :-)
E questo, per alcuni commercianti e' un po' piu' duro da accettare.
Roberto Deboni
Quindi non ci si spiega perchè ci sia gente che non è capace di trovare il
prezzo dell'articolo che vuole comprare, visto che tu mi insegni che per
legge è obbligatorio e l'autore del thread ci dice che il prezzo c'era!
Luca
> Per quanto ne so, sempre rifacendomi all'esperienza nello sviluppo
> software che però era per coop, mi pare che la politica fosse più o
> meno quella dell'innalzamento della probabilità di sorteggiarti dopo
> un tuo errore.
Pure in esselunga.
Dopo un mio errore (dovuto tra l'altro al malfunzionamento della
macchinetta che faceva il beep ma poi non conteggiava il prodotto) mi
hanno fatto qualche controllo in più per qualche settimana, poi tutto
come prima.
> Magari nel tuo caso c'č una congiura ordita direttamente da Caprotti.
E' sempre vivo?
> Già varie volte ho evidenziato le difformità e mi sono fatto rendere la
> differenza.
>
> Il problema è che queste cose capitano spesso tanto che io penso siano
> fatte
> apposta.
Chiama la polizia annonaria..
A Milano tempo fa mandai una email ed intervennero....
> E' capitato anche a me in altri supermercati. Ricordo ad esempio un
> Auchan in cui ho comprato delle pirofile care come il :fuoco: (hehehe
> battuta) in cui il cartellino del prezzo un po' spostato e l'articolo
> economico tutto venduto mi hanno indotto nell'errore
All'auchan questa cosa è una costante.
Le commesse dell'assistenza di cesano mi conoscono visto che sono sempre
a farmi rimborsare per i loro errori....
In un supermercato dove sono etichettati ventimila prodotti, con
aggiornamento quotidiano di parecchie centinaia, è chiaro che
costantemente ce n'è qualcuno sbagliato.
Il consumatore fa benissimo a segnalare l'errore e ad essere accorto,
ma smetta di recitare l'eterna parte della vittima e di gridare al
complotto. Quanto ai NAS, tiriamoli in ballo per qualcosa di più
utile.
Alex.
> Il consumatore fa benissimo a segnalare l'errore e ad essere accorto,
> ma smetta di recitare l'eterna parte della vittima e di gridare al
> complotto. Quanto ai NAS, tiriamoli in ballo per qualcosa di piů
> utile.
A parte che in nas non c'entrano nulla mi č capitato piů di una volta di
segnalare un errore e di ritrovare lo stesso errore il giorno dopo. Qua
c'č mala fede ed č bene fare la segnalazione alla polizia annonaria.
Sembrerebbe......
Luca
>In un supermercato dove sono etichettati ventimila prodotti, con
>aggiornamento quotidiano di parecchie centinaia, è chiaro che
>costantemente ce n'è qualcuno sbagliato.
>Il consumatore fa benissimo a segnalare l'errore e ad essere accorto,
>ma smetta di recitare l'eterna parte della vittima e di gridare al
>complotto. Quanto ai NAS, tiriamoli in ballo per qualcosa di più
>utile.
>Alex.
Nessuna lamentela per nessun complotto solo l'evidenza che,
in taluni casi, vengono 'mischiati' prodotti a prezzo intero tra
quelli in offerta.
Nel caso che ho citato, quello del barattolo di tonno, verificando
nella corsia dei prodotti in scatola ho trovato le due confezioni
dello stesso prodotto (da 190 gr e da 450 gr) correttamente allineate
ai rispettivi prezzi di 3,65 e 7,65 euro.
Peraltro, nello stesso supermecato, in passato ho evidenziato ai
commessi etichette con prezzi diversi per lo stesso prodotto
collocato in posizioni diverse.
Ed altre cose che, per brevità, non cito.
Saluti.
>
> Nessuna lamentela per nessun complotto solo l'evidenza che,
> in taluni casi, vengono 'mischiati' prodotti a prezzo intero tra
> quelli in offerta.
Senza voler giustificare nessun supermercato.
Quante volte ho visto clienti acquistare merce ed arrivati al "cestone"
delle offerte accorgersi del prezzo migliore, abbandonare lě in mezzo il
prodotto non scontato precedentemente messo nel carrello perché
rimettere a posto articoli non piů acquistati fa fatica.
Spesso sono i clienti stessi a "mischiare" i prodotti in offerta e fuori
offerta.
--
Conte Rosso
Si, ma in tal caso, trovi poche confezioni abbandonate in qualche modo;
ed č scorrettezza della persona che non riporta la merce dove l'ha presa.
Io perň mi riferivo ad uno scaffale ordinato e contenente un discreto
quantitativo di barattoli.
Per cui non si tratta certo di quanto indicato da conterosso