On Tue, 24 Jan 2012 13:20:32 +0100, vt75ge wrote:
> La merce che mettiamo nel carrello della spesa (per semplicità
> consideriamo quello senza monetina) del supermercato a chi appartiene
> prima di arrivare alla cassa?
"appartiene" e' un termine generico.
La proprieta' e' del punto di vendita.
Ma al momento risulta "occupato" dal cliente (nel senso giuridico).
> Diamo per scontato che rimanga di proprietà del supermercato fino a
> pagamento avvenuto;
Esatto.
> in tal caso un commesso, se volesse, potrebbe
> riprendere la merce da me riposta nel carrello.
Non proprio, perche' l'offerta di vendita fatta dal punto
vendita e' irrevocabile.
Tranne evidente errori materiali, che devono essere
giustificati e quindi provati, temo che il commesso
non possa riprendersi la merce che si trova nel carrello.
Neanche il direttore o il padrone.
> Invece può un cliente
> prendere il carrello (o anche un semplice articolo) di un altro ed
> andare alla cassa a pagare?
"Puo"" nel senso "fisico" ? Certamente se ne' ha la forza
e la faccia di bronzo (oppure se e' molto distratto).
> Tralasciando il buon senso esiste qualche
> norma che dice che il contenuto di un carrello è di "provvisoria
> proprietà" (o "proprietà concessa" dal supermercato) di chi lo ha
> prelevato dallo scaffale?
Per tutto il tempo che il carrello e' utilizzato dal cliente,
si puo' ritenere lo spazio al suo interno come dominio esclusivo
del cliente. Facciamo un'esempio forse piu' intuitivo.
Immaginate che un supermercato, invece di un carrello, vi
presti una borsa. Ebbene, per tutto il tempo che lo utilizzate,
lo spazio interno della borsa e' vostro e chi allunga la
mano per prelevare qualcosa rischia di compiere (se non sia il
proprietario o persona incaricata dal proprietario della
merce) lo stesso identico reato di chi:
Art. 624 - Furto -
Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui,
sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per
sè o per altri è punito con la reclusione fino a tre anni
e con la multa da lire sessantamila a un milione.
Il reato si compie semplicemente prendendo qualcosa da
un'altro che lo detiene, non importa a quale titolo
(tipo la prenotazione per l'acquisto).
Il dirime e' nel "trarne profitto". Se ad esempio, si tratta
di merce disponibile sullo scaffale, non c'e' il reato.
Ma se si tratta dell'ultimo articolo scontato, mi pare
evidente l'intenzione di lucrare a danno del cliente che
prima deteneva il prodotto.
Un carrello o un cestino non e' diverso. E' un semplice
strumento, prestato a voi dal punto vendita, all'interno
del quale voi avete un dominio esclusivo.
Sospetterei che in teoria, anche la vigilanza dovrebbe
chiedere il vostro permesso, prima di rovistare nel
carrello, come deve chiedere il vostro permesso prima
di rovistare nella vostra borsa. Naturalmente se non
date il permesso, vi possono trattenere fino a
quando non arrivano le forze dell'ordine.
Ma qui passo la parola ad un'avvocato. Forse e' meglio
chiedere su it.diritto
Se poi l'azione e' compiuta con "destrezza" oppure strappando
la cosa dalle mani o di dosso dalla persona, abbiamo pure
le aggravanti di cui all'art.625.
Notare che una sola aggravante, se abbiamo l'aggiunta di
motivi futili (come puo' essere in certi casi in cui
possa avvenire il "prelievo" dal carrello, come fare un
dispetto) puo' fare salire la pena fino a 10 anni!
Se il danno patrimoniale e' tenue, e non ci sono
aggravanti, occorre la querela della parte lesa, altrimenti
si procede d'ufficio. Se provate a prelevare un'articolo
super-scontato dal carrello di un'avvocato con testimoni,
preparatevi a sputare sangue ... (in senso giuridico).
La questione, naturalmente e' quello di provare quanto
avvenuto. Per esempio, come fatta a provare che questo
e' il vostro carrello ? Le signore, ad esempio, ci
mettono la borsa, ma si fa presto a pigliare la borsa
a buttarla per terra o in un altro carrello.
Percio' ? Per fortuna ormai quasi ovunque i cartelli
sono muniti di gettoniera, senza la quale non si puo'
prelevare il carrello.
E' sufficiente farsi o farsi fare un disco di metallo
delle dimensioni di una moneta da 1 Euro su cui fatte
incidere: "Di proprieta' di Nome e Cognome".
In caso di contrasto, il ladro fara' una fatica
estrema a spiegare come mai c'e' il vostro gettone
dentro la gettoniera del "suo" (dice lui) carrello.
In questo caso, una volta che le guardie giurate
hanno verificato e testimoniato il fatto,
potrete querelarlo con i controfiocchi.
--
Roberto Deboni
[Messaggio Usenet via Tiscali su
text.giganews.com. Se leggete via Web
il sottoscritto informa che non conosce o partecipa al sito/forum Web.]