On Mon, 10 Aug 2015 18:55:01 +0200, ilChierico wrote:
> Il 10/08/2015 13:11, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>
>> La pubblicita' non e' l'anima dell'industria, ma dello spreco e nel
>
> Scherzi? Senza pubblicità non ci sarebbe stato il boom economico
Certamente. Senza entrare nel merito se questo boom sia stato un
fatto positivo (forse una crescita graduale sarebbe stato meglio ?),
cio' non significa che anche oggi sia auspicabile.
In natura una crescita indefinita e' sinonimo di cancro, di
distruzione, di estinzione. Ops ... e' giusto la strada su cui
l'umanita' (se non cambia rotta) pare diretta oggi ...
Inoltre la pubblicita' del "boom economico" era solo una versione
di poco piu' evoluta della promozione del venditore al banchetto
del mercatino rionale.
Oggi la pubblicita' e' tutt'altra cosa, e punta anche a modificare
la scala di valori e lo scopo della vita dei consumatori.
Nessuna persona seria puo' considerare positivo un tale metodo,
anche se considerasse il modello "positivo" ("positivo" secondo
chi ? la logica del "grande fratello" di una societa' di
"conformati", di un branco informe senza personalita'
individuale ?).
> e tutto
> il resto, il consumismo ci ha reso quelli che siamo,
"avere" invece di "essere" ?
Senza perdersi in valutazioni morali o sulla saggezza o su
quello che si intrinseca in quella domanda, ci sarebbe la
banale considerazione che la logica dell' "avere" si
puo' sostenere solo sul presupposto di risorse infinite
(che non e' mai esistito, ma in passato c'era abbastanza da
depredare in giro per il mondo e, se non bastava, alle
fasce sociali piu' deboli).
> e la decrescita più
> o meno felice significa solo meno soldi (e meno contante) in
> circolazione,
E quale sarebbe il problema ?
> vedi tu che nonostante la spinta per la diffusione dei
> pagamenti elettronici il malato Italia sta sempre peggio.
L'Italia sta sempre peggio perche' si stanno distruggendo
posti di lavoro. La logica del consumista che astrae
totalmente dal lato delle fonti: non si pone il problema
che prima di "consumare" occorre "produrre" (incluso le
risorse economiche). Il sig.Renzi, il sig.Berlusconi, etc.
non fanno altro che pensare che si possa stampare carta
moneta e tutto va a posto. E' trentanni che non funziona
piu', eppure questi idioti continuano ad insistere,
sperando di ottenere "questa volta" un risultato diverso.
Penoso.
>> Il fatto stesso che ancora oggi c'e' chi non comprende che l'era
>
> Uno dei più protetti segreti industriali è il costo delle automobili, e
> te lo dico da appassionato di auto. Lo stesso sarà per tutti gli altri
> prodotti tecnologici, i tuoi biscotti de noartri saranno distribuiti
> solo nella provincia di fabbricazione e magari nemmeno pubblicizzati (ci
> credo poco, ma potrebbe essere).
Assolutamente anonimi.
> In buona sostanza finchè la tua fabbrica di biscotti si sostiene, va
> avanti, mentre se mutano le condizioni economiche/politiche/finanziarie
> sarà costretta a chiudere o ingrandirsi, trasformandosi in una
> multinazionale assetata di profitti.
Oppure no. Conosco imprenditori a cui basta "essere",
indifferenti alla folle corsa dell'"avere" degli stupidi.
A proposito, come la mettiamo con incentivi e contributi pubblici
alle multinazionali ? Per esempio, la piu' eclatante, la cassa
integrazione, che in periodi di crisi, non sara' mai accessibile
al piccolo laboratorio artigianale. In realta' l'errore sta nello
strumento, un accordo strumentale tra comunisti e dirigenti di
aziende (funzionari e non i padroni, specie sempre piu' rara), una
divisione della carne umana che fa comodo a tutti i due.
E' come per la faccenda delle energia fossili: si parla tanto di
incentivare le rinnovabili, quando poi scopriamo che le energia
fossili sono pesantemente sovvenzionate. Ma allora non sarebbe
piu' semplice togliere le sovvenzioni ? Ovviamente no, perche'
grazie agli incentivi (o nuove sovvenzioni) si puo' controllare
politicamente il tipo di tecnologia, anzi, anche la marca ed il
modello del prodotto finale che dovrebbe concorrere alle energie
fossili.
> Più o meno tutte le grandi famiglie imprenditoriali di Verona hanno
> mandato i loro figli ed eredi a studiare Economia e Commercio, per
> meglio guidare il loro futuro, mica come si fabbrica un pasticcino
> usando solo avanzi, o la teoria della pasta fresca fatta in casa: per
> quello ci sono i cuochi industriali, che non studiano assieme ai cuochi
> da ristorante o trattoria.
>
> Convinciti, sei vivo grazie al consumismo ;-)
Dubito. Ed ho una certezza.
Saremo morti grazie al consumismo.