On 21/07/18 02:31, Sinuhe wrote:
>
> "Roberto Deboni DMIsr" <
ne...@analisienergie.it> ha scritto nel messaggio
> news:tpSdnZmNRtXaIszG...@giganews.com...
...snip...
>> Tutta la questione mi sa che gira intorno alla vostra
>> definizione di "seconda casa". Se due appartamenti si
>> trovano sullo stesso mappale, uno dei due e' "seconda
>> casa ?" Secondo ARERA, no. Ci sono famiglie allargate
>> (genitori e figli) che occupano una casa a tre piani,
>> ogni piano con ingresso indipendente, di proprieta'
>> dei genitori. Ci sono due "seconde case" ?
>
> La "seconda casa" è l'unità abitativa in cui non abita
> il proprietario.
Impreciso.
> Anche se se ne ha una sola, anzi una parte (come nel mio caso)
> viene considerata per me "seconda" in quanto abitata da mio
> fratello.
Primo di tutto, dal punto di vista fiscale, la seconda casa
deve essere "a disposizione". Se e' data in locazione ad
un inquilino o in comodato al fratello, non e' piu'
"seconda casa", fiscalmente parlando. Ma e' in locazione o
in comodato. Punto.
> Nel caso dell'esempio della famiglia allargata su tre piani,
> se gli appartamenti sono accatastati come unità abitative
> indipenenti, sono "seconde case",
Ed invece no.
> mentre se è una casa a tre piani o quattro o cinque, ma
> è accatastata come unica unità, ovviamente no.
Io scrivero' di cose che non so (in barba al seminario
di un funzionario dell'ARERA ..., che e' stata di una
noia allucinante, tutta di definizioni di sottigliezze,
vedi il contenuto della discussione nel gruppo
it.discussioni.energia sugli SDC, per intuire il livello
di follia burocratica, sostanzialmente "incomprensibile")
ma lei da dove tira fuori questi "secondo me" ?
Se vuole chieda nel gruppo it.discussioni.commercialisti
che cosa e' una "seconda casa" fiscalmente parlando.
Resto poi da vedere se la definizione fiscale ha
attinenza con quella ARERA, che peraltro si limita a
stabilire che "in generale" (cioe' *non* sempre) per
ogni UIU si ha una UC, ovvero in apparenza segue la
sua logica. Ma poi distingue il caso del proprietario
unico come caso in cui si ha una sola UC.
Ma la vera questione e' che e' irrilevante, perche'
la tariffazione degli oneri non agevola affatto chi ha
un contatore unico.
Insomma, in questa discussioni la maggior parte ha
ragionato generalizzando (peraltro mi sembra, senza fare
alcuna verifica dalla fonte qui:
<
https://www.arera.it/it/dati/condec.htm>
quando in realta' la generalizzazione non e' possibile.
Cio' che ARERA ha deliberato e' che se c'e' elusione
delle tariffe di trasporto e degli oneri di sistema
(notare: senza alcun menzione della accisa), si dovra'
rimborsarla alle casse corrispondenti, con una penale
del 30%. Ma il punto e' che tale elusione non e' affatto
automatica come tutti credono. Infatti non e' possibile
"generalizzare". Occorre distinguere i vari casi:
a) secondo appartamento (che non e' seconda casa, perche'
non piu' a disposizione) in comodato al fratello che
ci ha messo la residenza --> ebbene in quel caso il
fratello ha diritto ad un contratto agevolato domestico
per cliente residente
b) secondo appartamento in locazione a degli studenti che
non vogliono spostare la residenza ---> in quel caso, la
scelta e' tra la tariffa non residente oppure quella
non domestica
c) secondo appartamento a disposizione, ovvero vera seconda
casa, ma qui ARERA dimostra piu' buonsenso di tutti voi,
perche' non obbliga l'allacciamento (se la casa non e'
utilizzata, ad esempio ?). Se invece il secondo
appartamento e' pienamente utilizzato dall'unico
proprietario come estensione dell'altro appartamento,
allora per ARERA si considera una singola UC, e nuovamente
non c'e' elusione
Altri casi ?
Inoltre, oggi ARERA ha imposto ai distributori di fornire
potenze da 0,5 kW, di 0,5 kW in 0,5 kW ovvero, se uno ha
bisogno solo di dare un po' di corrente per le luci e
forse un televisore, ma le "lavatrici" e forni elettrici
le tiene nell'appartamento "padronale", dove sta scritto
che dovrebbe fare un secondo allacciamento da 3 kW ?
Nella zucca degli stolti ? Il calcolo per la ipotesi di
elusione, dovrebbe quindi essere fatta, in quel caso,
su un allacciamento secondo di solo 0,5 kW, il che
taglia significativamente gli oneri fissi di trasporto.
Insomma, la tesi dubbiosa portata avanti dall'OP pecca
di vaga generalizzazione e piu' una indagine di
principio, a cui la risposta e' una sola: non esiste
alcun divieto ad allacciare piu' appartamenti di
propria proprieta' ad un unico contatore, fatti salvo il
recentissimo divieto di elusione delle tariffe di
trasporto e gli oneri di sistema, elusione che pero'
deve essere dimostrata dal distributore secondo un
ragionamento artimetico logico.
Ripeto: la reale casistica che ARERA voleva affrontare,
era, ad esempio, quella di un attivita' industriale
esonerata dagli oneri di sistema, e che forniva anche
elettricita' al titolare e suoi dipendenti, sfruttando
questa agevolazione di zero oneri di sistema anche
per i consumi domestici o peggio di una attivita'
commerciale, separata da quella industriale.
Ma per quanto riguarda i privati, l'elusione se c'e' (ed
e' tutta da dimostrare), sarebbe di cifre ridicole, il cui
ammontare di una penale del 30% sarebbe altrettanto ridicola.
L'unico vero vantaggio di allacciare piu' immobili ad un
solo contatore, e se gli altri immobili hanno un utilizzo
sporadico o stagionale, per cui i costi di stacco e riattacco
della fornitora (mi pare 27 euro ogni volta) diventano una
seccatura. Ma questo costo di 27 euro evitato non e'
una elusione fiscale.
Insomma, qui sembra che ci siano svariati sudditi piu'
zelanti del Re ...