On Wed, 08 Feb 2012 03:50:00 -0800, Alcinoo wrote:
> On 6 Feb, 17:31, Roberto Deboni DMIsr <
n...@analisienergie.it> wrote:
>
>> Nel condannare severamente il comportamento di Anders Behring Breivik,
>> c'e' da osservare pero' che ha individuato il vero problema di molta
>> Europa:
>
> Il vero problema in che senso?
Il problema della disoccupazione a 2 cifre.
Il problema del crumiraggio istituzionalizato con l'immigrazione
di "servi" pagati a livelli di salario che un "cittadino"
non accettava (ma oggi accetterebbe, ed anche allora, se
i posti di lavoro "facili" scomparivano).
Il problema che per la fretta concitata di avere questa
manodopera a basso costo, non e' stato fatto nulla di
concreto per l'integrazione, forse fidando troppo nel fatto
che, una volta che non servivano piu', una opportuna
ondata di razzismo fomentato ad arte gli convinca della
non piu' "convenienza" a restare.
Il problema che la soluzione fornita dall'immigrazione
era solo un sollievo temporaneo, un breve rinvio (bhe',
proprio breve no, diciamo ... una decade) un rimandare
il problema alla generazione successiva. Ma in piu'
con l'aggravante di un enorme problema sociale
(come sempre quando nella storia significativi numeri
demografici si spostano in un altro paese, con
cultura diversa, e nel caso dell'Italia, profondamente
diversa quanto il cattolicesimo puo' andare a patti
con l'Islam).
> Risolto il problema immigrati tutto il resto funziona?
Non esiste il "problema immigrati", nel senso che lei
mi pare implicare. Quello e' quello che si vuole fare
credere per la fase successiva: esplusione degli
immigrati.
Diciamo che le cose potrebbero funzionare come sarebbero
funzionate se la riforma delle pensioni fosse stata fatta
dieci anni prima di quando fatto.
Si ricorda, vero, che la scusa principale per l'immigrazione
era: "avere tanti nuovi contribuenti pensionistici" ... ?
Proviamo invece lo scenario di una nazione "diligente".
L'anticipazione della riforma pensionistica avrebbe
calmierato il mercato del lavoro, invogliando coloro
che pretendevano tanto (piu' che altro "tanto subito")
a moderare un pelo le richieste, e d'altra parte
avrebbe costretto i "datori" di lavoro ad alzare un
pelo le loro "micragne" offerte, trovando un punto
di incontro piu' alto di quello concesso agli
immigrati, ma moderato rispetto ai desideri dei
"disoccupati" del tempo.
Da allora ad oggi, i posti di lavoro "congelati transitoriamente"
dalla riforma pensionistica si sarebbero man mano liberati,
per l'avvenuto, finalmente, pensionamento dei titolari,
e chi occupava i posti di lavoro che invece sono stati
concessi (non "presi", ma "concessi", "assegnati" ... chiaro ?)
agli extra-comunitari, potrebbe ambire a quei posti di lavoro
piu' "gradevoli", nel contempo liberando quei posti di
lavoro, ancora oggi, occupati dagli extra-comunitari
e che oggi, invece, fanno gola anche alla disoccupazione
giovanile italiana (se accettano precariato e
co.co.co.
cosa puo' esserci di peggio ?).
Quindi, si', direi che le cose potrebbero funzionare
meglio, anche molto meglio, ma solo se in partenza si
fosse evitato di creare un "problema immigrati".