Quarantaquattro collisioni negli ultimi 50 anni
1957 - Il 3 febbraio, a Punta Pezzo una nave rimasta sconosciuta si
scontra con i rimorchiatori Fulgor e Calabria. Il 9 aprile, al largo
di Catona, l'aliscafo Freccia del Sole entra in collisione con la
motobarca Silvana.
1958 - Il 16 settembre, davanti a Punta Secca, l'aliscafo Freccia del
Sole si scontra con una motobarca da pesca. Tre giorni dopo, nello
Stretto, una nave sconosciuta sperona la motobarca S. Bernardo.
1961 - Il 21 luglio, nello Stretto, la corvetta Sentinella si scontra
con il motopesca Oreste. Il 29 luglio, a Torre Cavallo, collisione tra
il motoscafo Corsaro Nero, andato a picco, e una nave sconosciuta.
1962 - Il 25 aprile, nella rada di Paradiso, si scontrano la
motocisterna S. Catollo e il piroscafo Matteo. Il 25 giugno, al
traverso di Villa, collisione tra la nave traghetto Messina e la
motonave Hrvatska.
1965 - Il 30 gennaio, nello Stretto, collisione tra il rimorchiatore
Torre Grande e una nave sconosciuta. Il 19 luglio, al traverso di Capo
Peloro, collisione tra le motonavi Prestisimone e Pobieda.
1968 - Cinque collisioni nello Stretto: il 24 maggio tra le
turbocisterne Georgis e Esso Torino; il 16 agosto tra la motopesca
Lupa di Roma e la Betta; il 16 settembre tra la motonave Hemus e la
motocisterna Salbo.
1969 - Due collisioni al traverso di Reggio: il 7 maggio, tra la nave
traghetto Filomena Matacena e la motonave Giovanna Calì; il 2 agosto
tra l'aliscafo Freccia del Sole e la nave traghetto Top Secret.
1970 - Collisione, il 31 luglio, a Punta Secca, tra l'aliscafo Freccia
del Sole e la motobarca Rosina.
1971 - Il 28 gennaio davanti a San Licandro la vedetta V 1149 entra in
collisione con la motobarca 1437 di Messina. L'1 novembre, nello
Stretto, scontro tra la nave traghetto Villa e il sommergibile Hard
Head.
1972 - Il 12 ottobre, al traverso di Reggio Calabria, collisione tra
la motonave Federica Emma e il motopesca Gabbiano; il 10 novembre,
davanti a Punta Pezzo, collisione tra la petroliera rumena Ploiesti e
la motonave italiana Corona Australe. La petroliera cola a picco: 3 i
morti, 11 i feriti. Il 10 dicembre, ancora davanti a Punta Pezzo,
collisione tra la nave Ilice e la petroliera Sabine dalla quale
fuoriesce petrolio.
1973 - L'1 maggio, a Capo Peloro, collisione tra il piroscafo Janine e
la nave Etas. Il 26 giugno, davanti a Reggio Calabria, collisione tra
le petroliere Gennaro Ievoli e Donatella Ievoli.
1975 - Il 30 agosto, al largo di Scilla, collisione tra una nave
rimasta sconosciuta e lo yacht Misty. Il 9 settembre, a Punta
Calamizzi, collisione tra una barca da diporto e la motobarca Teresa.
1976 - Il 9 ottobre, al largo di S. Raineri, collisione tra le
cisterne Pisolo e Brezza.
1977 - L'11 gennaio, nello Stretto, la nave Oceanus sperona la
portaerei Usa, Roosevelt. Il 6 ottobre, un miglio a sud di Reggio
Calabria, il mercantile austriaco Ville d'Orient sperona la portaerei
Usa, Saratoga.
1978 - Il 18 marzo, nello Stretto, collisione tra le motonavi Chesmire
Faith e Acrux. Il 5 settembre, nello Stretto, scontro tra la
petroliera Trade Fortitude e la nave Mar Cantabrico. Il 24 dicembre,
al traverso di Capo Peloro, collisione tra il mercantile cipriota
Omonia e la petroliera britannica Almak. L'Omonia, con un carico a
bordo di 1600 tonnellate di ferro, va a picco: 6 morti.
1979 - Il 22 febbraio, al traverso di Capo Peloro, collisione tra le
navi Falcone e Samos. Il 21 dicembre, tra Capo Peloro e Punta Pezzo,
collisione tra le motonavi Tigre e Brick XII.
1980 - Il 19 gennaio, davanti a Punta Pezzo, scontro tra le motonavi
Maria Speranza e la tedesca Bavaria.
1982 - Il 12 luglio, al largo di Torre Faro, si verifica la collisione
tra le navi Joel e 1574: un morto.
1983 - Il 17 giugno, davanti a Punta Pezzo, collisione tra i
mercantili Holsten Seilor e Palanga.
1984 - Il 26 dicembre, nello Stretto, collisioni tra le navi traghetto
S. Francesco e Ulisse.
1985 - All'alba del 21 marzo, nel mare davanti a Punta Pezzo, la
terribile collisione tra la petroliera greca Patmos e la nave
mercantile spagnola Castillo de Monte Aragon: 3 morti tra i componenti
dell'equipaggio ellenico. La Patmos riversa in mare 1.000 tonnellate
di greggio. L'incidente porta alla formulazione di una normativa più
severa, il Decreto Carta, per regolamentare il transito nello Stretto
di Messina attraverso una divisione delle acque tra Scilla e Cariddi
in vere e proprie corsie, con relativi diritti di precedenza.
1986 - Il 23 giugno, nel porto di Messina, collisione tra le navi
Eugenio Costa e Arabella.
1988 - Il 9 luglio, nello Stretto, un grave incidente che richiama
molto quello di ieri. Un miglio a sud di San Raineri, collisione tra
la motonave Fs, Edra, con 139 passeggeri a bordo, e la portacontainer
panamense Languedoc: 14 i feriti.
1993 - All'alba del 4 luglio, nello Stretto, collisione tra il
traghetto delle Ferrovie, Mongibello e la nave cisterna Maran: danni
alle navi, nessun ferito.
1996 - Il 27 ottobre, nello Stretto, scontro tra le navi Ilaria D. e
Costanza. Anche in questo caso danni alle navi, ma non ci sono feriti.
1999 - Il 6 settembre, nelle acque del Terreno a 2 miglia da Capo
Peloro, collisione tra la motocisterna Monte Chiaro, carica di
gasolio, e il rimorchiatore Vincenzo Onorato. Per fortuna le stive
della motocisterna, al cui interno ci sono 23.132 tonnellate di
gasolio, resistono all'impatto: sfiorato il disastro ambientale.
2001 - Il 17 maggio, a una decina di metri dalle banchine della rada
S. Francesco, scontro a bassa velocità tra due navi Tourist-Caronte:
il traghetto Giano in uscita, dopo aver caricato i camion, urta il
Vestfold che sta per attraccare: illesi i passeggeri
Fonte: Gazzetta del Sud di del 16 gennaio 2007
[CUT]
Incidenti sul ponte invece non possono succedere?
--
fulmo
> Incidenti sul ponte invece non possono succedere?
Senza contare quelli durante la sua costruzione.
Per esserci un confronto vero bisognerebbe conteggiare
solo gli incidenti verificatesi fra chi si spostava
fra le due sponde dello stretto.
Non andrebbero considerati gli incidenti fra natanti
che transitavano nello stretto (ad esempio il sommergibile).
Quindi l'altisonante titolo sarebbe ridotto nei numeri di almeno il 50%.
Poi, invece di costruire il ponte che causerebbe (purtroppo)
dei morti sia nella fase di cantiere che nell'utilizzo
giornaliero, morti che potrebbero superare nel numero
quelle degli incidenti marini;
si dovrebbero investire denari in apparecchiature tecniche
e presidi ed assistenza alla navigazione all'interno
dello stretto.
In questo modo si risparmierebbero fiumi di danari
che invece di finire buttati nel pericoloso ponte
potrebbero essere investiti ad es. nella sanità del sud italia
e che quindi servirebbero a salvare vite sia nella
navigazione nello stretto che nella normale vita delle
regioni sicilia e calabria.
A me sembra una migliore soluzione di quella del ponte.
In più si creerebbero posti di lavoro....
ciao
GMG
Senza contare ancora che, anche con il ponte costruito, mercantili,
petroliere, ecc.. continuerebbero a transitare nello stretto.
Ciao.
> Quindi l'altisonante titolo sarebbe ridotto nei numeri di almeno il
> 50%.
Ma sarebbe, pur sempre, incredibilmente alto
> Poi, invece di costruire il ponte che causerebbe (purtroppo)
> dei morti sia nella fase di cantiere che nell'utilizzo
> giornaliero, morti che potrebbero superare nel numero
> quelle degli incidenti marini;
Ma non mettiamo il carro avanti ai buoi. Anche nella semplice
costruzione di un palazzo il rischio sussisterebbe comunque
> si dovrebbero investire denari in apparecchiature tecniche
> e presidi ed assistenza alla navigazione all'interno
> dello stretto.
E quali? Non me ne viene a mente alcuno. Forse dei semafori in mezzo
al mare? :) Ma forse uno mi verrebbe a mente: *obbligare* le
imbarcazioni che transitano o peggio attraversano lo stretto, anche
quelle più piccole, che sono le più percicolose ed anarchiche, a
servirsi del servizio di pilotaggio. Ma ciò sarebbe, oltre che
incredibilmente dispendioso anche penoso per per i lunghissimi ritardi
che si avrebbero e per gli ingorghi causati dai mezzi in attesa del
pilota.
> In questo modo si risparmierebbero fiumi di danari
> che invece di finire buttati nel pericoloso ponte
> potrebbero essere investiti ad es. nella sanità del sud italia
> e che quindi servirebbero a salvare vite sia nella
> navigazione nello stretto che nella normale vita delle
> regioni sicilia e calabria.
Si potrebbe affidare la realizzazione dell'opera a ditte private che
riscuoterebbero per i prossimi 10.000 anni la riscossione del
pedaggio.
> A me sembra una migliore soluzione di quella del ponte.
> In più si creerebbero posti di lavoro....
Ma i posti di lavoro si creerebbero anche con la realizzazione del
ponte
> ciao
>
> GMG
Ciao
Quindi, cosa caspita c'entra che il ministro voglia o non voglia il ponte?
Stai solo facendo bassa propaganda politica?
--
fulmo
> Si potrebbe affidare la realizzazione dell'opera a ditte private che
> riscuoterebbero per i prossimi 10.000 anni la riscossione del
> pedaggio.
Certo, come con l'Eurotunnel. Peccato che in poco piu' di una decina
d'anni d'operazione la soceta' di gestione sia gia' fallita. Due volte.
Nessuna politica, tanto meno bassa. Io abito a Reggio Calabria e so io
quello che passo ogni qualvolta devo attraversare il ponte, specie nei
week ends e nei giorni festivi. Ore ed ore di coda. Gente che sviene,
si piscia addosso, arde dalla sete. Nessuna politica, quindi. E' dal
1800 che si parla di ponte, e solo ora ci si pone cosě tanti problemi.
Mi sfugge il nesso.
lsd
specie nei week ends e nei giorni festivi. Ore ed ore di coda. Gente
che sviene,
> si piscia addosso, arde dalla sete. Nessuna politica, quindi. E' dal
> 1800 che si parla di ponte, e solo ora ci si pone così tanti problemi
ma se via vai di traghetti frequenti anche per auto come ingrecia, che
sembrano autobus talmente partono e arrivano, con imbarchi e sbarchi
rapidissimi,non sarebbe meglio?
> Se l'opera fosse già realizzata, il disastro si sarebbe comunque
> verificato o le probabilità che ciò avvenisse fossero di gran lunga
> ridotte? Il ministro Bianchi si sarà posta la mia stessa riflessione?
Se il disastro fosse accaduto non perche' qualcuno ha violato le norme di
navigazione, ma solo per il fatto che esistono delle navi che circolano, la
tua riflessione avrebbe un senso. Altrimenti si tratta di uno spreco di
energie cerebrali pari a quello di chi imputa alla velocita' gli incidenti
stradali riflettendo sul fatto che se le auto fossero ferme, non
accadrebbero incidenti.
lsd
> Anche il ministro Bianchi ha aperto un'inchiesta sul disastro sulla
> Stretto di ieri. Si, proprio lui che si oppone energicamente alla
> costruzione del ponte.
> Quarantaquattro collisioni negli ultimi 50 anni
Cioč meno di un incidente all'anno? Molti dei quali senza neppure feriti?
Bene, considera che si tratta di una media di incidenti per km MOLTO, ma
MOLTO piů bassa di quanto si avrebbe su una qualsiasi strada... ponte
sullo stretto compreso.
ERGO: costruire il ponte significherebbe aumentare sensibilmente il numero
di incidenti sullo stesso tragitto.
--
Saluti NuovoMedioevo
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Non esiste uomo il cui tempo sia tanto prezioso, da non potersi
fermare un attimo a raddrizzare un chiodo ancora buono.
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questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> > Quindi l'altisonante titolo sarebbe ridotto nei numeri di almeno il
> > 50%.
> Ma sarebbe, pur sempre, incredibilmente alto
ALTO?!?!?!
Meno di un incidente all'anno, sul budello più trafficato del mediterraneo
dopo Suez?!?!
Altro che alto, direi che è miracolosamente basso!!!!!!!
> Ma non mettiamo il carro avanti ai buoi. Anche nella semplice
> costruzione di un palazzo il rischio sussisterebbe comunque
Esistono moltissimi palazzi per i quali non è morto nessuno.
Viceversa non esiste praticamente viadotto in italia che non abbia qualche
lapide che ricorda un po' di operai che ci hanno lasciato le penne...
> > si dovrebbero investire denari in apparecchiature tecniche
> > e presidi ed assistenza alla navigazione all'interno
> > dello stretto.
> E quali? Non me ne viene a mente alcuno. Forse dei semafori in mezzo
> al mare? :)
No, basterebbe un sistema di radar di ultima generazione, ed alcune
motovedette che vadano ad inchiappettare seduta stante i natanti
indisciplinati.
> > A me sembra una migliore soluzione di quella del ponte.
Anche agli inglesi l'idea del tunnel sembrava buona...
Il risultato è che il traffico marittimo non è calato sensibilmente, e che
la società che gestisce il tunnel è già fallita tre volte (e tre volte
risanata da Pantalone...)
> Ma i posti di lavoro si creerebbero anche con la realizzazione del
> ponte
Solo fino a che dura il cantiere. E per lo più sarebbero posti di lavoro
"di importazione"...
>Saro ha scritto:
>> > A me sembra una migliore soluzione di quella del ponte.
>
>Anche agli inglesi l'idea del tunnel sembrava buona...
>Il risultato è che il traffico marittimo non è calato sensibilmente,
io sarei il primo a NON prendere, per andare in U.K., un treno via
tunnel... per non vedere nulla ;-)
"lavoro"... si`... "nero".
>lsd wrote:
>> "Saro" <trovato...@tele2.it> ha scritto nel messaggio
>> news:vw2rh.72$JL5...@nntpserver.swip.net...
>>> Anche il ministro Bianchi ha aperto un'inchiesta sul disastro sulla
>>> Stretto di ieri. Si, proprio lui che si oppone energicamente alla
>>> costruzione del ponte.
>>
>> Mi sfugge il nesso.
Se l'opera
>fosse già realizzata, il disastro si sarebbe comunque verificato
*questo* incidente in mare, non so, ma altri incidenti, in mare E sul
ponte, sicuramente.
Specialmente se soffri di claustofobia :)
Caro amico, puoi addurre tutte le ragioni di questo mondo per
avvalorare la tua avversità al ponte me, se non vivi in Calabria o in
Sicilia difficilmente potrai avere validi elementi per poter sostenere
la tua tesi.
>>> si dovrebbero investire denari in apparecchiature tecniche
>>> e presidi ed assistenza alla navigazione all'interno
>>> dello stretto.
>> E quali? Non me ne viene a mente alcuno. Forse dei semafori in
>> mezzo
>> al mare? :)
> No, basterebbe un sistema di radar di ultima generazione, ed alcune
> motovedette che vadano ad inchiappettare seduta stante i natanti
> indisciplinati.
La Capitaneria di Porto è ben dotata di radar dell'ultima generazione,
ma cosa può fare, se non constatare l'avvenuta collisione? Come si fa
a fermare un aliscafo che naviga ad oltre 40 miglia l'ora? La
pericolosità discende non dalle navi che transitano, bensì da quelle
che attraversano lo stretto e ti assicuro che sono tantissime.
>>> A me sembra una migliore soluzione di quella del ponte.
> Anche agli inglesi l'idea del tunnel sembrava buona...
> Il risultato è che il traffico marittimo non è calato sensibilmente,
non ne sarei proprio sicuro
>> Ma i posti di lavoro si creerebbero anche con la realizzazione del
>> ponte
> Solo fino a che dura il cantiere. E per lo più sarebbero posti di
> lavoro "di importazione"...
Non ti bastano circa 10 anni? E i contratti di lavoro co.co.co. e
co.co.pro. che durata hanno? Esistono ormai in Italia i contratti di
lavoro a tempo inderminato? Penso proprio di no.
Ciao Saro
Questa č piuttosto la nostra piaga che mai riusciremo a sanare
Non lapsus ma magnum lapsus :)
per curiosità, che pedaggio pagano le navi transitano per lo stretto?
e chi incassa?
Non e' mica il canale di Suez! Non pagano pedaggio!
--
fulmo
Non è certo che siano state violate le norme sulla navigazione, che
sono del tutto simili a quelle del codice stradale, cioè dare la
precedenza a quelle che provengono da destra. Per tale ragione le navi
hanno, fra l'altro, due fanali rosso a sinistra e verde a destra,
perchè di notte ci si possa rendere conto della loro provenienza.
Ricordo una vecchia filastrocca ai tempi in cui ero capitano di lungo
corso:
«Risponda al rosso il rosso, al verde il verde, avanti pur, la nave
non si perde.
Se sulla rotta rosso e verde appare, mano al timone, a dritta tieni il
mare. Se il verde mostri mentre il rosso vedi, accosta sulla dritta e
il passo cedi. Se alla sinistra il verde tu rilevi dritto alla via,
che' manovrar non devi. Non incrociar la rotta ad un veliero se dubbio
v'ha d'abbordo anco leggiero. Se raggiungi in tua rotta nave in mare
sei tu che per passar dei manovrare. Se v'e' neve, foschia, o nebbia
folta sii cauto e lento ed i segnali ascolta. Quando a pruavia alcun
segnal tu avverta ferma, poi avanza adagio stando all'erta. Tu dagli
eventi prenderai consiglio pronto e sicuro in subito periglio. E
ricorda che all'uomo dice Iddio, aiutati che allor ti aiuto anch'io»
Ciao Saro
Non credo ci sia un pedaggio da pagare, ma cmq devono mettersi in
contatto, tramite vhf, canale 16, con la Capitaneria
Non capisco in base a quali calcoli arrivi ad una simile
determinazione. In ogni caso gli incidenti navali, che chiamerei
*disastri* non sono minimamente paragonabili a quelli stradali, ne
convieni? Sarebbe come paragonare un sisma del 6° grado con un
tamponamento fra due auto :)
Ciao