On Thu, 18 Sep 2014 10:03:08 +0200, Paolo C. wrote:
> Il 12/09/14 23:03, Erasmo da Rotterdam ha scritto:
>>
http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2014-09-12/pc-senza-software-
>> la-sentenza-l-aduc-pronta-valanga-ricorsi-caso-174359.shtml?
>> uuid=AB7VlAtB
>>
>> L''acquisto di un un computer da parte di un privato non comporta anche
>> l'obbligo di utilizzo del software preinstallato. Non solo, il
>> consumatore ha il diritto di ottenere il rimborso per la sola parte del
>> prezzo relativa alla «licenza d'uso» del programma informatico non
>> negoziato con il venditore.
>> Con la sentenza 19161/14, depositata ieri, la Terza civile della
>> Cassazione interviene sulle politiche commerciali di vendita abbinata
>> hardware/software, affermando la libertà dell'acquirente di installare
>> i programmi senza essere vincolato – né gravato di costi indebiti
>> – dal produttore della macchina.
>>
>> Sotto coi ricorsi!
>
> Io invece DISSENTO.
>
> Esistono i portatili con FREEDOS (un sistema operativo farlocco
(divagazione: non e' affatto farlocco, semplicemente ha funzioni e logiche
diverse dall'imperversante Windows)
Nota: se possibile evitiamo di dilungarci sulle divagazioni: eventualmente
date due risposte separate, cosi' da una parte seguiamo la divagazione
e dall'altro l'argomento che mi sta a cuore qui: Windows e il mercato.
> da
> sostituire, in pratica un portatile senza sistema operativo, con quel
> freedos giusto per vedere che funziona;
Ma la situazione di mercato come e' ? Quale scelta ha di modelli se
pone come opzione "no-Microsoft" ? Non e' che deve accontenarsi di
prodotto di fascia bassa, come se chi non vuole Windows fosse
automaticamente un mentecatto ? Vede la questione e' diversa, non e'
questione se uno vuole o non vuole pagare la licenza Windows (ovviamente
chi ha soldi non si pone in alcun modo problemi a spendere un centinaio
di Euro o giu' di li' per niente, se visto meramente da un punto di
vista economico).
> esistono i pc fissi ASSEMBLATI,
Non piu'. Ha provato a guardarsi in giro ? Quelli senza Windows hanno
l'aspetto classico del compatto (tutti i dispositivi su un unica scheda)
e di "assemblato" c'e' ben poco, ma sono prodotti di massa (quindi la
scheda e' pure proprietaria con tutti i problemi poi a trovare i
programmi di supporto).
Quello che intendo, ma come e' il mercato di fatto ?
> insomma se uno non vuole la licenza windows per usare il pc con
> W̶i̶n̶d̶o̶w̶s̶ ̶c̶r̶a̶c̶k̶a̶t̶o̶
Lei in sostanza ha fatto sua la tesi di Microsoft: un PC senza Windows
non puo' funzionare, percio' al 99,99% i PC venduti senza Windows
vengono poi utilizzati con una copia pirata di Windows quindi e' giusto
forzare il pagamento su tutti della licenza windows (peraltro la logica
e' poi stata copiata dalla SIAE quando ha stabilito la tassa sui supporti
ottici, CD e DVD, con riferimento ai diritti d'autore).
E questo e' il punto fondamentale. A differenza della SIAE, che almeno
e' un ente di funzione collettiva, Microsoft e' una azienda privata (anzi
e' pure straniera) e quindi una eventuale logica di imporre una tassa
impropria strisciante non sta in piedi (almeno la RAI e' in parte pubblica).
> Linux può già farlo.
Qui pero' si contraddisce.
(divagazione: peraltro oggi dubito che, a meno di operare "ad isola", cioe'
senza connessione alla rete, possano girare ancora copie pirata delle
versioni piu' recenti di Windows)
> Il costruttore o
> venditore è libero di vendere due prodotti in bundle Sarà poi il mercato
> a punire, se necessario, le scelte sbagliate di produttori e venditori.
Il problema e' che in sostanza questo mercato non esiste. Non esiste cioe',
come invece era anni fa, l'opzione di scegliere la componente elettronica
(il PC "fisico") che piu' ci aggrada e poi sopra aggiungere una licenza
Windows.
Mettiamola cosi': la questione di base e' che i "bundle" (come lei li
cita) NON SONO FATTI DAI COMMERCIANTI !!! I commercianti ricevono la
merce GIA' IN BUNDLE !!! Ovvero, se un commerciante volesse offrire
il modello di punta di notebook o PC fisso, SENZA windows, anzi senza
qualsiasi SO a bordo, potrebbe farlo solo:
a) assorbendo in proprio il valore della licenza
b) andando a cancellare (con impegno di tempo e rischio di fare guasti)
il preinstallato dal disco fisso
Ovvero, oggi siamo all'assurdo che il problema del rivenditore non e'
piu' quello di pagare un tecnico per installare il SO, quale che sia,
ma di pagare un tecnico per "pulire" un PC da ogni traccia di windows.
(divagazione: sorvoliamo poi sui metodi con cui Microsoft ha in sostanza
forzata il 99% dei produttori ad scegliere una tale politica "preventiva"
anche se oggi mi pare che questo "fronte" (un cartello ?) si stia
cominciando a sfaldare, con HP in testa (ma ASUS mi pare ancora succube)
> La fiat punto viene venduta con autoradio di serie.
Complimenti, questo e' un paragone calzante (anche se non tecnicamente,
ma ha centrato il problema dal punto di vista giuridico)!
> Avrebbe senso che la
> cassazione imponesse il rimborso del prezzo dell'autoradio ai clienti
> che non la vogliono?
Ovviamente, no.
Ma giriamo la domanda: "avrebbe senso che il 99% dei modelli di fascia
bassa venga imposta con autoradio di serie" ?
Anzi, devo fare un aggiunta al suo calzante paragone: l'autoradio imposto
e' di una sola marca.
Vediamo il paragone: i modelli di fascia media e superiore mi pare (mi si
corregga) che vengano forniti al 100% con auto di serie. Perche' chi
spende tanti soldi non ha problemi a:
1) non usarlo
2) farlo smontare, buttarlo via, e farci installare il meglio del
mercato (meglio secondo il suo punto di vista)
Ecco come potremo dipingere per l'italiano "non tecnico" la situazione
del mercato dei PC e portatili classici (no tablet e smartphone).
E' come se il 99% delle autovetture di fascia bassa ed il 100% delle
autovetture di fascia media e superiore venissero vendute con a bordo
l'autoradio di marca Majestic (*) , (divagazione: che grazie a questo diventa
l'azienda numero uno del settore, ed entra nell'elenco delle aziende
con piu' alto fatturato del mondo). Majestic esemplifica proprio
la qualita' Windows in rapporto al resto del mercato (ma negli ultimi
anni, Windows e' migliorato rispetto a Win95).
(*) per chi non la conosce e' una marca di prodotti "medi"(ocri):
http://www.trovaprezzi.it/prezzo_autoradio_majestic_autoradio.aspx
Il paragone dell'autoradio e' calzante perche' installare un S.O. non
e' di facile accesso al pari della non facilita' di installazione
dell'autoradio. Optando una statistica alla carlona, quanti persone sono
capaci di installare un autoradio (sia per la parte elettrica, individuare
il punto di presa per l'alimentazione, sia per la parte meccanica, ovvero
posizionamento e fissaggio del supporto, foratura carrozzeria per
l'antenna, etc.) ? Direi non molte, forse la meta', ma se poi aggiungiamo
come requisito: "la voglia di sporcarsi le mani" direi che potremo
affermare che la maggioranza schiacciante degli acquirenti di
automobili non andrebbe mai ad installare da se una autoradio.
> Secondo me no, se la vuoi la compri come la offre
> il produttore, altrimenti punisci il produttore e compri un altra marca.
Non posso farlo. Voglio quel modello di fascia alta: ma c'e' solo con
windows imposto. Mi oriento su qualsiasi altri modello di fascia medio
alta. Tutti con Windows imposto. Chiedo al rivenditore e mi replica:
non faccia io i "bundle", cosi' mi arrivano e non c'e' produttore che
mi fornisca, per le mie piccole quantita', una versione "cruda".
Ma arrivo oltre: un rivenditore mi dice, calcolando il risparmio sulla
licenza Windows, se i produttori mi vendessero il PC "crudo", potrei
tranquillamente pagarmi uno di quei ragazzini geniali per farmi
installare l'ultima versione di una qualche buona distribuzione Linux.
Non posso farlo perche', non solo i produttori non mi forniscono
il PC "crudo", ma il rappresentante Microsoft (supponiamo non sia il
negozietto, ma una catena con un certo mercato) mi ha chiaramente fatto
capire che se metto a scaffale notebook e PC di buona ottima fascia
con una ottima installazione Linux, mi taglia fuori da una scontistica
riservata ai produttori che di fatto si rendano di fatto franchising
in esclusiva di Microsoft. E la differenza di questi sconti e' tale
(una licenza passa da 100 Euro a 35 Euro) da tagliarmi la possibilita'
di competere con chi soggiace a questa pratica Microsoft.
Quello che in sostanza la sentenza ha cercato di fare e' buonviso a
cattivo gioco, ovvero, di fronte ad una situazione di fatto di una
TOTALE DISTORSIONE delle regole del libero mercato (come puo' un
consumatore "scegliere" l'SO nell'attuale scenario informatico ?) ha
forzato la mano ai rivenditori (come l'ha fatto il divieto, ma questo
legislativo, di vendere lampadine ad incandescenza) obbligandoli a
loro volta a riconsiderare il rapporto (ed il pizzo pagato) con
Microsoft.
> Se l'Upim mi vende un completo giacca, camicia, pantaloni e cravatta a
> 200 euro, posso obbligarli a farmi vendere il completo senza cravatta
> decurtando il prezzo della cravatta? Ha senso tutto cio'?
Si, se UPIM e tutte le altre catene maggiori (ovvero quelli con i prezzi
migliori sul mercato) mi offrono solo camicia abbinata con una cravatta
di una sola marca ed oltre tutto neanche tanto bella.
Tutte le obbiezioni basate sul libero mercato hanno ragione su un
aspetto solo: la sentenza e' un metodo improprio per rimediare.
Ma e' un metodo che puo' funzionare, in attesa che le autorita' che
controllano il mercato si decidano a muoversi, rompendo il cartello
evidente "imposto" da Microsoft sul 99% dei produttori (e quindi in
cascata, sul 99% dei rivenditori).