...
> calcola che ne esistano oltre 2000 varietà, che botanici e frutticoltori
> suddividono in tre categorie principali: quelle dei susini europei
> (ovvero quelli che danno le prugne vere e proprie),
Se sono le "prugne vere e proprie" perche' non chiamarle "prugne" ?
> i susini americani
> (di scarso interesse frutticolo, ma apprezzabili per l'aspetto estetico
> al momento della fioritura) e dei susini sino-giapponesi.
Quindi la storia della citta' di Susa e' andata persa ?
Che sia internet a fare nascere "nuove" storie ?
Ho una vasta biblioteca ed ogni tanto in famiglia mi dicono di disfarmene
(mancanza di spazio) perche' oggi con internet non serve piu' a nulla.
Ma con il cavolo che la do' via. Almeno i libri di prima del 2000 sono
un punto fermo (e coerenti con quelli ante-guerra). Ma oggi si sta
verificando una diffusa manipolazione generalizzata della informazione,
con internet che deforma rapidamente la lingua (la chiamano "evoluzione
accelerata) e poi questi cambiamenti vengono trasporti anche sulla
stampa scritta (ovviamente senza indicare bibliografia seria, come invece
si faceva una volta).
> Ma quale
> differenza c'è fra susina e prugna? I susini europei hanno foglie ovali,
> piuttosto spesse e di color verde scuro, e fioriscono precocemente, a
> fine marzo o inizio aprile, dopo il pesco:
"Fioriscono precocemente" e "dopo il pesco" e' una contraddizione in termini.
Questo e' un esempio di mancanza di proprieta' del linguaggio.
Il pesco fiorisce precocemente, non il prugno.
> i frutti sono in genere ovali
> e autofertili (non richiedono l'impollinazione incrociata), con la polpa
> che si stacca bene dal nocciolo;
Corrisponde appunto alla descrizione della prugna: tagliano il frutto
circolarmente con un coltello affilato, si apre e resta il nocciolo pulito.
Con la susina invece la polpa resta attaccata al nocciolo (occorre
"succhiare" il nocciolo se volete spolparlo).
> i frutti sono adatti sia al consumo
> fresco che all'essiccazione. I susini sino-giapponesi hanno invece
> foglie lanceolate di colore verde chiaro e piuttosto sottili; la
> fioritura è anticipata sia rispetto al pesco sia rispetto ai susini
> europei (che precede di 12-16 giorni),
Qui avrebbe potuto metterci "fioritura precoce" ... mah!
> sbocciamo in genere in marzo, e i
> fiori sono autosterili (richiedono l'impollinazione incrociata): i
> frutti hanno forma tondeggiante, la polpa non si stacca dal nocciolo ed
> è morbida e succosa; sono adatti solo per il consumo fresco."
Perfetto, fin qui, note a parte, ci siamo, abbiamo individuato che
si sta parlando di frutti sostanzialmente diversi, parentele botaniche o
meno che ci siano. Qualcuno ha fatto un esempio di varieta' di mele.
No signore, qui si tratta della differenza tra mele e pere, ove le
"pere" se volete potete gustarle con il formaggio, ma le mele non mi
pare si abbinano altrettanto bene.
> e
>
> "Settembre, le susine sono più belle e buone che mai. Di un viola
> brillante e dolci e succose, mangiarle è un vero piacere. E le prugne?
> Idem. Semplicemente perché sono la stessa cosa.
Non e' possibile!
Ha fatto una chiara elencazione di determinanti elementi diversi:
a) un frutto si puo' snocciolare e l'altro no
b) un frutto si presta alla conservazione e l'altro no
c) una pianta fiorisce prima ed una dopo le pesche
affermare che "sono la stessa cosa" e' semplicemente ILLOGICO.
Ma a quanto pare, dal 2000, la logica pare essere un optional.
> Ma allora perché le
> chiamiamo in due modi diversi?
Perche' sono DIVERSI!!! E perdiana!
> La spiegazione è, ovviamente storica, e a darne una spiegazione
> dettagliata è lo storico Massimo Montanari:
>
> Perché le pesche si chiamano pesche, e le albicocche albicocche, e
> invece le prugne si chiamano anche susine? Due nomi diversi per
> indicare la stessa cosa.
Perche' i commercianti hanno imbrogliato il popolino e questo pare
essere cronico di questa peninsola (gia' dal medioevo).
> Nel linguaggio comune, le susine hanno una forma leggermente allungata
> rispetto alle prugne; le prugne provengono in effetti da due ceppi
> diversi: uno è quello euro-asiatico mentre l'altro è quello
> cino-giapponese.
Questa mi pare un novita'. Ora abbiamo un ceppo euro-asiatico ?
Bellissimo! Piu' confusione di cosi'.
> In realtà, come spiega il prof. Montanari, il nome
> "susina" si trova già nel Medioevo, affiancato al nome "prugna". Susina
> deriva da Susa, città della Persia dalla quale provengono diverse specie
> di prugne.
I latini chiamavano "prugne" le "prugne". Ho l'impressione che questo
storico non ha fatto un adeguato sforzo di andare indietro fino alle
origini (se cio' che gli viene attribuito corrisponde).
> Col passare dei secoli, furono scritti numerosi trattati sugli effetti
> benefici delle prugne/susine e ben presto si scoprì che, essiccate,
> "muovevano il corpo", ovvero avevano quell'effetto lassativo che ancora
> oggi conosciamo e apprezziamo. Fu così che nelle diverse lingue si
> cominciò a fare differenza tra il nome prugna e prugna secca: in inglese
> "plum" è il frutto fresco mentre "prune" è il frutto essiccato;
A pagina 696 di "The encyclopedia of fruit & nuts" CABI.
ISBN 0-85199-638-8
si legge che:
"Due to popular perception (in the U.S.) of prunes being used only for
relief of constipation, and being the subject of related joking, many
of today's distributors have stopped using the word "prune" on packaging
labels. Their preference is to state "dried plums"."
In altre parole una volta gli inglesi scrivevano "dried prunes" e quindi
cio' che racconta il sig.Tommasi e' incorretto. Forse dovrebbe leggere
dagli anglosassoni e non inventarsi deduzioni che quadrino con le sue
tesi:
http://web.archive.org/web/20071014213752/http://failuremag.com/arch_business_dried_plums.html
"For the prune industry it was obvious entering the 21st century that the
current youth-driven climate represented a threat to its growth prospects.
After all, a fruit best known for promoting regularity among senior
citizens simply wasn’t in step with the times. During the past two years,
the prune has been undergoing a full-scale makeover, emerging with a new
image and a new name—the dried plum."
Ora mi e' chiaro come mai il problema mi e' apparso evidente solo negli
ultimi anni. E' in corso una vera e propria campagna commerciale ed i
ragazzini (che probabilmente sono la maggior parte dei miei
interlocutori) stanno creandosi una nuova realta' (peraltro con problemi
se dovessero provare a farsi la marmellata in casa).
In Italia poi questa pratica ha trovato terreno fertile in una situazione
gia' pregressa (in questa arte di vendita, pare che la peninsola mantenga
il primato) e nonostante che fino al 2000 le rivendite trovassero comodo,
per evitare confusione ai clienti, distinguere tra prugne e susine, anche
se poi i clienti piu' faciloni ci sorvolassero sopra, con questa nuova
campagna commerciale, sono crollate le ultime barriere.
Questa discussione si sta trasformando in una interessante discussione
sociologica di un gigantesco esperimento in corso.
> in
> francese "prune" è il frutto fresco e "pruneaux" il frutto essiccato."
La cosa interessante e' che i francesi dicono che prune deriva dal
latino. Il sig.Tommasi, come riportato, ha ignorato la radice latina,
fermandosi al medioevo. In quanto a "pruneau" e'
evidente che mantiene la radice del frutto fresco. Ovvero pruneau e'
la contrazione tra il termine "prune" e la lavorazione subita.
Trovo interessante pero' alcuni spunti, che potrebbero chiarirmi le
idee sulle origini.
Prunus domestica subsp. italica
Prunus domestica subsp. insititia
Prunus domestica subsp. syriaca
L'italica e' la susina verde che a questo punto mi rendo conto che i
latini chiamavano come prugna.
La insititia e' invece la "vera" prugna (quella ovale che si fa secca)
La syriaca invece la susina "vera" perche' arriva dalla antica Persia
(citta' di Susa).
D'accordo, pare che storicamente in Italia c'era motivo per fare confusione,
ma sono cresciuto in Italia dagli anni '60 al 2000 in cui mi e' sempre
stato insegnato (dal fruttivendolo, principalmente, tradizioni regionali
permettendo) che c'e' la "prugna" e che c'e' la "susina".
Dal 2000 invece questa distinzione nei punti
vendita e' stata "cestinata" e la confusione accettata da un consumatore
che mi pare un po' troppo superficialotto.
Gli anglosassoni invece hanno introdotto storicamente la distinzione tra
"prune" e "plume", per poi cestinarla solo di recente per ragioni
commerciali come nell'articolo citato (che peraltro non si trova piu'
nella rete ed e' stato salvato solo dalla "memoria" di internet).
I francesi invece non hanno introdotto il termine susina, ma definiscono
tutte la varieta' come "prune", distinguendole come sottospecie.