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La mia versione del terremoto in Emilia

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Erasmo da Rotterdam

unread,
Jun 2, 2012, 1:43:08 PM6/2/12
to
Non sono un geologo, ma ho studiato comunque la materia in passato.

Secondo me è accaduto questo:

- alcuni capannoni sono crollati perché non erano anti-sismici, non lo
erano affatto,
intendo. Si sono aperti come castelli di carte alla prima scossa o, nei
casi più sfortunati,
dopo quelle successive.

- Altri capannoni e qualche casa sono venuti giù per il cedimento del
terreno (spaccature,
liquefazione), anche quelli anti-sismici. La falda acquifera ha scavato il
suolo,
svuotandolo del terreno più solido.

- Altre costruzioni anti-sismiche hanno avuto comunque gravi danni poiché
sono state
costruire all'interno degli antichi alvei dei fiumi: la ghiaia di riporto
può amplificare un
terremoto medio-debole e renderlo distruttivo, tramite una specie di
'effetto frusta'. Solo
dei manufatti in legno potrebbero resistere in tali condizioni.

- Per i centri storici il consolidamento delle strutture è più complicato
e le spese sono
più elevate. Pochi se la sentono (o possono) investire nella sicurezza.
Fatalismo puro.

In generale, essendo stata classificata come zona a bassa sismicità, pochi
hanno deciso di
spendere un euro in più di quanto la legge li avesse obbligati, sentendosi
al sicuro per il
tipo di zona su cui andavano ad appoggiare i loro manufatti.

Abbiamo imparato una cosa: melius abundare quam deficere, e anche, meglio
indagare su quale
suolo si stanno gettando le fondamenta. Ma non è sempre facile, specie per
chi s'incolla un
mutuo a vita per una bifamiliare vicino al centro commerciale, senza
sapere come e dove
siano state realizzate quelle case 'di nuova costruzione'.

L'Italia è così, non solo per i terremoti. Si preferisce spendere meno
prima, sperando che
la frittata non tocchi a noi. Peccato che l'Italia è tutta sismica, anche
la Sardegna.
Qualche anno fa c'è stato un terremoto a Olbia. Lieve, con epicentro a
qualche miglio in
mezzo al mare. Ma la terra trema pure lì, sicuramente molto di rado e
debolmente. Almeno
nello stivale, però, occorrerebbe maggiore attenzione.

Leggetevi questo, può illuminare.
http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoti_in_Italia

Notate che, nonostante le distruzioni ripetute in Irpinia e Calabria,
hanno continuato a
costruire male.

A chi toccherà prossimamente?
Io scommetto sulla Calabria, Friuli-Slovenia e vedo male, anche se molto
meno, Roma.


--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Rosbif

unread,
Jun 3, 2012, 3:50:34 AM6/3/12
to
Il 02/06/2012 19.43, Erasmo da Rotterdam ha scritto:

> L'Italia è così, non solo per i terremoti. Si preferisce spendere meno
> prima, sperando che

Secondo me invece si sottovalutano i costi economici e sociali di una
iperregolamentazione, iperregolamentazione inopportuna nella quale nei
momenti di crisi inserisco anche l'antisisticità spinta.

Nessuno se lo chiede mai: quanto costa in termini di aziende mai nate,
di posti di lavoro mai creati, di investimenti mai fatti, di acquisti
mai sostenuti, di famiglie mai sfamate, di figli in più mai fatti, avere
1000 leggi, 1000 lacci, 1000 lacciuoli?

Certo i morti fanno sempre impressione come fa sempre più rumore un
albero che cade piuttosto che una foresta che cresce.

Ma secondo me ci vuole anche l'intelligenza per ammettere che norme
antisismiche più spinte potrebbero significare meno imprese, meno posti
di lavoro, meno economia, meno stipendi, meno famiglie, meno figli.

Io ho aperto imprese e so cosa vuol dire. Dover rispettare leggi su
leggi, spesso eccessive ed inopportune (es. la privacy in tema di
trattamenti di dati sensibili che necessitava di server specifici,
gestione di password e dipendenti, documenti in cassaforte ecc.) sono
tutti colpi sotto la cintura. Con troppi colpi l'impresa non nasce
nemmeno, oppure muore prematuramente.

Bisogna mettersi in testa che più leggi significa meno economia. Bisogna
trovare un punto di equilibrio sapendo che tutti vogliamo sicurezza e
tutele ma anche che più sicurezza e tutele significa anche meno economia
e meno bocche sfamate.

Negli anni 50 chi aveva un pezzetto di terra e aveva braccia forti si
costruiva una casa quasi da sé. Io questa la considero una ricchezza
enorme ed ormai inarrivabile. Oggi legalmente è assolutamente e
totalmente vietato.

Oggi un appartamento nuovo in condominio in una grande città del Nord
costa almeno 250.000 euro, i ragazzi sono disoccupati o co.co.pro. e a
fare figli non ci possono pensare neanche lontanamente.

Io preferisco che le case si possano costruire da sé con meno vincoli di
leggi. Anche se vuol dire che qualcuna crollerà, tutte le altre
resisteranno e alla fine avremo avuto più investimenti, più famiglie,
più figli, più felicità.

Gello Ramello

unread,
Jun 3, 2012, 4:13:46 AM6/3/12
to
Rosbif scriveva il 03/06/2012 :

> Io preferisco che le case si possano costruire da sé con meno vincoli di
> leggi. Anche se vuol dire che qualcuna crollerà, tutte le altre resisteranno
> e alla fine avremo avuto più investimenti, più famiglie, più figli, più
> felicità.

Ho appena finito di ristrutturare casa. E' una casa singola con
cortile. Anche se avessi voluto spendere di più per rifarla anti
sismica (cioè buttare giù i muri e ricostruirli), non avrei potuto
perchè i vincoli di distanza dal vicinato avrebbero permesso la
costruzione del solo corridoio :-(
La poca lungimiranza è a tutti i livelli dell'amministrazione pubblica.

--
Argomentare contro le centrali nucleari citando Chernobyl è come
argomentare contro gli aerei citando l'Hindenburg.


fm

unread,
Jun 3, 2012, 5:35:49 AM6/3/12
to

">
> Io ho aperto imprese e so cosa vuol dire. Dover rispettare leggi su leggi,
> spesso eccessive ed inopportune (es. la privacy in tema di trattamenti di
> dati sensibili che necessitava di server specifici, gestione di password e
> dipendenti, documenti in cassaforte ecc.) sono tutti colpi sotto la
> cintura. Con troppi colpi l'impresa non nasce nemmeno, oppure muore
> prematuramente.
>
quoto.

Faro' l'esempio delle tintorie in provincia di Prato....

Circa 10 anni fa, nuove e piu' restrittive norme europee (di ispirazione
tedesca)
imposero l'uso di nuovi coloranti ( non-cancerogeni, etc etc).
Le tintorie, quasi tutte piccole imprese, furono costrette a grosse spese,
per adeguare gli impianti, formare il personale ed acquistare materie
prime piu' costose.
Risultato: oggi di quelle imprese ne e' sopravvisuto circa un 15%
(ovviamente
non solo per questo motivo)
La maggior parte dei tessuti arriva in Italia dalla Cina, gia' colorato...
e laggiu', ovviamente, delle norme europee se ne impipano tranquillamente.

Tanto per fare un esempio : in un campione di tessuto verde, destinato
ad uso ospedaliero, fu trovato un valore di anilina (sostanza cancerogena)
pari a circa 200 volte il valore ammesso dalle nostre leggi.

Quindi ... le nuove norme a che son servite?

Qualcuno potrebbe rispondere :
Non a migliorare l'ambiente,
non ad ottenere prodotti piu' qualitativi per i consumatori,
ma a stroncare le imprese esistenti per far lavorare altri.

Se metti un numero sufficiente di bastoni fra le ruote,
qaulunque carro si ferma.


ciao
fm


Lizuz

unread,
Jun 3, 2012, 5:41:11 AM6/3/12
to
> Io ho aperto imprese e so cosa vuol dire. Dover rispettare leggi su leggi, spesso eccessive ed
> inopportune (es. la privacy in tema di trattamenti di dati sensibili che necessitava di server
> specifici, gestione di password e dipendenti, documenti in cassaforte ecc.) sono tutti colpi sotto
> la cintura. Con troppi colpi l'impresa non nasce nemmeno, oppure muore prematuramente.
>


Ciň che affermi č 'tremendamente' vero.
La iper-regolazione a cui siamo giunti ha il solo effetto di aver creato tanti (inutili) posti di
lavoro.
Oggi abbiamo milioni di persone che lavorano per il soddisfacimento di norme astruse e ridondanti.
Nessun beneficio reale per la gente e per l'economia.
Cambiare dall'oggi al domani un sistema creato in decenni di incosciente sperpero č impresa titanica
e forse irrealizzabile.


fm

unread,
Jun 3, 2012, 5:54:24 AM6/3/12
to

"Lizuz" <li...@lizuz.zz> ha scritto nel messaggio
news:jqfbfp$mj0$1...@speranza.aioe.org...
>> Io ho aperto imprese e so cosa vuol dire. Dover rispettare leggi su
>> leggi, spesso eccessive ed inopportune (es. la privacy in tema di
>> trattamenti di dati sensibili che necessitava di server specifici,
>> gestione di password e dipendenti, documenti in cassaforte ecc.) sono
>> tutti colpi sotto la cintura. Con troppi colpi l'impresa non nasce
>> nemmeno, oppure muore prematuramente.
>>
>
>
> Ciò che affermi è 'tremendamente' vero.
> La iper-regolazione a cui siamo giunti ha il solo effetto di aver creato
> tanti (inutili) posti di lavoro.

si ma per poco tempo....perche' fra breve non sara' piu'
possibile mantenere tutti questi posti di lavoro inutili.


> Oggi abbiamo milioni di persone che lavorano per il soddisfacimento di
> norme astruse e ridondanti.
> Nessun beneficio reale per la gente e per l'economia.

Dall'introduzione dell'euro ad oggi ... l'industria manifatturiera tedesca e
le relative esportazioni
hanno continuato a crescere e a crescere ...
non sara' anche perche' si son tolta parecchia concorrenza europea che
abilmente hanno saputo mettere in crisi?

> Cambiare dall'oggi al domani un sistema creato in decenni di incosciente
> sperpero è impresa titanica e forse irrealizzabile.
potrebbe pero' esserci un evento di rottura.
La rivoluzione americana, tanto per fare il solito esempio, inizio' da una
rivolta fiscale ...

ciao
fm


doppio.massimo

unread,
Jun 3, 2012, 6:30:45 AM6/3/12
to
Il Sun, 03 Jun 2012 11:35:49 +0200, fm ha scritto:

> Risultato: oggi di quelle imprese ne e' sopravvisuto circa un 15%
> (ovviamente non solo per questo motivo)
> La maggior parte dei tessuti arriva in Italia dalla Cina, gia'
> colorato... e laggiu', ovviamente, delle norme europee se ne impipano
> tranquillamente.

pensavo che la maggior parte dei tessuti in Italia arrivassero dal
distretto di Prato, lavorato da tintorie semiclandestine cinesi.

Troppe norme asfissiano, ma averle e non farle rispettare e' da coglioni

Erasmo da Rotterdam

unread,
Jun 3, 2012, 8:50:30 AM6/3/12
to
Rosbif ha scritto:

> Il 02/06/2012 19.43, Erasmo da Rotterdam ha scritto:

> > L'Italia è così, non solo per i terremoti. Si preferisce spendere meno
> > prima, sperando che

> Secondo me invece si sottovalutano i costi economici e sociali di una
> iperregolamentazione, iperregolamentazione inopportuna nella quale nei
> momenti di crisi inserisco anche l'antisisticità spinta.

Senza la quale ti cade il tetto il testa.

> Nessuno se lo chiede mai: quanto costa in termini di aziende mai nate,
> di posti di lavoro mai creati, di investimenti mai fatti, di acquisti
> mai sostenuti, di famiglie mai sfamate, di figli in più mai fatti, avere
> 1000 leggi, 1000 lacci, 1000 lacciuoli?

Il discorso è troppo generico.
Un conto sono i 'lacciuoli', altro è la sicurezza, che sicuramente creano
maggiori posti di lavoro.

> Certo i morti fanno sempre impressione come fa sempre più rumore un
> albero che cade piuttosto che una foresta che cresce.

> Ma secondo me ci vuole anche l'intelligenza per ammettere che norme
> antisismiche più spinte potrebbero significare meno imprese, meno posti
> di lavoro, meno economia, meno stipendi, meno famiglie, meno figli.

Io la vedo esattamente al contrario.
E poi la vita, anche di pochi, persa sotto le macerie, non mi sembra
paragonabile a un posto di lavoro 'perso', ammesso che sia così.

> Io ho aperto imprese e so cosa vuol dire. Dover rispettare leggi su
> leggi, spesso eccessive ed inopportune (es. la privacy in tema di
> trattamenti di dati sensibili che necessitava di server specifici,
> gestione di password e dipendenti, documenti in cassaforte ecc.) sono
> tutti colpi sotto la cintura. Con troppi colpi l'impresa non nasce
> nemmeno, oppure muore prematuramente.

Qui siamo fuori tema.

> Bisogna mettersi in testa che più leggi significa meno economia. Bisogna
> trovare un punto di equilibrio sapendo che tutti vogliamo sicurezza e
> tutele ma anche che più sicurezza e tutele significa anche meno economia
> e meno bocche sfamate.

> Negli anni 50 chi aveva un pezzetto di terra e aveva braccia forti si
> costruiva una casa quasi da sé. Io questa la considero una ricchezza
> enorme ed ormai inarrivabile. Oggi legalmente è assolutamente e
> totalmente vietato.

Probabilmente quelle sono ancora in piedi, nessuno sano di mente risparmia
sul cemento per casa propria.
Ricordo un muratore abruzzese che aveva la casa intatta proprio per questo
motivo.

> Oggi un appartamento nuovo in condominio in una grande città del Nord
> costa almeno 250.000 euro, i ragazzi sono disoccupati o co.co.pro. e a
> fare figli non ci possono pensare neanche lontanamente.

> Io preferisco che le case si possano costruire da sé con meno vincoli di
> leggi. Anche se vuol dire che qualcuna crollerà, tutte le altre
> resisteranno e alla fine avremo avuto più investimenti, più famiglie,
> più figli, più felicità.

A me va bene se mi assicuri che crolli la tua e non la mia.

Erasmo da Rotterdam

unread,
Jun 4, 2012, 6:07:45 AM6/4/12
to
Gello Ramello ha scritto:

> Rosbif scriveva il 03/06/2012 :

> > Io preferisco che le case si possano costruire da sé con meno vincoli di
> > leggi. Anche se vuol dire che qualcuna crollerà, tutte le altre
resisteranno
> > e alla fine avremo avuto più investimenti, più famiglie, più figli, più
> > felicità.

> Ho appena finito di ristrutturare casa. E' una casa singola con
> cortile. Anche se avessi voluto spendere di più per rifarla anti
> sismica (cioè buttare giù i muri e ricostruirli), non avrei potuto

Non bastava una legatura dei solai o qualche accorgimento del genere?
Magari si crepa tutta, ma non dovrebbe caderti il solaio in testa.

Dipende in che zona abiti.


> perchè i vincoli di distanza dal vicinato avrebbero permesso la
> costruzione del solo corridoio :-(
> La poca lungimiranza è a tutti i livelli dell'amministrazione pubblica.



--

Gello Ramello

unread,
Jun 5, 2012, 2:44:15 AM6/5/12
to
Il 04/06/2012, Erasmo da Rotterdam ha detto :
>
> Non bastava una legatura dei solai o qualche accorgimento del genere?
> Magari si crepa tutta, ma non dovrebbe caderti il solaio in testa.

Sᅵ certo, perᅵ era una operazione costo/beneficio non accettabile.
Avrei preferito un intervento piᅵ radicale e usare cemento e poroton (o
qualcosa di analogo) al posto di mattoni in terracotta. Avrei avuto
anche un risparmio energetico.
>
> Dipende in che zona abiti.
>
Romagna...

--
Scrivo su Usenet da quando il Mar Morto era solo indisposto.


Erasmo da Rotterdam

unread,
Jun 5, 2012, 8:28:57 AM6/5/12
to
Gello Ramello ha scritto:

> Il 04/06/2012, Erasmo da Rotterdam ha detto :
> >
> > Non bastava una legatura dei solai o qualche accorgimento del genere?
> > Magari si crepa tutta, ma non dovrebbe caderti il solaio in testa.

> S� certo, per� era una operazione costo/beneficio non accettabile.
> Avrei preferito un intervento pi� radicale e usare cemento e poroton (o
> qualcosa di analogo) al posto di mattoni in terracotta. Avrei avuto
> anche un risparmio energetico.
> >
> > Dipende in che zona abiti.
> >
> Romagna...

Sei in una zona sismica, con epicentri molto vicini: Montefeltro,
Sarsina-Barbotto-Mercato Saraceno, Veneto e Sansepolcro-Pieve di Santo
Stefano. Inoltre sei proprio in mezzo alle faglie Euro-asiatica/Africana.

La parte sul mare dovrebbe essere leggermente pi� tranquilla, l'entroterra
molto meno.

Erasmo da Rotterdam

unread,
Jun 5, 2012, 8:33:49 AM6/5/12
to
Gello Ramello ha scritto:

> Il 04/06/2012, Erasmo da Rotterdam ha detto :
> >
> > Non bastava una legatura dei solai o qualche accorgimento del genere?
> > Magari si crepa tutta, ma non dovrebbe caderti il solaio in testa.

> Sě certo, perň era una operazione costo/beneficio non accettabile.
> Avrei preferito un intervento piů radicale e usare cemento e poroton (o
> qualcosa di analogo) al posto di mattoni in terracotta. Avrei avuto
> anche un risparmio energetico.
> >
> > Dipende in che zona abiti.
> >
> Romagna...

Sei in una zona sismica, con epicentri molto vicini: Montefeltro,
Sarsina-Barbotto-Mercato Saraceno, Veneto e Sansepolcro-Pieve di Santo
Stefano. Inoltre sei proprio in mezzo alle faglie Euro-asiatica/Africana.

La parte sul mare dovrebbe essere leggermente piů tranquilla, l'entroterra
molto meno.
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