Chiedi un modulo di reclamo, lo compili come da istruzioni e lo consegni
ad un ufficio postale diverso. Se tentano di dire che quello non � il
modulo corretto, digli che si sbagliano (tentano di non prendere
reclami...).
http://www.poste.it/azienda/posterisponde/letteradireclamo.html
Il reclamo lo puoi fare anche sul sito, purtroppo io, dopo svariati reclami,
mi sono reso conto che non serve assolutamente a nulla.
> vorrei inoltrare un reclamo scritto alle poste. Qualcuno conosce
> qualche informazione di come procedere ?
Io ho fatto un reclamo su modulo fornito da loro.
Hanno cercato di farmi desistere ma non ci sono riusciti: prima non
trovavano una biro da darmi, poi l'hanno trovata ma rossa, poi una volta
compilato il modulo si sono "accorti" che il rosso non era un colore
"accettato".
Ovviamente, come tutti gli altri, il risultato del reclamo � stato 0.
Quindi la cosa migliore da fare � mandare sonoramente A FANCULO le poste
italiane e usufruirne il meno possibile, pregando che presto falliscano
o chiudano.
A chi ti propone il bollettino postale chiedi sempre di pagare in altro
modo.
Contanti.
Bonifico bancario, ci sono conti con spese nulle o contenute in cui
risparmierai sempre rispetto alle commissioni postali sui bollettini.
Rid bancario.
Bancomat.
Carta di credito.
Se ti interessa io ho Webank, conto online di Banca Popolare di Milano.
Buon tasso attivo (rispetto alla concorrenza e per quanto permettano i
tassi internazionali bassissimi a causa della crisi) e spese nulle o basse.
Per i bonifici 50 centesimi.
I rid di utenze domestiche gratis.
Bancomat gratis.
Carta di credito gratis (anche i bolli statali!).
Non hai pi� nessuna scusa per continuare ad andare in posta.
> mi reco a pagare una bolletta e mi
> trovo alle prese con un'impiegata lenta, svogliata e molto maleducata
Tempo fa andai in un ufficio postale, dietro gli sportelli non c'era
nessuno. Al mio " c'� nessuno " � uscita fuori una impiegata con in mano
una tazzina di caff� ed un biscottino che mi ha detto : " ma che non si
pu� prendere neanche un caff� " ? . Un altra volta, era la fine del
mese, dopo lunga fil a, arrivato allo sportello me lo sono visto
chiudere in faccia e sono stato cacciato , insieme a tutti i presenti
nell'ufficio , perch� chiudevano alle 12 i servizi al pubblico per fare
i conti di fine mese !!!
--
Angelo
http://www.isetter.it
http://www.flickr.com/photos/angelo7r/
E' sorprendente come vengano trasposti ancora le attese di quando
esisteva l'"ente poste italiane".
Scriviamolo chiaro e tondo:
"UN RECLAMO ALLE POSTE ITALIANE S.p.A. (SOCIETA' per AZIONI) E' NULLA DI
DIVERSO DA UN RECLAMO FATTO A QUALSIASI ALTRA AZIENDA PRIVATA."
Percio', almeno per le grosse aziende, troveremo un'ufficio reclami, per
esempio le banche ne' hanno uno per ogni sede provinciale o regionale.
Le banche sono un'esempio calzante, perche' le Poste Italiane SpA sono
diventate principalmente una banca, con agli sportelli alcuni servizi
accessori, come il ritiro delle raccomandate e la consegna di pacchetti.
A tale proposito, mi pare di avere capito che il servizio postale vero e
proprio (quello della gestione dei postini e il flusso di missive e
pacchi da e verso e dagli sportelli di "*Banca* Poste Italiane SpA") e'
gestito da Poste Italiane Distribuzione SpA (o qualcosa del genere).
Questo servizio ha un suo direttore responsabile per zona. Cioe' il
direttore di ogni filiale "Banca Poste Italiane SpA" non c'entra nulla
con il servizio distribuzione. Infatti, per dei problemi con la
distribuzione ho dovuto fissare un'appuntamento con un diverso direttore
che in genere copre la gestione del servizio distribuzione (che si trova
sul retro di ogni "filiale banca") per piu' filiali.
Tornando all'argomento originale. Cosa si fa se un'impiegato di banca e'
svogliato, scompare sul retro, si beve un caffe', oppure vi fa aspettare
allo sportello una mezz'ora (e' il vostro turno) perche' gli hanno
passato al telefono il direttore amministrativo del principale
stabilimento industriale della provincia, casualmente cliente proprio
della vostra filiale ? [vita vissuta ...] ?
Si presenta un reclamo. Sperando.
Un vantaggio, trattandosi di aziende private, c'e'. Che non servono
stupidi moduli, burocratiche pratiche, servili approcci, etc.
Basta prendere un foglio bianco, e magari usare Word o OpenOffice (visto
che scrivete su questo NG immagino che avete un PC).
E riimparare a come si scrive una lettera. Infatti temo che con questa
tecnica commerciale dei numeri verdi, prima Telecomitalia e poi tutte le
aziende che l'hanno seguita [con grande gioia dell'inventore,
Telecomitalia], e poi l'uso costante delle email, chatting, etc. alla
fine avremo una generazione che non sa neanche come si scrive una
lettera :-)
Allora, mettete in alto a sinistra il vostro nome, con indirizzo
completo (potete anche chiamarlo, intestazione della lettera, che
infatti se prestampata con i vostri dati prende il nome di "lettera
intestata").
A destra, un po' piu' basso, scrivete l'indirizzo dell'ufficio reclami
(chiedete allo sportello quello competente per la vostra filiale).
Poi scrivete l'oggetto ed, eventualmente, il riferimento del Vs.
rapporto contrattuale, se c'e' [ad esempio, se la lamentela viene da
parte di un correntista, indicherete il vostro numero di conto corrente
e la filiale in cui e' acceso].
Poi, con poche parole chiare e semplici, descrivete SOLO i fatti,
trattenendo nella vostra bocca opinioni e specialmente, gli insulti (non
vorrete essere querelati).
Poi ci potete mettere la frase tipica di saluto. Io in genere scelgo tra
"Cortesi Saluti" se sono ben disposto, oppure "Distinti Saluti" se sono
furioso ... il tutto seguito dalla firma autografa.
Questa e' una lettera, una lettera di reclamo, se contiene un reclamo.
A questo punto avete varie vie di consegna. Qualche volta trovate
direttori intelligenti che accettano la consegna a mano. In questo caso,
fatto una fotocopia (o chiedete di farlo, ma dovete sperare nella buona
volonta') e chiedete a chi riceve l'originale (che deve essere almeno un
funzionario, non la donna delle pulizie) di controfirmare la fotocopia
sotto la frase "ricevuta di ricevimento" (o qualcosa di simile) con
timbro e data.
Oppure potete scegliere la spedizione raccomandata. Vale anche per le
poste che sono un'azienda privata come le altre.
Sperando di essere stato di aiuto, porgo :-)
Cordiali Saluti
--
Roberto Deboni
[Messaggio Usenet via Tiscali su text.giganews.com. Se leggete via Web
il sottoscritto informa che non conosce o partecipa al sito/forum Web.]
Fai il reclamo via Internet e chiedi che la risposta venga fornita via posta
ordinaria.
Fatto un paio di volte per problemi simili al tuo e sono stato sempre
ricontattato,
con appuntamento con il direttore e tante scuse.
Da quello che ho capito il numero dei reclami sono uno dei parametri della
valutazione che gli uffici postali
i loro direttori ed i loro impiegati ricevono per accedere a determinati
benefit....
Che tu ne usufruisca o no, per ogni invio effettuato con un operatore
privato (es. un corriere), Poste Italiane riceve un indennità, ovvero
un pagamento.
E' il sistema con il quale lo Stato, per espressa previsione della
direttiva comunitaria 97/67/CE, finanzia il servizio univerale (cioè
la posta tradizionale, estesa a tutto il pubblico e su tutto il
territorio).
E se poi non usufruisci neppure del corriere, in ogni caso lui avrà
pagato la licenza o l'autorizzazione, e quello è denaro che finisce
nel fondo di compensazione, sempre a finanziamento del servizio
universale prestato da Poste Italiane.
> Scriviamolo chiaro e tondo:
>
> "UN RECLAMO ALLE POSTE ITALIANE S.p.A. (SOCIETA' per AZIONI) E' NULLA DI
> DIVERSO DA UN RECLAMO FATTO A QUALSIASI ALTRA AZIENDA PRIVATA."
Rispondo qui perche' di tutte le informazioni, tutte utili per
carita', questa e' la piu' completa. Oltre il NG ho interpellato
conoscenti che hanno fatto un'analogo reclamo. Mi hanno spiegato che
via web spesso la richiesta e' caduta nel dimenticatoio, ma chi ha
individuato il direttore di filiale e gli ha indirizzato una lettera
di reclamo piu' o meno come descritta da Roberto Deboni e' stato
ricontatattato e ci sono stati sviluppi almeno apparenti.
Ho appena parlato con il direttore della mia filiale e seguiro'
questa via.
Grazie mille.
Paolo.
> Non hai pi� nessuna scusa per continuare ad andare in posta.
Infatti. Io forse pagher� un bollettino all'anno in posta.
Max max
>Che tu ne usufruisca o no, per ogni invio effettuato con un operatore
>privato (es. un corriere), Poste Italiane riceve un indennit�, ovvero
>un pagamento.
S� ma si stava discutendo del servizio conti correnti che � costoso, fonte
di perdite di tempo ed obsoleto.
Tra l'altro le poste ostacolano anche i bonifici sui conti correnti non
fornendo di default l'iban
Max max