all'ufficio postale di oggi, dopo 45 minuti di attesa, ho osato chiedere come
mai in 30 minuti avessero fatto solo 10 della categoria P (a quel punto avevo 12
numeri davanti e chi entrava in quel momento ne aveva 40-45)
Non l'avessi mai fatto. "ma lei mi accusa di lavorare piano?", "ma lei pensa di
fare più veloce di me?"....insomma, il cliente ha sempre torto.
meno male che c'erano un'altra ventina di incazzati che in coro gli hanno detto
che avevo ragione io (che tra l'altro mi ero rivolto in modo gentile all'impiegato).
A un certo punto gli ho detto: ma lei non dovrebbe avere la targhetta
identificativa? al che il dipendente stressato ha glissato...e poi ho lasciato
perdere anch'io, tanto era chiaro che non se ne ricavava nulla di buono.
Però mi è rimasto il dubbio. I dipendenti dell'ufficio postale che si
interfacciano al pubblico, hanno l'obbligo di identificarsi tramit targhetta
oppure no?
Grazie
Luca
cut
>
> Però mi è rimasto il dubbio. I dipendenti dell'ufficio postale che si
> interfacciano al pubblico, hanno l'obbligo di identificarsi tramit targhetta
> oppure no?
>
> Grazie
>
> Luca
Obbligo di legge: no, in quanto non sono più dipendenti pubblici.
Obbligo da norma contrattuale o circolare interna: si
ciao
non sono cosě convinto,
in merito c'č qualche implicazione con la privacy del lavoratore
Targhetta identificativa non significa che debba indicare anche nome e
cognome, data di nascita, misura delle scarpe, ecc. :)
ne abbiamo parlato sempre qui in altro contesto, quello dei
controllori bus.
in questo caso, cosi' come negli altri (like ferrovie, amministrazioni
pubbliche, uffici pubblici, ecc) hanno l'obblico di essere
identificabili.
e questo e' anche intuibile e banale, siccome svolgono un servizio in
cui ti chiedono i tuoi dati personali, li devi dare tu, devi poter
risalire a chi te li sta chiedendo nei casi in cui questo sia
necssario (reclamo, contestazione, ecc).
nella maggior parte dei casi espongono targhetta con nomi e cognomi.
Questo e' scorretto, gli basta rifiutare.
Invece devono contenere dati da cui tu, utente, pui risalire, in caso
di necessita' (e non lo faresti tu ma l'autorita' preposta ed
autorizzata), ai dati completi.
quindi niente di piu' semplice di foto e matricola su targhetta
aziendale, o cose simili.
figurati se la spunti con un dipendente delle poste!
hai idea dei sindacati da combattimento che hanno alle spalle?
Pensa che ci sono seimila esuberi ( le lettere sono diminuite del 95% in 10
anni grazie a internet) e loro continuano ad assumere gente , che poi sono
"costretti " a promuovere sportellisti perchč non c'č piů posta da
consegnare in italia.
> Non l'avessi mai fatto. "ma lei mi accusa di lavorare piano?", "ma lei
> pensa di fare più veloce di me?"....insomma, il cliente ha sempre torto.
Bastava che tu chiedessi un modulo per il reclamo postale e vedevi come
iniziava a lavorare velocemente...
eheheh vero !!
non ho mai capito come mai la frase: mi chiama il direttore? devo
chiedere il libro dei reclami .... e' magica :-)
eppure e' strano, alla fine tanto non succede un cazzo, nei casi
peggiori gli parte una sanzione di 3 euro (all'epoca ricordo in
ferrovia erano 500 lire, non nel 70, 10 anni fa).
Adesso tutti sanno la parola magica da pronunciare per aprire la
casaforte :-) era un segreto !!
:-)
> Pensa che ci sono seimila esuberi ( le lettere sono diminuite del 95% in
> 10 anni grazie a internet) e loro continuano ad assumere gente , che poi
> sono "costretti " a promuovere sportellisti perchè non c'è più posta da
> consegnare in italia.
La posta ci sarebbe e a quanto leggo qui il personale anche; però Poste
Italiane Spa ha in programma a breve di non recapitarla più di sabato,
riviste e giornali compresi. Non ho capito se intendono tenere anche gli
Uffici Postali chiusi.
Uno dei costanti ed inarrestabili miglioramenti qualitativi dei tempi
moderni.
> eppure e' strano, alla fine tanto non succede un cazzo,
Mica vero. Alla fine le poste rompono i colgioni al direttore il quale,
a sua volta, li rompe ai dipendenti stando loro col fiato sul collo,
incazzandosi per ogni piccola mancanza, rifiutando permessi..
dicono che per compensare il sabato chiuso , in settimana lavoreranno anche
un po' al pomeriggio.
Capito?
han sempre lavorato mezza giornata ! Hhahahaah!
si, ma non conoscendo il nome dell'addetto, cosa ci scrivevo?
la cosa l'ho notata proprio nel momento in cui questo era talmente arrogante che
avevo pensato di fare un reclamo.
Posso anche spingermi a pensare che lui facesse il suo lavoro seriamente e
l'ufficio postale fosse sottodimensionato, ma perchè non spiegarmi la cosa
educatamente, inveece di comportarsi come se la colpa fosse mia?
Luca
>
> Obbligo di legge: no, in quanto non sono più dipendenti pubblici.
> Obbligo da norma contrattuale o circolare interna: si
non è che per caso hai qualche riferimento?
Luca
>> Bastava che tu chiedessi un modulo per il reclamo postale e vedevi
>> come iniziava
>> a lavorare velocemente...
> si, ma non conoscendo il nome dell'addetto, cosa ci scrivevo?
Che non indossava il badge, cosa faceva e a che cassa. Lo rintracciavano
subito...
> Non l'avessi mai fatto. "ma lei mi accusa di lavorare piano?", "ma lei
> pensa di fare più veloce di me?"....insomma, il cliente ha sempre torto.
Manda un reclamo sul sito on line delle poste (riferito all'ufficio
postale). Così il direttore rischia di non raggiungere gli obiettivi e sarà
meno disattendo sulle magagne degli sportellisti.
Max max
Buona idea. Fatto:
---------------------------
Buongiorno, oggi alle 12 e 45 mi sono presentato all'ufficio postale di XXXXXXXX
per spedire dei documenti (numero P186. Numero P servito circa il 160). Dopo 45
minuti ero ancora li, dal momento che, nonostante la fila, solo uno sportello
serviva i clienti "P" e avevo ancora 11 numeri davanti a me. In quel momento, i
dipendenti decidono di cambiare configurazione e nessuno faceva più la "P".
Mentre altri rumoreggiavano, io mi sono permesso di chiedere (Le assicuro: con
tutta le gentilezza possibile) se sembrava giusto che servisse un'ora per
comprare dei francobolli. Non lo avessi mai fatto: ho assistito ad un esempio da
manuale di "il cliente ha sempre torto", con il dipendente che, in modo molto
arrogante diceva che io l0 accusavo di non fare abbastanza in fretta e che
potevo mettermi io al posto suo se volevo e altre amenità. Fortunatamente, il
pubblico presente ha preso la mia parte. Da parte mia, ho fatto notare
all'addetto che non aveva nessuna targetta o tesserino di identificazione (credo
che sia previsto dai vostri regolamenti interni). Su tale aspetto egli ha
glissato e si è allontanato dallo sportello. A quel punto, i colleghi hanno
aperto altri due sportelli "P" per smaltire la fila (dopo circa 7-8 minuti e
toccato a me).
Francamento, a mente fredda, ero deciso di lasciar perdere la cosa, ma dal
momento che nell'ufficio di XXXXXXXX fare un'ora e più di coda è la norma,
qualcosa occorre fare. Quale migliore occasione di questa dove, oltre a essere
vittime di un sistema che ovviamente non va, un dipendente delle poste si sente
in diritto di trattare i clienti con arroganza, aggressività e maleducazione?
Mi auguro vivamente che questo messaggio venga letto e abbia una qualche
conseguenza per i responsabili dell'ufficio che porti ad un miglioramento della
qualità del servizio agli utenti.
Saluti
-------------------------------------------
Luca
> dicono che per compensare il sabato chiuso , in settimana lavoreranno anche
> un po' al pomeriggio.
>
> Capito?
>
> han sempre lavorato mezza giornata ! Hhahahaah!
Non solo, i sindacati hanno accettato solo a patto che siano TUTTI
promossi di livello, dal 4 (portalettere) al 3 (sportellisti).
--
Rouge
no, se c'è solo il numero di matricola
"celtico (ex berta e barbara)" <celti...@gmail.com> ha scritto nel
messaggio
news:9c8dc281-46d9-41b1...@a11g2000vbn.googlegroups.com...
> On 15 Set, 15:12, luca <luca_rem...@alice.it> wrote:
>> Salve,
>>
>
> cut
>
>>
>> Perň mi č rimasto il dubbio. I dipendenti dell'ufficio postale che si
>> interfacciano al pubblico, hanno l'obbligo di identificarsi tramit
>> targhetta
>> oppure no?
>>
>> Grazie
>>
>> Luca
>
> Obbligo di legge: no, in quanto non sono piů dipendenti pubblici.
> Obbligo da norma contrattuale o circolare interna: si
Quando si lavora con il pubblico si deve avere sempre un identificativo,
pubblico o privato che sia.
Falso.
"Pinco Pallino" <tony2...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:5f2aabfc-dc2e-4663...@c16g2000vbp.googlegroups.com...
> quindi niente di piu' semplice di foto e matricola su targhetta
> aziendale, o cose simili.
Infatti in un'azienda privati avevano il badge con solo il numero di
matricola o codice identificativo composto da 8 caratteri alfanumerici che
nemmeno con la memoria di un elefante non si ricorderà mai.
Da un'altra parte mi pare le cassiere di un iper avevano la foto con solo il
nome di battesimo, in un'occasione ho avuto bisogno di rintracciare una
cassiera mi ricordavo il nome ma di cassiere con il nome Paola ne esistevano
5.
Alla luce di tutto questo che problema c'è mettere il nome e cognome ?
"Sparrow®" <nos...@invalid.tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:4c91de3c$0$18664$4faf...@reader3.news.tin.it...
Non dire solo falso, motivalo !!!!
Comunque se trovi questo: provvedimento generale dell’11 dicembre 2000,
garante privacy, non devi mettere obbligatoriamente il nome e cognome ma una
facile identificazione si, tipo la mansione svolta, o un codice
identificativo.
Che sia privato o pubblico.
> Buona idea. Fatto:
Bravo.
Io fui contattato telefonicamente dalle poste per conferma su quale
fosse l'ufficio postale oggetto di un mio reclamo, ti confermo quindi
che non è che finiscano nella pattumiera.
Perche' invece non motivi tu?
Aspetto di conoscere una norma che *imponga* la targhetta identificativa
al *privato* che lavori in contatto con il pubblico.
Per "norma" non intendo normative contrattuali od organizzative di
particolari aziende.
> Comunque se trovi questo: provvedimento generale dell'11 dicembre
> 2000, garante privacy, non devi mettere obbligatoriamente il nome e
> cognome ma una facile identificazione si, tipo la mansione svolta, o
> un codice identificativo.
> Che sia privato o pubblico.
Resta da scoprire dove si evinca in tale provvedimento che (cit.):
"Quando si lavora con il pubblico si deve avere sempre un
identificativo, pubblico o *privato* che sia".
Se tu fossi un fruttivendolo e fosse vera questa tua affermazione,
avresti l'obbligo di appuntarti la targhetta identificativa mentre vendi
le albicocche alla Sciura Maria.
no, nome + cognome e' un dato personale e completo.
quindi rientri in un discorso di violazione dei dati personali.
Invece nei rapporti col pubblico gli impegati, addetti ecc devono
essere "identificabili". Cioe' esibire dei dati, da cui tu NON PUOI
risalire ai loro dati personali effettivi. Ma in caso di necessita' (e
qui si puo' discutere sulla casistica della necessita', ma e' normata
anche questa) qualcuno lo puo' fare, ed e' autorizzato a farlo.
e c'e' un discorso di perimetro. All'interno di questo ci sono delle
regole.
Tu hai avuto "bisogno di rintracciare ...". Domanda: per quale motivo
necessitavi rintracciarla? In che perimetro eri? Se era una tua
conoscente .... il suo nome completo lo dovevi conoscere da te.
nel perimetro lavorativo supermercato, in qualita' di cliente? allora
segui la linea procedurale. Sei uno chiunque, lei e' una dipendente,
che svolge dei compiti, non un cognome. Ti serviva per un reclamo,
segnalazione altro? allora c'e' un responsabile cui ti puoi rivolgere
e a questo dai i dati che magari sono nome e numero di matricolam, da
questi il responsabile puo' risalire al cognome.
In Italia tutto questo lo hanno fatto diventare solo una mungitrice
che fa guadagnare anche bene a chi compila i certificati, tutta
assolutamente inutile. altrove invece e' servita come meccanismo per
fare qualita' ed efficienza.
anto era chiaro che non se ne ricavava nulla di buono.
>
>Perň mi č rimasto il dubbio. I dipendenti dell'ufficio postale che si
>interfacciano al pubblico, hanno l'obbligo di identificarsi tramit targhetta
>oppure no?
la legge delega riguarda i " dipendenti delle amministrazioni
pubbliche", v. ivi, art.7, comma 1, e, nello specifico, comma 2 p)
http://tinyurl.com/25equqn
Al posto del ddl sarebbe stato meglio indicare la legge che ne e'
scaturita (n. 15/2009) e il decreto attuativo (D. Lgs. n. 150/2009,
artt. 69, 1c, art. 73 e 74).
Cazzo, per ricordare 8 caratteri alfanumerici ci vuole la memoria di un
elefante!!! Ma chi sei un uomo di nehandertal? Se proprio hai problemi
usa il cellulare.
Bello. Però la prossima volta scrivilo in italiano corrente. Sembra la
descrizione di un bambino di quarta elementare.
>
> Bello. Però la prossima volta scrivilo in italiano corrente. Sembra la
> descrizione di un bambino di quarta elementare.
a mezzanotte mi è uscito quello. Tra l'altro il form sul sito di poste era di 4
linee con font piccolo.
Luca
bèh, allora, se vogliamo essere precisi: art.55-novies
del D.lgs. 165/01 - cosi`sappiamo subito che si tratta
di dipendenti delle PP.AA. :-)
http://tinyurl.com/37qglqr
(vai sul menu a sinistra)
> bčh,
Se vogliamo essere precisi (cit.): beh, o be' (meglio che bč); err. bé,
bhe, bhe', bhč.
> allora, se vogliamo essere precisi: art.55-novies
Se vogliamo essere precisi (cit.): art. 55-nonies.
> del D.lgs. 165/01
>ab...@freemail.it wrote:
>> "Sparrow®" scrisse:
>>> Al posto del ddl sarebbe stato meglio indicare la legge che ne e'
>>> scaturita (n. 15/2009) e il decreto attuativo (D. Lgs. n. 150/2009,
>>> artt. 69, 1c, art. 73 e 74).
>
>> bèh,
>
>Se vogliamo essere precisi (cit.): beh, o be' (meglio che bè); err. bé,
>bhe, bhe', bhè.
vedo che stai belando...
>> allora, se vogliamo essere precisi: art.55-novies
>
>(...) nonies.
ma ROTFL!
"Bundesbank" <bunde...@ecb.invalid> ha scritto nel messaggio
news:i6tteh$ve$6...@news.albasani.net...
F6TR8UCE
Prova dopo 5 minuti a ricordare l'esatta sequenza !!!!
"Pinco Pallino" <tony2...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:701629d1-1d85-4d2b...@m1g2000vbh.googlegroups.com...
Non so se hai letto, aveva un badge con una foto e il nome Paola, di Paola
ne esistevano 5 in quella mansione, è un nome abbastanza comune.
Non era per un reclamo, ma se lo fosse stato sarebbe stato difficile
risalire ad una "responsabile" se nessuna ammetteva la propria
responsabilità non potevi accusare tutte e la cosa sarebbe morta lì.
Ma a prescindere dalle leggi, casa ha da temere una persona che svolge il
suo lavoro con onestà ?
Come i call center che ti chiamano per venderti qualcosa, perché il numero è
sempre riservato ?
Diciamo che questa privacy è lo scudo dei disonesti. Di te sanno vita, morte
e miracoli ma tu non puoi nemmeno sapere che numero hai fatto il giorno tot,
della cassiera sanno tutto di lei tutti i call center d'Italia ma tu cliente
non puoi nemmeno sapere l'iniziale del suo cognome ?
> Non so se hai letto, aveva un badge con una foto e il nome Paola, di
> Paola ne esistevano 5 in quella mansione, è un nome abbastanza comune.
Avresti potuto ricordarti la cassa o il giorno e l'ora in cui l'hai
vista. Da questi dati si sarebbe potuto risalire alla persona corretta.
Quando feci il reclamo alle poste non indicai i nomi delle persone ma
quello che stavano facendo. Quando la responsabile mi richiamò mi disse
che i nomi non servivano perché indicando la persona che faceva le
raccomandate e la cassa o l'orario erano capaci di identificare a chi mi
stessi riferendo..
>> ................
>Fa comodo a loro, ma la norma (che non e' legge, attantion) dice
e` una norma morale..?
ti sembra si stia parlando della moralita' della norma?
di che natura e` la norma a cui ti riferisci* ?
Dici che non e` di natura giuridica e che non fa parte
dell'ordinamento delle leggi?
* "ma la norma (che non e' legge, attantion) dice altro"
From: Pinco Pallino <tony2...@gmail.com>
Subject: Re: Impiegato di Ufficio Postale e targhetta identificativa
Date: Sun, 19 Sep 2010 07:16:59 -0700 (PDT)
Message-ID:
<630f2446-6084-4a89...@j2g2000vbo.googlegroups.com>
Quello che produce il garante della privacy e' "norma" da'
"indicazioni".
I vari testi prodotti su questi temi non costituiscono legislazione di
per se'.
Sono delle linee guida che poi la legislazione dovrebbe seguire per
emanare i vari provvedimenti legislativi, che quindi dovrebbero essere
coerenti ed in sitonia con questi.
Ma di per se', finche' non e' acquisita dalla legislazione, non e'
legge.
"Pinco Pallino" <tony2...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:630f2446-6084-4a89...@j2g2000vbo.googlegroups.com...
>> ................
>> Ma a prescindere dalle leggi, casa ha da temere una persona che svolge il
>> suo lavoro con onestà ?
>> Come i call center che ti chiamano per venderti qualcosa, perché il
>> numero è
>> sempre riservato ?
>> Diciamo che questa privacy è lo scudo dei disonesti. Di te sanno vita,
>> morte
>> e miracoli ma tu non puoi nemmeno sapere che numero hai fatto il giorno
>> tot,
>> della cassiera sanno tutto di lei tutti i call center d'Italia ma tu
>> cliente
>> non puoi nemmeno sapere l'iniziale del suo cognome ?
> Non sto adiscutere sulla moralita', sensatezza o meno dela cosa. La
> mia idea e' che la privacy nasce da esigenze che possono avere un
> senso. In questo paese sono sate accatastate nella montagna delle
> mungiure inutili. Ed anche a disposizione per chi davvero
> delinque ....
> Detto questo, si, hai ragione, l'etichetta che aveva la Paola, se non
> ne consentiva l'identificazione (non da parte tua pero',forse ti
> sfuggequesto, non sei tu a dover e poter risalire ai dat completi ma
> chi e' autorizzato a farlo, e con motivi validi) non e' a norma.
E' molto usato però.
A me non interessa sapere chi è anagraficamente, mi serve un identificativo
facile da ricordare e che sia facilmente da rintracciare da parte delle
persone preposte.
> Quindi nome - cognome puntato ok. Ma ancora meglio il numero di
> matricola.
Se è semplice però, non come in ufficio comunale che il numero era di questa
fatta: E5JU88WO, dopo 5 minuti un numero così non lo ricordi, prenderne nota
davanti stesso all'incaricato, cosa buona è giusta ma farlo li...sembra lo
si voglia già accusare.
> Dopo dici che cosa hanno da temere. Ed io ti rispondo, ad alta voce:
> che cosa hanno da temere !?!?!?!
> Ma dove vivi? Lo leggi mai un giornale?
> Dammi nome e cognome ...... poi vedi se quano torni a casa trovi
> ancora qualcosa nell'alloggio. Oppure se la Paola non trova amici che
> l'attendono mentre ci torna a casa ...... guarda che i nostri
> "integrati" fanno questo in team tutto il giorno, risalire ai dati
> completi delle persone per ..... integrarsi meglio ......
> svuotandogli la casa ....
> Triste non poter vivere tranquillamente, ma di fatto e' cosi. Esporre
> nome e cognome e' perioloso.
Posso anche darti ragione ma considera che quel nome potrebbe essere già
sull'elenco del telefono, ti sposi e vengono pubblicati gli atti in chiesa e
in comune e spesso certe aziende che vendono mobili vanno li per prendere il
nominativo e successivamente cercare di vendergli qualcosa.
Per aggredire Paola non hanno bisogno di aspettarla sotto casa, gli basta
aspettarla fuori dal lavoro e non hanno bisogno di sapere nome e cognome per
farlo, il nome e cognome serve a me perché devo denunciare ad un suo
superiore una cattiva gestione della cassa per esempio.
Gli possono rubare l'identità ? Quello ormai succede anche senza vedere il
derubato.
> Posso anche darti ragione ma considera che quel nome potrebbe essere già
> sull'elenco del telefono, ti sposi e vengono pubblicati gli atti in chiesa e
> in comune e spesso certe aziende che vendono mobili vanno li per prendere il
> nominativo e successivamente cercare di vendergli qualcosa.
> Per aggredire Paola non hanno bisogno di aspettarla sotto casa, gli basta
> aspettarla fuori dal lavoro e non hanno bisogno di sapere nome e cognome per
> farlo, il nome e cognome serve a me perché devo denunciare ad un suo
> superiore una cattiva gestione della cassa per esempio.
> Gli possono rubare l'identità ? Quello ormai succede anche senza vedere il
> derubato.
no.
la normativa sulla privacy si occupa di privacy. Questo esempio era un
motivo che ti ho dato io per cui e' ben meglio che non ci siano dati
completi. Il fatto poi questa possa essere riconosciuta, seguita, te
lo puo' dire un amico, i rumeni fanno questo in squadra e a tempo
pieno, vedi facebook, vedi chat, vedi spam ecc ecc e' altra cosa. Non
riguarda la privacy. Quest'ultima si occupa di dati personali (e
questi sono personali) e sensibili (che sono altre cose).
Per cui, dalle indicazioni che tu esponi per essere identificato, la
norma dice che non deve essere possibile ricostruire i tuoi dati
completi. Non da parte di un esterno per lo meno.
Se questo e' possibile deve esistere una autorizzazione.
La normativa da' una definizione della privacy, poi fornisce delel
linee guida perche' questa venga rispetatta, ma a livello principi.
Dopo di che il tutto dipende dal contesto, dai dati in gioco, dal
responsabile e da tanti altri fattori. Detto cio' ... ogni situazione
ha al sua storia. ecco perche' se vuoi ci puoi fare i soldi. nessuno
sa come fare le cose correttamente, vengono fatte a braccia, per cui
se ti ci specializzi e fai consulenze sono soldi .....
Pensa che in un reparto di ospedale, con un ricoverato sieropositivo,
l'aberrazione privacy e' che gli infermieri non devono conoscere
questo fatto, viene reputata violazione della privacy (qui siamo nei
dati sensibili, non personali ....)
>> di che natura e` la norma a cui ti riferisci* ?
>>
>> Dici che non e` di natura giuridica e che non fa parte
>> dell'ordinamento delle leggi?
>Ma di per se', finche' non e' acquisita dalla legislazione, non e'
>legge.
allora, non e` norma di legge.
ho forse detto che lo e'?
scusa la curiosita', ma sei scemo o lo fai?
>> E' molto usato però.
>Sulla normativa ci sono indicazioni, non ci sono, non ci possono, non
>
>> Posso anche darti ragione ma considera che quel nome potrebbe essere già
>Pensa che in un reparto di ospedale, con un ricoverato sieropositivo,
>l'aberrazione privacy e' che gli infermieri non devono conoscere
>questo fatto, viene reputata violazione della privacy (qui siamo nei
>dati sensibili, non personali ....)
?
"2. All'articolo 5 della legge 5 giugno 1990, n. 135, in materia di AIDS e
infezione da HIV, sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. L'operatore sanitario e ogni
altro soggetto che viene a conoscenza di un caso di AIDS, ovvero di un caso
di infezione da HIV, anche non accompagnato da stato morboso, è tenuto a
prestare la necessaria assistenza e ad adottare ogni misura o accorgimento
occorrente per la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali
dell'interessato, nonchè della relativa dignità.";"
(dall'art.178 del D.lgs. 196/03)
Quindi gli infermieri possono venire a conoscenza (n un modo o nell'altro),
della sieropositività di un ricoverato, non e` vietato...
Non e` norma di legge, non e` norma morale... allora, "di che
natura e` la norma a cui ti riferisci?"* (v. From: Pinco Pallino
<tony2...@gmail.com>
Subject: Re: Impiegato di Ufficio Postale e targhetta identificativa
Date: Sun, 19 Sep 2010 07:16:59 -0700 (PDT)
Message-ID:
<630f2446-6084-4a89...@j2g2000vbo.googlegroups.com>
* E due!
(From: ab...@freemail.it
Subject: Re: Impiegato di Ufficio Postale e targhetta identificativa
Date: Mon, 20 Sep 2010 03:04:58 +0200
Message-ID: <06cd965gkbrb3f8t4...@4ax.com>)
si, uno cui e' stato specificato che sono "indicazioni", "linee
guida" (che poi in mancanza d'altro, cioe' di leggi specifiche, siano
usate come "riferimento" e' altresi' vero) per il legislatore che
saranno usate per legiferare e continua .... c'e' proprio.
Saluti