> Parlando con un mio collega di lavoro è venuto fuori che questa pratica è
> comunemente usata in Euronics, che al magazzino erano consapevoli
> dell'inganno, motivo per cui si erano resi disponibili al cambio pur dopo
> i canonici 10 giorni,
questa è una sciocchezza. appurato che era guasto, in garanzia e entro i
6 mesi il fatto che l'abbiano cambiato rientra nella normalità delle
cose per l'elettronica di consumo.
quanto all'episodio indubbiamente spiacevole ma eviterei affermazioni
tipo "tentata truffa" e altre fuori luogo visto che il cambio immediato
senza batter ciglio non vedo come possa avvalorare una ipotesi di malafede.
...credo che almeno all'inizio sia il caso di andarci piano....
magari cercando di risolvere la cosa senza parlare di "truffa" che mi sembra
un termine francamente esagerato.
Nei magazzini puo' succedere di tutto, fra commesse e magazzinieri ci sono
persone
precise ed attente nel loro lavoro, ed altre invece molto meno.
Se non sei soddisfatto cerca di parlare con il responsabile del punto
vendita,
esponendo le tue ragioni in maniera decisa ma con calma.
Vedrai che troveranno una soluzione.
Inoltre, non puoi attribuire all'Euronics in generale (che e' una catena di
decine di negozi),
il comportamento o l'errore di un commesso o magazziniere.
Conosco alcuni loro negozi e so che il personale e' molto motivato a non
commettere errori,
ma purtroppo la possibilità esiste sempre.
Tanto per fare un esempio, in una catena di negozi loro concorrente esiste
una "gestione delle
scatole vuote" sul computer.!!!
Ovvero, quando prendono un prodotto dallo scaffale, sanno in quale locazione
del magazzino andare a cercare la confezione vuota d'appartenenza.
Tutto cio' ovviamente costa tempo e denaro, evidentemente li valutano ben
spesi per
evitare i problemi come quello capitato a te.
ciao
fm
Di non fare quello che ci prova. Se Euronics leggesse questo post e si
incazzasse potrebbe mettere in piedi un bel casino dicendo che lo stai
diffamando. Per dimostrare la tentata truffa ce ne vuole. A te il rischio.
> Che consigli sapete darmi?
Di non andare in negozi che applicano il "soddisfatti o rimborsati",
se la cosa ti urta.
O credi che un articolo ritornato da un cliente insoddisfatto venga
buttato nella spazzatura?
cia'
Max
Ascolta, prima ci dovresti spiegare una cosa. Diciamo che io ti vendo un
apparecchio qualsiasi che è stato fatto riparare e te lo vendo come nuovo.
Ti sto inculando ok. Diciamo che ti vendo un apparecchio che ha dei piccoli
difetti che vengono fuori solo in casi particolari, io lo so e te lo vendo
come nuovo. Ti sto inculando anche qui ok. Ma se ti vendo un apparecchio che
non funziona totalmente, e so che non funziona, dov'è l'inculata? Perchè
sarebbe da veri coglioni vendere un aggeggio non funzionante pensando che
non me lo riportino indietro
>
>> Parlando con un mio collega di lavoro č venuto fuori che questa
>sarebbe da veri coglioni vendere un aggeggio non funzionante pensando che
>non me lo riportino indietro
ma, Cippe, oggi che il fatturato delle aziende cala (o no??)
che importanza puo` avere essere dei veri coglioni... l'importante
e` vendere, no? E (vendere) subito.
Non ti fidelizzi il cliente? - Macchisenefrega: per un "pollo"che va
un altro viene.
> quanto all'episodio indubbiamente spiacevole ma eviterei affermazioni
> tipo "tentata truffa" e altre fuori luogo visto che il cambio
> immediato senza batter ciglio non vedo come possa avvalorare una
> ipotesi di malafede.
Il fatto di aver rimesso in scaffale un apparecchio ritornato guasto,
dopo averlo nuovamente sigillato con le fascette di nylon per farlo
apparire "vergine" come lo definiresti?
Il cambio immediato l'ho inteso, a posteriori, come un'ammissione di
colpa, dato che i 10 giorni in cui il venditore cambia la merce o
restituisce il denaro erano trascorsi.
Antonio
> Nei magazzini puo' succedere di tutto, fra commesse e magazzinieri ci
> sono persone
> precise ed attente nel loro lavoro, ed altre invece molto meno.
> Se non sei soddisfatto cerca di parlare con il responsabile del punto
> vendita, esponendo le tue ragioni in maniera decisa ma con calma.
> Vedrai che troveranno una soluzione.
Ci vuole molto più di imprecisione e disattenzione per richiudere e
rimettere sullo scaffale un apparecchio guasto senza nemmeno verificare
il contenuto della confezione. A questo punto poteva esserci un mattone
al posto dell'apparecchio.
> Ovvero, quando prendono un prodotto dallo scaffale, sanno in quale
> locazione del magazzino andare a cercare la confezione vuota
> d'appartenenza. Tutto cio' ovviamente costa tempo e denaro,
> evidentemente li valutano ben spesi per
> evitare i problemi come quello capitato a te.
Denaro non so, ma tempo che fanno perdere al cliente di sicuro. Mia madre
ha atteso due giorni per avere il suo televisore a casa, dato che era
rimasto solo quello esposto e che per rintracciare la scatola hanno
impiegato ben due giorni... e non sono certo che questa accortezza possa
evitare che accada un inconveniente simile.
Antonio
Scusa, che cosa dovrei "provare" a fare?
Antonio
>> Che consigli sapete darmi?
> Di non andare in negozi che applicano il "soddisfatti o rimborsati",
> se la cosa ti urta.
> O credi che un articolo ritornato da un cliente insoddisfatto venga
> buttato nella spazzatura?
Un articolo ritornato da un cliente insoddisfatto non deve di certo
essere gettato nella spazzatura, ma sicuramente un articolo guasto o
difettoso non deve tornare sullo scaffale per essere rivenduto. Perché il
cliente se ne ricorda e la volta dopo, in quel negozio, non torna, oltre
a spargere la voce e a non far andare/tornare anche altri clienti.
Antonio
> Ma se ti vendo un apparecchio che non funziona totalmente, e so
> che non funziona, dov'è l'inculata? Perchè sarebbe da veri coglioni
> vendere un aggeggio non funzionante pensando che non me lo
> riportino indietro
Non si può nemmeno dire che siano furbi se lo fanno, però... Perché se
sapevano che era guasto lo dovevano mandare subito in assistenza.
E poi, siccome si sincerano che nella scatola ritornata non manchi nulla,
dovrebbero altresì sincerarsi che non vi sia roba extra.
Antonio
Vero, ma spesso i clienti riportano gli articoli con la scusa che "non
gli piace" o "non si intona col colore delle mutande di mia moglie"
mentre invece è guasto.
I negozianti dovrebbero controllare ovviamente, ma se segui una politica
del genere è chiaro che questi casi succedono.
Io diffido delle catene che fanno la politica del reso sul non piaciuto
ma ormai purtroppo la fanno quasi tutte.
--
Enrico "Tandorra" McMurphy
Non lo so, diccelo tu, spiegaci cosa altro vorresti, visto che il
negozio ti ha cambiato prontamente l'articolo con uno nuovo.
scusa dove posso leggere qualcosa riguardo questo periodo di 10gg,
durante i quali il venditore dovrebbe fare ciò che affermi?
> Un articolo ritornato da un cliente insoddisfatto non deve di certo
> essere gettato nella spazzatura, ma sicuramente un articolo guasto o
> difettoso non deve tornare sullo scaffale per essere rivenduto.
Euronics offre la possibilità del cambio merce con altro articolo o
con un buono, se il cliente rende l'articolo entro (mi pare) una
settimana dall'acquisto con lo scontrino alla mano e la confezione
originale.
Altri negozi (Coop per esempio) danno la stessa possibilità con la
resa dell'intero importo in denaro.
Questo vuol dire che se tu comperi un oggetto da euronics, lo porti a
casa, lo accendi, lo provi e poi decidi che non ti piace, lo puoi
reimballare nella scatola con tutti i cavi e i manuali e riportarlo da
euronics ed averne uno diverso in cambio oppure un buono in denaro.
Ecco, potrebbe essere successo che quell'oggetto che hai preso tu
provenga da un reso di un cliente che anziché dire che l'oggetto non
funzionava si è avvalso del cambio merce, e dunque l'oggetto è tornato
sullo scaffale.
La "colpa" di euronics potrebbe essere quella di non aver controllato
al momento del reso il contenuto della scatola (con manuali usati di
tutt'altro oggetto) e di non aver provato il funzionamento prima di
rimetterlo sullo scaffale.
Se vai da euronics (o da mediaworld o da uno dei tantissimi negozi che
attuano questa politica) hai la possibilità di cambiare la merce.
Però nello stesso tempo ti può capitare a tua volta un oggetto reso da
qualcun altro.
Se non ti piace questa cosa, allora vai in un negozio dove non
cambiano la merce, e allora hai una probabilità maggiore di comperare
qualcosa che non è mai stato usato né provato.
--
FabMind
non ha alcun senso e dubito fortemente che esista una prassi di questo
tipo...
perche' consegnare volontariamente un prodotto guasto quando
automaticamente questo prodotto rientrera'? perdono in immagine,
perdono un cliente e perdono tempo per rigestire il guasto...
e' probabile che il prodotto difettoso sia stato consegnato per errore,
magari un addetto ha chiuso il pacco preparandolo per l'invio al centro
assistenza e qualcuno l'ha scambiato per nuovo... oppure qualche cliente
l'ha restituito avvalendosi di un ipotetico diritto di recesso/garanzia
"soddisfatti o rimborsati" applicato in quel punto vendita e l'addetto non
ha controllato se funzionava o meno, oppure e' un rientro di un prodotto
nuovo e non funzionante, fatto riparare (ma evidentemente non riparato)...
tutte eventualita' perfettamente normali e lecite.
alberto
Piano, non diciamo eresie.
Euronics può fare la politica dei resi che crede, però un cliente che
paga un oggetto come nuovo deve averlo *nuovo*, e non "mettere in conto"
che sia un oggetto riciclato. Scherziamo?
Euronics, o chi per esso, se decide di fare la politica dei resi come
forma di marketing, di servizio al cliente o che altro, è libero di
farlo ma contemporaneamente se ne deve accollare i costi, non scaricarli
sui successivi clienti sperando che si tengano l'oggetto usato, pagato
però come nuovo, senza protestare. Perché in questo caso saremmo ai
confini della truffa.
Accetti i resi incondizionatamente? O ne accetti anche i costi, oppure
hai la trasparenza di rimettere in vendita gli oggetti restituiti come
"usato garantito", ovviamente a prezzo scontato.
Oppure, visto che non ti obbliga nessuno, se non vuoi i costi dei resi,
non cambi la merce se non quella guasta.
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
E' successo anche a me, però da Trony.
Una macchina fotografica difettosa che ho riportato dopo appena un paio di
ore.Il
tempo cioè di aprire la scatola e capire cosa non andasse.
Mi han fatto un po' di storie sospettando che il difetto dipendesse dal mio
errato uso.
QUando mi han dato la nuova han aperto la scatola davanti a me per
sincerarsi che tutto fosse a posto ed ho capito che
la prima che mi avevano dato era stata già provata (mancava la pellicola,
le impostazioni di base erano già settate ecc.), sostituita e poi riposta
nella scatola.
Si vede che è una prassi comune.
Ma "riportato", "restituito","riconsegnato" ecc. non vanno proprio bene?
> Piano, non diciamo eresie.
[...]
> Accetti i resi incondizionatamente? O ne accetti anche i costi, oppure
> hai la trasparenza di rimettere in vendita gli oggetti restituiti come
> "usato garantito", ovviamente a prezzo scontato.
La mia è una ipotesi, ma ne ho quasi la certezza: tutte le grandi
catene che praticano la politica dei "resi", che sia con restituzione
del denaro o del cambio oggetto o del buono, tutte queste aziende
riprendono l'oggetto, aprono la scatola, verificano che non ci siano
state manomissioni, controllano cavi, accessori e manualistica e poi
rimettono in vendita l'oggetto sullo scaffale.
--
FabMind
Oh, che lo facciano non lo metto in dubbio!
Che sia legittimo... meno!
E ho il sospetto - ci vorrebbe un parere legale competente però - che il
rimettere in vendita *deliberatamente* oggetti a tutti gli effetti
usati, spacciandoli per nuovi, possa configurarsi come truffa.
> Oh, che lo facciano non lo metto in dubbio!
> Che sia legittimo... meno!
> E ho il sospetto - ci vorrebbe un parere legale competente però - che il
> rimettere in vendita *deliberatamente* oggetti a tutti gli effetti
> usati, spacciandoli per nuovi, possa configurarsi come truffa.
Abbiamo molto semplificato il discorso.
Diciamo che le modalità cambiano in dipendenza dall'oggetto.
Se parliamo ad esempio di un notebook di solito il negozio impone una
clausola che prevede il cambio merce SOLO SE non si è passati
all'installazione e prima configurazione del sistema operativo.
Oppure per i telefoni cellulari occorre non aver effettuato chiamate.
Quindi in certi casi è almeno limitato l'utilizzo per poter cambiare
l'oggetto.
Magari interviene nel thread qualcuno che ha esperienza di post-
vendita in queste catene dell'elettronica e ci racconta cosa viene
fatto quando è restituito un oggetto per un cambio merce.
--
FabMind
>usati, spacciandoli per nuovi, possa configurarsi come truffa.
Pero' finche' nessuno va davanti al giudice, e' solo una tua opinione,
e come tale non vale nulla.
--
Byebye from Verona, Italy
Bernardo Rossi b.r...@tin.it
Infatti. Peraltro dubito molto che si arriverà mai davanti a un giudice,
finché i negozi "ci provano" ma, di fronte al cliente che riporta
l'oggetto usato lamentando la non conformità, gliela cambiano senza
fiatare...
>Che consigli sapete darmi?
Ma consigli su cosa? Il tuo attuale problema qual e'? Qualcosa che non
funziona? Manca qualche accessorio?
>> quanto all'episodio indubbiamente spiacevole ma eviterei affermazioni
>> tipo "tentata truffa" e altre fuori luogo visto che il cambio
>> immediato senza batter ciglio non vedo come possa avvalorare una
>> ipotesi di malafede.
>
> Il fatto di aver rimesso in scaffale un apparecchio ritornato guasto,
> dopo averlo nuovamente sigillato con le fascette di nylon per farlo
> apparire "vergine" come lo definiresti?
lo potrei definire disattenzione, errore umano, cialtronaggine,
negligenza. da qui a dire che c'è un "sistema" organizzato per truffare
gli acquirenti ce ne corre.
> Il cambio immediato l'ho inteso, a posteriori, come un'ammissione di
> colpa, dato che i 10 giorni in cui il venditore cambia la merce o
> restituisce il denaro erano trascorsi.
come ti ho spiegato il cambio di un oggetto guasto è dovuto per la
garanzia *di* *legge*, non per i sensi di colpa.
> Piano, non diciamo eresie.
>
> Euronics può fare la politica dei resi che crede, però un cliente che paga
> un oggetto come nuovo deve averlo *nuovo*, e non "mettere in conto" che
> sia un oggetto riciclato. Scherziamo?
>
e questo secondo quale normativa? secondo te se vendono un tv
da 50 pollici a led che costa 5000 euro e il cliente lo ritorna il giorno
dopo perche' non ci sta sul mobile, dovrebbero buttarlo?
e' ovvio che viene venduto come nuovo.
> Euronics, o chi per esso, se decide di fare la politica dei resi come
> forma di marketing, di servizio al cliente o che altro, è libero di farlo
> ma contemporaneamente se ne deve accollare i costi, non scaricarli sui
> successivi clienti sperando che si tengano l'oggetto usato, pagato però
> come nuovo, senza protestare. Perché in questo caso saremmo ai confini
> della truffa.
dov'e' la truffa? non e' un bene usato, e' un bene nuovo, solo che ha
fatto un viaggio in piu'...
> Accetti i resi incondizionatamente? O ne accetti anche i costi, oppure hai
> la trasparenza di rimettere in vendita gli oggetti restituiti come "usato
> garantito", ovviamente a prezzo scontato.
> Oppure, visto che non ti obbliga nessuno, se non vuoi i costi dei resi,
> non cambi la merce se non quella guasta.
>
oppure tu cliente che sai che in quel negozio si accettano resi,
ti guardi dal comperare li ...
alberto
Che alla fine rimane sempre la cosa migliore ... peccato che quando lo
si dice tutti ti guardano come un matto: "Ma come la ditta xxxx fa tanto
per i consumatori, pensa che ti permettono anche di riportare un oggetto
che non ti piace !!!!"
--
Enrico "Tandorra" McMurphy
> Oh, che lo facciano non lo metto in dubbio!
> Che sia legittimo... meno!
> E ho il sospetto - ci vorrebbe un parere legale competente però - che il
> rimettere in vendita *deliberatamente* oggetti a tutti gli effetti
> usati, spacciandoli per nuovi, possa configurarsi come truffa.
in senso generale "nuovo" non vuol dire "ius primae noctis". il solo
fatto che sia stato acceso poche ore per un oggetto che ha una vita di
decine se non centinaia di migliaia di ore non è ragionevole motivo di
definirlo "usato". un riferimento utile può essere la legge 427/93
che, riferita alle auto e ai fini fiscali, definisce usati i mezzi
"immatricolati da oltre sei mesi o con più di 6.000 chilometri di
percorrenza".
Cosa ne dovrebbero fare sono cazzi loro, quello che *non* devono fare è
vendere come nuovo un oggetto che invece è già stato tolto dall'imballo
di fabbrica, acceso, usato, toccato da un altro cliente, al prezzo di un
oggetto che invece è ancora nell'imballo di fabbrica.
> dov'e' la truffa? non e' un bene usato, e' un bene nuovo, solo che ha
> fatto un viaggio in piu'...
Non è nuovo manco per il cazzo, sai cosa vuol dire "usato"? Poi potremmo
discutere sul fatto che "usato mezz'ora e in ottime condizioni" non sia
come "usato tre anni e sfondato", ciò non toglie che non sia più nuovo,
e venderlo *come* nuovo è un falso e basta.
> oppure tu cliente che sai che in quel negozio si accettano resi,
> ti guardi dal comperare li ...
Non vedo perché dovrei, questo è un processo alle intenzioni: un negozio
potrebbe (anzi: *dovrebbe*, ma tralasciamo) avere una politica di
correttezza e accettare resi senza reintrodurli in vendita come nuovo.
Non mi aspetto certo che i resi li butti, ma potrebbe benissimo - come è
normale p.e. in Giappone dove la tutela del cliente è a un livello ben
più serio che nell'Italietta dei furbetti di quartierino - mantenere un
settore di vendita parallela di oggetti seminuovi. Naturalmente non al
prezzo del nuovo, e informando il cliente che l'oggetto è stato usato
(di qui il motivo dello sconto).
Poi sta al cliente decidere se comprare un oggetto quasi nuovo
d'occasione, oppure spendere qualcosa di più ma comprarlo nuovo d'imballo.
Figuriamoci in Italia... parola d'ordine: inculare il cliente, o almeno
provarci. :-(
La cosa peggiore è leggere interventi come i tuoi che giustificano pure
questo modo di fare, suggerendo come unico metodo quello di "diffidare".
Ce n'è da fare di strada. :-(
> > Pero' finche' nessuno va davanti al giudice, e' solo una tua opinione,
> > e come tale non vale nulla.
>
> Infatti. Peraltro dubito molto che si arriverà mai davanti a un giudice,
> finché i negozi "ci provano" ma, di fronte al cliente che riporta
> l'oggetto usato lamentando la non conformità, gliela cambiano senza
> fiatare...
e perché dovrebbero fiatare? se l'oggetto è non conforme sono
obbligati per legge a farlo, anche se non è mai stato toccato da
nessuno.
> Non mi aspetto certo che i resi li butti, ma potrebbe benissimo - come è
> normale p.e. in Giappone dove la tutela del cliente è a un livello ben
> più serio che nell'Italietta dei furbetti di quartierino - mantenere un
> settore di vendita parallela di oggetti seminuovi. Naturalmente non al
> prezzo del nuovo, e informando il cliente che l'oggetto è stato usato
> (di qui il motivo dello sconto).
>
> Poi sta al cliente decidere se comprare un oggetto quasi nuovo
> d'occasione, oppure spendere qualcosa di più ma comprarlo nuovo d'imballo.
>
> Figuriamoci in Italia... parola d'ordine: inculare il cliente, o almeno
> provarci. :-(
> La cosa peggiore è leggere interventi come i tuoi che giustificano pure
> questo modo di fare, suggerendo come unico metodo quello di "diffidare".
>
> Ce n'è da fare di strada. :-(
beh se un giapponese viene beccato a fare il furbo minimo si suicida
dalla vergogna, un italiano se ne vanta.
la strada è lunga per l'italiano in generale, non solo per il
commerciante, perchè per ogni commerciante "disonesto" ci sono 1000
clienti "furbi"
Mah, fatico a capire cosa c'entri la normativa degli autoveicoli ai fini
fiscali, quindi scarichi e ammortamenti amministrativi... Lì è
comprensibile che un veicolo di 3 mesi, ai fini fiscali, vada equiparato
al nuovo, ma è un discorso diverso.
D'altra parte è perfettamente superfluo far notare che ai fini
commerciali un'automobile di 4 mesi con 5000 km percorsi non ha lo
stesso valore di mercato di un'auto nuova di concessionario ancora da
immatricolare: basta solo pensare che le "chilometri zero", che sono nei
fatti auto nuove, che hanno un valore commerciale più basso di un'auto
da immatricolare.
> Cosa ne dovrebbero fare sono cazzi loro, quello che *non* devono fare è
> vendere come nuovo un oggetto che invece è già stato tolto dall'imballo
> di fabbrica, acceso, usato, toccato da un altro cliente, al prezzo di un
> oggetto che invece è ancora nell'imballo di fabbrica.
potrebbero rivendertelo come usato, ma sei sicuro che convenga a te?
al negoziante conviene di sicuro.
Perché non dovrebbe convenire al cliente? Il cliente ha il diritto a una
scelta consapevole e trasparente. Poi se decide *volontariamente* di
accettare il rischio di un oggetto usato, a fronte di un prezzo minore,
ne sopporta anche le conseguenze.
Sì, forse nell'Italietta dei furbetti del quartierino (tanto fra i
negozianti quanto fra i clienti, purtroppo) non funzionerebbe perché ci
sarebbero quelli che comprerebbero l'oggetto usato per avere il prezzo
scontato, poi cercherebbero di farselo cambiare con uno nuovo con varie
scuse... :-(
Ce n'è di strada da fare...
> > potrebbero rivendertelo come usato, ma sei sicuro che convenga a te?
> > al negoziante conviene di sicuro.
>
> Perché non dovrebbe convenire al cliente?
perché le garanzie sull'usato sono *molto* diverse, oltre alla durata
ma anche nella sostanza visto che in quel caso vale il principio del
"visto e piaciuto". un difetto scoperto anche il giorno dopo, che
ovviamente non pregiudichi il funzionamento, a quel punto ti tocca di
fartelo piacere anche dimostrando che si tratta di un difetto di
fabbricazione.
probabilmente però con il termine "usato" ti riferisci ad una congrua
riduzione del prezzo. beh si, se ti facessero pagare la metà un
oggetto che è stato solo sballato e acceso per qualche ora o forse
meno, ammetto che sarebbe una pacchia. ma questo non vuol dire che
sarebbe giusto.
Non ci sarebbe problema: anche questo mercato andrebbe a bilanciarsi
automaticamente in termini di domanda-offerta. Se molta gente cominciasse
a cercare questi prodotti "usati poco", il loro prezzo rapidamente si
alzerebbe fino ad arrivare al punto in cui i clienti sarebbero "nel
dubbio" tra l'oggetto nuovo a prezzo intero e quello usato in (piccolo)
sconto.
Quello che è importante è che il cliente sappia cosa sta comprando, poi se
decide di pagare un oggetto usato al prezzo di uno nuovo, il commerciante
è più che legittimato a venderglielo a quel prezzo.
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
Skype: crononauta <massimo....@gmail.com>
Facebook: Massimo Bacilieri
> Quello che è importante è che il cliente sappia cosa sta comprando, poi se
> decide di pagare un oggetto usato al prezzo di uno nuovo, il commerciante
> è più che legittimato a venderglielo a quel prezzo.
In punta di principio ovviamente hai ragione.
Tieni presente però che il cartello "Riporta la merce e ti ridiamo i
soldi" se un consumatore non è proprio rincoglionito si deve leggere:
"Attento che quello che si becca l'oggetto che stona con la biancheria
della moglie del cliente precedente potresti essere tu!!!! "
Quindi alla vista di quel cartello io "giro alla larga", se tutti
facessero così probabilmente le cose cambierebbero.
Ma ovviamente ripeto:
In punta di principio ovviamente hai ragione.
--
Enrico "Tandorra" McMurphy
parliamone.
come ho già detto anche le condizioni di vendita sono quelle del
nuovo, che rispetto alle condizioni di vendita dell'usato sono molto
più a vantaggio del consumatore. quanto alla riduzione di prezzo,
sempre in punta di principio quale sarebbe "congrua" per un oggetto
elettronico con una vita di centinaia di migliaia di ore che è stato
solo sballato e (al massimo) acceso per qualche ora? e siccome buona
parte dei dispositivi elettronici vengono comunque accesi nel ciclo
del controllo qualità vogliamo concludere che nascono tutti usati? io
dico che proprio in punta di principio questo atteggiamento non è
corretto, se un oggetto elettronico viene restituito entro un termine
di tempo ragionevole e in condizioni pari al nuovo è opportuno che
venga rimesso nel circuito di vendita del nuovo. il resto mi sembra
retorica intorno al concetto di "informazione" in quanto si da
rilevanza ad un fatto non rilevante e questo vuol dire informare in
modo scorretto.
E questo può essere vero.
> sempre in punta di principio quale sarebbe "congrua" per un oggetto
> elettronico con una vita di centinaia di migliaia di ore che è stato
> solo sballato e (al massimo) acceso per qualche ora? e siccome buona
Questo non è una cosa importante, potrebbe essere anche solo un centesimo.
> parte dei dispositivi elettronici vengono comunque accesi nel ciclo
> del controllo qualità vogliamo concludere che nascono tutti usati? io
Vogliamo dire che un tecnico addetto al controllo qualità di una
multinazionale usa la stessa cura di un utente stupido (perché uno che
riporta un oggetto dopo che l'ha visto, soppesato, rigirato fra le mani,
forse anche provato come lo vuoi chiamare ?) ?
> dico che proprio in punta di principio questo atteggiamento non è
> corretto, se un oggetto elettronico viene restituito entro un termine
> di tempo ragionevole e in condizioni pari al nuovo è opportuno che
Il problema è che questi pseudo-favori al consumatore vengono sfruttati
da chi prende un oggetto magari lo strausa e poi entro tre giorni te lo
riporta stra-usato, che ne sanno quanto è stato acceso uno stereo in 8
giorni quelli del soddisfatti o rimborsati ? Vogliamo poi parlare delle
magliette ? Mica si restituisce solo merce elettronica.
> venga rimesso nel circuito di vendita del nuovo. il resto mi sembra
> retorica intorno al concetto di "informazione" in quanto si da
> rilevanza ad un fatto non rilevante e questo vuol dire informare in
> modo scorretto.
Io sostengo che: è giusto che lo rimettano in circolo ma è altrettanto
giusto che io stia lontano da chi fa "soddisfatto o rimborsato" o che,
impossibilitato a stare lontano, apra due volte gli occhi prima di
prendere una scatola. E che comunque il primo a dover avere "due occhi
così" quando mi avvicino a questi pseudo-amici dei consumatori sia io.
--
Enrico "Tandorra" McMurphy
ripeto, il fatto che sia aperto, toccato e rimesso via non lo fa diventare
oggetto usato, anzi, ti diro' di piu'... la legge prevede il diritto di
recesso
per le vendite a distanza proprio perche' non e' possibile prendere
in mano l'oggetto, toccarlo, vederlo e provarlo. Che poi nella grande
distribuzione sia diventata prassi esporre un oggetto e consegnartene
uno gia' imballato (e magari non puoi nemmeno provarlo) e' solo una
questione di comodita' del negozio stesso (che, per inciso, spesso
vende gli stessi oggetti esposti perche' sono l'ultimo articolo rimasto...)
non c'e' scritto da nessuna parte che l'oggetto deve essere venduto
con il sigillo della fabbrica.
> Non è nuovo manco per il cazzo, sai cosa vuol dire "usato"?
usato e provato sono due cose diverse, nel mio vocabolario, e anche
in quello del legislatore.
>> oppure tu cliente che sai che in quel negozio si accettano resi,
>> ti guardi dal comperare li ...
>
> Non vedo perché dovrei, questo è un processo alle intenzioni: un negozio
> potrebbe (anzi: *dovrebbe*, ma tralasciamo) avere una politica di
> correttezza e accettare resi senza reintrodurli in vendita come nuovo.
la giusta prassi sarebbe: vai in un negozio, vedi un oggetto, ti piace, lo
provi sul posto, ti piace ancora: lo compri, non ti piace piu'? lo lasci.
Il fatto di portare a casa e restituire e' una prassi commercialmente
assurda.
>
> Non mi aspetto certo che i resi li butti, ma potrebbe benissimo - come è
> normale p.e. in Giappone dove la tutela del cliente è a un livello ben
> più serio che nell'Italietta dei furbetti di quartierino - mantenere un
> settore di vendita parallela di oggetti seminuovi. Naturalmente non al
> prezzo del nuovo, e informando il cliente che l'oggetto è stato usato
> (di qui il motivo dello sconto).
non conosco la situazione in giappone ma le cose sono due,
o c'e' una percentuale di resa irrisoria rispetto al venduto che permette
di applicare questa politica oppure i costi di tutto questo servizio
vengono spalmati sul prezzo di tutti gli articoli.
Un apparecchio elettronico in vendita al giorno d'oggi ha un margine
di guadagno basso (in condizioni normali) o bassissimo (in casi di
offerte speciali) rasentando in certi casi lo zero. E' ovvio che se
vai a vendere a prezzo scontato un prodotto rientrato, devi aumentare
il prezzo iniziale...
>
> Ce n'è da fare di strada. :-(
>
su quello e' sicuro... c'e' gente che non conosce nemmeno la matematica...
alberto
Non penso proprio che la cura che usa il tecnico del controllo qualita'
per verificare la funzionalita' dell'apparecchio sia la stessa che ci
puo' mettere l'utente (utonto?) che riporta indietro il prodotto in
quanto non soddisfa le sue aspettative.
Senza andare a prendere in considerazione comportamenti dolosi (ho
rovesciato il caffe' sulla tastiera del notebook e lo rendo come "non
piaciuto" cosi' me ne vado poi a comprare un'altro funzionante) nei resi
che ho visto io solitamente mancano le "plastichine" messe a protezione
dell'oggetto, i cavi sono attorcigliati in una matassa disordinata e
l'imballo e' ricomposto alla "bene e meglio". Ecco, un oggetto cosi',
anche se non e' stato nemmeno acceso, non lo considero "nuovo".
Capisco che per il venditore possa essere una seccatura dover gestire
queste casistiche ma ritengo che faccia parte del "rischio di impresa",
e se non e' capace a gestirlo... beh, che vada a fare dell'altro...
Luca
Buongiorno Antonio,
credo proprio si sia trattato di un banale (seppur spiacevole) scambio
di prodotto a magazzino.
Tra l'altro tra Euronics e i vari produttori/fornitori di prodotti
sussistono accordi commerciali che ci tutelano nel caso ci vengano
consegnati prodotti risultanti poi difettosi. Non avremmo quindi alcun
vantaggio, nemmeno economico, a muoverci come scrivi.
buona giornata
> > parte dei dispositivi elettronici vengono comunque accesi nel ciclo
> > del controllo qualità vogliamo concludere che nascono tutti usati? io
>
> Vogliamo dire che un tecnico addetto al controllo qualità di una
> multinazionale usa la stessa cura di un utente stupido (perché uno che
> riporta un oggetto dopo che l'ha visto, soppesato, rigirato fra le mani,
> forse anche provato come lo vuoi chiamare ?) ?
se l'oggetto ritorna danneggiato il recesso non viene accettato. nel
caso in cui sfugga al controllo il nuovo cliente ha due anni di tempo
per accorgersi dei difetti e nei primi sei mesi anche i normali segni
di usura vengono riconosciuti tali. al di là del feticismo di voler
toccare per primo l'oggetto davvero non vedo che altra tutela manchi.
> Il problema è che questi pseudo-favori al consumatore vengono sfruttati
> da chi prende un oggetto magari lo strausa e poi entro tre giorni te lo
> riporta stra-usato, che ne sanno quanto è stato acceso uno stereo in 8
> giorni quelli del soddisfatti o rimborsati ?
direi non più di 192, a volerlo proprio stra-usare per il solo gusto
di fare uno spregio, eh.
senza contare che questi pseudo-favori sono in taluni casi (vedi la
vendita fuori dai locali commerciali) obblighi di legge proprio a
tutela del consumatore. ora, siccome niente si crea e niente si
distrugge, se pretendi di mettere fuori dal mercato i resi per recesso
qualcuno questi oggetti li dovrà pure pagare, e chi se non i
consumatori stessi?
> Un articolo ritornato da un cliente insoddisfatto non deve di certo
> essere gettato nella spazzatura, ma sicuramente un articolo guasto o
> difettoso non deve tornare sullo scaffale per essere rivenduto. Perché il
> cliente se ne ricorda e la volta dopo, in quel negozio, non torna, oltre
> a spargere la voce e a non far andare/tornare anche altri clienti.
Se hai il tempo di provare i resi sì. Evidentemente non l'hanno fatto e
scaricano sul cliente il fatto di provare il reso, mostrandosi
disponibili a cambiare subito il pezzo in caso di guasto anche oltre i
10 giorni.
Purtroppo gli imbecilli che preferiscono aver la possibilità di
"cambiare idea" esistono ed evidentemente sono di più di quelli che
preferirebbero avere la garanzia di una cosa nuova e mai usata da altri,
senza possibilità di cambiare idea sull'acquisto di un bene funzionante.
Recesso è una condizione ben precisa regolata dalla legge qui stiamo
parlando degli "pseudo-favori" al consumatore fatti per abbindolare gli
allocchi.
> caso in cui sfugga al controllo il nuovo cliente ha due anni di tempo
> per accorgersi dei difetti e nei primi sei mesi anche i normali segni
> di usura vengono riconosciuti tali. al di là del feticismo di voler
> toccare per primo l'oggetto davvero non vedo che altra tutela manchi.
Feticismo ? Con una maglietta ? Tu fai un discorso troppo legato
all'elettronica (e poi quale ... un rasoio da barba usato ... ma poco
poco sarebbe uguale ?)
>
>
>> Il problema è che questi pseudo-favori al consumatore vengono sfruttati
>> da chi prende un oggetto magari lo strausa e poi entro tre giorni te lo
>> riporta stra-usato, che ne sanno quanto è stato acceso uno stereo in 8
>> giorni quelli del soddisfatti o rimborsati ?
>
> direi non più di 192, a volerlo proprio stra-usare per il solo gusto
> di fare uno spregio, eh.
Tu italiani che fanno certe cose non te li immagini proprio ?
> senza contare che questi pseudo-favori sono in taluni casi (vedi la
> vendita fuori dai locali commerciali) obblighi di legge proprio a
Non stai (con tutto il rispetto) con il pirletto che chiede se può
riportare l'oggetto comprato al negozio, so benissimo come funziona il
recesso FUORI dai locali commerciali qui manteniamo il discorso sugli
"pseudo-favori al consumatore"
> tutela del consumatore. ora, siccome niente si crea e niente si
> distrugge, se pretendi di mettere fuori dal mercato i resi per recesso
> qualcuno questi oggetti li dovrà pure pagare, e chi se non i
> consumatori stessi?
Io non pretendo niente, sono consapevole di dove finiscano gli oggetti
"non piaciuti" e dico anche che lo trovo ovvio che ritornino in circolo.
Io dico solo:
a) Non amo i negozi che applicano il "soddisfatto o rimborsato".
b) Li evito e quando posso li sconsiglio.
c) Se proprio non posso farne a meno ci vado con due occhi così.
d) Se prendo la "fregatura" non vengo a lamentarmi perché lo sapevo che
poteva succedere.
Considero il "soddisfatto o rimborsato" una trappola attira polli, un
consumatore appena appena normale si informa prima di comprare un
oggetto, lo soppesa, lo valuta e poi lo acquista portarlo indietro non è
un optional utile ... tanto più che come dici giustamente tu lo questo
"servizio" lo paga anche chi ha le idee ben chiare su cosa compra.
--
Enrico "Tandorra" McMurphy
io non so come sia cambiata la percezione nel mondo d'oggi, ma
fino a pochi anni fa, prima dell'ingresso in massa della gdo, era
possibile andare in qualsiasi negozio, farsi accendere un televisore,
uno stereo, un frullatore, provarlo, montarlo, smontarlo, capire
la qualita', la praticita' etc e decidere se acquistare quello o un altro
modello... se ti piaceva te lo portavi a casa, aperto e provato, da te
ma forse anche dal cliente precedente o da quello prima ancora...
non ci vedo niente di strano... cos'e' un uso di una prova, di un ora
rispetto alla vita di quell'oggetto? la garanzia poi parte sempre dal
momento in cui viene acquistato quindi anche nella remota ipotesi
che l'oggetto fosse stato rovinato, e' sempre coperto da garanzia.
> Il problema è che questi pseudo-favori al consumatore vengono sfruttati da
> chi prende un oggetto magari lo strausa e poi entro tre giorni te lo
> riporta stra-usato, che ne sanno quanto è stato acceso uno stereo in 8
> giorni quelli del soddisfatti o rimborsati ? Vogliamo poi parlare delle
> magliette ? Mica si restituisce solo merce elettronica.
non ho mai visto negozi di vestiario che applicano la politica della
restituzione e comunque di certo non accettano la restituzione di un capo
usato... e nemmeno uno stereo "strausato" per tre giorni...
>
> Io sostengo che: è giusto che lo rimettano in circolo ma è altrettanto
> giusto che io stia lontano da chi fa "soddisfatto o rimborsato" o che,
> impossibilitato a stare lontano, apra due volte gli occhi prima di
> prendere una scatola. E che comunque il primo a dover avere "due occhi
> così" quando mi avvicino a questi pseudo-amici dei consumatori sia io.
e' chiaro che la gdo non apre i negozi per beneficenza ma per guadagnarci
quindi bisogna sempre stare attenti ... qualsiasi "offerta speciale",
"promozione esclusiva" "garanzia a vita" etc... e' uno specchietto per
le allodole...
alberto
Qualsiasi iper della gdo vende abbigliamento e quelli che applicano la
politica della restituzione accettano anche l'abbigliamento
tranquillamente (non la biancheria intima per fortuna).
--
Enrico "Tandorra" McMurphy
> io non so come sia cambiata la percezione nel mondo d'oggi, ma
> fino a pochi anni fa, prima dell'ingresso in massa della gdo, era
> possibile andare in qualsiasi negozio, farsi accendere un televisore,
> uno stereo, un frullatore, provarlo, montarlo, smontarlo, capire
> la qualita', la praticita' etc e decidere se acquistare quello o un altro
> modello... se ti piaceva te lo portavi a casa, aperto e provato, da te
> ma forse anche dal cliente precedente o da quello prima ancora...
> non ci vedo niente di strano... cos'e' un uso di una prova, di un ora
> rispetto alla vita di quell'oggetto? la garanzia poi parte sempre dal
> momento in cui viene acquistato quindi anche nella remota ipotesi
> che l'oggetto fosse stato rovinato, e' sempre coperto da garanzia.
Normalmente c'è l'oggetto in esposizione che provi e poi ne porti via
uno nuovo e chiuso. Nei negozi seri. A meno che (come feci per il primo
monitor LCD, quando avere pixel bruciati era abbastanza probabile) non
vuoi proprio quello che c'è in esposizione, per tua esplicita richiesta
(e con stupore del commesso).
> Non penso proprio che la cura che usa il tecnico del controllo qualita'
> per verificare la funzionalita' dell'apparecchio sia la stessa che ci
> puo' mettere l'utente (utonto?) che riporta indietro il prodotto in
> quanto non soddisfa le sue aspettative.
> Senza andare a prendere in considerazione comportamenti dolosi (ho
> rovesciato il caffe' sulla tastiera del notebook e lo rendo come "non
> piaciuto" cosi' me ne vado poi a comprare un'altro funzionante)
continuiamo ad ignorare che nel recesso bisogna restituire l'oggetto
non danneggiato. se poi in qualche modo il danno sfugge ai controlli
c'è sempre la garanzia di legge.
> nei resi
> che ho visto io solitamente mancano le "plastichine" messe a protezione
> dell'oggetto, i cavi sono attorcigliati in una matassa disordinata e
> l'imballo e' ricomposto alla "bene e meglio". Ecco, un oggetto cosi',
> anche se non e' stato nemmeno acceso, non lo considero "nuovo".
controllare il reso e ripristinare imballi e protezioni sta al
negozio, ovviamente, se non lo fa è cialtronaggine. su questo siamo
d'accordo sin dall'inizio.
> Capisco che per il venditore possa essere una seccatura dover gestire
> queste casistiche ma ritengo che faccia parte del "rischio di impresa",
> e se non e' capace a gestirlo... beh, che vada a fare dell'altro...
ma tu cosa intendi per "gestire queste casistiche"?
- buttare la merce resa?
- rivenderla a metà prezzo?
- rivenderla come usato?
- rivenderla come nuovo dopo gli opportuni controlli?
considera che i primi tre hanno un costo che ha poco a che vedere col
rischio d'impresa e verrebbe rivogato pari pari sul consumatore
(giustamente, se pretende non la qualità del servizio ma la ius primae
noctis).
> > se l'oggetto ritorna danneggiato il recesso non viene accettato. nel
>
> Recesso è una condizione ben precisa regolata dalla legge qui stiamo
> parlando degli "pseudo-favori" al consumatore fatti per abbindolare gli
> allocchi.
dal momento che viene proposta diventa un impegno contrattuale
egualmente vincolato dalla legge. che poi sia una proposta commerciale
per incrementare le vendite è chiaro, ma se ti diverti a fare il
dietrologo allora anche sconti, offerte e promozioni sono "per
abbindolare gli allocchi". ma dopo che ti sei divertito a che
conclusioni arrivi? che per non essere allocco bisogna essere come
quello che si tagliò il pisello per fare spregio alla moglie?
> > caso in cui sfugga al controllo il nuovo cliente ha due anni di tempo
> > per accorgersi dei difetti e nei primi sei mesi anche i normali segni
> > di usura vengono riconosciuti tali. al di là del feticismo di voler
> > toccare per primo l'oggetto davvero non vedo che altra tutela manchi.
>
> Feticismo ? Con una maglietta ? Tu fai un discorso troppo legato
> all'elettronica (e poi quale ... un rasoio da barba usato ... ma poco
> poco sarebbe uguale ?)
non è che è troppo legato all'elettronica, è che il thread è partito
da questo.
> > direi non più di 192, a volerlo proprio stra-usare per il solo gusto
> > di fare uno spregio, eh.
>
> Tu italiani che fanno certe cose non te li immagini proprio ?
no, io me li immagino pizza, pasta, mandolino, scooter e, ovviamente,
mafia.
> > senza contare che questi pseudo-favori sono in taluni casi (vedi la
> > vendita fuori dai locali commerciali) obblighi di legge proprio a
>
> Non stai (con tutto il rispetto) con il pirletto che chiede se può
> riportare l'oggetto comprato al negozio, so benissimo come funziona il
> recesso FUORI dai locali commerciali qui manteniamo il discorso sugli
> "pseudo-favori al consumatore"
su questo e sul resto mi sono già espresso prima, è inutile ripetersi.
il rischio di impresa e' ben altro, il rischio di impresa e' comperare
un tv che costa 1000 e veder scendere i listini a 700 tra due mesi,
acquistare un lotto di 100 articoli scommettendo di venderli tutti
e invece magari tenersene in casa 90 perche' tra un mese esce
il nuovo design... buttare un prodotto nuovo non fa parte del rischio
di impresa !
Al limite si puo' parlare di politiche commerciali, ma la differenza
e' che in questo caso il costo degli articoli resi e buttati o venduti
a prezzo di usato si divide necessariamente tra tutti gli articoli
venduti in quel negozio, quindi evidentemente risulta un ingiusto
addebito verso tutti.
alberto
Ed invece il costo di gestione dei resi (perche' vorrai pur metterci un
omino che per ogni reso verifica se dentro c'e' tutto, se il prodotto
funziona, se e' stato resettato alle impostazioni di fabbrica.. etc
etc...) dove pensi che venga spalmato?
Sinceramente non vedo dove sia "l'ingiusto addebito verso tutti",
parlando di negozi *non* online nessuno ti obbliga ad avere una politica
del tipo "soddisfatti o rimborsati". Se tu, commerciante, la vuoi
applicare liberissimo di farlo e a te la scelta se alzare i prezzi
rischiando di perdere qualche cliente che preferira' scegliere un
negozio dove non la applicano oppure diminuire il tuo guadagno ma
ritengo disonesto scaricare il problema sul consumatore finale con il
discorso "tanto c'e' la garanzia".
Luca
non lo ignoro ma per esperienza vissuta in prima persona, purtroppo, i
controlli sul bene reso sono spesso molto superficiali (per non dire che
alcune volte il pacco viene preso cosi' come e' e rimesso sullo scaffale
senza verificare nemmeno se dentro c'era un mattone ...).
E ti voglio vedere ad andare all'assistenza con un mattone e pretendere
che te lo sostituiscano con un notebook... ;)
[..]
> ma tu cosa intendi per "gestire queste casistiche"?
> - buttare la merce resa?
> - rivenderla a metà prezzo?
> - rivenderla come usato?
> - rivenderla come nuovo dopo gli opportuni controlli?
mi andrebbe bene una qualsiasi delle quattro (le prime due, per la
verita', mi sembrano un po' esagerate) purche' non si applichi la regola:
- rimetto la scatola nello scaffale senza neanche aprirla tanto poi sono
problemi del prossimo acquirente
... ma su questo direi che siamo d'accordo .. ;)
Ciao
Luca
>>Che consigli sapete darmi?
> Ma consigli su cosa? Il tuo attuale problema qual e'? Qualcosa che non
> funziona? Manca qualche accessorio?
Non manca nulla, solo il fatto che sullo scaffale sia finito un oggetto
ovviamente reso da qualcun altro per malfunzionamento.
Posso immaginare che cosa sarebbe potuto succedere se io avessi
acquistato l'oggetto per un regalo da portare/inviare altrove.
Antonio
> Buongiorno Antonio,
> credo proprio si sia trattato di un banale (seppur spiacevole) scambio
> di prodotto a magazzino.
> Tra l'altro tra Euronics e i vari produttori/fornitori di prodotti
> sussistono accordi commerciali che ci tutelano nel caso ci vengano
> consegnati prodotti risultanti poi difettosi. Non avremmo quindi alcun
> vantaggio, nemmeno economico, a muoverci come scrivi.
>
> buona giornata
Buonasera,
OK, ma di sicuro un cliente tende a perdere fiducia all'acquisto
successivo. La prossima volta dovrei chiedere di aprire la confezione e
provare il contenuto davanti ad un addetto alla vendita.
Ad una persona che conosco è capitata una cosa simile in un vostro store:
all'interno della confezione sigillata vi era un prodotto non conforme
alla descrizione. Se ne accorse a casa, ma in negozio non vollero nemmeno
prendere in considerazione la sostituzione in quanto secondo loro la
colpa era del cliente che non aveva verificato prima di pagare.
Non so se la cosa mi è stata raccontata in modo reale e veritiero, ma
questo è quanto so.
Nel mio caso devo riconoscere che il personale è stato molto disponibile,
e che nello stesso punto vendita si sono sempre tutti dimostrati
estremamente educati e cortesi.
Però se io avessi dovuto regalare l'oggetto a qualcuno altrove sul
territorio nazionale, il destinatario avrebbe avuto dei problemi e io
avrei fatto una figuraccia.
Antonio
>> Il cambio immediato l'ho inteso, a posteriori, come un'ammissione di
>> colpa, dato che i 10 giorni in cui il venditore cambia la merce o
>> restituisce il denaro erano trascorsi.
> scusa dove posso leggere qualcosa riguardo questo periodo di 10gg,
> durante i quali il venditore dovrebbe fare ciò che affermi?
In genere è scritto all'interno dei punti vendita, non solo di Euronics,
ma in tanti altri grossi centri vendita, dai bricocentre ai negozi di
arredamento.
Antonio
beh, di sicuro costa meno che buttare o perdere completamente il margine
di guadagno dell'oggetto che, per inciso, dovrebbe comunque essere
controllato etc.
>
> Sinceramente non vedo dove sia "l'ingiusto addebito verso tutti", parlando
> di negozi *non* online nessuno ti obbliga ad avere una politica del tipo
> "soddisfatti o rimborsati". Se tu, commerciante, la vuoi applicare
> liberissimo di farlo e a te la scelta se alzare i prezzi rischiando di
> perdere qualche cliente che preferira' scegliere un negozio dove non la
> applicano oppure diminuire il tuo guadagno ma ritengo disonesto scaricare
> il problema sul consumatore finale con il discorso "tanto c'e' la
> garanzia".
e' un discorso che non regge in quanto e' nel diritto del commerciante
rimettere in vendita il prodotto "aperto, provato e richiuso" come nuovo.
Quello che potrebbe o non potrebbe e' solo teoria. Se non ti va di
rischiare di comprare un prodotto aperto, vai altrove o controlla
l'integrita' dei sigilli originali.
alberto