Cortesemente mi hanno fatto fare il reso ma restituendomi un buono d'
acquisto e non in contanti.
Due le doamande :
1--erano obbligati al reso della merce ?
2--Sono obbligati a darmi dei contanti anzichè un buono ?
Saluto
Reso inteso come "recesso": no.
> 2--Sono obbligati a darmi dei contanti anzichč un buono ?
No.
Ciao!
Simone.
--
640 Kb dovrebbero essere abbastanza per chiunque. (Bill Gates)
1) No, non erano obbligati per legge (il diritto di recesso si applica
solo per contratti di acquisto effettuati al di fuori dei locali
commerciali), a meno che il rivenditore stesso non abbia, per sua
volontà, scritto che invece concede il reso nel contratto. In pratica
alcuni negozi dicono che sono disposti a concedere il cambio o la
restituzione della merce anche se esente da difetti, ed in caso
specificano se restituiscono buoni o contanti (in genere buoni).
2) Dipende da cosa vuole il rivenditore stesso (vedi sopra)
Hai delle belle pretese però.
--
Porfirio
-------
Gli avvocati hanno sempre ragione loro ma ricorda che il 50% di loro
perde le cause, in qualsiasi altra categoria con questi numeri saresti
messo alla porta immediatamente.
SAluto
Oddio, in molte nazioni estere esiste un diritto di recesso, non č una cosa
cosě fuori dal mondo...
Ciao, Leo
Chiamarlo diritto mi sembra assurdo. Chiamalo servizio, perchè se te entri
in un negozio, vedi una maglia, ti piace, te la provi e ti sta bene, poi vai
a casa, dopo 2 giorni la usi, ci ripensi, me la porti indietro, pensi che
sia un diritto riavere i soldi? Andiamo bene
ripeto, chiamalo servizio, chiamala strategia di concorrenza, ma diritto mi
sembra eccessivo
::: Beh... in alcuni paesi funziona esattamente così.
:: ripeto, chiamalo servizio, chiamala strategia di concorrenza,
:: ma diritto mi sembra eccessivo
Io la chiamo civiltà. E qui in itaglia manca proprio.
Negli USA è pratica comune (non so se sia diritto, nel senso che non so se
sia normato per legge, o se si tratti solo di una consuetudine).
Multinazionali che lavorano molto con gli USA (Timberland, tanto per non
fare nomi) adottano la stessa politica anche in Italia: mi è capitato che il
commesso mi dicesse di tenere lo scontrino, perchè se a casa, quando mi
sarei provato il capo, non mi fosse piaciuto o non mi fosse andato bene
sarei potuto tornare a cambiarlo (mi sembra mi avesse anche dato l'opzione
della restituzione dei soldi).
Credo che lo stesso sia anche in Olanda.
Non ha senso dargli una connotazione di tipo morale: immagino che chi, per
un verso o per l'altro, applichi tale politica, in qualche modo si rivarrà
sui clienti (magari ricaricando di un tot% il costo finale).
Personalmente, come consumatore, quando mi trovo davanti a tanti "diritti"
tendo a diffidare: in pratica, non vorrei dover pagare per opzioni che
magari altri usano, ed io no.
Ciao, Leo
Civiltà? Cioè allora, tu compri che ne so, un videogioco, lo scarti, non ti
piace, oppure ti piace e lo masterizzi, oppure ci giochi a bomba e in 3
giorni lo finisci, lo riporti al negozio, lui ti rimborsa e poi il gioco lo
deve vendere a 20 euro meno perchè essendo scartato lo deve vendere come
usato. E te la chiami civiltà? Io ci viltà chiamo quando te ti prendi il tuo
cazzo di intercess, ti scarichi la demo, ti leggi recensioni del gioco, ti
guardi filmati su youtube e poi te lo vai a comprare. Gli altri 2 casi non
li sto neanche a commentare ovviamente. Anche perchè onestamente, se io pago
1000 euro per una tv, la voglio scartare, non che un tizio coglione che non
si documenta si compra una tv e dopo 2 giorni la riporta indietro perchè non
è come se la immaginava, e io devo comprare la sua
:: Personalmente, come consumatore, quando mi trovo
:: davanti a tanti "diritti" tendo a diffidare: in pratica,
:: non vorrei dover pagare per opzioni che magari altri
:: usano, ed io no.
Il tuo discorso appare egoista. Faresti comunque il bene
della comunità e in futuro potresti aver necessità pure
tu d'usufruire di quei "diritti". Si chiama civiltà, sai?
Mentre quella che c'è in itaglia si chiama inciviltà,
mafia, truffa, corruzione, raccomandazione, clientelismo,
ecc...
::: Io la chiamo civiltà. E qui in itaglia manca proprio.
::
:: Civiltà? Cioè allora, tu compri che ne so, un videogioco, lo
:: scarti, non ti piace, oppure ti piace e lo masterizzi, oppure ci
:: giochi a bomba e in 3 giorni lo finisci, lo riporti al negozio,
:: lui ti rimborsa e poi il gioco lo deve vendere a 20 euro meno
:: perchè essendo scartato lo deve vendere come usato. E te la
:: chiami civiltà?
La civiltà è del negoziante, mentre quella che tu citi come esempio
è l'inciviltà dell'itagliano che si comporterebbe esattamente così,
proprio come hai scritto.
Partendo dal presupposto che non tutto quello che viene dagli stati
uniti sia civile (e non stiamo qui a fare l'elenco) perché il poter
restituire un oggetto perfettamente funzionante riavendo indietro i
soldi sarebbe civiltà e non poterlo fare se non alle condizioni di chi
vende non lo sarebbe ?
Ovvio che sarebbe bello poter annullare con la bacchetta magica ogni
contratto e vincolo che una persona liberamente accetta su questo non ci
sono discussioni.
Ma a mio avviso questa possibilità è poco equa, io entro, scelgo,
soppeso, chiedo, mi faccio spiegare, pago e posto via. Se dopo tutta
questa trafila ancora ho dei dubbi il fesso sono io altroché.
Se io compro un vestito da sposa e 10 minuti prima del matrimonio il
venditore si presentasse a me con i soldi in mano dicendomi "abbiamo
scherzato me lo ridai questi sono i soldi" cosa direbbe ognuno di noi ?
Perché noi pretendiamo di fare questa cosa e non ci starebbe bene di
darla alla controparte ?
A me pare che la vera civiltà sia rispettare gli accordi liberamente
presi e una vendita in un negozio fa parte di questi accordi.
--
Conte Rosso
Infatti e' molto "dentro il mondo" pretendere di riportare una cosa
usata con l'unica motivazione che "non mi piace"... e l'usato lo
buttiamo o lo appioppiamo come nuovo al prossimo che arriva.
> Il tuo discorso appare egoista.
Si, lo è. Quando compro ho in mente il mio bene, non quello del prossimo.
Pensavo che questo fosse un atteggiamento comune, non mi risulta, ad
esempio, che nessuno cerchi di comprare le merci più difettose, per lasciare
quelle "buone" al prossimo.
>Faresti comunque il bene
> della comunità e in futuro potresti aver necessità pure
> tu d'usufruire di quei "diritti". Si chiama civiltà, sai?
No, la civiltà è un'altra cosa. La civiltà, secondo me, parte dal rispetto
di regole chiare e condivise.
Ad esempio, a me piacerebbe poter comprare merci con solo sei mesi di
garanzia, invece dei due anni previsti per legge, magari in cambio di uno
sconto di qualche punto percentuale sul prezzo d'acquisto.
C'è chi ha tempo e voglia d'andare a litigare col negoziante 15 mesi dopo
aver acquistato qualcosa, magari dal valore di pochi euro; io, che sono un
tipo pacifico ed accomodante, preferisco impiegare diversamente il mio
tempo, e magari comprarmi (scontato) l'ultimo modello....
Il mondo è bello perchè è vario.
Ciao, Leo
Assolutamente si !!!! Se l'impegno lo prendi il venditore non ci sono
problemi fatto salvo che io personalmente da lui preferisco non comprare
per non ritrovarmi un usato far le mani, ma questo è un mio problema.
Il problema nasce quando si vuole accampare un "diritto assoluto".
>
>
>
> Saluti, Mamo
>
--
Conte Rosso
Dipende cosa intendi per "minimo accettabile":
a) Che il consumatore è il minimo che si aspetta commerciante.
b) Che il consumatore siccome lo fanno in tanti pensa di averlo come
opzione da tutti.
Detto questo io penso che anche sul "estremamente diffuso" ci sia da
parlarne, io per ora lo vedo solo in alcuni iper mercati, il
commerciante singolo lo applica solo se "costretto" da clienti
"aggressivi" per non perdere il cliente e comunque raramente; non so se
tu hai una sensazione diversa.
E comunque rimane il fatto che tornare indietro con la merce è
scocciante per il commerciante come dover restituire la merce per il
cliente.
:: SBS ha scritto:
::: Cippe [Zero Enne] (cip...@levamitin.it) ha scritto:
:::
:::::: Beh... in alcuni paesi funziona esattamente così.
:::
::::: ripeto, chiamalo servizio, chiamala strategia di concorrenza,
::::: ma diritto mi sembra eccessivo
:::
::: Io la chiamo civiltà. E qui in itaglia manca proprio.
::
:: Partendo dal presupposto che non tutto quello che viene dagli stati
:: uniti sia civile
Mai detto una cosa simile, anzi penso che gli USA sia uno dei paesi
meno democratici: chi hai soldi è LIBERO di calpestare che ne ha
meno e così via. Chi ha i soldi è potente e detta legge, mentre chi non
ne ha muore in galera. Questa sarebbe democrazia e civiltà? LOL
:: Se io compro un vestito da sposa e 10 minuti prima del matrimonio il
:: venditore si presentasse a me con i soldi in mano dicendomi "abbiamo
:: scherzato me lo ridai questi sono i soldi" cosa direbbe ognuno di noi ?
Gli darei il vestito e comprerei da un'altra parte e avrebbe una
pubblicità così negativa che dovrebbe chiudere entro breve causa
bancarotta.
::: Il tuo discorso appare egoista.
::
:: Si, lo è. Quando compro ho in mente il mio bene, non quello del prossimo.
:: Pensavo che questo fosse un atteggiamento comune, non mi risulta, ad
:: esempio, che nessuno cerchi di comprare le merci più difettose, per
lasciare
:: quelle "buone" al prossimo.
Di per sè le merci difettose dovrebbero essere tolte dal mercato
e ti rispondo che è un'abitudine tutta itagliana quella di vendere
merce difettosa spacciandola per buona.
::: Faresti comunque il bene
::: della comunità e in futuro potresti aver necessità pure
::: tu d'usufruire di quei "diritti". Si chiama civiltà, sai?
:: No, la civiltà è un'altra cosa. La civiltà, secondo me, parte dal
rispetto
:: di regole chiare e condivise.
Esatto, bene. Regole chiare e condivise, niente truffe e né imbrogli
da ambo le parti.
:: Ad esempio, a me piacerebbe poter comprare merci con solo sei mesi di
:: garanzia, invece dei due anni previsti per legge, magari in cambio di uno
:: sconto di qualche punto percentuale sul prezzo d'acquisto.
Semplice, comprale usate.
:: C'è chi ha tempo e voglia d'andare a litigare col negoziante 15 mesi dopo
:: aver acquistato qualcosa, magari dal valore di pochi euro; io, che sono
un
:: tipo pacifico ed accomodante, preferisco impiegare diversamente il mio
:: tempo, e magari comprarmi (scontato) l'ultimo modello....
:: Il mondo è bello perchè è vario.
Bravo, vedi sopra.
>
> :: Se io compro un vestito da sposa e 10 minuti prima del matrimonio il
> :: venditore si presentasse a me con i soldi in mano dicendomi "abbiamo
> :: scherzato me lo ridai questi sono i soldi" cosa direbbe ognuno di noi ?
>
> Gli darei il vestito e comprerei da un'altra parte e avrebbe una
> pubblicità così negativa che dovrebbe chiudere entro breve causa
> bancarotta.
>
Beh a 10 minuti dal matrimonio mi sembra difficile poter trovare un
altro vestito, la verità è che se un commerciante si comportasse così
tutti grideremmo allo scandalo lascia stare.
Non capisco perché il contrario viene richiesto come un diritto.
--
Conte Rosso
:::: Il problema nasce quando si vuole accampare un "diritto assoluto".
::: Assoluto no. Ma quando questo comportamento è estremamente
::: diffuso, diviene il minimo accettabile.
:: Dipende cosa intendi per "minimo accettabile":
::
:: a) Che il consumatore è il minimo che si aspetta commerciante.
:: b) Che il consumatore siccome lo fanno in tanti pensa di averlo come
:: opzione da tutti.
Sicuramente la a) e si aspetta la b) che se poi non ottiene escluderà
il venditore dalla lista dei negozi da cui acquistare.
:: Detto questo io penso che anche sul "estremamente diffuso" ci sia da
:: parlarne, io per ora lo vedo solo in alcuni iper mercati, il
:: commerciante singolo lo applica solo se "costretto" da clienti
:: "aggressivi" per non perdere il cliente e comunque raramente; non so se
:: tu hai una sensazione diversa.
L'itaglia è un caso anomalo (tanto che mi vergogno a scrivere Italia).
Nel resto d'Europa, soprattutto in Gran Bretagna, vi è usanza diffusa
d'aver 30 giorni di tempo per riportare la merce dopo l'acquisto e
senza troppe domande si ricevono indietro i soldi pagati.
:: E comunque rimane il fatto che tornare indietro con la merce è
:: scocciante per il commerciante come dover restituire la merce per il
:: cliente.
Questa non l'ho capita. Comunque più facilmente avrai indietro i soldi
se non sei soddisfatto e più alla leggera farai gli acquisti e spenderai
i soldi. Ora hai capito?
:: Infatti e' molto "dentro il mondo" pretendere di riportare una cosa
:: usata con l'unica motivazione che "non mi piace"... e l'usato lo
:: buttiamo o lo appioppiamo come nuovo al prossimo che arriva.
Tu sei sempre vissuto in italia, vero? Mai vissuto all'estero?
Ovviamente ci si recherebbe dal commerciante in orario di lavoro,
non lo si andrebbe a disturbare a casa mentre è a cena ;-)
> :: Ad esempio, a me piacerebbe poter comprare merci con solo sei mesi di
> :: garanzia, invece dei due anni previsti per legge, magari in cambio di
> uno
> :: sconto di qualche punto percentuale sul prezzo d'acquisto.
>
> Semplice, comprale usate.
Come faccio a comprare delle merci nuove usate ?
Se tui dico che piuttosto che combattere per i 40 euro di un lettore dvd
dopo 15 mesi preferisco comprarne uno nuovo, che cosa c'entra questo con
comprarne uno usato ? E' l'esatto contrario!
Ciao, Leo
> Di per sè le merci difettose dovrebbero essere tolte dal mercato
> e ti rispondo che è un'abitudine tutta itagliana quella di vendere
> merce difettosa spacciandola per buona.
Che sciocchezza demagogica!
Non conviene a nessuno vendere della merce difettosa spacciandola per buona!
Ciao, Leo
::: Di per sè le merci difettose dovrebbero essere tolte dal mercato
::: e ti rispondo che è un'abitudine tutta itagliana quella di vendere
::: merce difettosa spacciandola per buona.
:: Che sciocchezza demagogica!
:: Non conviene a nessuno vendere della merce difettosa spacciandola
:: per buona!
Beh, questo è quello che pensi tu. Ci sono anche commercianti
poco seri.
::::: Ad esempio, a me piacerebbe poter comprare merci con solo sei mesi di
::::: garanzia, invece dei due anni previsti per legge, magari in cambio di
uno
::::: sconto di qualche punto percentuale sul prezzo d'acquisto.
::: Semplice, comprale usate.
:: Come faccio a comprare delle merci nuove usate ?
:: Se tui dico che piuttosto che combattere per i 40 euro di un lettore dvd
:: dopo 15 mesi preferisco comprarne uno nuovo, che cosa c'entra questo con
:: comprarne uno usato ? E' l'esatto contrario!
E allora parliamo di una cucina a gas o elettrica da 1000 euro
con 6 mesi di garanzia anziché 2 anni, proprio come chiedi tu.
Cosa fai se dopo 1 anno si rompe e il preventivo per aggiustarla
č di 300 euro?
> Beh, questo è quello che pensi tu. Ci sono anche commercianti
> poco seri.
Masochisti, vorrai dire!
Vendere una cosa difettosa per buona significa con ogni probabilità
vedersela tornare indietro, magari dover affrontare un cliente incavolato, e
gestire il tutto per nulla. Una spesa assurda, ed ingiustificata. Sarebbe,
facendo paragoni, come se il bracciante agricolo si mettesse a vangare con
una vanga senza pala, o come se il pescatore pescasse con reti bucate: non
sarebbero poco seri, sarebbero stupidi!
Ciao, Leo
> E allora parliamo di una cucina a gas o elettrica da 1000 euro
> con 6 mesi di garanzia anziché 2 anni, proprio come chiedi tu.
> Cosa fai se dopo 1 anno si rompe e il preventivo per aggiustarla
> è di 300 euro?
No, la cucina a gas la compro con l'estensione di garanzia, perchè per mille
euro sono disposto a custodire lo scontrino ed andare a protestare (se
serve), mentre per 40 no.
Ti ho detto che io vorrei essere libero di scegliere, mentre ora mi viene
*imposto* una garanzia che mi tocca comprare e già so che non userò.
Alla stessa maniera, quando ci sono delle promozioni a premi, vorrei poter
rinunciare alla promozione in cambio di un piccolo sconto,m ecc...
Insomma, come dicevo prima, civiltà è patti chiari, non essere obbligati a
comprare servizi chi cui non s'intende avvalersi.
Il rendere la merce perchè si è cambiato idea rientra tra questi: io cerco
d'avere le idee chiare quando compro qualcosa, perchè dovrei pagare per un
servizio di cui non intendo avvalermi ? Sarebbe una truffa!
Ciao, Leo
Questo è legittimo.
>
> L'itaglia è un caso anomalo (tanto che mi vergogno a scrivere Italia).
> Nel resto d'Europa, soprattutto in Gran Bretagna, vi è usanza diffusa
> d'aver 30 giorni di tempo per riportare la merce dopo l'acquisto e
> senza troppe domande si ricevono indietro i soldi pagati.
>
> :: E comunque rimane il fatto che tornare indietro con la merce è
> :: scocciante per il commerciante come dover restituire la merce per il
> :: cliente.
>
> Questa non l'ho capita.
Se io (mi immedesimo in un commerciante adesso) vendo un oggetto ed
intasco i soldi non posso tenerli in un cassetto in attesa che (entro
tot giorni) forse il cliente torna e mi ridà indietro la merce per riaverli.
Io quando intasco quei soldi li utilizzo subito così come fa il cliente
con il bene, mica lo tiene nel cassetto aspettando x giorni che io
commercianti non venga a richiedergli indietro.
> Comunque più facilmente avrai indietro i soldi
> se non sei soddisfatto e più alla leggera farai gli acquisti e spenderai
> i soldi. Ora hai capito?
Appunto, io vorrei che i consumatori spendessero i soldi quando sono
sicuri, a che pro questo gran giro di soldi avanti ed indietro e di
merce usata.
Detto ciò nessuno mi ha ancora spiegato dove finisce tutta sta merce
usata e restituita e, soprattuto, chi la paga ?
--
Conte Rosso
e su questo non si discute, mi sembra stessimo discutendo sul significato
della parola cività nell'esempio, che mi pare non c'entri un bel cazzo nulla
e il negoziante poi il tv che gli riporti dopo 30 giorni lo rivende come
nuovo? e a chi lo compra dopo gli sta bene? Perchè o è così, o è una
cazzata, perchè chiuderebbero tutti nel giro di 3 mesi
certo, questo esiste in ogni negozio di abbigliamento salvo saldi ecc... ma
è ben diverso da andare in giro 3 giorni con quelle scarpe e poi cambiarle
dopo
per i mezzi ci sono i tagliandi per esempio...se non li fai cade la
garanzia, sei libero di scegliere
> per i mezzi ci sono i tagliandi per esempio...se non li fai cade la
> garanzia, sei libero di scegliere
Il fatto č che la garanzia la pago ugualmente, che ne voglia usufruire o
meno.
Io vorrei essere libero di scegliere, al momento dell'acquisto, se pagare,
assieme alla merce, anche la garanzia, o rinunciarci (ovviamente, in cambio
di un prezzo piů basso).
Ciao, Leo
A perfetto, avevo capito male.
Assolutamente sì ? Hai cambiato politica in tre post ??
Non guardavi la luna o saggio ?
Hans
son perfettamente in linea col ragionamento !
Sportler la settimana scorsa mi ha detto che se gli scarponi da montagna che
avevo acquistato mi avessero fatto male potevo restituirli entro 10 giorni,
purtroppo conterosso non era per niente d'accordo e si dava del saggio....
mah.....
Hans
Hans te le cerchi: NON CAPISCI UN CAZZO !!!!
mi spiace maquando ci vuole ci vuole.
Non ho mai cambiato una virgola della mia posizione quindi ...
--
Conte Rosso
poveretto......
la tua posizione varia in funzione di chi posta, purtroppo Mamo ti ha dato
merda e hai dovuto abbassare il tiro......
Hans
No, mi dispiace non è così.
Io sostengo che far restiruire la merce "per sfizio" sia: sbagliato ed
io cerco di non servirmi di chi lo fa.
Se però gli accordi con il venditore sono quelli è ovvio che il
consumatore possa usufruirne ma io ritengo faccia cosa poco saggia.
Credo che la mia posizione sia chiarissima.
Detto ciò rimango in attesa di sapere da chi usufruisce del "reso per
sfizio" dove pensa vada a finire la merce usata che rstituisce.
Se, come credo, dovesse ammettere che "torna in circolazione come nuova"
almeno nella stragrande magioranza dei casi (voglio salvare i tuoi
stivaletti) allora la mia posizione di NON comprare presso i punti
vendita che applicano questa politica diventaevidente.
Aspetto sempre la risposta (non specificamente da te Hans).
Un saluto
--
Conte Rosso
Perché io credo che la merce torni in circolo come nuova.
> Messa fuori discorso la "furbizia", è una possibilità da apprezzare.
E' un punto di vista.
>> Se, come credo, dovesse ammettere che "torna in circolazione come nuova"
>> almeno nella stragrande magioranza dei casi (voglio salvare i tuoi
>> stivaletti) allora la mia posizione di NON comprare presso i punti
>> vendita che applicano questa politica diventaevidente.
> Ma tu sei veramente certo che ogni cosa che compri sia "nuova, nuova,
> nuova..."?
> :-)
Ovviamente no ma in un negozio dove mentre faccio la fila alla cassa con
un oggetto in mano vedo altri che lo restituiscono al punto d'ascolto
sono più sicuro che anche il mio sia usato.
Poi intendiamoci per alcuni oggetti l'uso, per esempio durante una
dimostrazione del commesso, non inficia affatto la bontà ma per altri ho
più dubbi.
Penso sempre però al maglioncino restituito forforoso, alla bottiglia di
vino mal conservata, alla scarpa usata dal tizio con le verruche e cento
altre cose.
> Oltretutto, sei ha comunque la possibilità di restituirla, sei ampiamente
> tutelato.
Ho capito ma allora non la finiamo più così, compro rstituisco, ricompro
ri restituisco ...
>
> Saluti, Mamo
>
Saluti
--
Conte Rosso
Quando un prodotto è difettoso di sua natura , io l'ho acquisto vado a
casa lo provo e non funziona; quindi il giorno successivo esco prima
da lavoro, riprendo la macchina e con la mia benzina e il mio tempo
( prezioso come quello del venditore ) riporto indietro l' oggetto.
Chi paga il mio tempo, benzina, stress ecc..... ????
Senza tener conto di quelle volte che ti viene riferito che è colpa
tua, quindi riporta tutto a casa e fai ulteriori
prove ..................
Penso che nessuno porti un oggetto indietro per sfizio, perchè
comunque è una perdita di tempo. Si riportano indietro perchè non
rispondono a delle caratteristiche che nel momento dell' acquisto non
erano constatabili.
Io acquisto solo dove posso rendere, perchè sono molto esigente e
pignolo.
Se non si può, basta che sia chiaro al momento d' acquisto.
Il post era nato perchè secondo me sarebbe più carino ridare i
contanti indietro, senza obbligare l' acquirente a ritornare entro 6
mesi, e spendere tutta quella cifra. Pensate chi ha acquistato un tv o
pc e si trova un buono da 1000 euro.
Sicuramente il venditore è libero di sceliere se adottare una politica
o meno, io scelgo di conseguenza nella più completa trasparenza.
P.S. I prodotti che vengono resi, sono soggetti ad una rigenerazione
che fà il fornitore a prezzi ridicoli.
Saluto e buoni acquisti.
>Cippe [Zero Enne] (cip...@levamitin.it) ha scritto:
>
>::: Beh... in alcuni paesi funziona esattamente così.
>
>:: ripeto, chiamalo servizio, chiamala strategia di concorrenza,
>:: ma diritto mi sembra eccessivo
>
>Io la chiamo civiltà. E qui in itaglia manca proprio.
Io chiamerei civilita' in non rompere i coglioni ad un negozio che ti
ha venduto al prezzo che tu hai accettato il materiale che tu hai
scelto. No, tu devi riportarglielo, rigorosamente USATO, perche' "ti
sei sbagliato", e chi ne deve pagare perche' tu sei impedito e non sai
scegliere?
>:: Se io compro un vestito da sposa e 10 minuti prima del matrimonio il
>:: venditore si presentasse a me con i soldi in mano dicendomi "abbiamo
>:: scherzato me lo ridai questi sono i soldi" cosa direbbe ognuno di noi ?
>
>Gli darei il vestito e comprerei da un'altra parte e avrebbe una
>pubblicità così negativa che dovrebbe chiudere entro breve causa
>bancarotta.
Quindi secondo te il venditore deve riprendersi cio' che "non ti piace
piu'", salvo pero' farti una pessima pubblicita' presso gli altri
negozi mettendoli in guardia che a te non debbono venderti nulla.
Esattamente questo stai dicendo.
>e ti rispondo che è un'abitudine tutta itagliana quella di vendere
Che roba e' l'"itaglia"?
>L'itaglia è un caso anomalo (tanto che mi vergogno a scrivere Italia).
>Nel resto d'Europa, soprattutto in Gran Bretagna, vi è usanza diffusa
>d'aver 30 giorni di tempo per riportare la merce dopo l'acquisto e
>senza troppe domande si ricevono indietro i soldi pagati.
Dovresti cortesemente dirci cosa deve farne poi il negoziante di
quell'articolo usato che gli riporti.
>Giovine (nos...@nospam.no) ha scritto:
>
>:: Infatti e' molto "dentro il mondo" pretendere di riportare una cosa
>:: usata con l'unica motivazione che "non mi piace"... e l'usato lo
>:: buttiamo o lo appioppiamo come nuovo al prossimo che arriva.
>
>Tu sei sempre vissuto in italia, vero? Mai vissuto all'estero?
Domanda del tutto ininfluente, dato che tra l'altro come ti hanno gia'
detto, non vuol dire afatto che una cosa solo perche' fatta
all'estero, sia necessariamente giusta (anzi, tu hai usato il termine
CIVILE).
Ininfluente, qui ovviamente non si parla di prodotti difettosi, non
mischiamo i campi per favore.
> Penso che nessuno porti un oggetto indietro per sfizio, perchè
Mai stato in un negozio si vede.
> Sicuramente il venditore è libero di sceliere se adottare una politica
> o meno, io scelgo di conseguenza nella più completa trasparenza.
Qui nessuno discute questo, ci mancherebbe che un venditore non possa
metterci del suo ... altrettanto convinto il cliente che lo faccia
veramente.
>
> P.S. I prodotti che vengono resi, sono soggetti ad una rigenerazione
> che fà il fornitore a prezzi ridicoli.
Quindi non è più un nuovo articolo ma un rigenerato, ed un maglioncino
con la forfora come lo rigenerano ?
>
>
> Saluto e buoni acquisti.
>
A te
--
Conte Rosso
> Ininfluente, qui ovviamente non si parla di prodotti difettosi, non
> mischiamo i campi per favore.
Visto che si diceva che un venditore entra in difficoltà, visto che
non può rivenderlo usato, visto che dovrà rigenerarlo ecc.........ho
voluto far notare che anche un semplice privato può avere delle spese
durante un' acquisto non andato a buon fine, ed in quel caso il
negoziante ha delle spese minime ( visto che dovrà inviarlo al
mittente ), mentre il privato si fa tutti i sbattimenti del caso.
> Mai stato in un negozio si vede.
Sinceramente non ho mai avuto l' occasione di lavorare presso un
negozio.
Stento a crederci, ma mi fido....ma che motivazioni danno ?
> Quindi non è più un nuovo articolo ma un rigenerato, ed un maglioncino
> con la forfora come lo rigenerano ?
Sinceramente sono in accordo con te, su certi articoli esigo un minimo
d' igene.
Qui dovrebbe esserci qualche regola, del tipo " Visto e piaciuto ".
Visto che non si parla di componenti elettronici che possono
nascondere caratteristiche ignote.
A volte mi da già fastidio acquistare scarpe provate in negozio da
altri.
Saluto
::: L'itaglia è un caso anomalo (tanto che mi vergogno a scrivere Italia).
::: Nel resto d'Europa, soprattutto in Gran Bretagna, vi è usanza diffusa
::: d'aver 30 giorni di tempo per riportare la merce dopo l'acquisto e
::: senza troppe domande si ricevono indietro i soldi pagati.
::
:: Dovresti cortesemente dirci cosa deve farne poi il negoziante di
:: quell'articolo usato che gli riporti.
Glielo chiederò, comunque se il prodotto è ancora perfetto e la confezione
pure, viene rivenduto come nuovo, altrimenti viene rivenduto a un
prezzoridot
:: Glielo chiederò, comunque se il prodotto è ancora perfetto e la
confezione
:: pure, viene rivenduto come nuovo, altrimenti viene rivenduto a un
prezzo ridotto
:::::: Beh... in alcuni paesi funziona esattamente così.
::::: ripeto, chiamalo servizio, chiamala strategia di concorrenza,
::::: ma diritto mi sembra eccessivo
::: Io la chiamo civiltà. E qui in itaglia manca proprio.
:: Io chiamerei civilita' in non rompere i coglioni ad un negozio che ti
:: ha venduto al prezzo che tu hai accettato il materiale che tu hai
:: scelto. No, tu devi riportarglielo, rigorosamente USATO, perche' "ti
:: sei sbagliato", e chi ne deve pagare perche' tu sei impedito e non sai
:: scegliere?
Mettiamola in questi termini: se scegli di fare il commerciante, sai
che questo è ciò a cui ti esponi, come il consumatore è costretto a
subire i prezzi dei commercianti oppure non comprare.
::::: Se io compro un vestito da sposa e 10 minuti prima del matrimonio il
Questa è solo una polemica.
::: e ti rispondo che è un'abitudine tutta itagliana quella di
::: vendere
:: Che roba e' l'"itaglia"?
C'era una volta l'Italia, ora c'è l'itaglia con la i minuscola e
scritta in italiano scorretto, un paese che non ha proprio
niente a che spartire con gli altri paesi civili europei.
::::: Infatti e' molto "dentro il mondo" pretendere di riportare una cosa
::::: usata con l'unica motivazione che "non mi piace"... e l'usato lo
::::: buttiamo o lo appioppiamo come nuovo al prossimo che arriva.
::: Tu sei sempre vissuto in italia, vero? Mai vissuto all'estero?
:: Domanda del tutto ininfluente, dato che tra l'altro come ti hanno gia'
:: detto, non vuol dire afatto che una cosa solo perche' fatta
:: all'estero, sia necessariamente giusta (anzi, tu hai usato il termine
:: CIVILE).
Veramente il problema è qui in itaglia, perché all'estero le cose sono
MOLTO diverse e funzionano meglio per i cittadini.
si continua a rigiare la frittata...mi pare che in un ramo si stesse
discutendo della cazzata del termine civiltà inserito nell'esempio, quindi è
inutile dire che è comodo, che gli altri lo fanno ecc...potete dire cosa vi
pare, ma non c'entra un bel cazzo nulla la cività, così come non c'entra un
bel cazzo nulla la frase che va tanto di moda qui sul fare il commerciante,
perchè allora è inutile che qualsiasi categoria di lavoro faccia
manifestazioni e scioperi buttando sangue per migliorare la propria
condizione...hai scelto quel lavoro? Sono cazzi tua, se non ti va bene lo
cambi. E così saremmo ancora 100 anni indietro ai tempi che ti davano le
frustate in miniera
All'estero le cose vanno meglio PER i cittadini perché vanno meglio I
cittadini che appunto sono cittadini e non sudditi/servi/approfittatori
scegli tu come gli italiani.
--
Porfirio
-------
Gli avvocati hanno sempre ragione loro ma ricorda che il 50% di loro
perde le cause, in qualsiasi altra categoria con questi numeri saresti
messo alla porta immediatamente.
> C'è chi ha tempo e voglia d'andare a litigare col negoziante 15 mesi dopo
> aver acquistato qualcosa, magari dal valore di pochi euro; io, che sono un
> tipo pacifico ed accomodante, preferisco impiegare diversamente il mio
> tempo, e magari comprarmi (scontato) l'ultimo modello....
Trascuri gli effetti indiretti. Gia' adesso le industrie introducono
l'odiosa, ma apparentemente legale, obsolescenza programmata. Con una
garanzia biennale sono almeno costrette a fare oggetti che durino in
media piu' di due anni per evitare di dover pagare troppo in termini
di sostituzioni e riparazioni. Se riduci tutto a sei mesi ridurranno
la durata programmata dell'oggetto di conseguenza (senza ovviamente
calare il prezzo). E ci rimettiamo tutti, te compreso.
:: C'è chi ha tempo e voglia d'andare a litigare col negoziante 15 mesi dopo
Il guaio dell'italia e degli italiani che han voglia di far bene è
proprio quello di dover convivere con questo genere di persone
che purtroppo è la maggioranza. Ciascuno vive nel proprio egoismo,
ignorando che l'interesse della comunità è più importante dell'interesse
egoistico del signolo. Finché si ragionerà in questo modo l'italia
resterà sempre il paese dei furbi, dei ladri, dei mafiosi, ecc....
:::::::: Infatti e' molto "dentro il mondo" pretendere di riportare una cosa
:::::::: usata con l'unica motivazione che "non mi piace"... e l'usato lo
:::::::: buttiamo o lo appioppiamo come nuovo al prossimo che arriva.
:::::: Tu sei sempre vissuto in italia, vero? Mai vissuto all'estero?
::::: Domanda del tutto ininfluente, dato che tra l'altro come ti hanno gia'
::::: detto, non vuol dire afatto che una cosa solo perche' fatta
::::: all'estero, sia necessariamente giusta (anzi, tu hai usato il termine
::::: CIVILE).
::: Veramente il problema è qui in itaglia, perché all'estero le cose sono
::: MOLTO diverse e funzionano meglio per i cittadini.
:::
:: All'estero le cose vanno meglio PER i cittadini perché vanno meglio I
:: cittadini che appunto sono cittadini e non sudditi/servi/approfittatori
:: scegli tu come gli italiani.
Ecco, siamo arrivati al punto e il sig. "Giovine" è un esempio lampante
di italiano. E' inutile tentare di spiegargli cosa significhi veramente la
parola civiltà, poiché (forse non per colpa sua) è costretto a vivere in
un paese di furbi, ladri, approfittatori, mafiosi ecc....
Veramente in italia c'è anche chi ha voglia di far bene, tuttavia il sistema
è così marcio che lo schiaccia e lo sopprime, costringendolo ad emigrare
o ad adattarsi al marciume che già c'è.
::: P.S. I prodotti che vengono resi, sono soggetti ad una rigenerazione
::: che fà il fornitore a prezzi ridicoli.
:: Quindi non è più un nuovo articolo ma un rigenerato, ed un maglioncino
:: con la forfora come lo rigenerano ?
Quando lo acquisti puoi controllare se c'è forfora. Se non c'è forfora
allora il maglioncino è nuovo, o no?
Probabilmente tu non sei adattoa vivere in una società normale, magari
avresti bisogno del sarto che ti cuce i vestiti sotto gli occhi, partendo
dalle stoffe, del tecnico che ti assembli il televisore mentre ti accerti
che apra le bustine sigillate con i componenti elettronici, ecc...
Quante pugnette, caro mio...
Senza scendere nelle paranoie, comprare una cosa per nuova e scoprire
che è usata non è comunque il massimo.
guarda che se rileggi il post, anzi, copio e incollo:
"se domani mattina alla prima uscita mi faranno le vesciche...."
nessuno ha parlato di sfizio, può essere che un determinato scarpone non
vada per un determinato piede, nel mio caso è andato benissimo e me lo tengo
più che contento.
In caso contrario gli mostravo la mia bella vescichetta e loro me li
avrebbero presi indietro.
Che poi li rivendano a 20¤ anzichè i 159 che li ho pagati la cosa non mi
riguarda.
Che li rivendano per nuovi come dicevi Tu dopo che ci ho camminato 8 ore
sulla roccia è gran improbabile.
Hans
perfettamente d'accordo, tanto che se l'hai presa dove è già stata
restituita puoi fare altrettanto credo.....
Hans
>:: Dovresti cortesemente dirci cosa deve farne poi il negoziante di
>:: quell'articolo usato che gli riporti.
>
>Glielo chiederò, comunque se il prodotto è ancora perfetto e la confezione
>pure, viene rivenduto come nuovo, altrimenti viene rivenduto a un
>prezzoridot
Quindi non ti aspetterai mica che il buono (o i soldi) riporti il
valore di quando l'hai acquistato, spero!
>:: Io chiamerei civilita' in non rompere i coglioni ad un negozio che ti
>:: ha venduto al prezzo che tu hai accettato il materiale che tu hai
>:: scelto. No, tu devi riportarglielo, rigorosamente USATO, perche' "ti
>:: sei sbagliato", e chi ne deve pagare perche' tu sei impedito e non sai
>:: scegliere?
>
>Mettiamola in questi termini: se scegli di fare il commerciante, sai
>che questo è ciò a cui ti esponi, come il consumatore è costretto a
>subire i prezzi dei commercianti oppure non comprare.
Questo ragionamento non sta ne' in cielo ne' in terra, perche' senno'
te lo applico a QUALSIASI cosa: esempi?
Non scandalizziamoci se ti tirano una bottiglia in testa mentre guardi
una partita allo stadio: fa parte del rischio d'essere tifoso.
Non scandalizziamoci se ti rubano l'automobile: fa parte del rischio
dell'essere possessore d'automobile
Non scandalizziamoci se ti rapinano mentre passeggi in piazza: fa
parte del rischio dell'essere "passeggiatore da piazza".
No no caro, l'hai scritto TU!
TU verso il VENDITORE accetti di ridargli il vestito (che ti richiede
in dietro senza praticamente nessuna motivazione, solo perche' cosi'
ha deciso RIPENSANDOCI DOPO) a patto poi di fargli cattiva pubblicita'
-> allora il venditore con te cliente deve fare la stessa cosa, si
riprende l'articolo e poi ti fa altrettanta cattiva pubblicita' presso
tutti i venditori.
Limitarsi al discorso no, eh? Vogliamo pure parlare del fatto che non
esistono piu' le mezze stagioni?
>Veramente il problema è qui in itaglia, perché all'estero le cose sono
>MOLTO diverse e funzionano meglio per i cittadini.
I commercianti cosa sono: alieni?
>Ecco, siamo arrivati al punto e il sig. "Giovine" è un esempio lampante
>di italiano. E' inutile tentare di spiegargli cosa significhi veramente la
>parola civiltà, poiché (forse non per colpa sua) è costretto a vivere in
>un paese di furbi, ladri, approfittatori, mafiosi ecc....
Puoi tranquillamente evitare di citarmi per questa immensa cazzata che
hai scritto, perche' non a quanto pare che "CIVILTA'" indichi il
diritto di riportare una cosa usata al venditore e' un'idea bacata che
hai in testa solo tu qui dentro
>Veramente in italia c'è anche chi ha voglia di far bene, tuttavia il sistema
>è così marcio che lo schiaccia e lo sopprime, costringendolo ad emigrare
>o ad adattarsi al marciume che già c'è.
Ed ecco qui che torniamo al discorso delle mezze stagioni. Parliamone,
dai, che ti vedo interessato ai discorsi senza alcun principio e senza
alcun fine.
>:: Quindi non è più un nuovo articolo ma un rigenerato, ed un maglioncino
>:: con la forfora come lo rigenerano ?
>
>Quando lo acquisti puoi controllare se c'è forfora. Se non c'è forfora
>allora il maglioncino è nuovo, o no?
Chi deve pagare il lavaggio del capo usato?
>Probabilmente tu non sei adattoa vivere in una società normale, magari
>avresti bisogno del sarto che ti cuce i vestiti sotto gli occhi, partendo
Nemmeno lui!! Accidenti qui dentro ti salvi solo tu!!! Miracolato!!
>Quante pugnette, caro mio...
Pugnette?? Che c'entrano ora le pugnette? Ma stai bene? Hai fumato o
questa e' la tua condizione normale?
Se si producono cose di qualità più scadente, il prezzo cala per forza.
Ed è esattamente ciò che noi consumatori desideriamo: se le cose stessero
altrimenti, non compreremmo beni di consumo dall'est Europa o dalla Cina.
E' evidente che come consumatori compriamo già con l'idea di buttare nel
pattume al più presto ciò che stiamo acquistando: la mia rabbia, una volta
presa lucidamente coscienza di ciò, è che mi tocca pagare per una garanzia
una cosa che tanto con ogni probabilità butterò in un angolo, o sostituirò,
ben prima dei fatidici due anni.
Noi viviamo in questo millennio, ma ragioniamo come se avessimo nostalgia
del trascorso. Chi è, ad esempio, che porta a riparare un televisore col
tubo catodico, quando spendendo una cifra paragonabile può comprarsene uno
nuovo piatto ? In realtà la gente butta via il vecchio tv *ancora
funzionante*: figurati cosa può fregargliene della garanzia! Una volta gli
oggetti si riparavano, oggi, per vari motivi, i costi di produzione e di
vendita sono crollati e diventa antieconomico (tralasciando remore di natura
morali od ecologiste) non sostituire col nuovo.
Ciao, Leo
> che purtroppo è la maggioranza. Ciascuno vive nel proprio egoismo,
> ignorando che l'interesse della comunità è più importante dell'interesse
> egoistico del signolo. Finché si ragionerà in questo modo l'italia
> resterà sempre il paese dei furbi, dei ladri, dei mafiosi, ecc....
Ovviamente *sei tu* quello egoista, dalla parte dei furbi, dei ladri, dei
mafiosi, ecc...
Nojn si capisce altrimenti perchè altrimenti vorresti continuare a far
pagare alla comunità inutili garanzie di cui, con ogni probabilità, non avrà
modo d'avvalersi.
Ciao, Leo
in alcuni (gli altri ) paesi non ci sono gli italiani
--
Ettore
Operaio metalmeccanico
aspetta, questo é diverso rispetto a quello che hai scritto prima. Se non
corrisponde allecaratteristiche previste hai, sì, diritto a riavere i tuoi
soldi in contanti, scherzi? Tu parlavi di aver cambiato idea o qualcosa di
simile, mi pare, che é diverso. ma ad esempio, anni fa avevo comprato un
telefono da Mediaworld, arrivo a casa e mancava una funzione che volevo
espressamanete, avevo chiesto al venditore ed era anche sul volantino. Senza
batter ciglio mi hanno reso i miei soldi. Ma erano inadempienti loro, qui.
::: Trascuri gli effetti indiretti. Gia' adesso le industrie introducono
::: l'odiosa, ma apparentemente legale, obsolescenza programmata. Con una
::: garanzia biennale sono almeno costrette a fare oggetti che durino in
::: media piu' di due anni per evitare di dover pagare troppo in termini
::: di sostituzioni e riparazioni. Se riduci tutto a sei mesi ridurranno
::: la durata programmata dell'oggetto di conseguenza (senza ovviamente
::: calare il prezzo). E ci rimettiamo tutti, te compreso.
:: Se si producono cose di qualità più scadente, il prezzo cala per forza.
E perché dovrebbe calare? Forse per fare un'opera di bene nei tuoi
confronti?
:::: a casa, dopo 2 giorni la usi, ci ripensi, me la porti indietro,
:::: pensi che sia un diritto riavere i soldi? Andiamo bene
::: Beh... in alcuni paesi funziona esattamente cosě.
:: in alcuni (gli altri ) paesi non ci sono gli italiani
Infatti, č proprio cosě.
> :: Se si producono cose di qualità più scadente, il prezzo cala per forza.
>
>
> E perché dovrebbe calare? Forse per fare un'opera di bene nei tuoi
> confronti?
No, per proprio interesse.
Fare cose di qualità più scadente in genere costa di meno (bastano
macchinari peggiori o obsoleti, e quindi investimenti minori, mano d'opera
meno specializzata, ecc...). Ad un costo di produzione che cala in manioera
generalizzata, corrisponde un prezzo di vendita in calo (se fosse possibile
aumentare i margini impunemente, l'industria avrebbe provveduto prima,
poichè non si tratta di benefattori, e quindi già con la merce di qualità si
applica il ricarico massimo possibile).
Questo in teoria: in pratica, come facevo notare e come hai tralasciato, la
dimostrazione è data dal boom delle vendite di prodotti provenienti dall'est
Europa e dalla Cina: li compriamo perchè costano poco, non per altro. E non
è che i cinesi li vendano a poco per far un'opera di bene nei tuoi
confronti, o sbaglio ?
Ciao, Leo
ma te vivi su marte? La concorrenza per la massa si fa sul prezzo, e non
sulla qualità. Quindi per avere un prezzo migliore, per forza di cose
vengono usati materiali scadenti o i processi di produzione hanno meno
controlli ecc... pochi clienti guardano alla qualità e ai servizi, ne sono
di esempio tutti quei lettori mp3 cinesi che girano da anni che fanno
cagare, ma vai in una scuola superiore e vedi quanti hanno un ipod apple e
quanti hanno i cloni made in china
> Se si producono cose di qualità più scadente, il prezzo cala per forza.
Nel caso di obsolescenza programmata non e' detto che sia cosi'. Si
puo' programmarla p.es. introducendo deliberatamente difetti in
prodotti altrimenti destinati a durare a lungo, o semplicemente
forzando l'uscita di un prodotto "piu' fico" (es. le autoradio a
cassette, oggi soppiantate da quelle a CD nonostante facciano la
stessa funzione). In questi casi, nient'affatto rari, il prezzo non
cala se non marginalmente.
> Ed è esattamente ciò che noi consumatori desideriamo
Noi chi, scusa? Io ho pensionato con rammarico la lavatrice comprata
nel 1985, e pagata 900000 lire, che oggi equivalgono ad un migliaio di
euro di oggi. Se avessi comprato lavatrici da 300 euro che durano 3
anni a conti fatti avrei speso il doppio. (Di conseguenza ho
ricomprato una macchina piu' costosa della stessa marca della vecchia,
sperando che...)
Quello che stai sponsorizzando e' semplicemente un atteggiamento
consumistico senza limiti, che alla fine credo proprio che al
consumatore costi di piu' - se no le aziende non lo spingerebbero - e
che porta ad un pazzesco spreco di risorse. Atteggiamento della cui
miopia ci accorgiamo solo ogni tanto, per esempio quando facciamo
benzina. Ma li' tanto accusiamo gli arabi, i cinesi o qualcun altro.
::: E perché dovrebbe calare? Forse per fare un'opera di bene nei tuoi
Vuoi dire che apple non produce i suoi apparecchi in cina?
Comunque pare tu sia stato poco attento alla discussione. Infatti LB
diceva che producendo con qualità scadente il prezzo di vendita è
costretto a calare e io ti dico che non è necessariamente vero poiché
restringendo la garanzia dei prodotti a 6 mesi si rischierebbe solo
d'ingrassare il commercio, mantenendo i prezzi al medesimo livello
e ottenendo un prodotto quindi più caro e scadente. Se non riesci a
capire questi ragionamenti elementari, son problemi tuoi, auguri.
Scusa e se a 90 anni ti dovesse venire l'alzhaimer fai causa all'ostetrica
che ti ha fatto nascere?
> costretto a calare e io ti dico che non è necessariamente vero poiché
> restringendo la garanzia dei prodotti a 6 mesi si rischierebbe solo
> d'ingrassare il commercio, mantenendo i prezzi al medesimo livello
> e ottenendo un prodotto quindi più caro e scadente.
Non hai motivato questa tua conclusione.
Se io voglio comprare il prodotto "A", ed invece sono obbligato a comprare
"A" + "B", poichè "A" da solo non me lo vendono, avrò o non avrò il
ragionevole timore che mi appioppino un prezzo maggiore del solo "A" ?
Si ritorna a quanto ci dicevamo all'inizio: io, come consumatore, pretendo
di pagare solo per la merce che mi serve. Così come non voglio, ad esempio,
pagare per premi o concorsi che nulla hanno a vedere con ciò che compro,
allo stesso modo voglio essere libero d'acquistare o meno un'assicurazione
sui futuri guasti.
Ciao, Leo
>> Se si producono cose di qualità più scadente, il prezzo cala per forza.
>Nel caso di obsolescenza programmata non e' detto che sia cosi'. Si
>puo' programmarla p.es. introducendo deliberatamente difetti in
>prodotti altrimenti destinati a durare a lungo, o semplicemente
A maggior ragione, non ha senso comprare un oggetto di qualità (pagando di
conseguenza) quando già sappiamo tutti che comunque lo cambierò a breve,
perchè magari non sarà più di moda, o superato da dispositivi più recenti.
Io voglio spendere il meno possibile: il massimo sarebbe comprare qualcosa
che si rompa il giorno dopo che l'ho sostituito col modello nuovo. Qualità
che ne permettano una vita ulteriore, o garanzie che mi permettano di
tenerlo funzionante chiuso in un cassetto, sono soldi gettati via.
>In questi casi, nient'affatto rari, il prezzo non
>cala se non marginalmente.
Non direi proprio: il mio primo player DVD della Sony lo pagai un casino.
Dopo qualche anno mi è venuta voglia di vedere i film in divx ed ascoltare
musica in MP3 (che il vecchio player della Sony non permetteva).
E' quella che, immagino, chiami obsolescenza programmata.
In nuovo player dlla LG costava circa un decimo di quanto pagai il vecchio
player. Purtroppo quest'ultimo funziona ancora, e così mi trovo dibattuto
tra il dover buttar via una cosa perfettamente funzionante, oppure tenerla
in casa in un cassetto ad occupare spazio per nulla.
Se a suo tempo avessi comprato qualcosa di meno robusto, ma più economico,
sarebbe stato meglio.
Almeno mi consolo col fatto che a quei tempi c'era solo un anno di garanzia,
e non mi è toccato pagare inutilmente per un secondo anno.
>> Ed è esattamente ciò che noi consumatori desideriamo
>Noi chi, scusa? Io ho pensionato con rammarico la lavatrice comprata
>nel 1985, e pagata 900000 lire, che oggi equivalgono ad un migliaio di
Per "noi" intendevo la maggioranza dei consumatori.
E' chiaro che è sempre esistita e sempre esisterà una nicchia di persone che
comprano solo il top, ma se fai mente locale a cosa si usa di norma per
riempire i carrelli della spesa non potrai non concordare che non si tratta
certo del comportamento più comune.
>Quello che stai sponsorizzando e' semplicemente un atteggiamento
>consumistico senza limiti, che alla fine credo proprio che al
Non lo sto sponsorizzando, chiedo solo di prendere atto che le cose stanno
in questo modo.
Quando ho provato a cercare qualcuno che mi riverniciasse le scarpe vecchie
per poterci fare un altro anno, sono stato trattato come un marziano:
*tutti* comprano scarpe nuove, ormai quasi nessuno le porta più a
riverniciare o a risuolare, e quindi è difficilissimo trovare qualcuno che
esegua questa attività.
Allora delle due, l'una: o faccio finta che il tv appena comprato mi durerà
12 anni, come era durato quello dei miei genitori quand'ero piccolo io,
oppure prendo coscienza del fatto che entro pochissimi anni sarà già
vecchio, per un motivo o per l'altro, e che o io o qualche mio familiare
desideremo (e potremo permetteci) di pensionarlo anticipatamente.
Preso atto di questo, qual'è il vero comportamento consumistico ? Spendere
per ciò che realmente si usa, o comprare qualcosa di eccessivo, come feci io
col player dvd Sony ?
>consumatore costi di piu' - se no le aziende non lo spingerebbero - e
>che porta ad un pazzesco spreco di risorse. Atteggiamento della cui
>miopia ci accorgiamo solo ogni tanto, per esempio quando facciamo
>benzina. Ma li' tanto accusiamo gli arabi, i cinesi o qualcun altro.
In questa frase ragioni come una persona del secolo scorso.
Oggi quello che costa (in denaro, e quindi in risorse) è riparare le cose,
non comprarle nuove.
Questo perchè (semplificando al massimo) le cose le costruiscono le
macchine, mentre le riparazioni le fanno gli uomini. Dov'è lo spreco ?
Nell'impiegare 3 ore/uomo per riparare qualcosa, o nell'impiegarne 2 nel
costruirla ex novo ? Ed allora, accanirsi con garanzie per le quali il
semplice fatto di scomodare un commesso implica già di per se un costo
superiore al valore stesso del bene, non è un enorme spreco di risorse, che
poi il sistema dovrà pure scaricare su qualcuno (ed indovina su di chi, alla
fine :-)) ?
Quello di non valutare il costo delle nostre azioni è un atteggiamento della
cui miopia ci accorgiamo solo ogni tanto, per esempio quando facciamo
benzina. Ma li' tanto accusiamo gli arabi, i cinesi o qualcun altro.
Ciao, Leo
:: allo stesso modo voglio essere libero d'acquistare o
:: meno un'assicurazione sui futuri guasti.
Infatti tu non acquisti alcuna assicurazione. Semplicemente
il produttore, essendo obbligato a offrire 2 anni di garanzia
sul prodotto, eviterà di progettarlo in modo che si rompa
nei primi due anni di vita.
:: In nuovo player dlla LG costava circa un decimo di quanto
:: pagai il vecchio player. Purtroppo quest'ultimo funziona
:: ancora, e cosě mi trovo dibattuto tra il dover buttar via una
:: cosa perfettamente funzionante, oppure tenerla in casa in un
:: cassetto ad occupare spazio per nulla.
Sai, esiste anche il mercato dell'usato, come per i cellulari,
i computer, le macchine fotografiche digitali, ecc...
::: consumatore costi di piu' - se no le aziende non lo spingerebbero - e
::: che porta ad un pazzesco spreco di risorse. Atteggiamento della cui
::: miopia ci accorgiamo solo ogni tanto, per esempio quando facciamo
::: benzina. Ma li' tanto accusiamo gli arabi, i cinesi o qualcun altro.
:: In questa frase ragioni come una persona del secolo scorso.
:: Oggi quello che costa (in denaro, e quindi in risorse) č riparare
:: le cose, non comprarle nuove.
Dipende dal prodotto in questione.
Comunque, per farti un esempio, nonostante in UK vi sia l'obbligo
di garantire i beni per 1 anno anziché 2 come nel resto d'europa,
la tecnologia costa mediamente di piů a cui devi aggiungere il costo
dell'assicurazione per l'estensione di garanzia. Il tuo ragionamento
a questo punto comincia a fare acqua....