Dal punto di vista strettamente *funzionale*, una lavastoviglie *deve*
funzionare anche in assenza di impianto di messa a terra?
Intendo, il produttore e' tenuto a garantire il corretto funzionamento
(in condizioni normali) anche con impianto senza terra? O e' una
condizione obbligatoria?
Prescindendo dalle ovvie considerazioni di sicurezza.
Grazie
Ovviamente no
Per ricurezza una buona lavastoviglie "potrebbe" fare il controllo della
terra e in mancanza di terra non partire. Sarebbe una cosa in piu', non una
cosa in meno
> Prescindendo dalle ovvie considerazioni di sicurezza.
Che non e' da poco.
E' come dire che un costruttore di auto deve garantire il corretto
funzionamento dell'auto anche se uno non allaccia la cintura di sicurezza.
Visto che e' obbligatoria metterla il problema non si pone :P
Anche gli UPS, senza terra, non funzionano o danno i numeri.
Saluti Archi
> Intendo, il produttore e' tenuto a garantire il corretto funzionamento (in
> condizioni normali) anche con impianto senza terra? O e' una condizione
> obbligatoria?
Questa non l'ho ben capita... Cmq sappi che senza "messa a terra" DEVE
funzionare lo stesso
>
> Prescindendo dalle ovvie considerazioni di sicurezza.
>
> Grazie
Prego
si!
> Intendo, il produttore e' tenuto a garantire il corretto funzionamento (in
> condizioni normali) anche con impianto senza terra? O e' una condizione
> obbligatoria?
l'elettrodomestico DEVE funzionare senza coinvolgere la terra TU devi
garantire la messa a terra per poter usare l'impianto e gli utilizzatori
relativi in sicurezza.
> Prescindendo dalle ovvie considerazioni di sicurezza.
Tecnicamente un apparecchio elettrico per funzionare necessita solo di fase
e neutro.
se durante un guasto avviene una dispersione verso la struttura metallica
del elettrodomestico questa viene in tensione.
se l'apparecchio è collegato alla terra e c'è una protezione differenziale
questa scatta, se la terra non c'è o il differenziale non funziona rimane in
tensione è ciò è un pericolo per l'utente ma l'apparecchio "tecnicamente"
funziona lo stesso.
> Grazie
ciao.
Lo
> E' come dire che un costruttore di auto deve garantire il corretto
> funzionamento dell'auto anche se uno non allaccia la cintura di sicurezza.
> Visto che e' obbligatoria metterla il problema non si pone :P
Veramente nel tuo esempio si pone eccome: se devo prendere l'auto per
un'emergenza e il meccanismo è guasto, oppure se deve usarla una donna
incinta o una persona molto bassa di statura che è autorizzata a non
mettere la cintura, etc. Poi io sono d'accordo con la presenza di
segnali anche molto intrusivi che avvertono se la cintura non è
allacciata, ma da qui a dire che la macchina non deve muoversi....
m.
> Dal punto di vista strettamente *funzionale*, una lavastoviglie *deve*
> funzionare anche in assenza di impianto di messa a terra?
In genere sì, anche se la produzione di disturbi a radiofrequenza non
viene più filtrata e il potenziale di terra sulle parti metalliche
accessibili direttamente o tramite i liquidi presenti non è più garantito.
--
Bye, Yorgos
To send me an e-mail, please change anthzùya with alice
>> Prescindendo dalle ovvie considerazioni di sicurezza.
> Che non e' da poco.
>
> E' come dire che un costruttore di auto deve garantire il corretto
> funzionamento dell'auto anche se uno non allaccia la cintura di sicurezza.
> Visto che e' obbligatoria metterla il problema non si pone :P
mi e' stato chiesto da una persona che vive un uno stabile degli anni
'70, senza messa a terra ma con "salvavita". *Teoricamente* secondo la
46/90 sarebbe "nel giusto", pero' ha verificato alcune dispersioni
fastidiose, ed il tecnico lavastoviglie si rifiuta di intervenire
perche' l'impianto non ha la terra.
Mi chiedevo dunque chi avesse ragione.
>> Intendo, il produttore e' tenuto a garantire il corretto funzionamento
>> (in condizioni normali) anche con impianto senza terra? O e' una
>> condizione obbligatoria?
> Questa non l'ho ben capita... Cmq sappi che senza "messa a terra" DEVE
> funzionare lo stesso
vedi mia risposta a Harvey.
> mi e' stato chiesto da una persona che vive un uno stabile degli anni '70,
> senza messa a terra ma con "salvavita". *Teoricamente* secondo la 46/90
> sarebbe "nel giusto", pero' ha verificato alcune dispersioni fastidiose, ed
> il tecnico lavastoviglie si rifiuta di intervenire perche' l'impianto non ha
> la terra.
>
> Mi chiedevo dunque chi avesse ragione.
Credo dipenda dall'entità delle dispersioni. Tecnicamente basta anche
una frazione di milliampere per dare un leggero fastidio al contatto
con parti delicate dove la pelle è più sensibile.
Dispersioni di questo tipo sono "fisiologiche" ed il tecnico non
potrebbe farci nulla se non c'è la terra funzionante a disperderle
senza conseguenze ed eliminando i fastidi.
Se invece le dispersioni arrivano a qualche milliampere il tecnico le
deve riparare...anche perchè se ci fosse la terra farebbero scattare il
salvavita (magari sommate ad analoghe dispersioni di altri
elettrodomestici).
Non conosco però se ci sono soglie "esatte" di legge
--
Saluti
no non è nel giusto, all'inizio quando gli impianti non avevano nemmeno il
differenziale la cosa ci poteva stare ma ora come ora un impianto di terra
adeguato è necessario.
> pero' ha verificato alcune dispersioni fastidiose, ed
>> il tecnico lavastoviglie si rifiuta di intervenire perche' l'impianto non
>> ha la terra.
e allora che ne chiami un altro, cmq io solidarizzo con il tecnico.
>> Mi chiedevo dunque chi avesse ragione.
il Tecnico non è che deba avere ragione o torto, semplicemente non se la
sente... ed in effetti chi glielo fa fare di arrostirsi per uno che si
ostina a vivere con un impianto che ti può brasare da un momento all'altro?
> Dispersioni di questo tipo sono "fisiologiche" ed il tecnico non potrebbe
> farci nulla se non c'è la terra funzionante a disperderle senza
> conseguenze ed eliminando i fastidi.
oltre tutto si avvertirebbero comunque anche se ci fosse la terra, se ci
sono ci sono e la dispersione continua ad esserci anche con la terra
collegata, una qualsiasi dispersione di qualunque entità è una anomalia e
andrebbe eliminata.
> Se invece le dispersioni arrivano a qualche milliampere il tecnico le
> deve riparare...anche perchè se ci fosse la terra farebbero scattare il
> salvavita (magari sommate ad analoghe dispersioni di altri
> elettrodomestici).
io ho eliminato dispersioni da 0,01 A sulla lavatrice perchè mi sentivo più
sicuro così anche se ho l'impianto di terra e il differenziale.
> Non conosco però se ci sono soglie "esatte" di legge
0,03 A
ciao.,
Lo
... semplicemente il tecnico non vuole prendersi la responsabilità (che
diventa automaticamente sua, qualora intervenisse e rilasciasse una
ricevuta) se qualcuno dovesse rimanere fulminato per avere utilizzato la
lavastoviglie ...
>fastidiose, ed il tecnico lavastoviglie si rifiuta di intervenire
>perche' l'impianto non ha la terra.
Il tecnico puo' benissimo rifiutarsi, mica c'e' una legge che gli
imponga di riparare alcunche'.
--
Byebye from Verona, Italy
Bernardo Rossi b.r...@tin.it
Sul teoricamente a norma ho dei dubbi, visto quanto e' passato sono
veramente poche le persone che non hanno toccato l'impianto da anni.
Poi se l'impianto ha problemi e la lavatrice non funziona per cause esterne,
e' difficile dare una colpa al tecnico delle lavatrici
> no non č nel giusto, all'inizio quando gli impianti non avevano nemmeno il
> differenziale la cosa ci poteva stare ma ora come ora un impianto di terra
> adeguato č necessario.
si', mi sono espresso male, intendevo che, a quanto ne so, la 46/90
prevede l'obbligo della messa a terra solo per nuove costruzioni o
rifacimento impianti, ma non dove sia "tecnicamente" impossibile.
> il Tecnico non č che deba avere ragione o torto, semplicemente non se la
> sente... ed in effetti chi glielo fa fare di arrostirsi per uno che si
> ostina a vivere con un impianto che ti puň brasare da un momento all'altro?
certo, questo e' indubbio, ma se la terra proprio non si puo' mettere,
uno deve rinunciare alla lavastoviglie? Chiedo, eh? :)
>> Non conosco perň se ci sono soglie "esatte" di legge
> 0,03 A
Pero' questo e' un vincolo sull'impianto (i famosi 30 mA del
differenziale), non sull'elettrodomestico, giusto?
> Sul teoricamente a norma ho dei dubbi, visto quanto e' passato sono
> veramente poche le persone che non hanno toccato l'impianto da anni.
Che la terra sia indispensabile per garantire una sicurezza accettabile
e' indubbio.
Pero' a quanto ne so la 46/90 prevede l'obbligo "solo" per nuove
costruzioni e impianti rifatti, quindi il teoricamente dovrebbe essere
valido, no?
Premesso che andrebbe prima di tutto verificato se la dispersione dipende
dal filtro antidisturbi o da un effettivo guasto. Se è una perdita
d'isolamento, tale da essere pericolosa o comunque di valore sufficiente a
fare intervenire il differenziale, va rimossa. Se dipende dal filtro le
soluzioni sono poche.
Avete tutti ragione. Il produttore dell'elettrodomestico pretente (o dà per
scontato), la presenza dell'impianto di terra che gli serve anche per il
funzionamento del filtro di rete all'ingresso.
Il tecnico ha ragione a non intervenire. Dovrebbe prendersi la
responsabilità di manomettere l'apparecchio.
Il proprietario ha ragione. Effettivamente l'impianto presenta i riquisiti
minimi richiesti.
La cosa più giusta, ma non è probabilmente la risposta che ti aspetti,
sarebbe capire che l'impianto ha più di trent'anni e che l'impianto di terra
non è un vezzo. Quindi andrebbe fatto.
Altra alternativa sarebbe alimentare l'apparecchio tramite un trasformatore
d'isolamento. Con questa soluzione si otterrebbe inoltre, un livello di
sicurezza superiore ad un impianto con messa a terra.
La soluzione più gettonata è invece la rimozione del filtro.
--
Giorgio
Appunto. Ho dei dubbi che nessuno gli ha mai toccato l'impianto in questi
anni. Piu' probabile che non sia stato regolarizzato per evitare rogne.
Comunque fagli notare che privo di terra e' pure difficile da vendere come
casa, quindi potrebbe essere la scusa per metterla
>
> oltre tutto si avvertirebbero comunque anche se ci fosse la terra,
dipende dalla terra...se funziona le rende inavvertibili ...è proprio
la sua funzione. La corrente si disperde a terra con un percorso a
bassa resistenza e non ha alcuna convenienza ad andare sul malcapitato
che entra in contatto con una partre metallica...
> se ci sono
> ci sono e la dispersione continua ad esserci anche con la terra collegata,
si ma se ne va a terra invece che saltare addosso alla gente.
> una qualsiasi dispersione di qualunque entità è una anomalia e andrebbe
> eliminata.
una dispersione inferiore al milliampere può essere ineliminabile
rientrando nelle dipersioni caratteristiche di alcuni componenti
elettrici
> io ho eliminato dispersioni da 0,01 A sulla lavatrice perchè mi sentivo più
> sicuro così anche se ho l'impianto di terra e il differenziale.
beh si tratta di ben 10 milliampera ...hai fatto bene.
Io considero ineliminabili quelle sotto il milliampere
> 0,03 A
quella è la soglia del salvavità. Io mi riferivo a quale dispersione
minima devono avere gli elettrodomestici per passare il collaudo.
--
Saluti
Fammi un esempio di tecnicamente impossibile, che non me ne vengono in
mente...
> certo, questo e' indubbio, ma se la terra proprio non si puo' mettere,
> uno deve rinunciare alla lavastoviglie? Chiedo, eh? :)
No, le mette. A meno di casa volante la terra si puo' mettere sempre
non saprei proprio, citavo solo la norma testualmente (od una sua
interpretazione ufficiale, non ricordo).
Ad ogni modo credo che sempre per la 46/90, finche' non modifichi un
impianto non hai l'obbligo di mettere la terra, o no?
> No, le mette. A meno di casa volante la terra si puo' mettere sempre
intendiamoci...io credo che la terra sia indispensabile. Pero' sto
ragionando solo dal punto di vista del "diritto"
sbagliato, prevede l'adeguamento di TUTTI gli impianti.
non esiste che si faccia un eccezzione dove non è "tecnicamente" possibile
(opinabile inoltre questo "tecnicamente")
si deve fare tutto ciò che serve per rendere sicuro l'impianto anche fosse
sostituirlo radicalmente.
> certo, questo e' indubbio, ma se la terra proprio non si puo' mettere, uno
> deve rinunciare alla lavastoviglie? Chiedo, eh? :)
avanti spiegami perchè la terra proprio non si può mettere...
> Pero' questo e' un vincolo sull'impianto (i famosi 30 mA del
> differenziale), non sull'elettrodomestico, giusto?
l'elettrodomestico che a causa di un guasto disperde verso terra una
corrente da 0,03A in su provoca l'apertura della protezione, se la
dispersione è meno di 0,03A non si apre la protezione ma l'elettrodomestico
rimane guasto.
aspetto che tu mi tolga le mie curiosità.
ciao.
Lo
> sbagliato, prevede l'adeguamento di TUTTI gli impianti.
>
> non esiste che si faccia un eccezzione dove non è "tecnicamente" possibile
> (opinabile inoltre questo "tecnicamente")
>
> si deve fare tutto ciò che serve per rendere sicuro l'impianto anche fosse
> sostituirlo radicalmente.
io sono un "elettrico" ma non impiantista purtroppo
Pero' sapevo appunto che l'obbligo scatta solo per case nuove o
rifacimenti impianti.
Hai per caso un riferimento?
Grazie
>> certo, questo e' indubbio, ma se la terra proprio non si puo' mettere, uno
>> deve rinunciare alla lavastoviglie? Chiedo, eh? :)
>
> avanti spiegami perchè la terra proprio non si può mettere...
e che ne so, mica e' casa mia ;) io la terra ce l'ho, e funzionante,
anche se lo stabile e' del '60... :)
> l'elettrodomestico che a causa di un guasto disperde verso terra una
> corrente da 0,03A in su provoca l'apertura della protezione, se la
> dispersione è meno di 0,03A non si apre la protezione ma l'elettrodomestico
> rimane guasto.
ok grazie
> aspetto che tu mi tolga le mie curiosità.
purtroppo non posso soddisfarle tutte...non conosco personalmente questa
persona, era solo una curiosita'.
> Hai per caso un riferimento?
guarda, mi sono appena letto la nuova norma che ha sostituito la vecchia
legge 46/90, condensando quello che dice in poche parole:
GLi impianti risalenti a prima del 13 marzo 1990 possono rimanere così se
sono asservite ad unità immobiliari ad uso abitativo, si considerano
"adeguati" (badare bene non sono a norma ma "adeguati") se sono dotati di
sezionamento e protezione da sovraccorrenti posti all'origine dell'impianto
di protezione contro i contatti diretti, di protezione contro i contatti
indiretti o protezione con interruttore differenziale con Id non superiore a
30 mA
ora, la protezione contro i contatti diretti (che non è quella che ora
interessa a noi) si realizza come?
Attraverso l'isolamento delle parti direttamente in tesione (ovvero
assicurando glia deguati livelli di isolamento elettrico delle parti) ed
inoltre a livello puramente INTEGRATIVO (nel senso che serve anche quello ma
non basta di per se solo quello) dalla protezione dell'interruttore
differenziale.
Invecie la protezione dai contatti indiretti si realizza così:
Realizzazione di impiant di dispersione di terra, collegamento di tutte le
masse e le masse estranee a tale impainto di dispersione, e coordinamento
tra il valore di resistenza a terra e la soglia di intervento del
dispositivo di interruzione automatica (usualmente la protezione
differenziale ma non è detto che sia sempre quella).
in poche parole dice che se tu hai un impianto che risale a prima del 13
maggio 1990 puoi tenerlo così SE e solo SE
1. è una abitazione.
2. sei protetto con interruttore automatico posto a monte dell'impianto che
ti garantisce la protezione da contatti;
2.1. Diretti (con isolamento adeguato delle parti dell'impianto ma non solo,
anche con la installazione INTEGRATIVA dell'interruttore differenziale).
2.2. Indiretti con la relalizzazione di ADEGUATO impianto di dispersione di
terra coordinato con l'interruttore di cui sopra al punto 2 che permetta
l'apertura dell'impianto inc aso di dispersioni.
in definitiva come si realizzano le condizioni richieste dalla legge per
fare si che un impianti esistente al 13 marzo 1990 permanga nel suo status
si "adeguato"?
teoricamente in varie maniere, ma praticamente a meno che non ci si trovi in
particolarissimi casi risula sempre economicamente e più conveniente:
Con un bell'impianto di terra (che in tutti i casi si deve realizzare)
avente resistenza verso terra di valore inferiore a 1666 Hom, e
l'installazione di una protezione differenziale a sensibilità 0,03A massimo.
ed inoltre revisionando per bene tutto l'impianto alfine di verificare che
l'isolamento delle parti in tensione sia ancora intatto.
queste sono le condizioni tecniche che garantiscono a norma di legge
l'adeguatezza di un impianto elettrico esistente e precedente alla entrata
in vigore delle norme sulla sicurezza delgi impianti.
> Grazie
prego.
> e che ne so, mica e' casa mia ;) io la terra ce l'ho, e funzionante, anche
> se lo stabile e' del '60... :)
ok.
> purtroppo non posso soddisfarle tutte...non conosco personalmente questa
> persona, era solo una curiosita'.
Altra cosa: con la nuova normativa per chiedere l'allacciamento di una nuova
utenza elettrica o la maggiorazione della potenza installata o il
passaggio/subentro sarà obbligatorio trasmettere all'azienda fornitrice
copia della dichiarazione di conformità/dichiarazione di rispondenza
dell'impianto entro 30 gg pena la sospensione del servizio.
Pertanto anche chi ha un immobile "adeguato" se lo tiene così finco a che
non vende/affitta/amplia, dopo è obbligato ad adeguarsi.
c'è da dire che è stato previsto per gli impaiunti esistenti la possibilità
di predisporre da parte delle imprese la dichiarazione di rispondenza che
sostituisce la dichiarazione di conformità.
in poche parole. l'impianto che non ha dichiarazione di conformità per un
qualsiasi motivo può essere dichiarato a norma da un professionista che lo
controlla e ne constata la rispondenza anche se non è stato lui a
realizzarlo.
ciao.
Lo
Perchè, dato che in questa ipotesi è stato realizzato impianto di terra (NB,
sarà errore di battitura ma comunque ohm non Hom) , mi vincoli al
differenziale da 30 mA?
cut
> Altra cosa: con la nuova normativa per chiedere l'allacciamento di una
> nuova utenza elettrica o la maggiorazione della potenza installata o il
> passaggio/subentro sarà obbligatorio trasmettere all'azienda fornitrice
> copia della dichiarazione di conformità/dichiarazione di rispondenza
Anche gas o acqua. Vale per qualsiasi impianto soggetto a dichiarazione di
conformità.
> Pertanto anche chi ha un immobile "adeguato" se lo tiene così finco a che
> non vende/affitta/amplia, dopo è obbligato ad adeguarsi.
Sicuro anche per l'affitto?
--
Giorgio
sio è stato un errore di battitura sorry.
perche ti vincolo ad un differenziale di 0,03 A? perchè la norativa dice che
i differenziali si definiscono ad "alta sensibilità" quando sono tarati per
Id da 0,03 in giù pertanto dato che gli impianti domestici vanno protetti
con differenziali ad alta sensibilità sei vincolato a mettere un
differenziale da 30 mA o inferiore.
il tutto perchè per la protezione indiretti deve verificare che la
protezione differenziale si possa aprire per dispersioni vertso terra di
tensioni in CA dal valore di 50 V in su.
in poche parole. statisticamente i 50 V Ca sono una soglia di tensione per
la quale al di sotto l'essere umano non ha conseguenze sulla salute, mentre
al di spora si.
Pertanto è stato attribuito a 50 V Ca il valore di sogna massima di
differenza di potenziale a cui un essere umano può essere sottoposto in
condizioni di ragionevole sicurezza.
incorciando il dato con la corrente id dei differenziali ad alta sensibilità
(0,03 A è il limite convenzionale della intensità di corrente che può
attraversare un essere umano senza provocare la tetanizzazione dei muscoli)
abbiamo che la ressitenza totale di terra di un impianto deve essere minore
o al limite uguale a 50/0,03=1666,666666 ohm
pertanto un impainto di terra avente una resitenza minore o uguale a 1666
ohm e unaprotezioen differenziale tarata con Id 0,03 A è considerata sicura
perchè è in grado di intervenire prima che si raggiungano soglie di
tensione/corrente pericolose per la salute sulla base della media delle
persone.
ed è per questo che è doppiamente sbagliato chiamare il differenziale
"salvavita";
1° perche il marchio "salvavita" è solo della Bticino e non di altre marche
2° perchè non è affatto vero che ti salva la vita ma piuttosto è vero che
nella stragrande maggioranza dei casi ti salva la vita.
> Anche gas o acqua. Vale per qualsiasi impianto soggetto a dichiarazione di
> conformità.
esatto! ma ora si parlava di impianti elettrici ed io ho ristretto il campo.
>> Pertanto anche chi ha un immobile "adeguato" se lo tiene così finco a che
>> non vende/affitta/amplia, dopo è obbligato ad adeguarsi.
>
> Sicuro anche per l'affitto?
No, infatti, se il locatore mantiene a suo nome le utenze non fa subentri di
utenza e pertanto rimane tutto così.
Ma chi è che si affitta una casa al giorno d'oggi che non ha nemmeno
l'impianto di terra?
ciao.
Lo
> perche ti vincolo ad un differenziale di 0,03 A? perchč la norativa dice
> che i differenziali si definiscono ad "alta sensibilitŕ" quando sono
> tarati per Id da 0,03 in giů pertanto dato che gli impianti domestici
> vanno protetti con differenziali ad alta sensibilitŕ sei vincolato a
> mettere un differenziale da 30 mA o inferiore.
mega cut
L'obbligo č solo per il circuito prese. Non č generalizzato a tutto
l'impianto. L'obiezione era su questo.
Se non lo precisiamo, qui qualcuno non del settore, potrebbe leggere,
verificare poi che l'installatore ha messo ad inizio montante o per qualche
utenza esterna (luci o cancello) una protezione con Idn maggiore (ad esempio
da 300 mA), e credere che gli sia stato fatto un impianto non a norma.
cut
>>> Pertanto anche chi ha un immobile "adeguato" se lo tiene cosě finco a
>>> che non vende/affitta/amplia, dopo č obbligato ad adeguarsi.
Se non ci sono ampliamenti, non c'č l'obbligo di fare modifiche
impiantistiche (impianto giŕ con requisiti minimi), anche in caso di
vendita. In caso di venditŕ occorrerŕ solo far predisporre la dichiarazione
di rispondenza, che si limiterŕ ad accertare che l'impianto, preesistente
all'entrata in vigore della 46/90, presenta i requisiti minimi richiesti.
>>
>> Sicuro anche per l'affitto?
>
> No, infatti, se il locatore mantiene a suo nome le utenze non fa subentri
> di utenza e pertanto rimane tutto cosě.
Anche in caso di subentro/cambio contratto, ecc, non occorrono adeguamenti.
Basta come sopra dichiarazione di rispondenza.
>
> Ma chi č che si affitta una casa al giorno d'oggi che non ha nemmeno
> l'impianto di terra?
centri storici?
--
Giorgio
ok hai ragione confermo! chiedo scusa per l'imprecisione.
> cut
>>>> Pertanto anche chi ha un immobile "adeguato" se lo tiene così finco a
>>>> che non vende/affitta/amplia, dopo è obbligato ad adeguarsi.
>
> Se non ci sono ampliamenti, non c'è l'obbligo di fare modifiche
> impiantistiche (impianto già con requisiti minimi), anche in caso di
> vendita. In caso di vendità occorrerà solo far predisporre la
> dichiarazione di rispondenza, che si limiterà ad accertare che l'impianto,
> preesistente all'entrata in vigore della 46/90, presenta i requisiti
> minimi richiesti.
certo ma questi requisiti minimi devono sussistere.
> Anche in caso di subentro/cambio contratto, ecc, non occorrono
> adeguamenti. Basta come sopra dichiarazione di rispondenza.
certissimo!
però l'impianto deve rispondere ad i requisiti prescritti per gli impainti
preesistenti.
>> Ma chi è che si affitta una casa al giorno d'oggi che non ha nemmeno
>> l'impianto di terra?
>
> centri storici?
nessuno ma le pretese che a volte hanno i conduttori mi fanno presagire che
un immobile con impianto elettrico senza terra sia difficilmente locabile.
> Giorgio
ciao.
Lo
>> Hai per caso un riferimento?
> guarda, mi sono appena letto la nuova norma che ha sostituito la vecchia
> legge 46/90, condensando quello che dice in poche parole:
[CUT]
Grazie per il tempo che mi hai dedicato.
Ciao
prego! in ogni caso lo avrei fatto, m'è servito anche per il mio lavoro.
ciao.
Lo
E questo costituisce sicuramente un miglioramento, ma solo parziale:
quale tecnico vorrà prendersi la responsibilità di certificare un
impianto non realizzato da lui a meno che non ci sia di mezzo una
cifra "importante"? E sappiamo anche benissimo che se uno paga e gira
un po', già oggi, oltre agli impianti conformi ma senza
certificazione, può far certificare praticamente qualsiasi cosa. La
soluzione corretta sarebbe stata quella di creare un servizio pubblico
che, accanto ai privati, potesse svolgere questo compito, come accade
in altri paesi europei e negli USA, e/o comunque fissare delle tariffe
standard, un po' come accade per la revisione auto.
m.
Ah infatti, da quando hanno privatizzato le revisioni, la garanzia che
vengano fatte a regola d'arte è totale eh? :-/
Era di qualche tempo fa un servizio di Striscia in cui facevano vedere
auto senza pezzi di sospensione, senza catalizzatori o altro passare
"regolarmente" la revisione...
Perché il privato, per farsi i clienti, si deve fare la nomea di quello
che "fa passare le auto", se si fa la nomea dello "stronzo", avendo
l'alternativa, i clienti andranno altrove... e allora trovano il modo di
far passare qualunque cosa, con buona pace della sicurezza.
Cosicché la revisione diventa solo l'ennesimo obolo da versare senza un
effettivo ritorno in termini di miglioramento sociale.
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
ICQ:4005815