Quello che mi chiedo è.....lo posso fare? C'è una qualche regolamentazione
per il quantitativo degli acquisti ad dettaglio? (viene fuori un pallet di
circa un metro cubo di spesa....).
saluti
--
all'ingresso di un Auchan vicino a me c'è un cartellone che
recita più o meno così:
Si informa la gentile clientela che non saranno permessi
acquisti di prodotti che per quantità eccedano vistosamente
il consumo medio del nucleo famigliare...
più o meno eh! ma il senso è quello.
Io so che se tu cerchi di acquistare troppe unità di un prodotto in un
unico scontrino, spesso la cassa non ti accetta la spesa.
Di certo il n° di pezzi è contingentato se prendi qualche prodotto in
offerta.
> Quello che mi chiedo è.....lo posso fare? C'è una qualche regolamentazione
> per il quantitativo degli acquisti ad dettaglio? (viene fuori un pallet di
> circa un metro cubo di spesa....).
Mah, guarda.... io una volta dovevo comprare un bancale intero d'acqua
in bottiglia... invece di caricare ennemila bottiglie sul carrello,
l'ho semplicemente detto al commesso... mi hanno fatto portare il
furgone sul retro, caricato il bancale col muletto e poi mi han fatto
lo scontrino come se fosse la cosa piu' naturale del mondo.
E d'altronde, all'auchan vedo spesso gente che esce trascinando tre o
quattro carrelli stracarichi di birra, mi piace pensare che intendano
utilizzarla per il ristorante...
cia'
Max
> Quello che mi chiedo è.....lo posso fare? C'è una qualche regolamentazione
> per il quantitativo degli acquisti ad dettaglio? (viene fuori un pallet di
> circa un metro cubo di spesa....).
Nella peggiore delle ipotesi ti rifornisci della quantità max, rientri
nel supermercato e lo fai di nuovo, l'algoritmo termina quando hai
preso tutto quello che ti serviva: italian style.
ciao
>Quello che mi chiedo č.....lo posso fare? C'č una qualche regolamentazione
>per il quantitativo degli acquisti ad dettaglio? (viene fuori un pallet di
>circa un metro cubo di spesa....).
Magari un qualche pubblico ufficiale potrebbe sopsettare che hai il
garage pieno di immigrati clandestini.
--
Byebye from Verona, Italy
Bernardo Rossi b.r...@tin.it
ti sei informato sul costo del trasporto del pallet da 1 metro cubo?
> ti sei informato sul costo del trasporto del pallet da 1 metro cubo?
Se ha una Picasso, un Doblo' o simile armadio viaggiante, non e'
sostanzialmente diverso dal trasporto di due sacchi di patate.
poi, magari fa l'autotrasportatore e ha a disposizione uno Stralis col
bilico da 12 metri....
cia'
Max
> all'ingresso di un Auchan vicino a me c'è un cartellone che
> recita più o meno così:
>
> Si informa la gentile clientela che non saranno permessi
> acquisti di prodotti che per quantità eccedano vistosamente
> il consumo medio del nucleo famigliare...
>
> più o meno eh! ma il senso è quello.
Peccato che una limitazione del genere sia illecita...
i corrieri vanno a peso e cubatura, il cosiddetto "peso volumetrico", se
è veramente 1mc gli costa meno fare la spesa da Peck in San Babila
--
WNC2 - World Nutrition Center 2 - Integratori per lo sport
ONLINE STORE: www.wnc2.biz - Num. Verde: 800-134727 (da rete fissa)
> i corrieri vanno a peso e cubatura, il cosiddetto "peso volumetrico", se
> è veramente 1mc gli costa meno fare la spesa da Peck in San Babila
Se ha una Picasso, un Doblo' o simile armadio viaggiante, non chiama
certo un corriere per portarsi a casa un bancale... ah, no,
perdonami, ho letto solo ora che la sua intenzione era precisamente
quella.
Allora e' follia, quello che risparmia sulla spesa lo spende,
moltiplicato per venti, in trasporto, siamo perfettamente d'accordo.
cia'
Max
---------
Esatto, infatti quando espongono cartelli di questo tipo stanno commettendo
un illecito, basta insistere e vedrete che cedono. Posso confermarlo con
certezza perchè ho un amico che lavora alla coop e a volte capita, durante
le offerte, che arrivino cinesi o comunque stranieri, che carichino più
carrelli dei prodotti in promo ( mi racontava di birra e salsicce ad un
prezzo sottocosto ), quando si fa loro notare che le confezioni per persona
devono essere 2 o 3, questi tranquillamente insistono e se il cassiere non
cede chiedono loro di chiamare i vigili. Mica scemi... :-) Il supermercato,
come qualsiasi altro negozio DEVE venderti ciò che desideri, nel limite del
numero dei prodotti esposti.
Tomste76
SI, lo puoi fare.
Le uniche limitazioni, se vi sono, riguardano solo i prodotti in
offerta ma ,in quel caso, vi è un cartello che specifica il numero
massimo dei pezzi che puoi prendere.
Alla Coop mi capita spesso di vedere, soprattutto in prossimità delle
feste natalizie e pasquali, commercianti con uno ma anche due carrelli
con un solo prodotto quando ritengono il prezzo più conveniente di
quello praticato dai loro fornitori abituali.
--
Se Gambadilegno fa una legge per la riforma della Giustizia chiediti
dov'è la fregatura.
Se sei una persona onesta prima o poi la troverai.
pirex
L'acqua è un diritto universale
http://tinyurl.com/3ywme9v
"UNILI'" <STE...@UNILI.IT> ha scritto nel messaggio
news:ion59r$460$1...@speranza.aioe.org...
> Il 20/04/11 19.09, Tomste76 ha scritto:
>
>>>
>>> Si informa la gentile clientela che non saranno permessi
>>> acquisti di prodotti che per quantità eccedano vistosamente
>>> il consumo medio del nucleo famigliare...
>>>
>>> più o meno eh! ma il senso è quello.
>>
>> Peccato che una limitazione del genere sia illecita...
>
>
> ho sentito dire che per lo zucchero il limite esiste, è vero? (forse
> hanno paura che i viticoltori lo usino per zuccherare il mosto) me lo
> diceva una tipa che rifornisce le macchinette del caffé e deve
> acquistare per ovvi motivi grandi quantità di zucchero.
Ma non siamo mica in Ukraina dove nel periodo della maturazione della
frutta lo zucchero è contingentato!
Gli ukraini lo comperano prima di quel periodo e si ubriacano
ugualmente!
Ho avuto modo di bere il vino fatto con le prugne....una schifezza ma a
loro andava bene così.....
"UNILI'" <STE...@UNILI.IT> ha scritto nel messaggio
news:ion706$8p1$1...@speranza.aioe.org...
> Il 20/04/11 19.57, Maria Stella ha scritto:
> cioè confermi che posso acquistare 200 pacchi di zucchero? (pagandolo,
> ovviamente)
>
Io ho visto, davanti a me alla cassa Lidl, un'araba comperare 48 scatole
di caffè in promozione e nessuno ha detto nulla!
Dunque.....la merce è esposta per essere venduta!
"`Roccia` Max" <rocc...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:c7ce851d-d55b-4703...@z31g2000vbs.googlegroups.com...
> On 20 Apr, 16:49, "Alberto" <m...@mio.it> wrote:
>
>> Quello che mi chiedo č.....lo posso fare? C'č una qualche
>> regolamentazione
>> per il quantitativo degli acquisti ad dettaglio? (viene fuori un
>> pallet di
>> circa un metro cubo di spesa....).
>
> Mah, guarda.... io una volta dovevo comprare un bancale intero d'acqua
> in bottiglia... invece di caricare ennemila bottiglie sul carrello,
> l'ho semplicemente detto al commesso... mi hanno fatto portare il
> furgone sul retro, caricato il bancale col muletto e poi mi han fatto
> lo scontrino come se fosse la cosa piu' naturale del mondo.
>
> E d'altronde, all'auchan vedo spesso gente che esce trascinando tre o
> quattro carrelli stracarichi di birra, mi piace pensare che intendano
> utilizzarla per il ristorante...
>
> cia'
> Max
Io ho visto tre persone, padre, madre e figlia con tre carrelli.
Uno colmo di spicchi di formaggio, l'altro di carta igienica ed un terzo
di prodotti vari.
Bottegai ?
A occhio non ti conviene, meglio il fai-da-te.
Ovvero, vai al supermercato più conveniente e più vicino una o due volte
al mese e non acquistare prodotti pubblicizzati, ma preferisci piuttosto
quelli dell'insegna. Che spesso sono gli stessi di quelli pubblicizzati.
E ricorda, la pubblicità non rende più buono un prodotto, ma serve solo a
farlo vendere.
Vedi la 'mitica' Nutella che, rispetto alla Novi è fatta con materie prime
molto più scadenti, tipo l'olio di palma.
[Ringraziamo il signor Gino Novi per la fornitura appena arrivata!]
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
sarà illecita,
ma è altrettanto illecito farsi una grossa scorta di becks
in offerta a 86cent a bottiglia e rivenderle in un locale a
5 o 6 euro chiaramente in nero.
E quindi?
Allora è illecito anche farsi una grossa scorta di becks in offerta a
86cent a bottiglia e spaccarle in testa alla gente...
E' solo per segnalare che non possono essere poste limitazioni legali
all'acquisto dei prodotti
come no!
se vai alla metro senza avere p.iva non ti danno la tessera
e non puoi comprare, è un grossista e vende solo all'ingrosso,
con regolare fattura.
L'Auchan è un dettagliante e vende solo al dettaglio, e se permetti
nella definizione di vendita al dettaglio ci sta anche qualche riferimento
alla quantità.
Più che altro mi domando come sia possibile che un supermarket - che è
pur sempre un dettagliante - possa avere prezzi più favorevoli di un
grossista.
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
perchè una catena compra volumi che il classico "grossista" di zona, che
rifornisce i negozietti locali neanche si sogna.
la catena tratta direttamente col marchio, il grossista è un passaggio
in più.
in più per il marchio, soprattutto se anche lui non è un colosso, essere
presenti in certi posti è una grossa pubblicità, per entrare in certe
realtà prima paghi e poi se ne parla
...snip...
> E ricorda, la pubblicità non rende più buono un prodotto, ma serve solo
> a farlo vendere.
>
> Vedi la 'mitica' Nutella che, rispetto alla Novi è fatta con materie
> prime molto più scadenti, tipo l'olio di palma.
A proposito, ma oggi cominciano a rifilare olio di palma ed olio di colza
dappertutto ?!
Ricordo che l'olio di colza:
http://it.wikipedia.org/wiki/Olio_di_colza
"L'olio di colza è inadatto all'uso alimentare a causa dell'alta
concentrazione di acido erucico, che per la sua tossicità è vietato per
legge, con un limite massimo tollerato del 5% nei grassi alimentari
(legge comunitaria in vigore dal 1º luglio 1979, Direttiva 76/621/CEE,
del 20 luglio 1976)."
Ora che ci sono un mucchio di piantagioni (vedi la colza per produrre bio-
carburanti) stanno infilandolo anche nei prodotti alimentari (dove
sostituisce grassi alimentari che per quanto scadenti, pero' costano di
piu').
Francamente mi pare che questa tendenza all'uso alimentare dell'olio di
colza e' semplicemente demente. Ci sono tanti altri oli di semi a
disposizione, con caratteristiche in cottura simili, ma senza il tossico
acido erucico. C'e' una famosa catena di supermercati che lo mette anche
nei biscotti del suo marchio. Ormai sono costretti a leggere sempre gli
ingredienti per scartare ogni volta che vedo colza e palma.
http://it.wikipedia.org/wiki/Olio_di_palma
Per quanto riguarda la palma, c'e' in due varianti, quello grezzo non
sembra fare male. Ma quello industriale aumenta i fattori di rischio
cardiovascolare, senza la contropartita di alcune sostanze benefiche.
--
Roberto Deboni
[Messaggio Usenet via Tiscali su text.giganews.com. Se leggete via Web il
sottoscritto informa che non conosce o partecipa al sito/forum Web.]
Quindi c'è una regolamentazione sulla quantità nella vendita al dettaglio
???
no, non c'è, ma non ritengo neppure illegale che
un punto vendita ponga dei limiti con quella
motivazione, e poi quando fu lanciato l'iphone
e non ne davano più du un o due (non ricordo)
a persona, nessuno si è scandalizzato
E' qui che sbagli, al dettaglio non può essere messo un limite di spesa,
tutto ciò che è esposto può essere venduto. Oltrettutto la Metro 9 volte su
10 è più costoso di qualsiasi altro negozio, forse con gli alimentari si
salva, ma non su tutto. Però sarei curioso di vedere questa definizione di
"vendita al dettaglio".
> Oltrettutto la Metro 9 volte su 10 è più costoso di qualsiasi
> altro negozio, forse con gli alimentari si salva
La mia impressione e' diversa: gli alimentari non sono particolarmente
concorrenziali, a meno di comprare grandi quantita' (5 litri d'olio, 24
scatole di ceci, ...) mentre sul non alimentare puoi trovare degli
affari (cellulari Nokia a 20 euro, modello base ovviamente).
"Achille Malatrasi" <at...@miomao.it> ha scritto nel messaggio
news:4dafee32$1...@news.x-privat.org...
Si, alla Metro ci va chiunque abbia una partita IVA, contadini,
industriali, artigiani....non ti sembra una forma di discriminazione?
Guido
"Crononauta" <massimo....@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:ioovb1$4se$1...@tdi.cu.mi.it...
Vero!
Oltre ad essere obbligato a comperare in quantità considerevole ti fanno
anche prezzi più cari!
Però penso che ci sia il "trucchetto" degli sconti secondo gli
ordinativi annui che fai e secondo gli accordi presi......
Altrimenti non comprendo perchè i professionisti della ristorazione si
servano dai grossisti quando possono andare alla Lidl (per fare un
esempio) facendosi rilasciare regolare fattura, pagando di meno e
comperando lo stretto necessario.
Guido
> Francamente mi pare che questa tendenza all'uso alimentare dell'olio di
> colza e' semplicemente demente. Ci sono tanti altri oli di semi a
> disposizione, con caratteristiche in cottura simili, ma senza il tossico
> acido erucico. C'e' una famosa catena di supermercati che lo mette anche
> nei biscotti del suo marchio. Ormai sono costretti a leggere sempre gli
> ingredienti per scartare ogni volta che vedo colza e palma.
Una domanda di cui mi interessa molto la risposta: anch'io leggo
spesso gli ingredienti dei dolci che compro, ma vedo sempre scritto
"Olio (o grasso) vegetale"; c'e' un modo per capire se l'olio e' di
palma / colza ?
Saluti.
Paolo.
Se dicono solo "olio vegetale", puoi scommettere che al 99% sarà colza o
palma. Per un motivo banale e logico: se *non* ci mettono merda, hanno
tutto l'interesse a farlo notare; solo se ce la mettono, hanno interesse a
dire il meno possibile.
Comunque tieni conto che gli olii di semi sono tutti più o meno
equivalenti, perché raramente se non mai sono olii derivati da spremitura
(ché allora avrebbero un costo pari all'extravergine di oliva). Nella
pressoché totalità dei casi sono olii estratti con sostanze chimiche e poi
"lavati" e raffinati, va da sé che dei residui ce ne saranno sempre.
Perciò è abbastanza superfluo stare a preoccuparsi del "tipo" di olio di
semi, quando poi parliamo di olii di raffinazione.
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
Skype: crononauta <massimo....@gmail.com>
Facebook: Massimo Bacilieri
primo, non travisare!
qui non si sta parlando di limiti di spesa, ma di quantità.
inoltre e un esercizio può benissimo porre un limite alle quantità
vendibili in una singola spesa è non è affatto illecito come detto
sopra.
>Se dicono solo "olio vegetale", puoi scommettere che al 99% sarà colza o
>palma. Per un motivo banale e logico: se *non* ci mettono merda, hanno
>tutto l'interesse a farlo notare; solo se ce la mettono, hanno interesse a
>dire il meno possibile.
Esattamente; chi usa olio EVO lo sbandiera ai 4 venti.
A volte vedo usare anche l'olio di girasole tra gli ingredienti.
>Perciò è abbastanza superfluo stare a preoccuparsi del "tipo" di olio di
>semi, quando poi parliamo di olii di raffinazione.
Ecco, questo non lo sapevo :-(
Pensavo che quando si trovasse olio di girasole fosse meglio di olio di
palma
PS: ma perché ogni grossa marca non si decide a fare delle linee di
prodotto parallele (ridotte) che costano di + ma senza olii di palma? Io
sarei disposto a pagare un 10-20% in + tali prodotti senza alcun
problema!!
--
http://www.manovredisostruzionepediatriche.com - Per tutti quelli che hanno a che fare con dei bambini
http://spaziomamma.altervista.org/ - Il nostro sito
http://www.youtube.com/watch?v=TcTx4b53tf8 - The king of pop
Per rispondermi via email rimuovi _removethis_ e .invalid dall'indirizzo
> Nella
> pressoché totalità dei casi sono olii estratti con sostanze chimiche e poi
> "lavati" e raffinati, va da sé che dei residui ce ne saranno sempre.
>
> Perciò è abbastanza superfluo stare a preoccuparsi del "tipo" di olio di
> semi, quando poi parliamo di olii di raffinazione.
Si', pero' poi alla fine mi chiedo se non stiamo a farci troppe
paranoie...Perche' nel 99% dei paesi del mondo l'olio d'oliva e' poco
piu' di una curiosita' esotica, e non mi pare che ci siano grosse
differenze di problemi di salute che si possano ricondurre a questo,
correggetemi se sbaglio.
Molto spesso le differenze statistiche ( es. maggiore incidenza
dell'obesita' o di alcune malattie) si possono ricondurre a differenze
generali del tipo di alimentazione e stile di vita, ma non al fatto
di usare un olio al posto di un altro. Insomma, sono d'accordo che
l'olio di palma sia una schifezza, ma non credo che qualche biscotto
per colazione costituisca davvero un problema.
Elena
> Insomma, sono d'accordo che
> l'olio di palma sia una schifezza, ma non credo che qualche biscotto
> per colazione costituisca davvero un problema.
Diciamo che al 50% può far male alla salute dei consumatori e al
restante 50% può far male alle tasche dei produttori di olio d'oliva.
--
Il mio blog: http://nekomonogatari.wordpress.com
> Insomma, sono d'accordo che
> l'olio di palma sia una schifezza, ma non credo che qualche biscotto
> per colazione costituisca davvero un problema.
Aspe', tu parli di qualche biscotto; io olio e grasso vegetale lo
leggo su la maggior parte di;
Biscotti, torte e dolci in generale;
merendine;
gelati;
stuzzicerie salate (tipo crakers, grissini....);
surgelati;
creme e salse (tipo mayonese etc);
etc. etc.
Di industriale rimane ben poco da mangiare; :(
Paolo.
I grossisti praticano listini diversi ai vari clienti, a seconda dei
volumi e della bontà del cliente (se, per esempio, è puntuale,
scattano vari sconti, mentre ai pessimi pagatori sono fatti prezzi
peggiori).
L'entità degli sconti è tale che fenomeni di quel tipo sono possibili.
A causa della sua dannosita' e quindi del fatto che c'e' un limite
legislativo sulla sua presenza, con un limite massimo tollerato del 5%
nei grassi alimentari, e' obbligatorio specificarlo quando e' presente.
Quindi se NON c'e' scritto "olio di colza" NON dovrebbe esserci olio di
colza (ovviamente sempre che il produttore non imbrogli sulle etichette).
Aggiungo, che visto il suo limite di uso alimentare, ma come si puo'
mettere in vendita' l'olio di colza puro ? Come fa il consumatore medio a
sapere che deve limitare il suo consumo (non c'e' neanche scritto sulla
confezione). Ma ancora di piu' ... ho visto alcune marche che costano di
piu' degli altri semi ... immagino il consumatore ignorante: "Se costa di
piu', sara' piu' buono ..." (poveretto ...)
Per quanto riguarda l'olio di palma, invece non so. Pero' ho notato che
nelle confezioni economiche si trova spesso tra gli ingredienti, mentre
manca dei prodotti di marca. Potrebbe dire due cose:
a) e' un prodotto che si usa solo nei prodotti scadenti ed e' indicato
perche' e' obbligatorio indicarlo
b) e' usato anche nei prodotti di marca, ma la potenza economica della
grossa catena aziendale riesce a schivare l'obbligo della scrittura ...
Non sono soltanto secondo i volumi, ma anche a seconda della "bontà"
del cliente, cioé se paga puntuale, se paga in anticipo, se paga alla
consegna, 30 giorni, 60 giorni, ecc...
Anedotticamente, la mia ragazza lavora, all'estero, per una
multinazionale dell'alimentare ed hanno un solo cliente italiano del
quale si lamentano per i grossi ritardi (è considerato, al momento, il
peggior cliente in assoluto) ed è anche, per questo motivo, anche il
cliente che riceve il listino prezzi più alto, nonostante gli alti
volumi acquistati.
Quando si cerca il motivo per cui in Italia molti prodotti costano più
che all'estero, andrebbero prese in considerazione anche certe pessime
abitudini del mercato italiano.
> Altrimenti non comprendo perchè i professionisti della ristorazione si
> servano dai grossisti quando possono andare alla Lidl (per fare un
> esempio) facendosi rilasciare regolare fattura, pagando di meno e
> comperando lo stretto necessario.
Però Lidl vuole essere pagato sul momento, alla cassa, non a 90 giorni
(quando va bene).
>a) e' un prodotto che si usa solo nei prodotti scadenti ed e' indicato
>perche' e' obbligatorio indicarlo
>b) e' usato anche nei prodotti di marca, ma la potenza economica della
>grossa catena aziendale riesce a schivare l'obbligo della scrittura ...
Es. Mulino Bianco: "grassi vegetali non idrogenati" --> olio / grasso di
palma. Idem per la Nutella e tutto il resto.
Si', e' vero, ma di fondo bisognerebbe cercare di limitare l'utilizzo
di cibi "prefabbricati"...Quelle che elenchi sono tutte cose che
dovrebbero avere un ruolo marginale in una dieta (intesa come "tipo di
alimentazione"). Cioe' se tu ti mangi i biscotti per colazione, poi
una merendina a meta' mattina, un pranzo condito con creme e salse
confezionate ( o piatti precotti e scaldati...) , un gelato, una
merenda industriale (un'altra merendina o altri biscotti o simili...)
alla fine mangi in modo sbagliato anche se queste cose le fai con il
migliore olio extravergine di oliva invece che con grassi vegetali
sconosciuti... Diciamo che dolci e "stuzzicherie" varie, oltre ai
piatti prefabbricati, non dovrebbero costituire il fondamento
dell'alimentazione.
Elena
> Es. Mulino Bianco: "grassi vegetali non idrogenati" --> olio / grasso di
> palma. Idem per la Nutella e tutto il resto.
Ecco, altra cosa che ancora non ho capito; sono meno salutari i grassi
vegetali "idrogenati" o quelli "non idrogenati" ?
E che alimenti sono questi ? (Ad es. mi sembra di capire che la
margarina siano grassi vegetali non idrogenati...)
Paolo.
I meno salutari sono i grassi idrogenati. Due link trovati al volo:
http://www.cibo360.it/alimentazione/cibi/olio/margarina_non_idrogenata.htm
http://www.albanesi.it/Alimentazione/cibi/margarina.htm
> E che alimenti sono questi ? (Ad es. mi sembra di capire che la
> margarina siano grassi vegetali non idrogenati...)
Tecnicamente "grassi vegetali" non vuol dire niente, sono grassi
vegetali anche l'olio extravergine di oliva, ma sono grassi vegetali
anche quello di palma e di colza.
La margarina è un discorso a parte, ed è merda comunque la guardi:
perché o è prodotta per idrogenazione dei grassi, oppure è prodotta da
grassi vegetali raffinati (cioè estratti con sostanze chimiche)...
La margarina è uno stupendo esempio di come col pretesto del "cibo
light" e del "mangiare dietetico" il marketing delle multinazionali ci
rifili orribili porcherie.
Facendoci perfino credere di stare mangiando meglio del naturalissimo
burro, che alla fine è fatto semplicemente con del latte!
> La margarina è grasso idrogenato....
Ho piu' dubbi di prima; prendo dei cornetti che ho in cucina di una
grande catena italiana; sulla confezione c'e' scritto: "SENZA GRASSI
IDROGENATI"; leggo gli ingredienti: farina, margarina, zucchero...
Paolo.
Esiste la margarina non idrogenata. Che è una porcheria come quella
idrogenata, comunque.
Si, l'idrogenazione dei grassi vegetali serve soltanto a renderli
solidi, perche' in natura sarebbero tutti fluidi (anzi, no, uno c'e'
che e' solido a temperatura ambiente, e cioe' il burro di cacao... Che
costa una cifra e nei biscotti non ce lo metterebbero mai; gia' tanto
se finisce nella cioccolata, ma anche li' purtroppo le norme europee
consentono di usare altre cose) . Poi e' ovvio che se uno a casa puo'
"aver piacere" (mah!!!) ad avere un panetto di margarina per far finta
di usare il burro (si puo' spalmare, tagliare a pezzetti...), nel caso
dell'industria alimentare ha ben poco senso, perche' tanto la
preparazione avviene industrialmente e immagino che per le macchine
sia lo stesso vedere i grassi vegetali in forma solida o liquida...
Elena
> Si, l'idrogenazione dei grassi vegetali serve soltanto a renderli
> solidi, perche' in natura sarebbero tutti fluidi (anzi, no, uno c'e'
> che e' solido a temperatura ambiente, e cioe' il burro di cacao... Che
> costa una cifra e nei biscotti non ce lo metterebbero mai; gia' tanto
> se finisce nella cioccolata, ma anche li' purtroppo le norme europee
> consentono di usare altre cose) .
Innanzitutto volevo ringraziare tutti coloro che mi ha risposto ed
hanno chiarito i miei molteplici dubbi alimentari :)
Abbiamo in casa 2 bambini, quindi gli alimenti che ho citato (per un
motivo o per un altro) purtroppo abbondano (ad esempio, a trovarlo il
gelato senza grassi vegetali !)
Una volta ho letto in qualche articolo, che nell'industria alimentare
vengono usati grassi vegetali al posto del burro (del latte), non
tanto per il costo ma per problemi di deperibilita' del prodotto
finale, che in questo caso non potrebbe neanche superare il mese.
Poi pero' ho visto che il pandoro industriale ha tra gli ingredienti
il burro, e che comunque ha scadenza superiore ai 3 mesi...
Ho come l'impressione che non ce la raccontino tanto giusta; mi sembra
che in USA si stanno muovendo per limitare il consumo di queste
porcherie.
Paolo.
L'apoteosi è il "burro light" 50% burro 50% margarina... e te lo
presentano pure come un favore che fanno alla tua salute :-O
Pensa solo a quanto costa il burro e quanto un grasso vegetale
economico... moltiplicalo per le quantità industriali che produce una
grande azienda, e fai due conti su quale sia il profitto - sulla salute
dei clienti - a favore dell'azienda.
Come diceva quello, quando non capisci qualcosa segui i soldi, e la
risposta sarà sempre giusta.
Dopo è chiaro che mica possono venirti a dire "sì mettiamo i grassi
vegetali idrogenati perché così risparmiamo un botto", ovvio che devono
infiocchettare la cosa con balle più o meno grandi purché "accettabili"
dai clienti.
> Poi pero' ho visto che il pandoro industriale ha tra gli ingredienti
> il burro, e che comunque ha scadenza superiore ai 3 mesi...
> Ho come l'impressione che non ce la raccontino tanto giusta;
Guarda, certe volte penso che è meglio non sapere... se sapessimo
*davvero* quello che ci fanno mangiare, penso che piuttosto ci
lasceremmo morire di fame :-(
> mi sembra
> che in USA si stanno muovendo per limitare il consumo di queste
> porcherie.
Sì vabbè, gli USA prima di arrivare a qualità di cibo accettabili ne
devono ancora fare di strada... :-O
da quando ho visto questi video di Report, oramai cerco di stare attento
sempre alle etichette:
http://www.youtube.com/watch?v=Gy-9fjTWtmc --- prima parte
http://www.youtube.com/watch?v=-YW5Unll9VY --- seconda parte
Eh, no, non mi pare proprio che tu abbia le idee chiare. Il burro è
dannoso per le arterie quanto i grassi vegetali idrogenati perchè
formato da grassi saturi. I grassi non dannosi alle arterie sono proprio
quelli vegetali, che sono per lo più insaturi (a meno che non vengano
idrogenati, diventando saturi) Oli vegetali non dannosi sono per esempio
l'olio di oliva e quello di arachidi, mentre quello di palma contiene
acido palmitico, che è saturo e quindi dannoso; quello di colza invece
contiene insaturi, addirittura omega3, ma è debolmente tossico a causa
causa della presenza di acido erucico. La dicitura "oli vegetali" di per
sé non da' nessuna informazione utile se non viene specificato di che
oli si tratta; l'unica utilità è che specifica che nonsono stati usati
grassi animali (che sono saturi - con l'eccezione degli oli di pesce - e
quindi dannosi).
Ma neanche per sogno.
In breve, il processo di idrogenazione di per sé induce nel grasso
alterazioni pericolose, con la trasformazione di legami insaturi dalla
forma "cis" a quella "trans".
Grassi con legami insaturi in forma "trans" sono collegati ad un aumento
di rischio cardiovascolare ben più di quelli in forma "cis".
Il discorso è in realtà un po' più complesso, lo spiega bene il solito
Albanesi:
http://www.albanesi.it/Alimentazione/transfattyacid.htm
In sostanza non è vero che il burro è pericoloso come i grassi vegetali
idrogenati solo perché sono entrambi grassi "saturi".
Certo, questo non vuol dire che uno possa abusare liberamente del burro,
ma certamente ci dice che tra margarina e burro è certamente meglio il
secondo.
> Eh, no, non mi pare proprio che tu abbia le idee chiare.
Avevo messo la faccina; e' difficile togliersi *tutti* i dubbi sul
cibo industriale con qualche post, pero' nel frattempo avevo capito
che:
1) a parita' di oli, meglio quelli non idrogenati che quelli
idrogenati
2) evitare comunque palma e colza
3) meglio burro che margarina (ma questa era una mia considerazione)
4) quasi tutto il cibo industriale contiene (per mere questioni
economiche) il peggiore grasso possibile.
Ma probabilmente la delucidazione migliore e' quella che hai postato
tu, cioe' non fermarsi a distinguere la bonta' o meno dei grassi,
distinguendoli in idrogenati e non, ma considerare se essi siano
saturi (= colesterolo cattivo) ed insaturi (= colesterolo buono).
Putroppo la maggior parte dei dolci non li fanno con l'olio d'oliva...
Saluti.
Paolo.