On Thu, 28 Nov 2013 09:37:54 +0000, doppio..massimo wrote:
> Il Wed, 27 Nov 2013 18:03:37 -0600, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>
>>> Per curiosita'... su questo NG quante persone ci sono che conosci ed
>>> incontri tutti i giorni ?
>>
>> Primo) siamo in cross-post, percio' sono "questi NG".
>
> Secondo) *sei* in cross post, io non crossposto.
>
>> Secondo) comincio a sospettare alcuni casi, ed ecco un messaggio per
>> gli eventuali: "Se vi inserite in modo anonimo, non posso sapere chi
>> siete e quindi non potete aspettarvi la maggiore cortesia che si porta
>> verso chi si conosce."
>
> I comportamenti sulla rete sono dettati da varie ragioni, su facebook
> sei riconoscibile dal tuo nome, dalla tua foto e dai tuoi conoscenti. Su
> usenet no.
E perche' no ? La foto non e' certamente dirimente, perche' molti,
prudentemente (ed hanno ragione) non mettono la foto.
Cosa ha percio' di diverso facebook da usenet ?
Non si creino limiti, comportamenti stagni mentali.
> Il mondo e' bello perche' e' vario e offre opportunita' per tutti i
> gusti. Quando vogliamo socializzare col nostro nome
Non intervengo su Usenet per socializzare. Punto.
Forse e' questo il suo equivoco. Sono invece spesso attaccato di persona
e vengo cosi' sbilanciato a scrivere anche troppo di me. Forse sono altri
che hanno problemi di socializzazione imperativa.
La mia tesi e' la cosidetta logica del branco, che non riesce a gestire
correttamente (direi "dignitosamente) i rapporti con chi e' posizionato
fuori del branco. Non per nulla il fenomeno che porta ai suicidi
riproduce virtualmente l'equivalente dello sbranamento operato da un
branco di animali ferini verso una preda inerme.
> ben visibile abbiamo
> svariate opportunita' di farlo, quando non abbiamo voglia di metterci
> l'impegno dovuto al mantenere una reputazione, abbiamo usenet il che lo
> rende un posto un po' selvaggio, proprio perche' autodisciplinato.
"autodisciplinato" e "selvaggio" non sono sinonimi, ma antitetici.
> Io lo trovo divertente proprio per questo e se qualcuno mi insulta, al
> massimo lo metto nel kill file.
Provi ad entrare nella mia logica che, tra persone normali, ci si comporta
piu' civilmente se "ci si mette la faccia" (inteso in questo caso,
metterci nome e cognome, che significa due cose:
a) sapere che si e' esposti in prima persona, almeno verso chi ci conosce
personalmente
b) aborire il cosidetto deprecato "morphing" con i mali che si porta dietro
Inoltre non ritiene che c'e' un limite alla lista di proscrizione
(kill-file) ? Come funziona questa lista quando qualcuno non inseritovi
replica alla persona bloccata ?
> Figuriamoci se mi metto a cercare insulti anche dove non ci sono. Cosi'
> ti rovini la giornata, chi te lo fa fare ?
Suppongo che lei non condivida la logica della cosidetta "tolleranza zero".
In Italia si dice che tutti sono deliquenti ed evasori. Alcuni affermano
che e' perche' tutti i piccoli reati e le piccole evasioni sono tollerati,
financo uno sguardo benevolo, condiscendente (lo facciamo tutti, ne' ...)
Ad alcuni questo "mondo" fa orrore, schifo. E quando si parla di corruzione
dei giovani, dei piccoli, si dovrebbe riflettere anche di questo tipo di
corruzione morale.
Dovrebbe essere chiaro a tutti in Italia, che all'estero, certi
comportamenti che qui vengono sanciti con un buffetto amichevoli,
portano dritto in carcere o al pagamento di sanzioni.
Capisco che le limitazioni delle proprie liberta' dovute a vivere in un
regime fascista, porti a doversi sfogare in qualche modo. Ed il "regime"
e' ben tollerante in questo senso, sapendo che questa "anarchia"
limitata e' lo sfogo che poi da modo al cittadino di medio di abbassare
la testa ed "obbedire" (il mito di Garibaldi, come riportato dai libri
di storia di una scuola che insegna una logica fascista, non e' quello
di avere cercato di insegnare l'"autodeterminazione" di un popolo agli
italiani, ma bensi', l'opposto, quel "obbedisco" che Garibaldi non ha
mai pronunciato, ma solo scritto in un telegramma.
Mi domando spesso se oggi, vivo, osservando come e' stato esaltato (ed
esagerato) la portata di quella parola su un telegramma, dal regime,
dalla burocrazia, che cosa direbbe. In sostanza si esalta Garibaldi
per una apparente logica totalmente diversa da cio' che la sua vita ha
rappresentato.
Invece, per Garibadi non c'era scelta. Se La Marmora gli toglieva
l'appoggio militare, che possibilita' c'erano contro un esercito mobilitato
di un Impero Austriaco ? Anzi, sono certo, che se anche in Trentino, di
fronte al Garibaldi ci fosse stato un esercito, una debolezza come quella
del regno borbonico, la risposta sarebbe stata totalmente diversa.
Ora non voglio soffermarmi su ipotesi di storia alternativa, dei
"e se fosse stato ...", bensi' su come sulla didattica italiana ci si
soffermi cosi' tanto a dipingere una figura del Garibaldi intorno alla
logica di un rigore burocratico del "obbedisco", invece di esaltare e
spiegare agli alunni la logica e lo spirito di autodeterminazione dei
popoli, che Garibaldi ha sostenuto con forza nella sua vita:
- l'appartenenza alla Giovine Italia (che non erano certamente dei
fascisti) con tanto di tentata insurrezione in Piemonte (e dovete fuggire
dalla Italia, proprio questo: quindi Garibaldi contro il potere
autoritario)
- tentativo di separazione della Repubblica del Rio Grande del Sol dal
Impero del Brasile (nuovamente "autodeterminazione" di un popolo)
- idem per la guerra civile in Uruguay, ove si batteva contro chi voleva
il fascismo (anche se allora non aveva tale nome) del nazionalista
di destra (allora era "il centro" politico, visto che la controparte
erano i monarchici) Manuel Oribe aiutati dai Federales argentini (le
forze del dittatore Juan Manuel de Rosas)
- sostegno alla rivolta di Milano, ma specialmente alla Repubblica di Roma
L'appoggio che diede ai piemontesi con i Cacciatori delle Alpi e' stato
in realta' un ripiego verso i suoi ideali, un accontentarsi e la cessione
di Nizza gli deve avere bruciato ancora di piu' quel "obbedisco".
Non per nulla ha reagito provocando la rivolta verso il Regno delle due
Sicilie. Piu' avanti, del resto, nonostante abbia sostanzialmente regalato
il Sud ai piemontesi, e' stato messo in carcere dagli stessi piemontesi
(sconto dell'Aspromonte).
Ebbene, tutto questo e' messo in secondo piano, e tutto la didattica
viene puntata su un Garibaldi che avrebbe pronunciato (non e' vero)
la parola "obbedisco".
Scusate la divagazione, ma e' solo un esempio di come da piccoli segni,
fin da bambini si inculca una cultura di sudditanza verso l'autorita'.
Tant'e' che ogni volta che si apre un nuovo settore, una nuova disciplina,
la prima cosa che l'italiano chiede e' una legge specifica, una
disciplina, un regolamento. Altro che "autodeterminazione".
Hmmmm ... come ci siamo finiti ..., ah si ... la tolleranza verso i
piccoli reati.