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Far andare la caldaia...in emergenza.

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contro(

unread,
Feb 12, 2012, 3:48:21 AM2/12/12
to
Sto pensando di usare un "inverter", collegato a una o piu' batterie,
per poter usare la caldaia a metano in caso vada via l'energia elettrica.

Penserete che io sia impazzito, ma mi spiego meglio.

Come molti ho il metano sia per il riscaldamento che per l'acqua calda,
ora, visto che per il riscaldamento posso usare altri sistemi(camino o
stufe a cherosene) stavo pensando di "alimentare" la caldaia almeno solo
per lavarsi.
Abito in una zona dove va via molto spesso la corrente, ma *NON POSSO
USARE* un gruppo elettrogeno per motivi logistici e di vicinato.

Di quanta energia(quante batterie e che tipo di inverter) avrei bisogno
per fare questo, e quanto durebbero tenendo presente che "attiverei" la
cosa solo all'occorrenza(tipo: per far doccia, lavarsi un attimo o far
piatti)?

E' una stronzata, e se si perche? :-)

Altre soluzioni economiche?

Grazie in anticipo.

C.

Brunt

unread,
Feb 12, 2012, 5:11:11 AM2/12/12
to
A parte che la solzuione ideale è un piccolo generatore che vengono
venduto anche a meno di 100€, ma se non puoi usarli...
Una caldaia senza pilota consuma 140-150W a 220V, una possibile
soluzione, nel caso in cui le interruzioni siano intermittenti e non di
ore, sarebbe utilizzare un UPS per PC. Sono già fatti per il tuo
utilizzo, ma solo per tempi limitati (max 10 minuti).

Cpt. Lonestarr

unread,
Feb 12, 2012, 7:28:38 AM2/12/12
to

"contro(" <contro28_...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:jh7ucm$bum$1...@speranza.aioe.org...
Una batteria un pò grossa da trazione (quelle per i muletti o camper) e un
inverter.

Diciamo da 130 a 200 euro per una batteria sui 120 Ampere (quelle da
trazionesono più costose perchè hanno poco spunto e molta tenuta di carica)
L'inverter costerà sui 100 euro per un 600 watt che dovrebbe bastare,

ma per la certezza dovresti controllare i parametri della caldaia (possono
variare) e accertarti di non avere l'impianto "d'emergenza" collegato quando
torna la luce per non friggere tutto.

con quelle cifre però potresti avere tranquillamente un piccolo generatore
6-700 watt.
Non credo che facciate la doccia alle 3 di notte, se è per tempi limitati
l'unico problema coi vicini sarebbe l'invidia.


surak 2.0

unread,
Feb 12, 2012, 7:43:42 AM2/12/12
to
contro( wrote:
> Sto pensando di usare un "inverter", collegato a una o piu' batterie,
> per poter usare la caldaia a metano in caso vada via l'energia elettrica.
>
> Penserete che io sia impazzito,

No, sei il solito "contro (" ;-)

> ma mi spiego meglio.

E questo diventa aggravante

> Come molti ho il metano sia per il riscaldamento che per l'acqua calda,
> ora, visto che per il riscaldamento posso usare altri sistemi(camino o
> stufe a cherosene) stavo pensando di "alimentare" la caldaia almeno solo
> per lavarsi.
> Abito in una zona dove va via molto spesso la corrente,


Molto spesso e molto a lungo?
Emigra in posti civili

> ma *NON POSSO
> USARE* un gruppo elettrogeno per motivi logistici e di vicinato.
>
> Di quanta energia(quante batterie e che tipo di inverter) avrei bisogno
> per fare questo, e quanto durebbero tenendo presente che "attiverei" la
> cosa solo all'occorrenza(tipo: per far doccia, lavarsi un attimo o far
> piatti)?
>
> E' una stronzata, e se si perche? :-)
>
> Altre soluzioni economiche?

Un pentolone sul fuoco (del camino), come il nonno, no?

> Grazie in anticipo.
>
> C.

Ciao!

contro(

unread,
Feb 12, 2012, 7:55:57 AM2/12/12
to
Il 12/02/2012 13:43, surak 2.0 ha scritto:

>> ma mi spiego meglio.
>
> E questo diventa aggravante

Questa non l'ho capita(quella prima si). :)


> Molto spesso e molto a lungo?
> Emigra in posti civili

Accetto suggerimenti su eventuali destinazioni...e contributi ovviamente. :)


>> Altre soluzioni economiche?
>
> Un pentolone sul fuoco (del camino), come il nonno, no?

Beh, sarebbe un po scomodo.
Vuoi mettere la comodita' di aprire il rubinetto ed esce acqua calda?

C.

P.S.
Grazie anche agli altri.

Alessandra R.

unread,
Feb 12, 2012, 9:19:06 AM2/12/12
to
contro(, rischiando una denuncia penale, ha osato scrivere:

> Vuoi mettere la comodita' di aprire il rubinetto ed esce acqua calda?
> Grazie anche agli altri.

trasferisciti in Thailandia. L'acqua esce già tiepida dal rubinetto
senza bisogno di riscaldarla (per averla calda ci sono delle pratiche
caldaie elettriche a riscaldamento istantanteo), e ci sono 28-30 gradi
tutto l'anno.

--
Alessandra

La conoscenza è fatta di una materia più dura di quella della fede
sicché, quando si urtano, è la fede a spaccarsi - A.Schopenhauer

surak 2.0

unread,
Feb 12, 2012, 2:15:59 PM2/12/12
to
contro( wrote:
> Il 12/02/2012 13:43, surak 2.0 ha scritto:
>
>>> ma mi spiego meglio.
>>
>> E questo diventa aggravante
>
> Questa non l'ho capita(quella prima si). :)

Semplicemnte che spesso te ne esci con ipotesi-idee complicate
di suo, se poi la spieghi pure meglio allora è probabile che la
complichi ancora di più

>> Molto spesso e molto a lungo?
>> Emigra in posti civili
>
> Accetto suggerimenti su eventuali destinazioni...

Sai che è una risposta a rischio?

> e contributi
> ovviamente. :)

Con quello che in Italia si spende di riscaldamento (e luce aggiuntiva)
puoi pagarti il volo per diversi posti caldi (occorre non avere impegni
lavorativi e comprare casa in loco)


>
>>> Altre soluzioni economiche?
>>
>> Un pentolone sul fuoco (del camino), come il nonno, no?
>
> Beh, sarebbe un po scomodo.
> Vuoi mettere la comodita' di aprire il rubinetto ed esce acqua calda?

Ovvio che no, ma se hanno inventato le città ci sarà un suo perchè.
Il punto è che se resti senza luce o gas, una mezza giornata all'anno di
media, allora conviene arrangiarsi scomodo per quell'occasione senza
star lì a complicarsi la vita.

> C.
>
> P.S.
> Grazie anche agli altri.

Ciao!

contro(

unread,
Feb 12, 2012, 2:35:04 PM2/12/12
to
Il 12/02/2012 20:15, surak 2.0 ha scritto:

>>>> Altre soluzioni economiche?
>>>
>>> Un pentolone sul fuoco (del camino), come il nonno, no?
>>
>> Beh, sarebbe un po scomodo.
>> Vuoi mettere la comodita' di aprire il rubinetto ed esce acqua calda?
>
> Ovvio che no, ma se hanno inventato le città ci sarà un suo perchè.
> Il punto è che se resti senza luce o gas, una mezza giornata all'anno di
> media, allora conviene arrangiarsi scomodo per quell'occasione senza
> star lì a complicarsi la vita.

Il problema e' che qui, un anno si e uno no in inverno, capita di stare
senza energia elettrica anche per 3-5gg(che vuoi farci, Enel Produzione
qui e' cosi').
Per 1/2 giornata ci metterei la firma e non mi farei tanti problemi.

C.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Feb 12, 2012, 3:10:20 PM2/12/12
to
On Sun, 12 Feb 2012 09:48:21 +0100, contro( wrote:

> Sto pensando di usare un "inverter", collegato a una o piu' batterie,
> per poter usare la caldaia a metano in caso vada via l'energia
> elettrica.

Guardi che "inverter" + "batterie" = "gruppo di continuita" (o UPS)

Se lei prende l'UPS, ha anche tutta la gestione della ricarica
delle batterie, oltre che un mobile che contiene tutto.

...

> Come molti ho il metano sia per il riscaldamento che per l'acqua calda,
> ora, visto che per il riscaldamento posso usare altri sistemi(camino o
> stufe a cherosene) stavo pensando di "alimentare" la caldaia almeno solo
> per lavarsi.

Quindi alimentazione della caldia SENZA POMPA.
Direi che l'assorbimento elettrico e' sotto i 100W, ma per
prudenza, teniamo questo valore.

> Abito in una zona dove va via molto spesso la corrente, ma *NON POSSO
> USARE* un gruppo elettrogeno per motivi logistici e di vicinato.

Quello che occorre sapere e' quanto dura un blackout,
fa una grossa differenza 6 ore di autonomia o 18 ore.

> Di quanta energia(quante batterie e che tipo di inverter) avrei bisogno
> per fare questo, e quanto durebbero tenendo presente che "attiverei" la
> cosa solo all'occorrenza(tipo: per far doccia, lavarsi un attimo o far
> piatti)?

Lei puo' fare tutte le docce che vuole e lavare i piatti in
continuazione, che l'assorbimento della caldaia cambia di
poco. In pratica c'e' solo l'energia della elettrovalvola
che fa passare il gas.
Quello che consuma la maggior parte della energia e' tutto il
circuito di controllo dei sensori, protezioni, etc.

> E' una stronzata, e se si perche? :-)

Non mi sembra.

Ipotizziamo 6 ore di autonomia, a 100W fanno 600Wh,
tenendo conto che i commerciali sono per la maggiore parte degli
emeriti bugiardi (o ignoranti, ma il confine e' labile ...)
prendiamo un valore doppio, di 1200 Wh.
Attenzione! Non ci serve una potenza di 1,2 kW !!! Un 300W
ci basta ed avanza, ma quello che ci serve e' che abbia
una autonomia nominale di 6h a 300W "informatici" (che diventano
6 ore di autonomia a 100W nel mondo reale delle cose che funzionano).

Considerando l'uso di batterie da 12V, per avere 1200 Wh
occorrono 100Ah. A questo punto e' tutta una questione di costi.

Le serve un'inverter da 300W (oppure 500VA, e' lo stesso).

Poi puo' cominciare con questa:

http://www.csb-battery.com/english/01_product/02_detail.php?fid=5&pid=17

Veda nei negozi GBC, credo che si possa ordinare se non l'hanno
in esposizione.

Oppure puo' lanciarsi subito con questa:

http://www.csb-battery.com/english/01_product/02_detail.php?fid=5&pid=19

Naturalmente poi le serve un caricabatterie adeguato.

Sarebbe meglio trovare un UPS (500VA, 100Ah di batterie a 12V) perche'
cosi' tutto e' automatico ed otimizzato, pero' non si tratta di
prodotti consumer.
Il meglio dei prodotti consumer e' l'APC-1000 che ha una batteria da 9Ah,
percio' n.10 APC-1000 in cascata potrebbero fare al suo caso e costare
meno di un UPS nato con 90Ah. Non e' una soluzione efficiente, perche'
il primo UPS deve alimentare anche gli altri 9 (circa 15W cadauno),
oltre al carico desiderato, il secondo gli altri 8, etc.
Pero' e' sicuramente una soluzione facile di immediata applicabilita' :-)

Tra l'altro potrebbe provare in modo modulare, prima ne' compera
due e li mette in cascata e vede che durata ottiene e poi ne'
aggiunge quanti servono :-)

--
Roberto Deboni

[Messaggio Usenet via Tiscali su text.giganews.com. Se leggete via Web
il sottoscritto informa che non conosce o partecipa al sito/forum Web.]
Message has been deleted

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Feb 13, 2012, 7:06:49 AM2/13/12
to
On Mon, 13 Feb 2012 10:29:08 +0100, Paolo C. wrote:

> Non vorrei dire una castroneria ma *potrebbe* non funzionare. Avevo
> letto che le caldaie non funzionano con:
>
> fase e neutro invertiti, alimentazione fase-fase sbilanciata, neutro
> sotto tensione e altro....
>
> Ora nel caso dell'ups si ha un neutro non a terra, non so se possa
> causare problemi

Non e' il neutro il problema, l'accensione elettronica della caldaia
richiede che la fase sia presente rispetto alla terra. Infatti la
scintilla viene provocata applicando un'arco tra la carcassa e
l'elettrodo. E la carcassa e' collegata alla terra (che nel caso
dell'UPS e' collegata senza soluzione di continuita').
Il problema percio' e' la tensione tra fase e terra.

Ho provato a togliere corrente al mio UPS (un modello economico
della Trust) ed effettivamente la tensione della fase (cercata
a tentoni) scende da 220V a 85V.

Si tratta di vedere se 85V bastano ad formare l'arco di accensione.
Altrimenti abbiamo un problema.
Una soluzione, sarebbe interporre un trasformatore 1:1, di cui una
delle uscita poi andrebbe collegata a terra, e l'altra prenderebbe
il posto della fase. Si tenga presente che cio' mette il
circuito fuori controllo dal differenziale, ovvero occorre mettere
un differenziale a valle del trasformatore dedicato solo alla
caldaia.
Message has been deleted

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Feb 13, 2012, 12:47:19 PM2/13/12
to
On Mon, 13 Feb 2012 14:19:43 +0100, Paolo C. wrote:

> Il 13/02/12 13.06, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>> On Mon, 13 Feb 2012 10:29:08 +0100, Paolo C. wrote:
>>
>>> Non vorrei dire una castroneria ma *potrebbe* non funzionare. Avevo
>>> letto che le caldaie non funzionano con:
>>>
>>> fase e neutro invertiti, alimentazione fase-fase sbilanciata, neutro
>>> sotto tensione e altro....
>>>
>>> Ora nel caso dell'ups si ha un neutro non a terra, non so se possa
>>> causare problemi
>>
>> Non e' il neutro il problema, l'accensione elettronica della caldaia
>> richiede che la fase sia presente rispetto alla terra. Infatti la
>> scintilla viene provocata applicando un'arco tra la carcassa e
>> l'elettrodo.
>
> Possibile che la scintilla avvenga tra fase e terra? Non sarebbe stato
> meglio se avessero creato con un trasformatore interno un circuito
> separato e far scattare la scintilla tra i due poli di questo circuito?

La scintilla non avviene direttamente tra con il 220V, ma dovrebbe
esserci una bobina o qualcosa per alzare la tensione. In ogni caso,
se non ci fosse la terra, la scossa (breve) sarebbe possibile.

Ma senza la terra la caldaia non ci prova a fare l'accensione,
proprio perche' c'e' un elettrodo rilevatore, che se
rileva la mancanza della giusta differenza di potenziale RISPETTO A
TERRA, non avvia la caldaia.

> Se fosse come dice lei sarebbe rischioso in quanto:
>
> 1) gli appartamenti non dotati di terra non potrebbero far funzionare la
> caldaia a gas.

Le leggo le istruzioni di una caldaia ad accensione elettronica:

"Il generatore DEVE ESSERE COLLEGATO AD UN EFFICACE IMPIANTO di
MESSA A TERRA ..."
"Per ragioni di sicurezza, se fase e neutro sono invertiti, il
controllo fiamma impedisce il funzionamento."
In caso di derivazione della tensione di 230VAC da una linea
trifase a 400VAC, utilizzare un trasformatore d'isolamento
collegando un polo del secondario A TERRA e utilizzare questo
polo COME NEUTRO.

Ricito il consiglio che ho dato:

"Una soluzione, sarebbe interporre un trasformatore 1:1, di cui una
delle uscita poi andrebbe collegata a terra, e l'altra prenderebbe
il posto della fase."

Aggiungo per "control", che un trasformatore del genere, da 300W,
costa meno di 50 Euro ... ma si trova anche ai recuperi per meno
(un trasformatore, se non e' bruciato, dura una eternita' ...).

Mi pare evidente che neutro e terra, per il funzionamento
della caldaia, sono equiparati.


Percio' negli appartamenti non dotati di terra le caldaie a
gas con accensione elettronica NON FUNZIONANO. A meno di fare,
come qualche idraulico con pochi scrupoli fa, un ponte tra neutro
e carcassa della caldaia ...

> 2) se la terra è per qualsiasi motivo scollegata o l'appartamento non ce
> l'ha l'utente puo' prendere la scossa toccando la carcassa o il tubo
> visto che la "terra" scollegata fa parte del circuito di accensione.

Se l'appartamento non ha terra, QUESTO TIPO di caldaia a gas
non parte. Punto. Se si scollega, la caldaia non parte.

> 3) La scintilla di accensione, seppur di "corrente" irrisoria aumenta
> comunque le correnti "sbilanciate" tra fase e neutro quelle che fanno
> allertare il salvavita (passa corrente sulla fase ma non sul neutro)

La scintilla non e' ottenuta direttamente dalla fase, ma da
un circuito elevatore di corrente, che evidentemente assorbe
tra neutro e fase (quindi per il differenziale, e' tutto a posto.

La scintilla fa "ponte" a terra DOPO il circuito, che puo'
pensare come l'uscita di un trasformatore isolatore/elevatore,
con un polo collegato a terra :-)

>> Ho provato a togliere corrente al mio UPS (un modello economico della
>> Trust) ed effettivamente la tensione della fase (cercata a tentoni)
>> scende da 220V a 85V.
>>
>>
> Sta parlando della tensione tra fase (dell'ups) e terra?

Esatto (la terra e' disponibile direttamente sullo stesso UPS).

> In teoria non dovrebbe essere zero (o un valore risibile) visto che il
> neutro dell'ups non è a terra?

Quando l'UPS e' in bypass e' CERTAMENTE a terra: si tratta di
un semplice rele' a due vie. Quando e' girato in posizione on-line,
passa DIRETTAMENTE fase e neutro sulle uscite.

Lei forse sta pensando ai piu' sofisticati UPS on-line, in cui
l'uscita e' SEMPRE alimentata dal circuito di conversione
interna. Questo circuito di conversione quindi deve essere
dimensionato per un funzionamento continuo, 24h su 24h,
mentre per gli economici UPS off-line (che si attivano dopo
qualche ms da quando il rele' commutta) il circuito di conversione
e' previsto operare ai valori nominali (massimi) di targa
per al massimo 15-20 minuti.

> E poi, è sicuro che nell'ups esiste davvero una "fase" cioè un polo che
> è a +/- 220 e l'altro sempre a zero? (è anche difficile dire a zero
> rispetto a cosa, non avendo una terra come riferimento).

Allora, nel mio caso,sembra di no: appena l'UPS va in isola, il
riferimento di terra sembra andare perso (uscita da un trasformatore
a presa centrale ?, senza collegameni tra neutro e terra ?).
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