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Fallimento....conviene chiederlo,oppure..?

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Roccoio

unread,
Dec 3, 2000, 3:00:00 AM12/3/00
to
Cerco un consiglio.
Per motivi lunghi da dire la mia attività di commerciante stà andando
malissimo,solo per farvi capire trovo difficoltà anche a pagare
l'affitto del negozio,tasse e spese varie stò facendo finta di
niente,perchè non ci riesco più,causa di lavoro persa con un mio
dipendente,e adesso aspetto il precetto di richiesta di pagamento da
parte dell'avvocato dei sindacati,e sono in rosso con la banca.
Io non possiedo niente tranne quel poco di merce che ho in negozio e
un furgoncino che usavo per le consegne.
A prescindere dal fatto che sinceramente sono a terra e quindi non
riuscirò a pagare nessuno,avrei una domanda da farvi se gntilmente
qualcuno volesse rispondere,visto che il mio commercialistà si trova
in difficoltà.
Secondo voi,a parte il spararmi subito,mi conviene chiedere il
fallimento,oppure aspettare che qualcuno me lo chieda?
Anche perchè io voglio chjudere per cercarmi un lavoro se riesco,gli
incassi si sono ridotti a 10.000 lire al giorno,neanche tutti i
giorni.
Oppure intanto chiudo e cesso l'attività,e poi qualcuno si deciderà a
chiedermi il fallimento?
Per favore un consiglio,grazie.


Alessandro Lumi

unread,
Dec 3, 2000, 3:00:00 AM12/3/00
to
In data Sun, 03 Dec 2000 17:03:14 GMT, rpa...@tin.it (Roccoio) ha
scritto:

>Secondo voi,a parte il spararmi subito,mi conviene chiedere il
>fallimento,oppure aspettare che qualcuno me lo chieda?

A parte il discorso di spararsi che non mi pare risolva gran che, di
norma in questi casi il procrastinare una situazione di insolvenza
senza speranza come questa può mettere "di cattivo umore" gli organi
del tribunale e potresti ritrovarti oltre al danno (il fallimento)
anche la beffa di un procedimento penale.
Vero è però che potrebbe esserci anche la strada di aspettare
l'istanza (direi del dipendente) e poi sostenere la qualifica di
piccolo imprenditore (che così a prima vista potrebbe starci) per
evitare la dichiarazione di fallimento.
E' una decisione delicatissima, da prendere alla luce di informazioni
molto più approfondite di quelle che possiamo desumere dal tuo
messaggio e, soprattutto, con molta attenzione, cosa che solo un
professionista con un contatto diretto può valutare.
Quindi il consiglio è quello di affidarti al tuo commercialista,
accertandosi però che sia un professionista competente in materia,
magari iscritto all'albo (verifica) e con una certa esperienza nella
gestione di crisi aziendali. Non disdegnare neppure un consiglio di un
avvocato, anche se capisco che in situazione di liquidità pessima si
possono avere remore a caricarsi di ulteriori spese. Ma spesso il
consiglio o l'opera di un professionista valido possono "pagarsi da
soli".
Dici poi che non possiedi nulla, quindi dal fallimento i benefici per
i creditori potrebbero anche essere inesistenti (a parte per i
dipendenti, che col fallimento riscuoterebbero TFR ed ultime due
mensilità dall'INPS); questo potrebbe spingere i creditori a non
procedere con l'istanza di fallimento (a meno che non ci siano
particolari motivi di astio nei tuoi confronti); anche in questo caso
il contatto diretto da parte del professionista coi creditori per
spiegare la cosa e mediare la situazione potrebbe sortire effetti
benefici; al limite anche contrattando una moratoria dei pagamenti ed
una dilazione fino al momento in cui con una tua nuova attività sarai
in grado di pagare piano piano anche i vecchi debiti.
Ribadisco: affidati ad un professionista.
Ciao e auguri.

Alessandro Lumi
Dottore Commercialista

Paolo Bozzo

unread,
Dec 4, 2000, 3:00:00 AM12/4/00
to
On Sun, 03 Dec 2000 17:03:14 GMT, rpa...@tin.it (Roccoio) wrote:

>Cerco un consiglio.
>Per motivi lunghi da dire la mia attività di commerciante stà andando
>malissimo,solo per farvi capire trovo difficoltà anche a pagare
>l'affitto del negozio,tasse e spese varie stò facendo finta di
>niente,perchè non ci riesco più,causa di lavoro persa con un mio
>dipendente,e adesso aspetto il precetto di richiesta di pagamento da
>parte dell'avvocato dei sindacati,e sono in rosso con la banca.
>Io non possiedo niente tranne quel poco di merce che ho in negozio e
>un furgoncino che usavo per le consegne.
>A prescindere dal fatto che sinceramente sono a terra e quindi non
>riuscirò a pagare nessuno,avrei una domanda da farvi se gntilmente
>qualcuno volesse rispondere,visto che il mio commercialistà si trova
>in difficoltà.

>Secondo voi,a parte il spararmi subito,mi conviene chiedere il
>fallimento,oppure aspettare che qualcuno me lo chieda?

>Anche perchè io voglio chjudere per cercarmi un lavoro se riesco,gli
>incassi si sono ridotti a 10.000 lire al giorno,neanche tutti i
>giorni.
>Oppure intanto chiudo e cesso l'attività,e poi qualcuno si deciderà a
>chiedermi il fallimento?
>Per favore un consiglio,grazie.


Condivido e Le rinnovo il consiglio datoLe dal Dott. Lumi: Si rivolga ad un commercialista
iscritto all'Albo con esperienza in materia fallimentare. Metta il collega al corrente
della sua situazione senza tralasciare alcun particolare, per quanto possa essere
spiacevole.
Valuti insieme a lui se sussistono i requisiti per essere considerato un piccolo
imprenditore e quindi non essere assoggettato al fallimento.
Valuti col professionista, considerata la possibilità di una sua responsabilità penale,
cessata l'attività onde non aggravare il dissesto, in alternativa alla richiesta di
fallimento in proprio l'eventualità di un piano di rientro con i suoi creditori
cominciando dai dipendenti, professionisti, debiti d'imposta, fornitori e banche
ripartendo le sue residue risorse in quest'ordine.

In merito alla responsabilità penale l'aggravamento del dissesto per non aver richiesto in
proprio il fallimento è una tra le diverse fattispecie previste.

Ricordi comunque che il fallimento (anche se sembrano solo belle parole) non è una
procedura afflittiva nei confronti dell'imprenditore, bensì liquidatoria per l'impresa. Il
fallimento, non preclude al fallito lo svolgimento di un'attività lavorativa in qualità di
lavoratore subordinato, artigiano o consulente; il ricavato di tale attività andrà
destinato al soddisfacimento delle esigenze primarie del fallito e della sua famiglia e la
restante parte a ridurre i debiti accertati dalla procedura.
Saluti.

(Quanto sopra è solo un parere personale)

Dott. Paolo Bozzo
Dottore commercialista
Via Fiasella 1/3
16121 Genova
FireTalk n. 698292
www.paolobozzo.com

ppr...@tin.it

unread,
Dec 9, 2000, 5:52:31 AM12/9/00
to
Più che convenienza è un obbligo. La norma prescrive azioni penali nei
confronti dell'imprenditore che
ritarda la richiesta del suo fallimento.
Pasquale Prisco.

Roccoio <rpa...@tin.it> wrote in message
3a2a76bf...@news.fu-berlin.de...

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