Se l'acquista al 10%, paga il 10 e scala il 10, se la vende
normalmente ad un mangimificio applica l'iva al 10% e tutto è a posto,
l'iva ha colpito il valore aggiunto.
Se la vende ad un oleificio applica il 4% e finisce a credito
Mi semra logico l'acquisto al 10% e la vendita con aliquota diversa a
seconda dell'utilizzatore, non è pensabile che l'agricoltore "rischi"
una sotto fatturazione ipotetica.
Quacuno ha avuto lo stesso caso?
>ecco un altro problema interessante:
>a che aliquota iva deve essere acquistata una partita di semi di soia
>da un agricoltore, se il commerciante acquirente non conosce l
>adestinazione che darà alla merce?
Direi ( incollo da banca dati ) che per l'applicazione di aliquote
agevolate, l'acquirente deve dichiarare al fornitore ( o alla dogana
in caso di importazione ) che i beni sono destinati all'uso agevolato
( RM 16 luglio 1981, n. 331462 ).
Qui però il commerciante non sa a quale aliquota i beni possono essere
destinati all'uso.
La dichiarazione potrebbe dunque essere una dichiarazione di " intento
" e non una dichiarazione di " realtà " . Anche gli esportatori
abituali acquistano in esenzione iva merci che hanno intenzione di
esportare ( sulla base delle esportazioni dell'anno precedente ) e che
magari non effettivamente poui esportano
Grazie.Valerio Bergamini
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