Il 01/10/2013 15.10, GiorgioB ha scritto:> Due clienti sono soci al 50%
ciascuno di una srl profittevole.
[cut]
> A vostro avviso quali condizioni/patti sociali potrebbero
> ragionevolmente tutelare dei soci di minoranza?
[cut]
IMHO il problema deve partire dal caso specifico. Non esistono cautele
generali, ma valide caso per caso: cosa sta comprando in sostanza
l'acquirente? Clientela? Un'organizzazione che gira a puntino e produce
utili? Know how tecnico?
In base a questi elementi calibri le tutele.
Se il valore della società è nella clientela, IMHO, una volta venduto il
51% i vecchi soci restano con un pugno di mosche.
Se invece è l'organizzazione in sé ad avere valore e magari i vecchi
soci sono gli amministratori che la fanno funzionare, avranno sempre un
certo potere:
1) perché magari è proprio la loro figura che interessa
2) perché se è l'azienda con il suo nome ad essere interessante, se cioè
è remoto il rischio che il nuovo socio voglia "portar via l'attività dal
dentro", quindi se è probabile che l'azienda così come è, per restare
profittevole debba restare in piedi, il socio di minoranza può avere un
discreto potere.
In generale, cmq, fra le tutele potrebbero esserci, a livello statutario
(ricordo che i patti parasociali hanno una durata max di 5 anni):
1) maggioranze qualificate per determinate delibere (compenso amm.,
aumenti di capitale ecc.)
2) diritto di recesso ad nutum o, comunque in fattispecie particolari
(da individuare bene)
3) diritto per il socio di minoranza di nominare un amministratore
4) già che si tocca lo statuto ragionare sulla scadenza della società
(con conseguente eventuale diritto alla liquidazione del socio che non
intende rinnovarla... una sorta di put implicita)
5) limitazione all'attività dell'organo amministrativo con riserva
assembleare per determinate materie
Tutte da valutare, ripeto, rispetto al caso concreto ed agli scenari che
si possono prefigurare.
Prenditi un po' di tempo... son cose da ragionarci più volte a mente fredda.
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IlCapa