Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Parcella professionista pagata con cessione credito di terzi

1,767 views
Skip to first unread message

Elio Moretti

unread,
Mar 14, 2001, 6:28:53 PM3/14/01
to
Secondo me il caso appare semplice, ma non si sa mai che mi sfugga qualcosa.
Un professionista vanta un credito di 100 nei confronti di un suo cliente il
quale a sua volta ha credito di 200 nei confronti di un ulteriore terzo. Il
professionista accetta, a saldo dei suoi compensi, il trasferimento pro
soluto di parte del credito vantato dal suo cliente, a mezzo atto notarile.
Il momento in cui sorge x il professionista l'obbligo di emissione della
fattura è il momento in cui accetta il trasferimento pro soluto del credito,
oppure il momento in cui percepisce l'effettivo incasso di quest'ultimo.
Secondo me è corretta la prima ipotesi, assimilando il caso ad un
professionista che viene pagato con un assegno che gli viene trasferito
tramite girata.


Alessandro Lumi

unread,
Mar 15, 2001, 5:59:06 PM3/15/01
to
In data Wed, 14 Mar 2001 23:28:53 GMT, "Elio Moretti"
<elio.m...@studiomoretti.itNOSPAM> ha scritto:

>Il momento in cui sorge x il professionista l'obbligo di emissione della
>fattura è il momento in cui accetta il trasferimento pro soluto del credito,
>oppure il momento in cui percepisce l'effettivo incasso di quest'ultimo.

Per me è il momento in cui incassa il credito; il primo movimento
genera solo il trasferimento del credito da un soggetto all'altro, ma
la cassa resta vuota.
La cessione del credito non è un assegno.
Ciao

Alessandro Lumi
Dottore Commercialista
http://www.abconsul.it

Vincenzo Piazza

unread,
Mar 16, 2001, 6:01:57 AM3/16/01
to
Se però la cessione del credito è pro-soluto, mi pare che il momento
dell'incasso per il professionista possa essere quella della cessione del
credito (pagamento in natura).
La parcella dovrebbe essere in tal caso emessa in occasione della cessione,
e l'ammontare del credito trasferito non dovrebbe comprendere l'importo
della ritenuta, il cui versamento competerebbe in capo al cedente che
verserebbe entro il 16 del mese successivo alla cessione del credito.
Detta così al volo.

Vincenzo Piazza

"Alessandro Lumi" <alumi...@giottielumi.it> ha scritto nel messaggio
news:vcg2btscliectejl9...@4ax.com...

Alessandro Lumi

unread,
Mar 17, 2001, 1:13:57 PM3/17/01
to
In data Fri, 16 Mar 2001 12:01:57 +0100, "Vincenzo Piazza"
<v.pi...@netvalley.it> ha scritto:

>Se però la cessione del credito è pro-soluto, mi pare che il momento
>dell'incasso per il professionista possa essere quella della cessione del
>credito (pagamento in natura).

Pro soluto o pro solvendo non mi pare che sposti il problema; ricevo
comunque un credito; se lo incasso emetto parcella; altrimenti no.
Per la ritenuta direi che l'obbligo di versamento sussiste in capo al
mio cliente che mi ha ceduto il credito, ma l'obbligazione è
sottoposta ad una specie di condizione sospensiva che è l'effettivo
materiale incasso del credito.

Vincenzo Piazza

unread,
Mar 18, 2001, 1:24:13 PM3/18/01
to
Sai perché ho distinto pro-soluto e pro-solvendo ?
Per me pro-solvendo vuol dire che dò per incassato solo una volta andato a
buon fine. Pro-soluto dò incassato subito, quindi cambia il momento
dell'incasso. E' questa, a mio avviso, la differenza che gioca ai fini del
problema de quo.

> Pro soluto o pro solvendo non mi pare che sposti il problema; ricevo
> comunque un credito; se lo incasso emetto parcella; altrimenti no.
> Per la ritenuta direi che l'obbligo di versamento sussiste in capo al
> mio cliente che mi ha ceduto il credito, ma l'obbligazione è
> sottoposta ad una specie di condizione sospensiva che è l'effettivo
> materiale incasso del credito.

Secondo la tua interpretazione quando incassi dovresti avvisare il tuo
sostituto d'imposta e rimettergli una parte del credito affinché possa
adempiere al versamento della ritenuta.
Non mi pare, Ale, francamente diventa troppo macchinoso.

Il sostituto DEVE sapere quando paga, altrimento come può adempiere
correttamente al proprio obbligo ?

V.P.


Vincenzo Piazza

unread,
Mar 18, 2001, 1:20:17 PM3/18/01
to
Sai perché ho distinto pro-soluto e pro-solvendo ?
Per me pro-solvendo vuol dire che dò per incassato solo una volta andato a
buon fine. Pro-soluto dò incassato subito, quindi cambia il momento
dell'incasso. E' questa, a mio avviso, la differenza che gioca ai fini del
problema de quo.

> Pro soluto o pro solvendo non mi pare che sposti il problema; ricevo


> comunque un credito; se lo incasso emetto parcella; altrimenti no.
> Per la ritenuta direi che l'obbligo di versamento sussiste in capo al
> mio cliente che mi ha ceduto il credito, ma l'obbligazione è
> sottoposta ad una specie di condizione sospensiva che è l'effettivo
> materiale incasso del credito.

Secondo la tua interpretazione quando incassi dovresti avvisare il tuo

Alessandro Lumi

unread,
Mar 18, 2001, 5:13:00 PM3/18/01
to
In data Sun, 18 Mar 2001 19:20:17 +0100, "Vincenzo Piazza"
<v.pi...@netvalley.it> ha scritto:

>Per me pro-solvendo vuol dire che dò per incassato solo una volta andato a


>buon fine. Pro-soluto dò incassato subito, quindi cambia il momento
>dell'incasso.

Secondo me invece pro soluto vuol dire solo che se non lo incasso sono
affari miei; ma ciò non toglie che se non incasso non sono obbligato a
fatturare.

>Il sostituto DEVE sapere quando paga, altrimento come può adempiere
>correttamente al proprio obbligo ?

Te ne dò atto; comunque il problema del sostituto è secondario
rispetto al principale che è: devo fatturare subito o no? Per me,
ripeto, no.
Il problema del sostituto si può vedere sotto un altro profilo: a
questo punto l'obbligato al pagamento diventa il ceduto, ed è pertanto
con riguardo a lui che si deve decidere se la prestazione è soggetta a
ritenuta o no. Se il ceduto è sostituto d'imposta, quando paga,
corrisponde un compenso professionale comunque (un po' come il
soccombente che paga le spese legali di controparte) ed è pertanto
tenuto ad operare e versare la ritenuta. Il professionista fatturerà
comunque al proprio cliente che gli ha ceduto il credito.

Aspettiamo altri contributi? (P.Merlo incluso!)

Ermanno Manuali

unread,
Mar 18, 2001, 6:03:11 PM3/18/01
to
A mio parere l'accettare il credito come pagamento è come ricevere il
pagamento (al posto del denaro (oggetto originario della controprestazione)
ricevo, a titolo di pagamento, un credito - c.d. dazione in pagamento).
A mio parere non rileva il fatto che il credito sarà incassato in futuro in
quanto al momento in cui accetto il credito come pagamento, il pagamento è
da considerare effettuato al momento del trasferimento (come dice Vincenzo
ricevo un pagamento in natura o meglio ricevo in luogo di una prestazione -
il denaro - un'altra prestazione - il credito - prestazione che viene fatta
a titolo di pagamento e l'obbligazione deve considerarsi estinta - vedi art.
1198 cc).
Anche la distinzione tra pro soluto e pro solvendo a mio parere non ha molta
rilevanza per determinare il momento del pagamento il quale momento
conincide con il trasferimento del credito.
L'unica conseguenza è che con il trasferimento prosuluto il professionista
assume il rischio del mancato pagamento (con la conseguenza che non potrà
rivalersi sul cedente) mentre nel caso di prosolvendo si riserva il diritto
di rivolgersi nuovamente all'originario creditore se il credito trasferito
non va a buon fine. Comunque anche nel caso di credito prosolvendo il
credito è da considerarsi comunque trasferito e nella titolarità
dell'acquirente il quale lo ha accettato come pagamento.

--
Ermanno Manuali
dottore commercialista in Padova


0 new messages