La cosa mi lascia perplesso perchè il conteggio spannometrico previsto
dal decreto di cui sopra causa forti differenze tra gli interessi
effettivamente pagati e quelli calcolati ai fini fiscali....infatti
all'inizio si pagano molti più interessi e alla fine decisamente
meno...
Ciao
> Eventuali documenti della società di leasing (per esempio piani di
> ammortamento o riassunto interessi per annualità) che evidenzino
> l'effettiva entità degli interessi pagati per un certo contratto
> possono essere utilizzati al posto della formula prevista dal decreto
> 24/4/1998 (quello del calcolo degli interessi su leasing).
> Quello che tento di chiarire...per calcolare gli interessi pagati sul
> leasinq (e quindi indeducibili ai fini irap) si deve far sempre e solo
> ricorso alla famosa formula o il meccanismo è derogabile nel caso si
> possieda certificazione analitica della società di leasing?
pur avendo un'idea molto vaga di come si calcola l'IRAP, giurerei che se
hai il dato certo, puoi metterlo.
> La cosa mi lascia perplesso perchè il conteggio spannometrico previsto
> dal decreto di cui sopra causa forti differenze tra gli interessi
> effettivamente pagati e quelli calcolati ai fini fiscali....infatti
> all'inizio si pagano molti più interessi e alla fine decisamente
> meno...
appunto, sempre a occhio direi che l'importante è non strumentalizzare la
possibilità di scelta a puri fini di convenienza. Insomma, se inizi con un
metodo e prosegui fino alla fine con quello, per me va bene.
Se inizi col metodo analitico e termini con quello forfettario (perchè
conviene), direi di di no
--
Tango
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> appunto, sempre a occhio direi che l'importante è non strumentalizzare la
> possibilità di scelta a puri fini di convenienza. Insomma, se inizi con un
> metodo e prosegui fino alla fine con quello, per me va bene.
> Se inizi col metodo analitico e termini con quello forfettario (perchè
> conviene), direi di di no
...diciamo che ci hai preso alla grande.
Nel senso che il metodo analitico sarebbe di molto più conveniente da
subito.
Infatti la casistica che sto valutando è quella dei leasing
immobiliari (in particolar modo il professionale).
La parziale deducibilità delle quote capitale rende molto più
conveniente considerare il vero peso degli interessi da subito!
E' ovvio che andrei fino alla fine con lo stesso metodo e mi pare
ragionevole sostenere che un documento della società di leasing che
certifichi gli interessi dovrebbe essere prova valida...
Sono però tentennante perchè l'entità delle cifre in gioco non è di
poche centinaia di euro e toppare su queste cose potrebbe essere
devastante...
> Eventuali documenti della società di leasing (per esempio piani di
> ammortamento o riassunto interessi per annualità) che evidenzino
> l'effettiva entità degli interessi pagati per un certo contratto
> possono essere utilizzati al posto della formula prevista dal decreto
> 24/4/1998 (quello del calcolo degli interessi su leasing).
> Quello che tento di chiarire...per calcolare gli interessi pagati sul
> leasinq (e quindi indeducibili ai fini irap) si deve far sempre e solo
> ricorso alla famosa formula o il meccanismo è derogabile nel caso si
> possieda certificazione analitica della società di leasing?
>
Se fai riferimento all'IRAP vigente fino al 31.12.2007, il criterio
forfetario è obbligatorio, come stabilito dall'art. 11, comma 1, lett. b,
n.6 del D.lgs. 446/97.
Ora il comma è stato abrogato dalla finanziaria per il 2008, e in sua
sostituzione il comma 3 dell'art. 5, D.lgs 446/97 parla di quota interessi
desunta dal contratto. Lo stesso dicasi per le società di persone e le
imprese individuali (art. 5 bis).
Quindi si farà riferimento al piano di "ammortamento" contrattuale.
C'è in effetti un problema di coordinamento con la previgente disciplina
per i contratti in essere al 31.12.2007, perchè si "rischia" di riprendere
complessivamente un minor importo di interessi passivi passando al criterio
analitico di calcolo.
Comunque anche ai fini IRES per l'indeducibilità degli interessi passivi
stabilità dall'art. 96 TUIR, l'art. 102 fa riferimento agli interessi
impliciti desunta dal contratto.
Quindi non dovrebbe più rilevare in nessun caso il criterio forfetario
stabilito dal D.M. del 1998 (anche se mi pare di aver letto qualcosa in
merito negli ultimi mesi, ma non ricordo dove....vedo se riesco a
recuperare la fonte).
--
Ciao
Mr. Tatoo
E invece no,
ai fini irap si deve utilizzare la formula fino al 2007.
Dal 2008 invece si deve utilizzare il conteggio analitico fatto dalla
società di leasing ex Finanziaria 2008.
Da verificare la decorrenza: a occhio direi che il nuovo metodo vale solo
per i contratti stipulati dall'1/1/2008.
Io direi che il riferimento agli interessi contrattuali non possa che essere
fatto ai contratti stipulati dall'1/1/2008.
Non è pensabile passare da un metodo "forfetario" ad uno analitico perdendo
per strada una parte di interessi.
Se non ricordo male i vari autori sembrano concordare su questo punto.
Quello che mi chiedo è se gli interessi contrattuali dovranno essere
riscontati per le rate a cavallo d'anno. Io direi di sì, però non ho letto
commenti sul punto.
ciao
"Il "lo Sragionazzo" <nonsc...@nonscrivere.com> ha scritto nel messaggio
news:dJHjk.66$I55...@nntpserver.swip.net...
Bah, lui non scriveva piu in questo covo di ignoranti..
..tranne dopo aver letto la risposta di mr. tatoo
saluti
> "Mr. Tatoo" <misterta...@spamgmail.com.invalid> ha scritto nel
> messaggio news:phb77blek53r.5axjyuhw8gxa$.dlg@40tude.net...
>>
>> C'è in effetti un problema di coordinamento con la previgente disciplina
>> per i contratti in essere al 31.12.2007, perchè si "rischia" di riprendere
>> complessivamente un minor importo di interessi passivi passando al
>> criterio
>> analitico di calcolo.
>
> Io direi che il riferimento agli interessi contrattuali non possa che essere
> fatto ai contratti stipulati dall'1/1/2008.
> Non è pensabile passare da un metodo "forfetario" ad uno analitico perdendo
> per strada una parte di interessi.
> Se non ricordo male i vari autori sembrano concordare su questo punto.
Ho già scritto di avere ricordo di un articolo sull'argomento, ma non
riesco a scovarlo. Mi sai dare qualche riferimento?
Comunque non ci vedrei nulla di scandaloso se ci fosse una soluzione di
continuità tra i criteri di determinazione della quota interessi.
In fondo si tratta di componenti di competenza di un esercizio, e il
criterio incide sulla quantificazione di un elemento che non si ripercuote
in esercizi successivi.
La L. 244/2007 ha previsto, dove voluto, il regime transitorio per le
modifiche strutturali. E per gli interessi passivi impliciti nei contratti
di leasing nulla è previsto.
A ben vedere lo sganciamento dall'IRES porta anche la deducibilità piena
dei canoni leasing riferiti agli immobili, senza necessità di identificare
la quota imputabile al terreno. Continueresti anche per questi a
conteggiare la quota indeducibile del terreno? ;-))
Ma visto che il nuovo metodo può portare complessivamente dei benefici in
termini di minori interessi passivi, credo che l'amministrazione
finanziaria si indirizzerà verso la gestione dei 2 criteri a seconda della
decorrenza del contratto.
> Quello che mi chiedo è se gli interessi contrattuali dovranno essere
> riscontati per le rate a cavallo d'anno. Io direi di sì, però non ho letto
> commenti sul punto.
Basandosi su risultanze contabili/contrattuali, direi anch'io di sì, nel
senso che imputerai le quote dei canoni di competenza e conteggerai gli
interessi impliciti in quelle. Ovviamente ipotizzando un bilancio non ias.
Il conteggio, conoscendo capitale, tasso e durata non è poi così difficile.
--
Ciao
Mr. Tatoo
Ok, avete ragione voi. Ma ti chiedo, e lo chiedo anche a Mr.Tatoo e
Casanmaner, se Giorgio calcola gli interessi effettivi (coerentemente con
quel dovrà fare dal 2008) anzichè applicare una formula approssimativa
(anzi direi errata), vincerebbe in commissione?
Cambiar metodo, perdendo una parte di interessi per la strada, a me pare
sommamente ingiusto.
Naturalmente dando per scontato che il 2007 sia il primo anno di vigenza
del contratto ed assumendo che il calcolo degli interessi effettivi faccia
risparmiare IRAP, cosa di cui non sono convinto.
Infatti, se è vero che la formula sottovaluta gli interessi all'inizio
del contratto, vorrà dire che applicando la formula ci saranno minori
variazioni in aumento ai fini Irap. O sbaglio?
>
> Ok, avete ragione voi. Ma ti chiedo, e lo chiedo anche a Mr.Tatoo e
> Casanmaner, se Giorgio calcola gli interessi effettivi (coerentemente con
> quel dovrà fare dal 2008) anzichè applicare una formula approssimativa
> (anzi direi errata), vincerebbe in commissione?
...infatti io pensavo anche a questo step. Secondo me in commissione
dovrebbero darmi ragione visto che farei riferimento agli interessi
"veri" e non a quelli calcolati alla carlona...
> Cambiar metodo, perdendo una parte di interessi per la strada, a me pare
> sommamente ingiusto.
> Naturalmente dando per scontato che il 2007 sia il primo anno di vigenza
> del contratto ed assumendo che il calcolo degli interessi effettivi faccia
> risparmiare IRAP, cosa di cui non sono convinto.
> Infatti, se è vero che la formula sottovaluta gli interessi all'inizio
> del contratto, vorrà dire che applicando la formula ci saranno minori
> variazioni in aumento ai fini Irap. O sbaglio?
Verissimo.
Ma io non mi interesso molto degli effetti irap quanto degli effetti
ires o irpef...
Mi spiego.
Sapendo che la quota capitale nei leasing immobiliari è solo
parzialmente deducibile (per i professionisti fino al 2009 ancora
meno) ritengo molto più vantaggioso un calcolo analitico degli stessi
che mi ponderi correttamente la loro (MAGGIORE) entità.
Infatti gli interessi saranno deducibili da ires/irpef....abbattendo
da subito in maniera più considerevole l'imponibile.
Se poi i maggiori interessi mi causeranno maggiore
irap...pazienza...ci pagheremmo volentieri il 3,9% di irap se poi me
li deduco al 41% di irpef no?
sono d'accordo con te. Per me si vince.
Ciao
> GiorgioB ha scritto:
> .
> > Se poi i maggiori interessi mi causeranno maggiore
> > irap...pazienza...ci pagheremmo volentieri il 3,9% di irap se poi me
> > li deduco al 41% di irpef no?
> sono d'accordo con te. Per me si vince.
..anzi, forse non c'č neppure materia per instaurare il contenzioso,
visto che la regola della formula vale ai soli fini IRAP e, in definitiva,
conteggiando gli interessi effettivi pagheresti piů IRAP di quanta ne
dovresti pagare applicando la formula. Se sbaglio correggetemi.
Premesso che il metodo previsto dal decreto non è da considerare proprio
così alla carlona il problema che si pone è solo di una differente misura di
interessi tra i diversi periodi di imposta.
Alla fine del contratto di leasing gli interessi non deducibili saranno
sempre gli stessi.
Per fare un esempio:
Un leasing per un valore di 50.000 che inizi il 01/01/08 e si concluda il
31/12/2010 con maxicanone pagato il 01/01/08 di Euro 10.000, rate costanti
di 1.500 Euro e riscatto di 500 euro avrebbe che gli interessi per ciascun
esercizio determinati in base al decreto sarebbero pari a:
Interessi impliciti di competenza
4.341,24
4.329,38
4.329,38
mentre in base alle pattuizioni contrattuali si avrebbe:
Interessi contrattuali
6.894,45
4.504,74
1.600,81
Però alla fine sempre 13.000 euro di interessi passivi sono.
Il punto è che, quanto meno per i leasing contratti fino al 2007, la ripresa
ai fini irap è dettata tramite un metodo che non mi risulta derogabile.
Quindi fino al 2007 gli interessi sicuramente andavano determinati con il
calcolo "forfetario".
Un altro problema è se, ai fini irap, sia accettabile o quanto meno
opportuno cambiare il metodo di determinazione degli interessi per i
contratti precedenti alla modifica.
Sul punto i pareri che ricordo (mi sembra di aver letto sul Corriere
Tributario di Ipsoa) sono nel senso che il nuovo metodo di determinazione
degli interessi sia da applicare ai nuovi contratti.
Se l'AdE seguisse questa strada non mi straccerei le vesti ... anzi, visto
che sono organizzato in modo da avere già tutti i dati pronti per ciascun
leasing che gestisco mi andrebbe di lusso per quanto riguarda il mio futuro
lavoro ;-))))
ciao
> 4.341,24
> 4.329,38
> 4.329,38
> 6.894,45
> 4.504,74
> 1.600,81
Ai fini IRAP sono mi sono convinto anch'io che le cose stanno così, ma mi
pare che, diversamente da quel che avevamo inteso all'inizio, a Giorgio
non interessi tanto la problematica IRAP, quanto la possibilità di
conteggiare gli interessi corretti ai fini dell'IRES e dell'IRPEF.
Se così è, la soluzione più corretta (che poi è anche la più conveniente),
è quella di calcolare gli interessi con la formula ai fini del calcolo
IRAP e conteggiare quelli effettivi ai fini delle altre IIDD.
Così prende piccio duo favaque unam, sei d'accordo?
...io sarei restio ad arrivare a tanto.
Se applico un metodo di calcolo per gli interessi lo terrei buono sia
per irap che per irpef.
Anche io fino ad "oggi" mi sono comportato così, anche se bisogna dire che
gli interessi passivi impliciti ai fini irepef/ires prima non avevano
moltissima rilevanza, se non per l'aspetto dei leasing di immobili da quando
è divenuta non deducibile la quota terreni.
Probabilmente però non adotterei due metodi distinti non fosse altro per una
coerenza sistematica.
D'altra parte se andiamo a guardare l'applicazione del ROL, per le società
di capitali, potrebbe risultare conveniente non avere dei "picchi" nei primi
anni in quanto si potrebbe sforare il 30%. E allora l'adozione degli
interessi contrattuali potrebbe risultare non conveniente.
Credo che la cosa più semplice e coerente sia quella, ai fini della
determinazione degli interessi impliciti, di mantenere la metodologia
"forfetaria" per i leasing stipulati fino al 2007 e utilizzare il metodo
degli interessi contrattuali per i leasing 2008.
Staremo a vedere se questa sarà anche la posizione dell'AdE. Francamente me
lo auguro soprattutto per una maggiore semplicità di gestione dei vecchi
leasing che almeno da questo punto di vista continueranno con le loro
regole.
ciao
Perchè?
Sono 2 imposte diverse, a maggior ragione dal 2008.
Ai fini irap il criterio di determinazione degli interessi era stabilito in
via normativa dal D.M. del 1998. E da lì credo sia difficile sfuggire.
Per l'Irpef/ires mi risulta che il criterio per calcolare la quota capitale
sia identificato dalla sola circ. 1/E/2007, che rinvia alla normativa Irap.
Ma la norma (art. 36, comma 7 bis d.l. 223/06) non parla di identificazione
della quota capitale con criteri forfetari (come invece fa il decreto
istitutivo dell'Irap).
Mi sembrerebbe più corretto identificare la quota capitale in maniera
precisa, in base al contratto.
Soprattutto ora che gli interessi impliciti ai fini Ires sono da
individuare contrattualmente.
Comunque ti invito a leggere l'articolo del fisco n. 6 dell’11 febbraio
2008 di Rebecca-Manetti: Finanziaria 2008 - Immobili in leasing:
trattamento fiscale in capo all’utilizzatore tra vecchia e nuova normativa.
--
Ciao
Mr. Tatoo
> "GiorgioB" <faso...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
> news:76767d4b-2f66-4fe2...@m36g2000hse.googlegroups.com...
>> ...io sarei restio ad arrivare a tanto.
>> Se applico un metodo di calcolo per gli interessi lo terrei buono sia
>> per irap che per irpef.
>
> Anche io fino ad "oggi" mi sono comportato così, anche se bisogna dire che
> gli interessi passivi impliciti ai fini irepef/ires prima non avevano
> moltissima rilevanza, se non per l'aspetto dei leasing di immobili da quando
> è divenuta non deducibile la quota terreni.
> Probabilmente però non adotterei due metodi distinti non fosse altro per una
> coerenza sistematica.
> D'altra parte se andiamo a guardare l'applicazione del ROL, per le società
> di capitali, potrebbe risultare conveniente non avere dei "picchi" nei primi
> anni in quanto si potrebbe sforare il 30%. E allora l'adozione degli
> interessi contrattuali potrebbe risultare non conveniente.
scusa, ma la norma è piuttosto chiara per gli interessi da rendere
indeducibili in base all'art. 96: quota di interessi desunta dal contratto.
Tu ai fini ires li calcoleresti col criterio forfetario in base al d.m.
24.4.1998?
--
Ciao
Mr. Tatoo
>
> Per fare un esempio:
> Un leasing per un valore di 50.000 che inizi il 01/01/08 e si concluda il
> 31/12/2010 con maxicanone pagato il 01/01/08 di Euro 10.000, rate costanti
> di 1.500 Euro e riscatto di 500 euro avrebbe che gli interessi per ciascun
> esercizio determinati in base al decreto sarebbero pari a:
> Interessi impliciti di competenza
>
>
> 4.341,24
> 4.329,38
> 4.329,38
Sarà il caldo, ma non mi torna il conteggio....
Quota capitale "giornalierea in base al d.m. 24.4.98
((50.000-500))/1096=45,16
quota capitale 2008 (X366)=16.528,56
Canoni competenza 2008 (18.000+3.333,33)=21.333,33
Differenza 4.804,77
Dove sbaglio?
--
Ciao
Mr. Tatoo
Il motivo principale che ha portato il legislatore a dividere ancor più le
due imposte è dato dalla semplificazione.
Così non si semplifica molto ma si portano elementi di complicazione
maggiore. Occorre, a volte, essere anche pragmatici.
>
> Ai fini irap il criterio di determinazione degli interessi era stabilito
> in
> via normativa dal D.M. del 1998. E da lì credo sia difficile sfuggire.
>
> Per l'Irpef/ires mi risulta che il criterio per calcolare la quota
> capitale
> sia identificato dalla sola circ. 1/E/2007, che rinvia alla normativa
> Irap.
> Ma la norma (art. 36, comma 7 bis d.l. 223/06) non parla di
> identificazione
> della quota capitale con criteri forfetari (come invece fa il decreto
> istitutivo dell'Irap).
L'art. 36 non dà alcun indizio su come identificare ai fini fiscali la quota
capitale e la quota interessi.
> Mi sembrerebbe più corretto identificare la quota capitale in maniera
> precisa, in base al contratto.
Ripeto il buon senso (anche se a te magari non sembrerà tale), proprio
perché la norma non lo specificava espressamente, mi ha sempre portato a
ritenere applicabile anche a quel fine il metodo "forfetario".
È vero che sono due imposte differenti ma una coerenza sistematica credo sia
auspicabile.
D'altra parte oggi una coerenza c'è. E' stato abbandonato il metodo
forfetario per l'irap ed è stato adottato in modo espresso il metodo
contrattuale per entrambe le imposte. Questo quanto meno per i contratti
stipulati dal 2008.
Poi si può discutere se per i contratti stipulati prima occorra passare alla
determinazione degli interessi (sia ai fini ires che irap) con il metodo
contrattuale o se sia da utilizzare ancora il vecchio metodo forfetario.
Anche qui però cercherei una certa coerenza di sistema anche a fronte di due
differenti imposte.
> Soprattutto ora che gli interessi impliciti ai fini Ires sono da
> individuare contrattualmente.
>
Ora indubbiamente il problema si pone in quanto la norma prevede
espressamente il riferimento agli interessi contrattuali (a differenza di
prima).
Però sempre il buon senso e il pragmatismo mi portano a ritenere che per i
contratti stipulati fino al 2007 possa applicarsi la vecchia normativa anche
se espressamente non viene dettata una norma "transitoria".
> Comunque ti invito a leggere l'articolo del fisco n. 6 dell'11 febbraio
> 2008 di Rebecca-Manetti: Finanziaria 2008 - Immobili in leasing:
> trattamento fiscale in capo all'utilizzatore tra vecchia e nuova
> normativa.
Purtroppo non ce l'ho. Se lo hai e puoi inviarmelo lo leggerei volentieri.
ciao
Ti spiego come effettuo il calcolo di competenza (fiscale e civilistica) del
leasing.
Premetto che la competenza la determino suddividendo il costo complessivo
sostenuto dal conduttore (maxicanone + canoni periodici) per il numero di
giorni di durata del leasing per poi moltiplicarlo per il numero di gg di
utilizzo nell'anno.
Costo complessivo leasing = 10.000+(1.500*35)=62.500
Interessi impliciti = 62.500-(50.000-500)=13.000
Durata Leasing = 1096
gg utilizzo 2008 = 366
competenza 2008 = 62.500/1096*366= 20.871,35
interessi 2008 = 13.000/1096*366= 4.341,24
ciao
> "Mr. Tatoo" <misterta...@spamgmail.com.invalid> ha scritto nel
> messaggio news:1sjbkd3atcatx$.k65cyenleb1i$.dlg@40tude.net...
>>
>> Perchè?
>> Sono 2 imposte diverse, a maggior ragione dal 2008.
>
> Il motivo principale che ha portato il legislatore a dividere ancor più le
> due imposte è dato dalla semplificazione.
> Così non si semplifica molto ma si portano elementi di complicazione
> maggiore. Occorre, a volte, essere anche pragmatici.
Cosa vuol dire che non si semplifica? Ma se l'intento è quello di separare
le vite delle due imposte, mantenere in piedi 2 binari a seconda della
decorrenza dei contratti non mi pare semplificativo...
E il pragmatismo, in materia fiscale, mi suona proprio male...
:-)))
> L'art. 36 non dà alcun indizio su come identificare ai fini fiscali la quota
> capitale e la quota interessi.
Certo. Ma i criteri forfetari per il calcolo delle imposte sono piuttosto
rari. Già identificare la quota del trerreno col 20-30% del costo è
un'appossimazione, se poi calcoliamo queste percentuali su di un ammontare
determinato forfetariamente....
Quale quota capitale è più aderente alla realtà? quella conteggiata col dm
24.4.1998, o quella contrattuale?
>> Mi sembrerebbe più corretto identificare la quota capitale in maniera
>> precisa, in base al contratto.
>
> Ripeto il buon senso (anche se a te magari non sembrerà tale), proprio
> perché la norma non lo specificava espressamente, mi ha sempre portato a
> ritenere applicabile anche a quel fine il metodo "forfetario".
> È vero che sono due imposte differenti ma una coerenza sistematica credo sia
> auspicabile.
Hai appena detto che l'intento di semplificare ha portato a dividere le due
imposte; trattarle con coerenza sistematica vuol dire tornare indietro...
> Ora indubbiamente il problema si pone in quanto la norma prevede
> espressamente il riferimento agli interessi contrattuali (a differenza di
> prima).
> Però sempre il buon senso e il pragmatismo mi portano a ritenere che per i
> contratti stipulati fino al 2007 possa applicarsi la vecchia normativa anche
> se espressamente non viene dettata una norma "transitoria".
Vedremo se l'Ade sarà altrettanto pragmatica.... Mi pare che da quel
versante il criterio principe sia la "cassa", e non il buon senso.. :-)))
>> Comunque ti invito a leggere l'articolo del fisco n. 6 dell'11 febbraio
>> 2008 di Rebecca-Manetti: Finanziaria 2008 - Immobili in leasing:
>> trattamento fiscale in capo all'utilizzatore tra vecchia e nuova
>> normativa.
>
> Purtroppo non ce l'ho. Se lo hai e puoi inviarmelo lo leggerei volentieri.
>
Fatto.
--
Ciao
Mr. Tatoo