Saluti a tutti
Giorgio Gamberini
Saluti, Bocci
"Bocci" <bo...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:vt8B7.78187$1H1.7...@news.infostrada.it...
> Noto che presso i miei colleghi il praticantato formalmente esiste
ancora,
> ma tranne rare eccezioni va classificato
> sub specie di hobby: due o tre ore al giorno, nei casi migliori, nei
> peggiori "passano" una volta a settimana per un caffè o per ottenere
la
> firma sul libretto. Senza considerare i bancari che dovrebbero far
pratica
> di notte, quando lo studio è chiuso. Controlli? Nessuno! Lo scopo di
tali
> praticanti e di parcheggiarsi in attesa di altro: sono quasi sempre
figli di
> clienti ......... ci mancherebbe dovessimo anche pagarli, gli diamo
il
> parcheggio gratis e un caffè. Credo che l'Ordine dovrebbe essere più
> attento, ma può anche darsi che siccome pagano regolarmente le quote
Per conseguenza - quindi - i praticanti sono sempre più demotivati e
prendono il periodo di tirocinio obbligatorio come una sorta di "militare"
da terminare al meglio, senza faticare e il più velocemente possibile.
Io non concordo affatto con questa prassi anacronistica e meschina.
Io ho una praticamente assai brava e diligente, che ha cominciato appena
prima di laurearsi ed ho cominciato a retribuire, con compenso a crescere,
da quando è venuta a giornata intera (appena si è laureata)
Ancora meglio, la faccio sempre partecipare agli incontri e alle pratiche
più importanti, anche a costo di perdere "produttività", per migliorare la
sua esperienza e preparazione. I risultati sono assai soddisfacenti: dopo
neppure 18 mesi la praticante di appena 26 anni è una risorsa fondamentale
del mio Studio e, se vorrà, avrà un futuro assicurato nella mia struttura.
Non l'ho trovata a caso: ho fatto un'attenta selezione dei candidati e ho
valutato bene le attitudini psicologiche ad affrontare il nostro lavoro. Ho
scartato senza indugio tutti coloro che chiedevano di fare tirocinio solo in
attesa di trovare un posto di lavoro dipendente.
Credo che tanti colleghi dovrebbero, in funzione della mia esperienza,
meditare profondamente sul rapporto Professionista-praticante.
Saluti
Paolo Martini
Dottore Commercialista - Carrara
http://www.scafonline.it
> Noto che presso i miei colleghi il praticantato formalmente esiste ancora,
> ma tranne rare eccezioni va classificato
> sub specie di hobby: due o tre ore al giorno, nei casi migliori, nei
> peggiori "passano" una volta a settimana per un caffè o per ottenere la
> firma sul libretto.
Caro Giorgio, stavo facendo le tue IDENTICHE riflessioni con un
collega pochi giorni fa.
Ed entrambi abbiamo convenuto che....non ci sono più i praticanti di
una volta!
Adesso, appena arrivano, la prima cosa che chiedono è "quanto mi
paghi?"; e non parliamo della disponibilità al sacrificio o del senso
di responsabilità.
Bene che vada, passano il tempo della pratica cercando di fare
colloqui a destra e a manca per entrare in qualche azienda; nel
frattempo ne approfittano per imparare qualcosa e appena trovano un
impiego altrove, arrivano il venerdì sera (magari il 20 giugno come è
successo a me un anno fa) e ti dicono "da lunedì non vengo più; grazie
e arrivederci".
Una volta abilitati poi restano negli studi dove hanno fatto pratica a
fare poco più che i dipendenti, dato che, si sà, aprire uno studio
costa, porta responsabilità e, ORRORE, porta a lavorare anche prima
delle 9, dopo le 19 o il sabato mattina.
Naturalmente sto parlando della buona maggioranza dei praticanti
"moderni", senza però nulla togliere ai molti praticanti in gamba che
partono già decisi nell'idea di fare la professione a 360 gradi. So
che mi attirerò le ier dei molti praticanti che seguono il NG, ma so
anche che queste parole non sono rivolte a loro: se seguono il NG
denotano una predisposizione alla professione molto più elevata
rispetto agli altri.
Ciao
Alessandro Lumi
Dottore Commercialista
http://www.abconsul.it
http://www.giottielumi.it
Spesso poi, ci dimentichiamo cosa è stato in passato l'abuso dei
praticanti presso i "Tutor - dottori commercialisti" con situazioni al
limite della denuncia professionale.........
Forse oggi, è più difficile trovare un "praticante" (sarebbe meglio dire un
dottore che investe in una professione come la nostra altri 3-5 anni..) ma
tutto ciò è anche frutto della nostra cattiva gestione e del nostro
comportamento nei confronti di quest'ultimi.
Le colpe si dividono fra entrambe le parti e spesso la verità sta nel
mezzo..........(anche se in questo caso è una mezza verità).........
--
Saluti & buon lavoro
Gianni Verducci
Dottore Commercialista di Treviso
E-mail: studiov...@iol.it
MSN: studiov...@iol.it
Yahoo: gianverd
>Ora mettetevi nei "loro panni" chi me lo fa fare........!!!
Appunto: CHI glie lo fa fare?? Nessuno! Non glie lo ordina certo il
medico di fare il dottore commercialista.
Si aprono una bella partita IVA 7412C e via andare. Oppure trovano
lavoro in banca o in qualche azienda.
Se decidono però di fare il dott.comm. ed il relativo praticantato,
sarebbe opportuno che lo facessero con l'applicazione e la dedizione
necessaria, e non per parcheggiarsi su una sedia a imparere qualcosina
in attesa di tempi migliori. Perchè con questa mentalità si danneggia
il dominus, che poi (come me) prima di riprendere un praticante ci
pensa sopra 8 volte!
Scusa ma allora mi sfugge il significato della discussione.........il titolo
del post non era .........
"PRATICANTI: ESISTONO ANCORA"
Se concordi con me per la premessa, cosa non giustifichi in queste
figure...............
Se noi come professionisti non siamo in grado di far apprezzare questo
lavoro e lo spirito di sacrificio che ci vuole..............perchč andar
cercare figure che non apprezziamo, e denigriamo ( e lo abbiamo fatto in
passato......)
Ripeto: se i praticanti sono come li descrivi tu.....č anche perchč gli
abbiamo fatti diventare cosě!!!
A parte gli scherzi chiediamoci in realtà se ha senso questa organizzazione
dell'accesso alla professione.
A cosa serve per un praticante il tirocinio? A tutto. A farsi le ossa, a
imparare la professione, a conoscere il mercato, i clienti, i funzionari
degli uffici, pefino...a fare le fotocopie!! :)
A cosa serve per il dominus il praticante? A tutto..A fare le fotocopie,
rispondere al telefono,ecc............. :)
Certo che dipende dal praticante! E da quello che sa fare.
A parte gli scherzi è ovvio che l'idea di base viene travisata dalla realtà.
Le discussioni su orari, compensi e ferie sono solo le scuse da parte di
tutte e due le controparti.
Se c'è intelligenza e serietà e il giusto rispetto reciproco (ognuno è
conscio di ciò che dà o ciò che prende...)...allora è facile
Ciao
e fatemi in bocca al lupo....
Stefan
p.dott.com.tn.it
--
Un perplesso Paolo Locati
Dottore Commercialista in Bergamo
Saluti.
Gianlorenzo Bo.
Praticante commercialista in Ivrea
> - NON si assume MAI alcun tipo di responsabilità;
> - Ha un orario settimanale di 30/35 ore settimanali a maggio come a
ottobre,
> a Natale come a Carnevale e, cascasse il mondo, in TRE anni non è
MAI venuta
> un sabato mattina a lavorare né MAI in TRE anni si è fermata oltre
le 18,00
> né MAI ha iniziato a lavorare prima delle 9/9,30 (e quando dico MAI
intendo
> veramente MAI).
Mi sembrano due affermazioni fortemente in contraddizione tra di loro:
come fai ad usare aggettivi col superlativo assoluto e poi precisare
tutte quelle altre cose?
Se così è la tua praticante ha sbagliato mestiere, perchè le manca la
cosa fondamentale: la mentalità professionale.
Nel mio studio posto per praticanti così non ce n'è, nonostante la
penuria.
Antonio Chirico
Roberto Franchetti
Tirocinante In RC
(Opinione Personale)
E-mail: f.ro...@libero.it
Icq: 7439978
Msn: rob...@hotmail.com
Yahoo:robyrc
Paltalk: robyrc
Pgp key disponibile
-----BEGIN PGP SIGNATURE-----
Version: PGPfreeware 7.0.3 for non-commercial use <http://www.pgp.com>
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pAdlpKxu6/fihOtL87fmruOk
=/e/J
-----END PGP SIGNATURE-----
Sono praticante anch'io e non posso fare altro che dichiararmi concorde con
la tua opinione. Io ho iniziato ancora da laureando a lavorare in studio (a
30 km da casa, con tutte le spese che ne derivano) già 1 anno prima della
laurea a giorni alterni.
man mano che procedevo con gli esami e la tesi aumentavol la mia presenza in
studio. All'inizio non percepivo nulla, poi con il passare del tempo si è
iniziato con un rimborso spese di 500.000 fino a 1.500.000 a ridosso della
laurea (lavoravo 8 ore al giorno più gli extra in periodi caldi).
Ho proseguito anche durante il servizio civile, visto che ho avuto la
fortuna di farlo nella stessa città dello studio ed essendo in croce rossa
potevo continuare a lavorare part time e la sera (oltre a sabati e domeniche
nel periodo delle DR).
da febbraio sono iscritto al registro dei praticanti dott. comm.
(finalmente dico io...) e lavoro in studio a tempo pieno come libero
professionista assumendomi responsabilità e lavorando come e quanto il mio
"capo".
In tutto questo devo dire di essere capitato in un bell'ambiente e di avere
un dominus che mi segue e che ci tiene a farmi crescere, anche in
prospettiva di una futura collaborazione nello studio (dopo 4 anni di lavoro
assieme si è abbozzato il discorso).
> Morale della favola: secondo me i praticanti ci sono ancora solo che
> in alcuni manca la convinzione e allora i primi anni ci si guarda
> intorno. E' un problema di tutta la società, tutti sono sempre
> convinti che ci sia un posto migliore!!?
Ricordo con piacere e divertimento una cosa che mi ha detto il mio dominus
all'inizio della nostra "collaborazione":
"lacrime e sangue" mai detto fu più vero, in senso metaforico.
:-)
Ciao
Marco
Praticante Dott. Comm.
***** E' una brava segretaria.
Daniele Arisi
No, perché se fosse una segretaria non mi farei problemi a dirle di farmi
una fotocopia, un versamento in posta o cose del genere.
In realtà, essendo lei una praticante, (quasi) mai le chiedo tali
prestazioni, se non in casi eccezionali.
Preferisco andare io in posta piuttosto che utilizzare una praticante.
--
> Mi sembrano due affermazioni fortemente in contraddizione tra di loro:
> come fai ad usare aggettivi col superlativo assoluto e poi precisare
> tutte quelle altre cose?
> Se così è la tua praticante ha sbagliato mestiere, perchè le manca la
> cosa fondamentale: la mentalità professionale.
> Nel mio studio posto per praticanti così non ce n'è, nonostante la
> penuria.
Non sono due affermazioni in contrasto: ho tenuto a precisare prima che è
bravissima perché effettivamente è quello che penso. E' intellettualmente
brillantissima, molto coscenziosa, veloce e precisa. Purtroppo, come dici
tu, le manca la mentalità professionale; speravo di potergliela
trasmettere, ma ho fallito.
Sicuramente una parte della responsabilità è anche mia: se non riesci a
coinvolgere un tuo praticante in modo tale che possa, almeno saltuariamente,
dimenticare di guardare l'orologio mentre studia una pratica, qualcosa non
ha funzionato.
Ovviamente però non posso (e non voglio) assumermi tutte le responsabilità:
ho cercato di farle affrontare le pratiche più disparate, ho cercato di
solleticarle la curiosità mostrandole anche soluzioni a volte fantasiose
(tra cui i vari metodi M1, M2 ecc...), le ho pagato i corsi dell'Ordine per
la preparazione all'Esame di Stato e così via...
Sono giunto pertanto alla conclusione che se una persona NON E' un
professionista, non lo diventerà mai. Potrà essere un ottimo collaboratore,
un perfetto esecutore, un diligente operatore, ma non sarà mai un
professionista.
L'unica cosa di cui mi posso ritenere soddisfatto è che in questi tre anni
ha raggiunto una preparazione sufficientemente elevata, escluse comunque le
problematiche che purtroppo, o per fortuna, il mio studio non segue (tipo
fallimenti).
--
Nessuno ha parlato delle prospettive (se non dell'età avanzata a cui si
inizierebbe a lavorare): cosa è diventata oggi la professione? Guardiamo
dentro lo studio e cosa vediamo? Cartacce, tabulati moduli da compilare...
file presso gli uffici... clienti dispotici... e chi più ne ha ne metta.
Le 4 o 5 consulenze degne di tale nome ormai non riescono a supportare la
dignità "PROFESSIONALE".
Da fuori certe cose si vedono ed i risultati si sentono. Senza contare che
le varie diatribe interne sono considerate da molti alla stregua delle beghe
politiche, situazione altamente disqualificante.
E gli ordini che fanno? Coloro ai quali è stato affidato il compito di
gestire la categoria, non valorizzano, non investono e valorizzano, cambiano
solo sedi e attrezzature (forse è troppo polemica e generica come
affermazione, ma qui quello si vede).
Senza contare che ormai il giovane, mediamente, non è in grado di valutare
il proprio futuro, le proprie possibilità con una certa maturità; merito
della televisione, della vita frenetica, della poca disponibilità dei
genitori a delineare una precisa linea di demarcazione su determinati
atteggiamenti, perchè, magari, a torto o a ragione ritengono che il proprio
figlio debba fare le proprie scelte.
Quanto mi manca mio padre!!
"Giorgio Gamberini" <ggga...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:Ud0B7.3716$GW5....@news2.tin.it...
(Anzi lo so: no).
L'unico appunto:
se qualche volta andava in posta al posto tuo magari si sarebbe appassionata
di più alle parti "alte" della professione.
Un mesetto di prima nota stimola la materia grigia più di un tir di fosforo.
smarchio che oggi è cattivo
> > Gianlorenzo Bo.
> > Praticante commercialista in Ivrea
tutti maschi.
:-(
ma LE praticanti, esistono ancora?
O ci sono ormai solo stagiste?
;-)
berriUAIT
Scusami se mi intrometto...ormai mooolto tempo fa ho fatto i miei bravi 2
anni di praticantato...esperienza che non ripeterei nemmeno se sotto
tortura! Perchè? Perchè il "capo" mi trattava come un fattorino...tutto
quello che ho imparato l'ho imparato da sola.. se ho fatto qualcosa di
diverso dall'andare per uffici e clienti è stato solo perchè ad un certo
punto una collega (assunta) ebbe un bruttissimo incidente proprio in
"periodo dichiarazioni". E così, visto che io sapevo già fare molte cose
(perchè le avevo imparate "prima"), mi sono ristrovata a lavorare 10 ore al
giorno completamente a gratisse e senza nemmeno un grazie. Ovvio che quando
è finito il periodo me ne sono andata!! Ahhh...dimenticavo..io ho fatto
pratica come consulente del lavoro..ma non ho mai visto un cedolino!!!
Sono perciò contenta che i giovani d'oggi pretendano di essere pagati. Alla
fine a 19 anni non si ha bisogno di un vero stipendio...ma almeno di una
mancietta si!!!
Nina
Comunque, il post originale voleva proprio servire a capire se ha ancora
senso parlare di praticanti.
Io ne ho avuti e con tutti (tranne uno) ho ancora un ottimo rapporto, di
stima, di collaborazione, ecc.
Forse non li ho strapagati, ma la "mancetta" l'hanno sicuramente avuta,
oltre ad una formazione che (per loro stessa ammissione) è stata comunque
positiva (non sono purtroppo nè un genio nè titolare di un mega studio).
Forse fino ad oggi ho sempre trovato bravi ragazzi: è solo che in questi
giorni, a causa del compimento del triennio dei miei attuali praticanti sto
cercando un sostituto. (A proposito: uno andrà a lavorare nell'azienda del
padre, l'altro resterà con me come collega/collaboratore).
Per il momento ho incontrato solamente persone incerte, che sembrano cercare
nella pratica più una prosecuzione di quel momento magico che è
l'università, in cui gli obblighi di studio lasciano molto tempo alla vita
personale, notturna e festiva piuttosto di un mestiere che fra rinuncie e
fatiche sembra sempre meno accattivante.
Scusate la lunghezza del mio intervento, ma come qualcuno ha detto, la
ragione del primo intervento era proprio di capire se esiste ancora
interesse per la professione, non per stabilire il tipo di lavoro da far
fare al praticante o la mancia da pagare.
Saluti e buon lavoro.
Volevo precisare che io sono convinta che per intraprendere la professione
sia assolutamente necessario un periodo di pratica, non sò se sia giusto che
siano tre anni, però sono certa che un bel periodo sia necessario. E questo
perchè la scuola non può formare fino in fondo ed anche perchè, credo, che
una persona preparata non sia necessariamente in grado di essere un bravo
professionista. Conosco la "vita di studio" sia direttamente che
indirettamente, e sono convinta che non tutti possono "reggere".
Molte persone fanno il praticantato per acquisire certe conoscenze e per
poter scrivere una riga in + sul curriculum.
Certo è che molti professionisti sfruttano il preticantato per avere
galoppini gratuiti.
Sinceramente non ho fatto pratica come laureata ma come diplomata e forse le
cose sono differenti...ma la mia esperienza è simile a quella di molti miei
compagni di sventura.
Credo che una maggiore "onestà" da parte dei professionisti sia
necessaria...ti assicuro che se avessi ottenuto dalla pratica una vera
"formazione" non sarei qui a lamentarmi del fatto che non sono mai stata
pagata!!
Saluti
Nina
Mi chiedo: il mio spirito da praticante, a cosa è servito? "Eppur
m'inorgoglisco..." esordiva Roberto de La Grive.
Praticante delusa
Nella città in cui vivo non si trovano studi dove far pratica, all'Ordine
locale non forniscono alcun aiuto, quasi che gli Studi disponibili siano un
'segreto di Stato' (per questo motivo non intendo menzionare la mia città) e
l'unica soluzione che propongono è data dall'emanazione di una circolare con
i miei dati e la 'supplichevole' richiesta di un posto da praticante (mentre
so di altri Ordini dove rilasciano un elenco degli Studi disponibili...).
Ora, non credo sia così dispendioso assumere un praticante (niente contratto
di lavoro ergo nessun diritto degno di tutela e nessun compenso stabilito) e
personalmente tutto quello che chiedevo, oltre alla 'firma', era di
occuparmi di un minimo di contabilità quanto basta per poter supportare in
modo concreto i miei studi (con questo intendo dire che nel periodo di
pratica ho già preventivato che dovrò studiare tutto da sola).
La soluzione alla mancanza di uno Studio disponibile è stata quella di