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Credito di imposta e partita doppia

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Quirico Arganese

unread,
Mar 20, 2002, 2:24:34 PM3/20/02
to
Alcuni clienti hanno beneficiato del credito di imposta previsto
dall'art. 8 della L. 388/00.

Come contabilizzate il credito di imposta?

Io lo gestisco con il sistema dei risconti passivi spalmandolo per il
periodo di ammortamento del bene agevolato.
Saluti
Quirico Arganese


--
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Ettore De Santis

unread,
Mar 20, 2002, 2:57:59 PM3/20/02
to
Ed è cosi' che va fatto secondo l'opinione di molti "autorevoli".
Anche se per me sorge un problema: quando si sono acquistati diversi beni,
se ne sono dismessi altri, ci sono gli ammortamenti come si fa a conoscere
precisamente la parte di credito afferente al singolo bene?

La mia soluzione sarebbe quella di "riscontare"il credito p.es.anno 2001 in
5 esercizi dato che è obbligatoriamente richiesta la loro permanenza
nell'impresa come minimo per queto periodo.

Che ne pensate?

Ettore De Santis

"Quirico Arganese" <qui...@studioarganese.it> ha scritto nel messaggio
news:6df47f3a0cd62016d7e...@mygate.mailgate.org...

Roberto Cattivelli

unread,
Mar 21, 2002, 6:00:21 AM3/21/02
to
Il credito d'imposta in questione, non essendo commisurato solo al costo dei
beni ammortizzabili, non può costituire un contributo in conto impianti (da
contabilizzare a diretta riduzione del costo o con il metodo dei risconti
passivi), ma costituisce senz'altro un contributo in conto capitale.
Ma questa analisi, per giungere alla determinazione della natura del credito
d'imposta in questione, é completamente inutile; infatti, per espressa
previsione legislativa (art. 8, 5° comma, L. 388/2000), lo stesso non
concorre alla formazione del reddito imponibile IPPEF/IRPEG, così come non
concorre alla formazione del valore della produzione rilevante ai fini IRAP.
Pertanto, il credito d'imposta in questione, a mio parere, dovrebbe essere
contabilizzato, ai fini civilistici, negli "altri ricavi e proventi" e,
successivamente, in sede di compilazione di dichiarazione dei redditi tale
contributo costituirà variazione in diminuzione del reddito imponibile.
Roberto Cattivelli

Paolo Piantadosi

unread,
Mar 21, 2002, 1:54:16 PM3/21/02
to

"Roberto Cattivelli" <robcat...@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:D5jm8.2416$sP6....@tornado.fastwebnet.it...

> Pertanto, il credito d'imposta in questione, a mio parere, dovrebbe essere
> contabilizzato, ai fini civilistici, negli "altri ricavi e proventi" e,
> successivamente, in sede di compilazione di dichiarazione dei redditi tale
> contributo costituirà variazione in diminuzione del reddito imponibile.
> Roberto Cattivelli
>
Mi trovo d'accordo e aggiungerei nel periodo di imposta di maturazione del
credito.

--
Saluti
P.P.


Ettore De Santis

unread,
Mar 21, 2002, 5:50:37 PM3/21/02
to

"Roberto Cattivelli" <robcat...@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:D5jm8.2416$sP6....@tornado.fastwebnet.it...

> Il credito d'imposta in questione, non essendo commisurato solo al costo
dei
> beni ammortizzabili, non può costituire un contributo in conto impianti
(da
> contabilizzare a diretta riduzione del costo o con il metodo dei risconti
> passivi), ma costituisce senz'altro un contributo in conto capitale.

Ma anche per i contributi in conto capitale il pricipio contabile 16 punto
F.II) pur prevedendo due metodi di contabilizzazione ritiene preferibile il
metodo dei risconti passivi aggiungendo che "l'accredito in unica soluzione
al conto economico è in contrasto con le finalità e i postulati di bilancio"
(F.II.d)

Ettore De Santis

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