Buongiorno,
siccome stà cosa dell'imposta annuale sulle vidimazioni mi ha
solleticato ...
vi allego alcune risposte di colleghi
1°) Considerazioni interessanti, ma per il momento continueremo come
sempre fatto.
Per esempio, anche se l'editorialista del Commercialista Veneto ritenga
non dovuta dalle Srl la tassa vidimazione libri di Euro 309,87 (ovvero
516,46), la più recente circolare SEAC richiama la Srl tra i soggetti
tenuti all'adempimento, dovendosi esonerare dall'obbligo solamente i) le
società cooperative e di mutua assicurazione, ii) i consorzi che non
assumono la forma di società consortili, iii) le società di capitali
dichiarate fallite e iv) le società sportive dilettantistiche.
2°)Noi facciamo vidimare e bollare i libri e facciamo pagare la tassa
annuale
3°) anche noi facciamo pagare ancora oggi la tassa alle nostre srl.
(certo che sino ad oggi non mi pare abbia fatto molto clamore).
Personalmente, mi pare condivisibile la tesi dell'articolista per quel
che riguarda l'assenza di un obbligo di vidimazione.
Qualche dubbio in più sul corollario che ne fa discendere la non debenza
della tassa di CCGG.
In tal senso il dato testuale:
“Per la numerazione e bollatura di libri e registri tenuti da esercenti
imprese, soggetti
d’imposta agli effetti Iva, la tassa è dovuta annualmente per le sole
società di
capitali nella misura forfettaria di euro 309,87, prescindendo dal
numero di libri o
registri tenuti e dalle relative pagine ...”
rischia di essere ambiguo, nel senso che quel "prescindendo dal numero
di libri", potrebbe significare che l'imposta sia dovuta
forfettariamente prescindendo appunto dal numero di libri, quindi (un po
paradossalmente) anche se non ve ne fosse nessuno (zero è
prevalentemente considerato, ma non sempre, un numero naturale !).
In conclusione la cosa mi pare un po rischiosa
4°) Avevo già letto l’articolo ... ma le Camere di Commercio non
molleranno l’osso molto facilmente ed io non ho voglia di fare battaglie
“agratis” per i clienti.
che ne pensate?
Gio