Ok, però nell'interpello 218/2022 si parla di fatture non ancora emesse
e pertanto è necessario riaprire partita iva.
Invece nell'interpello 299/2020 le fatture erano emesse ma non incassate
prima della chiusura della partita iva, una volta incassate diventano un
reddito diverso da indicare nel quadro RL rigo RL15.
In entrambi gli interpelli viene detto che il contribuente poteva anche
considerare detti compensi fatturati ed incassati, vedi circolari
17/2012 (minimi) e 10/2016 (forfettari).
Riguardo la previdenza:
Se fosse applicata la scelta di inserire a tassazione anche i compensi
non incassati su di essi sarebbero calcolati anche i contributi
previdenziali (INPS o Cassa) considerato che si superano i minimali.
Nel mio caso posso emettere le fatture prima di cessare partita iva e
inserirle a ricavo nell'anno in cui verranno riscosse (2023 e rigo
RL15), però per l'INPS il ricavo è assoggettabile ?
Specifico che queste fatture non incassate sono di circa 27.000 euro.