Grazie
Vi_Zeta
imho, s�.
--
Tango
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Vi_Zeta
> La snc � mia cliente dal 2008.
> I soci della snc sono padre e figlio.
> Quando il figlio nel 2006 � entrato in societ� acquistando la quota
> dell'altro socio di allora decisero di farlo utilizzando il conto della la
> snc. :-/
> Da qui il problema.
> Qualche consiglio o suggerimento?
non terrei conto del credito nel determinare il patrimonio netto della snc
trasformanda
> Oppure niente trasformazione?
se non c'� Patrimonio netto diventa un problema. Naturalmente, per
determinare il patrimonio netto, occorre valutare attivo e passivo a
valori correnti, non a quelli di libro
Gi�, alla fine pi� che un credito dell'attivo questa � una posta
negativa di patrimonio netto.
In ogni caso la situazione non cambierebbe di molto in quanto ci sarebbe
sempre un eccesso di prelevamento conto utili di circa 60.000 e altrettandi
di credito verso un socio per finanziamento
:-/
Vi_Zeta
In realtà la normativa prevede che si possono distribuire solo gli
utili realmente conseguiti. Norma che praticamente nessuno applica
(vallo a spiegare ai soci che non possono tirarsi fuori di più di
quello che guadagnano in "bianco").
Resta il fatto che civilisticamente è stato operata una illecita
sottrazione di denaro della società da parte dei soci. Anche se
l'operazione viene qualificato come finanziamento della società nei
confronti della socio IMHO non regge (dato che la legge è stata
comunque aggirata), tanto più che è stata utilizzata per acquistare
quote della società.
Trattandosi di una s.n.c., non credo che nessuno contesterà mai la
cosa. Diventando s.r.l., però, IMHO il problema è più delicato, perché
in caso di fallimento della società, se il socio non ha il denaro per
restituire il "prestito" gli amministratori in effetti potrebbero
essere imputabili per bancarotta fraudolenta.
Io nei tuoi panni eviterei di trasformarla in s.r.l. in queste
condizioni, se l'unico scopo è quello di limitare la responsabilità
personale dei soci. E fare una perizia in cui si valuta il "prestito
vs soci" come un normale credito valutato al nominale è IMHO molto
rischioso. Estremizzando il concetto: se io e mio fratello costituiamo
una s.n.c. con conferimenti di 50.000 euro ciascuno, e poi la società
"presta" 100.000 euro a mio padre per acquistare le parteciapazioni
della società e trasformarla in s.r.l., di fatto ho costituito una
società senza capitali!!!
E' chiaro che se la società non fallisce nessuno ti contesterà nulla,
ma io un rischio del genere non lo correrei!
Ciao
Erano infatti le mie perplessit�.
Inoltre la snc non credo avrebbe potuto fare finanziamento al socio perch�
l'oggetto sociale non lo prevedeva ( anzi vietava lo svolgimento di attivit�
pi� riservate a enti creditizi e finanziari ed il finanziamento al socio per
una cifra di 150.000 euro mi pare possa identificarsi in questa casistica).
Per cui mi sa che se i soci non trovano un modo per rientrare... niente srl.
Grazie
Vi_Zeta
>se non c'� Patrimonio netto diventa un problema. Naturalmente, per
>determinare il patrimonio netto, occorre valutare attivo e passivo a
>valori correnti, non a quelli di libro
Scusa Tiberio.
Ma come � da interpretare nella prassi il termine " valore attuale "
nelle trasformazioni ?
Vedo che tu lo interpreti come " valore corrente "
-----------------
bb-bruno bruni
> redlibe...@yahoo.it (Tango-) ha scritto:
imho, per quel che riguarda le immobilizzazioni tecniche e i beni
immateriali, � il loro valore di mercato o in alternativa quello di
funzionamento.
Per gli altri valori dell'attivo e del passivo, valgono le norme
civilistiche
>Pu� comportare qualche problema per la snc che si volesse trasformare in srl
>l'esistenza di tale credito?
S�; mi � capitato di recente sulla scrivania un caso identico; la srl
poi � fallita e i soci/amministratori adesso sono sotto processo per
bancarotta principalmente per quel motivo.
--
Ciao
Conte Oliver (che NON risponde in privato)
-Togli le scarpe per scrivermi una e-mail-
Scusa Conte, tu che mi sembri "navigato" anche in fallimentare, ho una
curiosità: ma per quello che puoi vedere tu, la contestazione di reati
fallimentari avviene spesso nei fallimenti oppure è rara? E da cosa
dipende, da quanto è severo il curatore nella sua relazione, dal PM
che di capita o da che altro?
Il dubbio mi è venuto perché ci sono dei personaggi che continuano a
far fallire srl (facendo porcate incredibili) per poi riaprirne altre
e non mi risulta che siano stati incriminati per bancarotta...
Sai darmi lumi? :)
>la contestazione di reati
>fallimentari avviene spesso nei fallimenti oppure � rara?
Abbastanza frequente, almeno qui; generalmente non � difficile
incappare in bancarotte preferenziali (pagare creditori specifici
prima di fallire, magari le banche dove si hanno le fidejussioni),
distrazioni (il magazzino era fittiziamente elevato per far quadrare i
conti ma poi il curatore non ci trova nulla), o ricorso abusivo al
credito (si truccano i bilanci per farli apparire migliori di quanto
non siano per evitare che la banca chiuda i rubinetti).
E di solito il curatore se ne accorge e lo scrive.
>E da cosa dipende, da quanto � severo il curatore nella sua relazione, dal PM
>che di capita o da che altro?
Dipende dall'entit� delle marachelle commesse e anche (in piccola
parte) dalla severit� del curatore;
In genere il curatore dovrebbe essere "neutrale", nel senso che
dovrebbe limitarsi a riportare i fatti e lasciare la valutazioni
penali al magistrato; comunque mi � capitato di fare relazioni con
rilievi anche pesanti senza che poi nessun PM si sia degnato di
procedere, quindi non saprei che risponderti...