"cte" <cte...@NOSPAMyahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:4b880b37$0$1122$4faf...@reader2.news.tin.it...
ammesso ma non concesso, poi come fa a rivenderla?
gli potrebbero contestare la prosecuzione dell'attivit�..
ciao
considerato che non sei soggetto agli SDS per effetto della cessazione
della ttività di commercio ambulante .... prima vedi che reddito ne
esce, fai alcune considerazioni di opportunità e poi decidi il valore
da attribuire all'autoconsumo di detti beni. Ovvio che poi non
sarebbero più cedibili in forma " ambulante piccolo commercio" ma che
se li tiene e se li gode come privato consumatore. Se poi qualcosa, a
distanza di tempo, viene ceduto da privato a privato nessuno potrà
impedirlo, Il riscio di una contestazione di tipo fiscale lo vedo,
nella pratica, abbastanza remoto. Eppoi a 83 anni credo possa mettersi
quasi a ridere sulle denegate ipotesi....
;-)))))
buon lavoro
St
"stunat" <n_al...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:a6bd9b1c-07cc-447e...@i39g2000yqm.googlegroups.com...
On 26 Feb, 18:56, "cte" <cte...@NOSPAMyahoo.it> wrote:
> Soggetto di 83 anni ha cessato con il 31-12-2009 un'attivit� di ambulante
> di
> beni vari; la sua attivit� consisteva nell'acquistare, prevalentemente
> presso l'ist.vendite giudiziarie, beni vari, di solito in cattivo stato e,
> comunque, usati. Ha cessato l'attivit� anche se aveva ancora in carico
> circa Euro 40.000,00 di merce in riferimento alla quale dice che spera di
> realizzare qualcosa ma, sicuramente, non di certo detta cifra.
> Pu� essere corretto fare un'autofattura per un importo di ca. Euro
> 25.000,00
> , considerando che, oltretutto, pu� benissimo accadere che non riesca
> nemmeno a realizzare detto importo in quanto parte di detta merce potrebbe
> risultare invendibile?
> Grazie per le risposte e buon fine settimana.
> Antonio
considerato che non sei soggetto agli SDS per effetto della cessazione
della ttivit� di commercio ambulante .... prima vedi che reddito ne
esce, fai alcune considerazioni di opportunit� e poi decidi il valore
da attribuire all'autoconsumo di detti beni. Ovvio che poi non
sarebbero pi� cedibili in forma " ambulante piccolo commercio" ma che
se li tiene e se li gode come privato consumatore. Se poi qualcosa, a
distanza di tempo, viene ceduto da privato a privato nessuno potr�
scusa ma......... il post va "sotto" il precedente e non "sopra.
detto questo la iva la paga in autoconsumo quindi la iva è assolta.-
il dubbio sulla iva eventualmente dovuta sulle vendite da privato a
privato dire quasi nullo.-
Milioni di italiani vendono propri oggetti privati ad altro privato.
Attività di rivendita di beni usati sono sorte coime funghi in questi
ultimi dieci anni. non mi risulta che i privati cedenti dichiarino
alcunchè in sede di unico o 730.Mamme che rivendono oggetti di figli
crersciuti ed ora non utilizzabili, sgomberi di appartamenti di
anziani deceduti e che vengono dirottati in detti mercatini conto
terzi...studenti che cercano mobili usati per arredare appartamentini
di fortuna....è un riciclo continuo di oggetti usati che ora viene
fatto su larga scala. Il tuo rischio, per me , è quasi inesistente
( c'è solo se continua a vendere " come prima" e se viene individuato
in sede di controllo da organi di polizia urbana e simili).-
Ciao e buona giornata
St
"mario" <marior...@trashmail.net> ha scritto nel messaggio
news:4b890fb2$0$1102$4faf...@reader4.news.tin.it...
io invece non sono affatto d'accordo..
si tratta di merce sottostimata ad arte e non di un singolo tavolo..
quando si chiude una attivit� e rimane della merce, si procede alla
liquidazione per chiusura attivit�, si redige un inventario di tutto coi
prezzi prima della liquidazione e coi prezzi di liquidazione..
troppo comodo sarebbe chiudere e vendere come privato un magazzino intero di
roba e qualificarlo come attivit� occasionale posta in essere da privato..
http://www.nuovofiscooggi.it/giurisprudenza/articolo/i-soliti-fatti-noti (ed
� solo una)
"cte" <cte...@NOSPAMyahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:4b8b8300$0$1140$4faf...@reader1.news.tin.it...
>> Anche io la vedo troppo comoda; infatti avevo raccomandato al cliente di
> procedere, prima della cassazione, con una liquidazione tesa, non dico ad
> azzerare il magazzino ma, comunque, a far s� che rimanesse veramente poco.
> A quel punto, in riferimento all'eventuale merce invenduta dopo la
> liquidazione, non avrei visto particolari problemi ad autofatturarsela per
> poi fare di essa quello gli pareva (venderla privatamente, buttarla via).
> A questo punto, dopo aver fatto presente tutto ci� al cliente, la vedrei
> "pi� pulita" , facendo un'autofattura per l'importo intero in quanto,
> facendola per esempio per la met�, mi sembrerebbe di forzare troppo la
> mano.
l'autofattura non risolve il problema secondo me..
se ti contestassero (se) la prosecuizione dell'attivit� di impresa non hai
rilasciato ricevute fiscali, scontrini e fatture, non hai tenuto
contabilit�, non hai presentato dichiarazioni redditi..
ciao
E' un pò difficile valutare la cosa senza i dati ( tutti i dati
compresi i dati storici ) sottomano. e non la vedo affatto troppo
comoda. nè vedo come un ambulante di generi acquistati a prezzo di
realizzo possa sentirsi in colpa se questi generi
( parole del postante ) forse non sarebbero mai acquistati da alcuno
( e magari si dimostra che la formazione storica del magazzino risale
a secoli fa)
Per me corre rischio solo se si mette in piazza a rivendere tutto in
un mercatino sotto gli occhi dei vigili urbani.
Quindi o la risolvi così o ti tieni tutti i tuoi ( i suoi ) dubbi
amletici.-
Occorre anche rischiare, qualche volta nella vita. Eppoi....non so
nemmeno se potrebbe " andare in pedita"...visto così ci sta anche
posto per il mio consiglio..semplice.. rapido..indolore ( io la
metteri anche in perdita )
Sarà fortuna, forse, ma è una strada che ho seguito in occasioni
simili e con risultati eccellenti.
Non nego che sia opportuna la prudenza, ma la giudico eccessiva.
Almeno per ciò che ne capisco dai dati immessi nel post, dal tipo di
attività svolta dal cliente, dalla estrema pochezza del tutto,
compresa l'ipotesi di valutazione di un magazzino per sua definizione
super svalutato fin dalla sua formazione in sede di acquisto merce-
E ,alla fine , che magazzino rimane se fà ( faceva ) un addebito in
autoconsumo fra i corrispettivi al 31/12?
Non rimane nessun magazzino, almeno da dati algebrici.
Boh.
Ciao e buon lavoro
St
è un pò tardi per via dei dati iva già comunicati ma, mi permetto di
aggiungere che esiste, esisteva, la possibilità di " fatturare" beni
a prezzi stracciati sempre in data 31/12/2009 ad amici parenti e
conoscenti.,.
magazzino finale : zero.
St
1) Il caso di cui al link, era perch� hanno trovato i mobili in casa del
tipo.
Quindi uno si autofattura le rimanenze ma poi non deve conservarle in casa,
no?
2) L'inventario: si mettono i prezzi di acquisto, ma per i prezzi di
liquidazione come si conteggiano? Al valore di mercato alla liquidazione? Se
sono beni vecchi (es. abbigliamento di 5-10-15 anni fa) lo si svaluta di un
forfatit? E chi lo stabilisce, l'imprenditore? un perito? ((il
commercialista??))
3) Se le esistenze iniziali fossero 10, nell'esercizio vende 2, compra zero.
L'8 se lo autofattura e si pu� considerare la partita chiusa? Non
dovrebbe/potrebbe fare pi� l'inventario di liquidazione?
Ho un caso simile, date un consiglio.
grazie ciao