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Incaricati alla vendita a domicilio-inquadramento

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Linus

unread,
Oct 10, 2008, 12:50:34 PM10/10/08
to
Vorrei chiedere un parere sul tipo di inquadramento contributivo
previdenziale che devono avere gli incaricati alla vendita a
domicilio, detti anche Venditori porta a porta. Vorrei esattamente
capire se "tutti" coloro che svolgono l'attività suddetta, attraverso
un contratto di agenzia o una lettera di incarico, devono iscriversi
esclusivamente alla Gestione Separata o meno.
Il dubbio mi è sorto quando vedendo che la CCIAA di VE ammette
l'iscrizione dell'incaricato alla vendita a domicilio al Registro
Imprese come imprenditore individuale, ho dedotto che questi soggetti
dovrebbero essere iscritti dall'Istituto previdenziale alla Gestione
Commercianti. Non sono riuscito ancora a sentire nessuno dell'INPS e
gradirei prima un vostro autorevole parere, ringraziando fin d'ora chi
me lo vorrà fornire.

Linus

Roberto Cattivelli

unread,
Oct 11, 2008, 1:57:55 AM10/11/08
to

"Vorrei chiedere un parere sul tipo di inquadramento contributivo
previdenziale che devono avere gli incaricati alla vendita a
domicilio, detti anche Venditori porta a porta. Vorrei esattamente
capire se "tutti" coloro che svolgono l'attività suddetta, attraverso
un contratto di agenzia o una lettera di incarico, devono iscriversi
esclusivamente alla Gestione Separata o meno.

Dipende se l'incarico è conferito con mandato d'agenzia o lettera
d'incarico: mandato d'agenzia contributi IVS; lettera incarico gestione
separata.

Massimo Martini

unread,
Oct 16, 2008, 6:23:43 AM10/16/08
to
"Roberto Cattivelli" <robcat...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:48f04067$0$40315$4faf...@reader5.news.tin.it...

>
> "Vorrei chiedere un parere sul tipo di inquadramento contributivo
> previdenziale che devono avere gli incaricati alla vendita a
> domicilio, detti anche Venditori porta a porta. Vorrei esattamente
> capire se "tutti" coloro che svolgono l'attività suddetta, attraverso
> un contratto di agenzia o una lettera di incarico, devono iscriversi
> esclusivamente alla Gestione Separata o meno.
>
> Dipende se l'incarico è conferito con mandato d'agenzia o lettera
> d'incarico: mandato d'agenzia contributi IVS; lettera incarico gestione
> separata.
>

Non sono d'accordo. Se il soggetto svolge la propria attivita' con mandato
di agenzia vuol dire evidentemente che il soggetto e' inquadrato come agente
di commercio. Pertanto, oltre all'iscrizione alla gestione commercianti Inps
(nonche' all'Enasarco), vi sara' l'obbligo di iscrizione al Registro delle
Imprese presso la Cciaa competente, l'obbligo di iscrizione al Ruolo degli
Agenti di Commercio, quindi requisiti, ecc.
Altro discorso e' la figura dell'incaricato alle vendite a domicilio (o
venditore porta a porta), il quale svolge la propria attivita' a fronte di
lettera di incarico, NON deve essere iscritto al Registro delle Imprese
presso la Cciaa (Circ. Min. Industria n.3407/C DEL 09.01.1997), l'unica
autorizzazione necessaria e' rappresentata dal tesserino rilasciato dalla
ditta presso cui ha l'incarico (con comunicazione presso il Comune ove
l'incaricato svolge l'attivita'), non soggetto ad Iva se l'attivita' e'
occasionale (se abituale, si' Iva), obbligato all'iscrizione alla gestione
Separata Inps (2/3 a carico della ditta), no Irap e soprattutto gli viene
effettuata sulle provvigioni una ritenuta a titolo di imposta del 23% sul
78%. Pertanto non sara' obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi
Unico limitatamente ai redditi derivanti dalle vendite a domicilio, se non
per la parte Iva se obbligato (autonoma).
Tutto sommato una pacchia!

Ciao.
MM


Massimo Martini

unread,
Oct 16, 2008, 8:58:21 AM10/16/08
to
"Massimo Martini" <m_mar...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio >

> Non sono d'accordo. Se il soggetto svolge la propria attivita' con mandato

...questa e' quantomeno la mia interpretazione dell'art. 31 L.173/2005...


stunat

unread,
Oct 16, 2008, 9:20:17 AM10/16/08
to
On 16 Ott, 12:23, "Massimo Martini" <m_martin...@hotmail.com>

> per la parte Iva se obbligato (autonoma).
> Tutto sommato una pacchia!


pacchia mica tanto.dipende per chi.
tutto vero ciò che hai scritto in merito ai venditori porta a porta
( no cciaa sì iva) però spessissimo il " mandante" " dimentica" di
fare aprire la p.iva al disgraziato che spedisce a vendere porta a
porta ( campo editoria - i venditori di enciclopedie per intenderci)
anzi sbandiera pure che la attività saltuaria esclusa da iva.
risultato : l'AdE - dopo un bel pò di annetti - emette accertamento
per evasione di iva in capo al venditore a domicilio con tanto di
sopratasse ed interessi (l'Ade accetta solo il primo esercizio
attività saltuaria e così dimostra che dal successivo è attività
abituale soggetta ad iva 20%).-
Così il mandante non ha pagato la iva al suo mandatario ( ne ha la
convenienza stante i regime dell'editoria) il mandante spesse volte è
strafallito, sparito, volatilizzato ed al disgraziato mandatario
arriva improvviso ed inaspettato un sostanzioso contenzioso cui
sicuramente soccomberà.
ciao
st

Shailendra

unread,
Oct 16, 2008, 10:16:50 AM10/16/08
to
Massimo Martini ha scritto:
Quoto in pieno. Solo mi sembra di ricordare che dall'anno scorso (mi
pare) i venditori porta a porta si considerato soggetti iva e inps solo
al superamento di 5000 €uro annuali (al netto della ritenuta d'imposta,
se non sbaglio). Fino a quel momento sono considerati occasionali e
non devoo nemmeno aprire partita iva. Almeno così mi sembra di ricordare...

Massimo Martini

unread,
Oct 16, 2008, 12:50:09 PM10/16/08
to
"Shailendra" <shail...@NOSPAMtin.it> ha scritto nel messaggio
news:48f74d0b$0$40312$4faf...@reader5.news.tin.it...

>>
> Quoto in pieno. Solo mi sembra di ricordare che dall'anno scorso (mi pare)
> i venditori porta a porta si considerato soggetti iva e inps solo al
> superamento di 5000 ¤uro annuali (al netto della ritenuta d'imposta, se
> non sbaglio). Fino a quel momento sono considerati occasionali e non devoo
> nemmeno aprire partita iva. Almeno così mi sembra di ricordare...

Ricordi bene! Infatti il mio abituale/occasionale era legato al superamento
o meno dei fatidici 5.000.
Grazie per la precisazione.

Ciao.
MM


Massimo Martini

unread,
Oct 16, 2008, 1:01:43 PM10/16/08
to

"stunat" <n_al...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio news:0abc003c-

pacchia mica tanto.dipende per chi.

...cut

Beh, una pacchia, formalemnte, intendevo. Poi, come in ogni situazione, c'e'
sempre qualcuno che fa il furbo e tenta di mettertelo in quel posto li.... :
((
A parte questo, se fai il raffronto con altre figure priofessionali o di
lavoro autonomo, non e' male. Se pensi al professionista privo di cassa (e
quanti ce ne sono!), che paga l'Irpef (anticipando la RA che gli viene
subito trattenuta in fattura), addizionali all'Irpef, Iva, Irap, il 24,72%
di Gestione separata Inps, la limtata detraibilita' di molti beni e servizi
(spese auto, alberghi e ristoranti, ecc)... il commercialista che ti tiene
la contabilita' ; ))
Scherzi a parte, in Studio abbiamo parecchi clienti in queste condizioni,
veramente disperati, che lavorano 6 mesi all'anno solo per pagare le
tasse!!!
I Governi che si sono succeduti in questo ultimo periodo hanno tanto parlato
di riduzione del prelievo fiscale, ma nessuno ha mai trattato l'argomento
del mostruoso incremento delle aliquote contributive, che, per esempio, per
questi soggetti e' aumentato in pochi anni dal 13% al 24,72%...

Ciao.
MM


Alberto S.

unread,
Oct 16, 2008, 4:10:55 PM10/16/08
to
Il giorno Thu, 16 Oct 2008 06:20:17 -0700 (PDT), stunat
<n_al...@virgilio.it> ha scritto:

>Cosě il mandante non ha pagato la iva al suo mandatario ( ne ha la


>convenienza stante i regime dell'editoria)

???
--
Alberto

Luke

unread,
Oct 17, 2008, 5:30:11 AM10/17/08
to

> Quoto in pieno. Solo mi sembra di ricordare che dall'anno scorso (mi pare)
> i venditori porta a porta si considerato soggetti iva e inps solo al
> superamento di 5000 ¤uro annuali (al netto della ritenuta d'imposta, se
> non sbaglio). Fino a quel momento sono considerati occasionali e non devoo
> nemmeno aprire partita iva. Almeno così mi sembra di ricordare...


Esatto.
Ciao
Gianluca da Latina


Linus

unread,
Oct 18, 2008, 3:25:52 AM10/18/08
to
On 16 Ott, 12:23, "Massimo Martini" <m_martin...@hotmail.com> wrote:
> "Roberto Cattivelli" <robcattive...@virgilio.it> ha scritto nel messaggionews:48f04067$0$40315$4faf...@reader5.news.tin.it...

>
>
>
> > "Vorrei chiedere un parere sul tipo di inquadramento contributivo
> > previdenziale che devono avere gli incaricati alla vendita a
> > domicilio, detti anche Venditori porta a porta. Vorrei esattamente
> > capire se "tutti" coloro che svolgono l'attività suddetta, attraverso
> > un contratto di agenzia o una lettera di incarico, devono iscriversi
> > esclusivamente   alla Gestione Separata o meno.
>
> > Dipende se l'incarico è conferito con mandato d'agenzia o lettera
> > d'incarico: mandato d'agenzia contributi IVS; lettera incarico gestione
> > separata.
>
> Non sono d'accordo. Se il soggetto svolge la propria attivita' con mandato
> di agenzia vuol dire evidentemente che il soggetto e' inquadrato come agente
> di commercio.

Non necessariamente! Nel senso che oggi a fronte della Sentenza della
Corte di Giustizia della Comunità Europea del 30/04/1998 il venditore
può avere un contratto di agenzia anche senza avere i requisiti ed
essere iscritto al ruolo degli agenti e rappresentanti del commercio
presso la CCIAA, purché il mandato di agenzia non lo preveda. Anzi,
dopo due anni di iscrizione al Reg.Impr. matura i requisiti e può
chiedere l'iscrizione al ruolo, ove lo ritenga interessante.

> Pertanto, oltre all'iscrizione alla gestione commercianti Inps
> (nonche' all'Enasarco), vi sara' l'obbligo di iscrizione al Registro delle
> Imprese presso la Cciaa competente, l'obbligo di iscrizione al Ruolo degli
> Agenti di Commercio, quindi requisiti, ecc

> Altro discorso e' la figura dell'incaricato alle vendite a domicilio (o
> venditore porta a porta), il quale svolge la propria attivita' a fronte di
> lettera di incarico, NON deve essere iscritto al Registro delle Imprese
> presso la Cciaa (Circ. Min. Industria n.3407/C DEL 09.01.1997),

non sono d'accordo col "NON deve essere iscritto": la CCIAA di Ve
afferma che "è AMMESSA l'iscrizione dell'imprenditore individuale
allegando : lettera d'incarico dell'impresa che ha dichiarato il
commercio a domicilio e copia della comunicazione, con i nominativi
incaricati, inviata all'autorità di pubblica sicurezza"

>l'unica autorizzazione necessaria e' rappresentata dal tesserino rilasciato dalla
> ditta presso cui ha l'incarico (con comunicazione presso il Comune ove
> l'incaricato svolge l'attivita'), non soggetto ad Iva se l'attivita' e'
> occasionale (se abituale, si' Iva), obbligato all'iscrizione alla gestione
> Separata Inps (2/3 a carico della ditta), no Irap e soprattutto gli viene
> effettuata sulle provvigioni una ritenuta a titolo di imposta del 23% sul
> 78%. Pertanto non sara' obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi
> Unico limitatamente ai redditi derivanti dalle vendite a domicilio, se non
> per la parte Iva se obbligato (autonoma).
> Tutto sommato una pacchia!

Per il venditore... probabilmente e a seconda dei casi. Ma a me
interessa soprattutto la questione dal punto di vista della mandante.
Pagare oltre alla provvigione un bel 2/3 di 24,72% = 16,48% all'INPS
può rappresentare, in tutti quei casi in cui tale attività non sia
effettivamente "marginale", un onere spropositato se raffrontato al
6,75% dovuto all'Enasarco in presenza di un contratto di agenzia.

> Ciao.
> MM

stunat

unread,
Oct 18, 2008, 10:16:17 AM10/18/08
to
On 16 Ott, 22:10, Alberto S. <albert...@tiscalinet.it> wrote:
> Il giorno Thu, 16 Oct 2008 06:20:17 -0700 (PDT), stunat
> <n_albe...@virgilio.it> ha scritto:
>
> >Così il mandante non ha pagato la iva al suo mandatario ( ne ha la

> >convenienza stante i regime dell'editoria)
>
> ???
> --
> Alberto

LE operazioni di commercializzazione successiva sono " operazioni
escluse" Questi soggetti successivi all'editore ( che vendono le
enciclopedie stampate da altri ricorrendo alla collocazione porta a
porta ) non hanno la convenienza al pagamento della iva sugli
acquisti e quindi ricorrono (o meglio vi hanno ricorso in passato,
adesso non saprei ) all'ottenimento di " fattura senza iva che
richiedono - dicono trattasi di attività saltuaria che poi l'AdE
contesterà - all'incaricato alla vendita a domicilio.-
E qui nasce poi la tragedia a carico di chi - fidandosi ingenuamente
- ne abbia emesse un bel quantitativo per più anni.-
Questo ho visto non molto tempo fa.
ciao
st

Alberto S.

unread,
Oct 19, 2008, 1:24:46 PM10/19/08
to
Il giorno Sat, 18 Oct 2008 07:16:17 -0700 (PDT), stunat
<n_al...@virgilio.it> ha scritto:

>> >Così il mandante non ha pagato la iva al suo mandatario ( ne ha la
>> >convenienza stante i regime dell'editoria)
>>
>> ???

>LE operazioni di commercializzazione successiva sono " operazioni


>escluse" Questi soggetti successivi all'editore ( che vendono le
>enciclopedie stampate da altri ricorrendo alla collocazione porta a
>porta ) non hanno la convenienza al pagamento della iva sugli
>acquisti e quindi ricorrono (o meglio vi hanno ricorso in passato,
>adesso non saprei ) all'ottenimento di " fattura senza iva che
>richiedono - dicono trattasi di attività saltuaria che poi l'AdE
>contesterà - all'incaricato alla vendita a domicilio.-
>E qui nasce poi la tragedia a carico di chi - fidandosi ingenuamente
>- ne abbia emesse un bel quantitativo per più anni.-
>Questo ho visto non molto tempo fa.

Grazie per la risposta: è una particolarità della distribuzione
libraria che non avevo tenuto in considerazione.

Io, in effetti, mi fermavo all'editore che manda direttamente in giro
il proprio "porta a porta" e in quel caso l'unica convenienza potrebbe
essere il "risparmio" dei contributi.

Per la mia esperienza è il contrario: cioè è il venditore porta a
porta che cerca il modo di lavorare senza partita IVA, forse perché è
un mercato con poca polpa.

Ciao
--
Alberto

Massimo Martini

unread,
Oct 20, 2008, 5:58:43 AM10/20/08
to
>"Linus" <linu...@alice.it> ha scritto nel messaggio news:33ce43b7-66ff-

Ciao Linus.


>
>Non necessariamente! Nel senso che oggi a fronte della Sentenza della
>Corte di Giustizia della Comunità Europea del 30/04/1998 il venditore
>può avere un contratto di agenzia anche senza avere i requisiti ed
>essere iscritto al ruolo degli agenti e rappresentanti del commercio
>presso la CCIAA, purché il mandato di agenzia non lo preveda. Anzi,
>dopo due anni di iscrizione al Reg.Impr. matura i requisiti e può
>chiedere l'iscrizione al ruolo, ove lo ritenga interessante.

Beh, in ogni caso lo svolgimento dell'attivita' di agente senza la
preventiva iscrizione al relativo Ruolo non e' di certo un comportamento che
consiglierei ad un mio assistito. ; ))
Inoltre, come probabilmente tu ben sai, la sentenza da te citata e' stata
superata dalla CM delle Attivita' Produttive del 11/12/2001, nonche' dalla
Sentenza della Corte di Giustizia UE del 06/03/2003 (causa 485/01),
confermando la sussistenza dell'obbligo di iscrizione preventiva al Ruolo di
cui alla L.204/85 per potersi poi iscrivere al Registro delle Imprese.

>non sono d'accordo col "NON deve essere iscritto": la CCIAA di Ve
>afferma che "è AMMESSA l'iscrizione dell'imprenditore individuale
>allegando : lettera d'incarico dell'impresa che ha dichiarato il
>commercio a domicilio e copia della comunicazione, con i nominativi
>incaricati, inviata all'autorità di pubblica sicurezza"

Invece vedi che su questo siamo d'accordo! La Cciaa di Venezia afferma che
"e' AMMESSA l'iscrizione al R.I.", io, con il mio "NON deve", sostenevo la
teoria per cui, pur essendo AMMISSIBILE l'iscrizione, trattasi di una
facolta' e non di un obbligo. Ma toglimi una curiosita': qual e'
l'incaricato alle vendite che, alla luce del regime fiscale e contributivo
abbastanza favorevole (vedi sotto), pur non essendo obbligato al Registro
delle Imprese, si iscrive ugualmente andando incontro ad ulteriori oneri tra
cui:
- il pagamento del diritto annuale
- l'obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti Inps (per il requisito
soggettivo) con il conseguente obbligo di dover pagare i relativi contributi
fissi sul minimale (pur rimanendo l'onere del 1/3 del contributo alla
Gestione Separata che la ditta contiuera' a trattenere sulle provvigioni
derivanti dalle vendite porta a porta - pertanto doppia iscrizione, secondo
l'Inps)
- l'obbligo di presentazione per l'Unico quantomeno per il quadro RR
Insomma, come dicono a Napoli, "ma chi te lo fa affa'?"

>Per il venditore... probabilmente e a seconda dei casi. Ma a me
>interessa soprattutto la questione dal punto di vista della mandante.
>Pagare oltre alla provvigione un bel 2/3 di 24,72% = 16,48% all'INPS
>può rappresentare, in tutti quei casi in cui tale attività non sia
>effettivamente "marginale", un onere spropositato se raffrontato al
>6,75% dovuto all'Enasarco in presenza di un contratto di agenzia.

Sempre piu' d'accordo con te! Stavo ovviamente parlando del regime fiscale
e/o contributivo del venditore, pertanto "e' una pacchia" era ovviamente
rivolto a lui.
Per l'azienda mandante invece e' una vera fregatura, altro che.

Ciao.
MM


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