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unread,Jul 13, 2020, 2:30:15 PM7/13/20You do not have permission to delete messages in this group
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A seguito di compravendita di azioni, una spa diventa a socio unico (n.b.: io ne ero a conoscenza perché ho predisposto i calcoli del progetto di fusione, ma nè soci nè notaio ci hanno mai trasmesso alcunché in merito).
Dopo pochi giorni questa spa è oggetto di fusione per incorporazione in altra spa, con atto stipulato dallo stesso notaio che ha redatto la compravendita azioni di cui sopra.
Oggi con le società mi reco dal notaio per la delibera di fusione e il notaio candidamente chiede “è stata fatta la comunicazione socio unico in cciaa?”
Io rispondo: “non so, la compravendita l’ha seguita lei, l’ha fatta?”
Risposta: “sono pratiche che noi non facciamo, le fa il commercialista”
Ok, sono a conoscenza che i notai non si sporcano le mani con queste bazzecole e le fanno fare ai lavapiatti commercialisti, no problem: “se mi dà l’atto di compravendita, che non ci ha mai inoltrato, effettuiamo la comunicazione”
Morale della favola: non ha voluto tenere l’assemblea di delibera della fusione, debitamente convocata, ed ha preteso che fosse convocata dopo il deposito della ridicola oltre che inutile (dato che la società è oggetto di incorporazione retrodatata all’1/1/2020) comunicazione di socio unico in cciaa.
Con grandi scocciature in termini di nuove convocazioni, spostamenti di date ed appuntamenti, spostamento della data del successivo atto di fusione e chi più ne ha più ne metta.
Il tutto per un vezzo del medievale scribacchino, che nulla comporta in termini pratici ed operativi.
Gli amministratori delle società non ci hanno capito una mazza, ma erano evidentemente irritantissimi per questo disguido.
Ora, ditemi voi, se è normale una roba del genere.