Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Recesso SNC con due soci

332 views
Skip to first unread message

carloazeglio

unread,
Dec 14, 2012, 3:35:14 AM12/14/12
to
Uno dei due soci di una SNC (con quote paritarie) vuole recedere; l'altro
non autorizza.
La causa invocata dal primo socio a motivo del suo recesso č la scarsa
redditivitą della societą, sostanzialmente nulla.
Il termine della societą č il 31/12/2050; a quella data il socio che intende
recedere avrą 86 anni.
Il contratto sociale prevede: "La durata della societą č stabilita fino al
31/12/2050 e si intenderą tacitamente prorogata di anno in anno, se uno dei
soci non dia disdetta, comunicandola agli altri soci sei mesi prima di ogni
scadenza". Pare di capire quindi che, prima del decorso del termine, i patti
sociali non prevedano la possibilitą di disdetta, prevista soltanto dopo la
scadenza del termine originario.
Ritengo dunque che l'unico appiglio cui il socio possa aggrapparsi per poter
recedere sia quello di invocare la durata "sostanzialmente indeterminata"
della societą, stante il fatto che il termine della societą supera la vita
media attesa del socio stesso.
Concordate?
Grazie, saluti.
--
carloazeglio


Ralph Malph

unread,
Dec 14, 2012, 4:43:08 AM12/14/12
to





"carloazeglio"
Ritengo dunque che l'unico appiglio cui il socio possa aggrapparsi per poter
recedere sia quello di invocare la durata "sostanzialmente indeterminata"
della societą, stante il fatto che il termine della societą supera la vita
media attesa del socio stesso.
Concordate?

si, concordo
in alternativa studiare bene lo statuto ed i rapporti con le banche per
creare uno situazione di stallo per liquidare la societą o per forzare
l'altro socio a ritirare la quota

ciao
Ralph

carloazeglio

unread,
Dec 14, 2012, 5:06:18 AM12/14/12
to
"Ralph Malph" ha scritto
> si, concordo
> in alternativa studiare bene lo statuto ed i rapporti con le banche per
> creare uno situazione di stallo per liquidare la societą o per forzare
> l'altro socio a ritirare la quota
>
> ciao
> Ralph


Ok. Ti ringrazio molto per l'aiuto.
Ciao,
--
carloazeglio


IlCapa

unread,
Dec 14, 2012, 5:36:12 AM12/14/12
to
Il 14/12/2012 09:35, carloazeglio ha scritto:

> Il termine della società è il 31/12/2050; a quella data il socio che intende
> recedere avrà 86 anni.

> Ritengo dunque che l'unico appiglio cui il socio possa aggrapparsi per poter
> recedere sia quello di invocare la durata "sostanzialmente indeterminata"
> della società, stante il fatto che il termine della società supera la vita
> media attesa del socio stesso.
> Concordate?


http://www3.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20061024_00/testointegrale.pdf

aggiornato al 2003... ma potrebbe bastare

--
IlCapa

carloazeglio

unread,
Dec 14, 2012, 9:58:18 AM12/14/12
to
"IlCapa" ha scritto
Ottimo supporto, grazie.
Riflettevo... da quando uno raggiunge l'età per andare in pensione a quando
"mediamente" tira le cuoia non passano poi moltissimi anni...
Bene, e con questi pensieri positivi, si torna all'IMU... :-D
Buon pomeriggio,
--
carloazeglio


FE.P.

unread,
Dec 14, 2012, 2:24:42 PM12/14/12
to
> Ottimo supporto, grazie.
> Riflettevo... da quando uno raggiunge l'età per andare in pensione a
> quando "mediamente" tira le cuoia non passano poi moltissimi anni...
> Bene, e con questi pensieri positivi, si torna all'IMU... :

Credo che l'età non centra niente dato che la scadenza è stabilità dall'atto
sociale, ovviamente presupponendo che tutte le partì quando hanno firmato
erano capaci di intendere e volere.
Saluti


casanmaner

unread,
Dec 14, 2012, 2:45:32 PM12/14/12
to
Una rilevanza può averla nel momento in cui la durata della società sia tale da poter configurare una durata corrispondente alla vita di uno dei soci.

Questo documento potrebbe essere utile http://www.sistemieditoriali.it/catalogo/vse_mp33.pdf

Ciao

Conte Oliver

unread,
Dec 15, 2012, 6:40:23 AM12/15/12
to
Il Fri, 14 Dec 2012 09:35:14 +0100, "carloazeglio"
<quil...@quilonego.invalid> scrisse:

>Ritengo dunque che l'unico appiglio cui il socio possa aggrapparsi per poter
>recedere sia quello di invocare la durata "sostanzialmente indeterminata"
>della societą, stante il fatto che il termine della societą supera la vita
>media attesa del socio stesso.
>Concordate?

No :-) .
Ossia... concordo sul fatto che sia l'unica cosa a cui appigliarsi, ma
č ragionevolmente improbabile pensare che un giudice possa ritenere
una societą che arriva agli 86 anni di un socio come se fosse con
durata indeterminata.
In giurisprudenza si vede di tutto, ma in generale direi che con
l'aumento della vita media 86 anni sia etą ancora accettabile.
Comunque sia, una strada del genere comporterebbe un contenzioso
lungo, costoso, defatigante e dall'esito incertissimo.
Meglio trovare un accordo, anche insoddisfacente.
--
Ciao
Conte Oliver (che NON risponde in privato)
-Togli le scarpe per scrivermi una e-mail-

Studio Verducci

unread,
Dec 15, 2012, 6:43:20 AM12/15/12
to

"Conte Oliver" <alex65....@wmail.it.invalid> ha scritto nel messaggio
news:runoc8d47145bkho3...@4ax.com...
> Il Fri, 14 Dec 2012 09:35:14 +0100, "carloazeglio"
> <quil...@quilonego.invalid> scrisse:
> In giurisprudenza si vede di tutto, ma in generale direi che con
> l'aumento della vita media 86 anni sia età ancora accettabile.
> Comunque sia, una strada del genere comporterebbe un contenzioso
> lungo, costoso, defatigante e dall'esito incertissimo.
> Meglio trovare un accordo, anche insoddisfacente.

E quello che pensavo, ma mi hai preceduto nello scrivere: la strada della
"durata indeterminata" è spesso senza uscita.

--
Saluti
GV


carloazeglio

unread,
Dec 17, 2012, 5:59:14 AM12/17/12
to
"casanmaner" ha scritto
Esatto, il punto è proprio questo, grazie per il documento. In effetti,
secondo il parere espresso nel documento e la richiamata giurisprudenza,
l'età di 86 anni si troverebbe pressapoco al limite di discriminazione.
Va detto peraltro che l'età di 86 anni è quella alla quale arriverebbe al
termine della società il socio che intende recedere (che è il più giovane),
mentre l'altro socio avrebbe addirittura 93 anni (e direi che in nessuna
parte del mondo la speranza di vita per un maschio arrivi a questi livelli).
Va anche detto che il contratto sociale impone espressamente la
partecipazione effettiva all'attività produttiva dei soci che, nello
specifico, è la produzione artigianale di pane, attività piuttosto dura che
prevede impasto durante la notte, utilizzo di forni, consegna giornaliera a
domicilio... e che difficilmente sarebbe in grado di fare un soggetto anche
già di "soli" 70 anni, ad essere ottimisti.
Insomma, nello scenario peggiore di scontro aperto (da evitare come la
peste), direi che ci sarebbe trippa per avvocati... :-)
--
carloazeglio


carloazeglio

unread,
Dec 17, 2012, 6:21:24 AM12/17/12
to
"Conte Oliver" ha scritto
> No :-) .
> Ossia... concordo sul fatto che sia l'unica cosa a cui appigliarsi, ma
> è ragionevolmente improbabile pensare che un giudice possa ritenere
> una società che arriva agli 86 anni di un socio come se fosse con
> durata indeterminata.
> In giurisprudenza si vede di tutto, ma in generale direi che con
> l'aumento della vita media 86 anni sia età ancora accettabile.
> Comunque sia, una strada del genere comporterebbe un contenzioso
> lungo, costoso, defatigante e dall'esito incertissimo.
> Meglio trovare un accordo, anche insoddisfacente.

Grazie Conte, sì, il contenzioso sto cercando di risparmiarglielo con tutte
le forze (il rapporto che ho con questi soci è vecchio quasi quanto me
:-) ), ma i contrasti sono talmente profondi che manca poco che arrivino
alle mani...
In verità io mi trovo al centro tra i due fuochi e cerco di essere
imparziale, spiegando loro con trasparenza i vari scenari a cui potrebbero
andare incontro, anche se avrei tutto l'interesse a che la società prosegua
senza rogne. Come giustamente dici, si dovranno mettere in testa di
accontentarsi di un accordo che sarà necessariamente insoddisfacente per
entrambi...
--
carloazeglio


casanmaner

unread,
Dec 17, 2012, 11:43:13 AM12/17/12
to
"carloazeglio" <quil...@quilonego.invalid> ha scritto nel messaggio
news:kamtp8$dcs$1...@tdi.cu.mi.it...
>
> Esatto, il punto è proprio questo, grazie per il documento. In effetti,
> secondo il parere espresso nel documento e la richiamata giurisprudenza,
> l'età di 86 anni si troverebbe pressapoco al limite di discriminazione.
> Va detto peraltro che l'età di 86 anni è quella alla quale arriverebbe al
> termine della società il socio che intende recedere (che è il più
> giovane), mentre l'altro socio avrebbe addirittura 93 anni (e direi che in
> nessuna parte del mondo la speranza di vita per un maschio arrivi a questi
> livelli).


Visto che è sufficiente che la durata per tutta la vista sia prevista anche
verso un solo socio a prescindere da quale sia il socio direi che ci sono
margini per un recesso ad nutum.
Se poi si guarda all'età media attesa alla data di costituzione le
probabilità che il recesso sia ammissibile aumentano.
Certo che o trovano un accordo oppure devi ricorrere ad un giudice ... e
fanno in tempo a morire entrambi :)


carloazeglio

unread,
Dec 17, 2012, 12:19:47 PM12/17/12
to
"casanmaner" ha scritto
> Visto che è sufficiente che la durata per tutta la vista sia prevista
> anche verso un solo socio a prescindere da quale sia il socio direi che ci
> sono margini per un recesso ad nutum.
> Se poi si guarda all'età media attesa alla data di costituzione le
> probabilità che il recesso sia ammissibile aumentano.

Esatto. In fondo 93 anni (ma anche 86 per la verità) sono una "paccata" di
anni! E ancor di più lo erano una decina d'anni fa, quando i patti sociali
furono riscritti.

> Certo che o trovano un accordo oppure devi ricorrere ad un giudice ... e
> fanno in tempo a morire entrambi :)

Lol, avrò cura di ammonirli specificamente su questa eventualità! :-)
Per ora li ho convinti a deporre l'ascia di guerra almeno fino alla
Befana... speriamo che il bambin Gesù porti loro consiglio!

Grazie ancora a tutti e, visto che ormai ci siamo, buone feste!
--
carloazeglio


0 new messages