Il giorno domenica 8 gennaio 2023 alle 19:09:44 UTC+1 Grazia ha scritto:
> Innanzitutto auguri di buon anno a tutti.
> Se l'unico genitore dona tutte le sue proprietà ad un unico figlio ed esclude completamente l'altro potrebbe esserci qualche problema?
> Tralasciamo il discorso revocatoria nei 10 anni, in vita il genitore può scegliere di donare anche la parte di legittima ad un solo figlio?
> Su internet ho trovato questo ma mi sembra folle:
> "Chiunque di noi, (quindi anche un genitore), quando è in vita, può effettuare tranquillamente delle donazioni a favore di uno solo dei suoi figli.
> In ogni caso, al momento dell'apertura della successione, gli altri figli (o eredi legittimi) avranno diritto ad una quota del patrimonio del de cuius che non verrà calcolata solo in base al patrimonio rimasto al momento della morte, ma bensì tenendo conto anche delle donazioni che lo stesso ha fatto in vita. Infatti la legge interpreta la "donazione" come un anticipo di eredità, quindi nel caso in cui un genitore doni ad un figlio un immobile, in realtà non fa altro che anticipargli una quota di eredità. "
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https://www.problemidifamiglia.it/consulenza-diritto-di-famiglia/articoli-e-sentenze/item/mio-padre-vuole-intestare-tutto-a-mio-fratello-puo-farlo.html#:~:text=Chiunque%20di%20noi%2C%20(quindi%20anche,uno%20solo%20dei%20suoi%20figli.
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> Come dovrebbe fare a soddisfare i fratelli? Con il denaro? Chi stabilisce quanto spetterebbe?
> Cosa ne pensate?
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> Grazie
> Grazia
Nel tuo post manca la consistenza di parecchi valori per poter esaminare il problema da diversi punti di vista e diverse possibili soluzioni ( immobili, quanti? divisibili o non divisibili, valore approssimativo delle futura eredità, valore approssimativo delle donazioni fatte in vita al figlio immeritevole e se dimostrabili, valore dei debiti del figlio immeritevole e di quale natura- ha accennato a 30 mila dovuti ad AdeR). In più in prosieguo emerge lo stato di demenza della madre che rende impossibile testamento e donazione.
Ammesso che sia possibile la donazione, o il testamento, la donazione la farei al 100 %, il testamento rispetterei invece la quota di legittima.
Nel primo caso affronterei il fratello escluso impegnandomi a rimborsargli la lesione di legittima con atto transattivo ( avendo lui debiti sarà più facile convincerlo ) nel secondo caso acquisterei la sua quota.
Qualora nasca un contenzioso starei fermo sulle mie posizioni, attenderei gli eventi.
Se l'AdeR, o altro creditore, si muove pignorando sull'immobile condiviso, aspetto la vendita all'asta della sua quota e intervengo lì acquistando la quota per un tozzo di pane. Per le donazioni di danaro avute e dissipate, non ne farei un grande problema, ma la contestazione è funzionale solamente per tirare avanti il contenzioso, se utile.
Se non si può fare nessuna donazione o testamento, usa la legge senza artifizi ( fifty fifty ) e aspetta la vendita all'asta della quota del debosciato.
E' un problema di tattica, la strategia è chiarissima.
Un consulto con un legale onesto per valutare tempi e costi lo ritengo indispensabile.
Buon lavoro
Stunat