oibo <
oi...@ooo.it> wrote in news:u8a025$27636$
5...@solani.org:
>
>>
>> Fermo restanto che le azioni che una banca potrebbe intraprendere
>> dipendono pure dalla situazione specifica e dalle politiche interne
>> della banca stessa.
>>
>> Un intervento, un parere, di oibo' sarebbe gradito.
>>
>
> Be' se emerge che c'è del marcio chiaro chiaro (es. la società è piena
> di debiti, nel 2020 aveva p.n. negativo per perdite, i bilanci 2021 e
> 2022 non sono presentati e l'amministratore fa un bonifico di
> distribuzione utili a favore di se stesso che neanche è socio) la
> banca deve rifiutare l'operazione e segnalare.
Qui siamo ben oltre il 31 e nel caso gia' il cosulente che segue l'azienda
dovrebbe essere il primo vs il cliente a fare i dovuti preavvisi pure
formali oltre la banca gia' dapprima provvedere fino alla chiusura del
rapporto.
> Se l'operazione presenta degli elementi sospetti la banca potrebbe
> farla e poi segnalarla.
Ovvero non farla con rispettiva giustificazione di Legge.
> Sul discorso segnalazione c'è una doppia via: da un lato in diverse
> occasioni viene detto che segnalare tante operazioni è come non
> segnalare nulla perché crea falsi allarmi e non permette di verificare
> le operazioni veramente sospette. Dall'altro se per sfiga (o
> dabbenaggine) non segnali un'operazione sospetta e poi diventa oggetto
> di indagine sono problemi seri.
Premesso che il discorso sulla segnalazione di operazioni sospette
nell'ambito dell'antiriciclaggio e' complesso e richiede un equilibrio tra
il segnalare un numero eccessivo di operazioni (creando falsi allarmi) e
non segnalare operazioni sospette che potrebbero essere oggetto di
indagine.
Da un lato, e' vero che segnalare un'elevata quantità di operazioni
sospette potrebbe creare un carico di lavoro eccessivo per le autorita'
competenti, che devono analizzare e valutare ogni segnalazione, inoltre
un'eccessiva quantita' di segnalazioni potrebbe diluire l'attenzione sulle
operazioni effettivamente sospette rendendo piu' difficile individuare e
indagare su comportamenti illeciti.
Dall'altro lato pero' e' fondamentale che le banche e gli operatori
finanziari siano diligenti nel segnalare le operazioni sospette in
conformita' con le normative vigenti e non segnalare un'operazione sospetta
che successivamente si rivela illecita puo' comportare problemi seri per la
banca come sanzioni pecuniarie o danni reputazionali, inoltre la
segnalazione tempestiva di operazioni sospette e' fondamentale per la
prevenzione e la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del
terrorismo.
Per raggiungere UN EQUILIBRIO qundi e' importante che le banche e gli
operatori finanziari adottino e siano in grado, oltre una conoscenza
approfondita reltivo l'argomento, un'approccio basato sulla valutazione del
rischio concentrandosi sulle operazioni che presentano un RISCHIO MAGGIORE
di essere illecite, Questo implica non solo la conoscenza approfondita di
cui sopra ma pure l'implementazione di procedure e controlli interni
ADEGUATI per identificare e segnalare le operazioni sospette in modo
accurato ed efficace.
Inoltre le banche possono beneficiare di programmi di formazione e
sensibilizzazione per il personale al fine di garantire che siano in grado
di RICONOSCERE segnali di operazioni sospette e comprendere l'importanza
della segnalazione tempestiva.
Le autorita' di vigilanza, come la Banca d'Italia, possono svolgere un
ruolo importante nel fornire indicazioni e linee guida alle banche per una
corretta segnalazione delle operazioni sospette al fine di favorire una
maggiore efficacia e un migliore equilibrio nella lotta
all'antiriciclaggio.
Scritto quanto sopra hai ragione se un bancario non segnala un'operazione
sospetta che successivamente viene oggetto di indagine e che potrebbe
affrontare problemi seri, infatti la mancata segnalazione di operazioni
sospette puo' essere considerata una violazione delle normative
antiriciclaggio e può comportare conseguenze legali e disciplinari per il
bancario.
Quindi non resta che PREVENIRE BEN PRIMA, facendo in un qual senso pure un
favore a quel gente di clienti maldestri ovvero gia' in disgrazia, e tutto
cio' tenuto pure conto che le normative antiriciclaggio impongono agli
operatori finanziari, inclusi i bancari, l'obbligo di segnalare
tempestivamente operazioni sospette alle autorita' competenti, questo
obbligo deriva dalla necessita' di prevenire e contrastare il riciclaggio
di denaro e il finanziamento del terrorismo.
Se un bancario infatti non adempie al proprio obbligo di segnalazione di
un'operazione sospetta, potrebbe essere soggetto a sanzioni disciplinari da
parte della banca in cui lavora, inoltre le autorita' di vigilanza
potrebbero avviare indagini sul comportamento del bancario e, se ritenuto
colpevole di negligenza o mancata ottemperanza agli obblighi
antiriciclaggio, potrebbe affrontare conseguenze legali, come multe e
sanzioni penali.
È pertanto di fondamentale importanza che i bancari siano adeguatamente
formati (!) e consapevoli dei loro doveri e responsabilita' in materia di
antiriciclaggio, cosi' come i professionissti, oltre essere diligenti nel
segnalare operazioni sospette e seguire le procedure interne stabilite
dalla banca per garantire la conformita' inetente le normative.
Inoltre le banche dovrebbero fornire un SERIO ambiente di lavoro che
promuova la conformita' alle normative antiriciclaggio offrendo REALE
formazione continua e supporto ai propri dipendenti per assicurarsi che
siano in grado di svolgere i loro compiti nel rispetto delle leggi e delle
regole applicabili.
Ma cio', nella vita reale, avvenendo (?) ovverosia quanti bancari, come
pure quanti professionisti, infine diciamo cosi', pur comprendendo le mille
sfaccettature che si presentano nella vita reale, ponento un BEN DAPPRIME
UN PREVENTIVO ALT al cliente? E, inoltre, vogliamo approfodire l'argomento
reletivo la formazione e della conoscenza approfondita dei tanti
funzionari, impiegati ecc? Nonche' vogliamo approfondire inoltre lo status
reale delle procedure o procolli che siano?
Inutile soffermarsi ovvero incaponarsi fino allo sfinimento sulle
sciocchezze per poi tutte le parti avendo carenze ben piu' alla radice.
> Mi è capitato di vivere una vicenda simile accaduta ad un collega.
>
> Un giorno arrivano due tizi della gdf e chiedono informazioni su un
> cliente. Poi lasciano un elenco di operazioni fatte dal cliente e
> chiedono di relazionare; cliente sostanzialmente normale, operazioni
> abbastanza nella norma. Fatta la relazione il collega viene convocato
> dalla gdf che contesta il fatto che le operazioni andavano segnalate
> perché facevano parte di un insieme di operazioni fatte su altre
> banche che nel complesso avevano dei fini illeciti.
>
> E poi che la cosa era gravissima, che il collega rischiava sanzioni
> personali, che in una tal agenzia della tal banca per una cosa molto
> simile c'erano state incriminazioni gravissime ecc...
>
> Inutile per il collega dire "io vedevo solo i movimenti che faceva da
> me", l'agenzia delle entrate vede i movimenti fatti su tutte le banche
> perché non controllano loro?
>
> Ormai sono passati anni e anni e non se n'è più sentito parlare; però
> il collega è stato in pensiero per mesi e mesi pur non avendo di fatto
> colpe. La cosa peggiore è l'incertezza in cui è stato volutamente
> lasciato.
>
La situazione che hai descritto e' sicuramente preoccupante e comprendo le
preoccupazioni e l'incertezza che il tuo collega ha dovuto affrontare
durante quel periodo, e' comprensibile che nonostante non avesse colpe
effettive sia stato coinvolto in un'indagine e si sia sentito sotto
pressione a causa delle possibili conseguenze personali.
R' importante ricordare che le autorita' competenti, come la Guardia di
Finanza, hanno il compito di indagare su operazioni sospette e di valutare
se ci sia un coinvolgimento in attivita' illecite, tuttavia nel corso delle
indagini potrebbero emergere dettagli o informazioni che potrebbero
rivelare un contesto più ampio di operazioni illecite coinvolgendo altre
banche o istituzioni finanziarie.
In situazioni come queste e' fondamentale che le autorita' coinvolte siano
in grado di fornire informazioni chiare e tempestive sullo stato
dell'indagine e sul coinvolgimento del bancario e l'incertezza prolungata
può causare stress e preoccupazioni ingiustificate fermo comunque che e'
compito delle autorita' fornire spiegazioni ADEGUATE e supporto al bancario
durante il processo investigativo.
E' anche importante che le banche e i loro dipendenti siano ADEGUATAMENTE
INFORMATE, tanto come sopra, sulle normative antiriciclaggio e sulle
procedure di segnalazione in modo da PREVENIRE e quinndi evitare situazioni
ambigue e garantire una corretta segnalazione delle operazioni sospette.
E quindi auspicabile che, una volta che l'indagine e' stata conclusa e il
collega è stato escluso da qualsiasi coinvolgimento illecito si sia
mantenuta la trasparenza e si sia fornita al collega una spiegazione o una
conferma della sua innocenza. Questo e' fondamentale per ripristinare la
fiducia e la tranquillita' del bancario dopo un'esperienza così stressante.
In generale e' importante che le autorità competenti e le istituzioni
finanziarie lavorino insieme per garantire una corretta applicazione delle
normative antiriciclaggio proteggendo al contempo i diritti e la
reputazione dei dipendenti che lavorano in buona fede.
Ma questo punto siamo daccapo alle domade che ho posto piu' sopra e le
conseguenze infatti poi essendosi ritorte, nel caso di spece, pure sul tuo
collega.
Scusa per eventuali errori ma avendo scritto di getto, se vuo possiamo
approfondire l'argomento.