C'� chi mi ha detto che � possibile stabilire categorie diverse con quote
associative diverse, senza problemi.
C'� invece chi mi dice che, essendo per motivi di principio tutti uguali i
soci di una associazione, non � possibile avere quote differenziate,
ciascuno dovr� pagare la medesima quota.
E ancora: � possibile ridurre la quota annuale per chi si iscrive a fine
anno?
Grazie per qualsiasi dritta, ciao
RAY
>C'� chi mi ha detto che � possibile stabilire categorie diverse con quote
>associative diverse, senza problemi.
>
>C'� invece chi mi dice che, essendo per motivi di principio tutti uguali i
>soci di una associazione, non � possibile avere quote differenziate,
>ciascuno dovr� pagare la medesima quota.
La legge dice che per usufruire dei benefici fiscali riservati agli
enti non commerciali lo statuto deve prevedere, tra l'altro:
<disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalit�
associative volte a garantire l'effettivit� del rapporto medesimo,
escludendo espressamente ogni limitazione in funzione della
temporaneit� della partecipazione alla vita associativa e prevedendo
per gli associati o partecipanti maggiori d'et� il diritto di voto per
l'approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e
per la nomina degli organi direttivi dell'associazione.>
L'importante quindi � che, al di l� dell'entit� della quota, tutti i
soci abbiano pari diritti quando si parla di modifiche statutarie e
nomina del consiglio direttivo (= tutti devono godere dell'elettorato
attivo e passivo)
>E ancora: � possibile ridurre la quota annuale per chi si iscrive a fine
>anno?
Su questo non vedo ostacoli; basta prevederlo nello statuto o in un
regolamento sulle quote approvato in assemblea. L'importante � non
violare il principio di uguaglianza dei soci.
Poi si pu� anche violare, ma conssapevoli del fatto che cos�
l'associazione perder� i benefici fiscali (il che non mi pare molto
igienico)
--
Saluti
Conte Oliver
(togli le scarpe per mandarmi una mail)
> L'importante quindi è che, al di là dell'entità della quota, tutti i
> soci abbiano pari diritti quando si parla di modifiche statutarie e
> nomina del consiglio direttivo (= tutti devono godere dell'elettorato
> attivo e passivo)
Sì questo è garantito.
> Su questo non vedo ostacoli; basta prevederlo nello statuto o in un
> regolamento sulle quote approvato in assemblea. L'importante è non
> violare il principio di uguaglianza dei soci.
> Poi si può anche violare, ma conssapevoli del fatto che così
> l'associazione perderà i benefici fiscali (il che non mi pare molto
> igienico)
Certo è assolutamente nostro interesse restare nella piena regolarità e
nello spirito dell'associazione, mi chiedo solo se queste "decisioni" sulle
quote vadano anche votate dall'assemblea per approvazione o se è sufficiente
una riunione del consiglio direttivo per metterle a verbale ed attivarle,
nello statuto non è specificato così in dettaglio da chi dipenda la scelta o
forse va interpretato.
Grazie per il chiarissimo aiuto, ciao.
RAY
> mi chiedo solo se queste "decisioni" sulle
>quote vadano anche votate dall'assemblea per approvazione o se è sufficiente
>una riunione del consiglio direttivo per metterle a verbale ed attivarle,
>nello statuto non è specificato così in dettaglio da chi dipenda la scelta o
>forse va interpretato.
Personalmente suggerirei di fare in direttivo un regolamento sulle
quote da sottoporre all'approvazione dell'assemblea.
> Personalmente suggerirei di fare in direttivo un regolamento sulle
> quote da sottoporre all'approvazione dell'assemblea.
> --
> Saluti
> Conte Oliver
> (togli le scarpe per mandarmi una mail)
Bene, provveder�, grazie ancora!
Ciao
RAY