"
a) Il CdA è costituito da 5 membri.
b) Il CdA si costituisce validamente quando è presente la maggioranza dei
suoi membri in carica.
c) Il CdA delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
"
Il problema che si pone è cosa succede se, ad esempio, 3 dei suoi membri si
ritengono in (potenziale o attuale) conflitto di interessi in alcune
delibere. Le tesi che si sono confrontate sono le seguenti.
1) Gli astenuti per conflitto di interessi non si computano ai fini del
quorum deliberativo. Pertanto la delibera può essere assunta validamente col
voto favorevole dei due amministratori residui, e ciò ancorché fisicamente,
siano presenti tutti e cinque i membri del CdA.
2) Astenuto=Contrario ai fini della delibera. Pertanto il CdA non potrà mai
deliberare sui punti per i quali la maggioranza dei membri presenti del CdA
dichiara il proprio conflitto di interessi, astenendosi.
3) I membri del CdA in conflitto di interessi hanno l'obbligo di dichiarare
tale conflitto, dopodiché possono deliberare anche favorevolmente, senza
astenersi. Se si astenessero, il loro voto avrebbe il valore di un voto
contrario.
Che ne pensate ?
Enotrio
In realtà è il Cda di una Srl ... particolare da non trascurare.
esatto
> I membri del CdA in conflitto di interessi hanno l'obbligo di dichiarare
>tale conflitto, dopodiché possono deliberare anche favorevolmente, senza
>astenersi. Se si astenessero, il loro voto avrebbe il valore di un voto
>contrario.
Io "voto" per questa; la norma parla di decisioni prese "col voto
determinante" di un amministratore in conflitto; pertanto non mi pare
ci siano dubbi sul fatto che l'amministratore può votare; e se può
votare non c'è dubbio che possa votare a favore o contro.
Votando però sa di esporsi ad eventuali risarcimenti in caso di danno
patrimoniale derivante dal conflitto.
Ciao
Conte Oliver (che non risponde in privato)
-Togli le scarpe per scrivermi una e-mail-
Certamente gli amministratori in conflitto possono votare e, nel caso optino
per questa scelta, saranno computati nel quorum deliberativo.
Il problema si pone quando gli stessi si astengono dichiarando di essere in
conflitto di interessi: lo statuto prevede, per la validità, la maggioranza
degli amministratori presenti e venendo meno 3 su 5 la decisione non sarebbe
raggiunta.
Poichè la legge non disciplina il caso si potrebbe, per analogia, prendere
la previsione di cui al comma 3 dell'art. 2368 riguardante le deliberazioni
assembleari delle Spa.
In tale articolo è previsto che le azioni per le quali il diritto di voto
non è esercitato per dichiarazione del socio di astenersi in quanto in
conflitto di interessi non sono computate ai fini del calcolo della
maggioranza e del capitale richiesto per l'approvazione delle delibere.
seguendo la stessa logica si potrebbe sostenere che la maggioranza degli
amministratori presenti non deve tener conto dei consiglieri che si sono
astenuti perchè in conflitto e che, pertanto, le deliberazioni sarebbero
validamente prese.
Però trattasi di Spa mentre per le Srl tale previsione non è nè richiamata
nè confermata. Inoltre, trattasi di assemblea dei soci mentre nel nostro
caso il problema è inerente il funzionamento del Cda.
>Il problema si pone quando gli stessi si astengono dichiarando di essere in
>conflitto di interessi: lo statuto prevede, per la validità, la maggioranza
>degli amministratori presenti e venendo meno 3 su 5 la decisione non sarebbe
>raggiunta.
Quotando l'opzione 2 di Enotrio questa implicava anche l'equivalenza
tra l'astensione ed il voto contrario, che condivido.
Premesso che sono solo un luker e non sono un professionista del
settore:
> a) Il CdA è costituito da 5 membri.
Ok
> b) Il CdA si costituisce validamente quando è presente la maggioranza
dei
> suoi membri in carica.
Quidi almeno 3 su 5
> c) Il CdA delibera con il voto favorevole della maggioranza dei
presenti.
Quidi 3 voti favorevoli in caso di 4 o 5 presenti, 2 voti favorevoli nel
caso di 3 presenti.
>
> Il problema che si pone è cosa succede se, ad esempio, 3 dei suoi
membri si
> ritengono in (potenziale o attuale) conflitto di interessi in alcune
> delibere. Le tesi che si sono confrontate sono le seguenti.
>
> 1)CUT
> 2)CUT
>
> 3)CUT
>
> Che ne pensate ?
Se due dei tre "confliggendi" si assentano il CdA può deliberare con due
voti favorevoli e uno (il confliggete rimasto) astenuto o contrario.
Repo
Mah ... mi pare che l'equivalenza astensione = voto contrario, per quanto
concerne l'astensione "qualificata" derivante dal conflitto di interessi,
sia smentita appunto dal citato art. 2368 comma 3.
In ogni caso, non è un problema di facile soluzione e mi pare che, in
merito, si possa dire tutto ed il contrario di tutto.
> 1) Gli astenuti per conflitto di interessi non si computano ai fini del
> quorum deliberativo. Pertanto la delibera può essere assunta validamente
> col
> voto favorevole dei due amministratori residui, e ciò ancorché
> fisicamente,
> siano presenti tutti e cinque i membri del CdA.
La preferisco ma non mi convince
> 2) Astenuto=Contrario ai fini della delibera. Pertanto il CdA non potrà
> mai
> deliberare sui punti per i quali la maggioranza dei membri presenti del
> CdA
> dichiara il proprio conflitto di interessi, astenendosi.
Non la preferisco e non mi convince
> 3) I membri del CdA in conflitto di interessi hanno l'obbligo di
> dichiarare
> tale conflitto, dopodiché possono deliberare anche favorevolmente, senza
> astenersi. Se si astenessero, il loro voto avrebbe il valore di un voto
> contrario.
Mi convince di più il riferimento di Paolo Martini alla disciplina S.p.A.
per analogia.
SC
Sono d'accordo, ma non č la soluzione del problema. Il problema cosě č
aggirato, mentre ci interessa stabilire (per quanto possibile) cosa comporti
nel CdA di questa srl, l'astensione per conflitto di interessi di 3
consiglieri su 5 presenti, e quindi che effetto comporti il voto degli altri
du membri del CdA.
Grazie per la tua risposta.
Enotrio
vedi risposta al post precedente.
>
> > 1) Gli astenuti per conflitto di interessi non si computano ai fini del
> > quorum deliberativo. Pertanto la delibera può essere assunta validamente
> > col
> > voto favorevole dei due amministratori residui, e ciò ancorché
> > fisicamente,
> > siano presenti tutti e cinque i membri del CdA.
>
> La preferisco ma non mi convince
Il dubbio è dato sia dalla portata dell'astensione, sia dal tenore letterale
dello statuto che parla di quorum deliberativo pari alla maggioranza dei
Consiglieri "presenti". In ogni caso anche a me pare la preferibile.
>
> > 2) Astenuto=Contrario ai fini della delibera. Pertanto il CdA non potrà
> > mai
> > deliberare sui punti per i quali la maggioranza dei membri presenti del
> > CdA
> > dichiara il proprio conflitto di interessi, astenendosi.
>
> Non la preferisco e non mi convince
>
> > 3) I membri del CdA in conflitto di interessi hanno l'obbligo di
> > dichiarare
> > tale conflitto, dopodiché possono deliberare anche favorevolmente, senza
> > astenersi. Se si astenessero, il loro voto avrebbe il valore di un voto
> > contrario.
>
> Mi convince di più il riferimento di Paolo Martini alla disciplina S.p.A.
> per analogia.
>
E' il motivo che mi fa preferire la prima.
Grazie.
Enotrio