Il 06/12/2017 15:23, GiorgioB ha scritto:
> Il giorno mercoledì 6 dicembre 2017 11:34:15 UTC+1, Dot.Com. ha scritto:
>> Mi aggiungo per leggere come vi comportereste in questo caso:
>> Professionista acquista autovettura (con partita iva) nel 2016.
>> Quest’anno 2017 chiude partita iva.
>> Ovviamente l’auto non è ancora completamente ammortizzata.
>>
>> Come trattereste l’auto in sede di chiusura?
> In merito all'ammortamento dell'ultimo anno c'è chi ritiene di doverlo ammortizzare (quindi plus maggiore) e chi dice che non è da ammortizzare. Io in questo caso ammortizzerei.
>
per un ordinario dovrebbe esere indifferente; il mio software non
calcolava l'ammortamento per i cespiti ceduti in corso d'anno.
Comunque:
"""
l’Agenzia delle Entrate ritiene che, nel caso di cessione o dismissione
in corso d’anno di beni strumentali, sia possibile adottare due distinti
comportamenti, entrambi corretti:
1) procedere al calcolo e alla deduzione dal reddito imponibile
della quota di ammortamento riferita al periodo compreso tra l’inizio
dell’esercizio e la data di cessione o dismissione dei beni (metodo del
pro rata temporis, cioè del calcolo della quota d’ammortamento
proporzionale al periodo di utilizzo del bene nell’esercizio in cui ha
luogo la dismissione);
2) non procedere al calcolo del suddetto ammortamento. Operando in
questo modo, l’eventuale plusvalenza o minusvalenza conseguente alla
cessione o dismissione sarà, rispettivamente, di ammontare minore oppure
maggiore, dato che il residuo valore contabile del bene ceduto(cioè la
differenza tra il costo storico e il fondo ammortamento) è più elevato:
il fondo ammortamento, infatti, non comprende la quota di ammortamento
maturata nell’esercizio nel quale è avvenuta la cessione.
L’unica condizione posta dall’Agenzia delle Entrate è che il trattamento
fiscale prescelto dal contribuente sia applicato con uniformità per
tutti i beni dismessi o alienati in corso d’anno.
"""
Ciao, Lo