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Avvocato Italiano neo-residente all'Estero - Contributi Cassa Forense

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Riccardo

unread,
Nov 6, 2017, 11:23:13 AM11/6/17
to
Ciao a tutti.
Ho un cliente (avvocato) che ha trasferito la propria residenza in Germania ma continua ad esercitare in Italia ovviamente con la sua posizione fiscale italiana.
Ci sono particolarità nel gestire tale situazione? A naso non credo... ma magari mi sfugge qualcosa.

Inoltre non riesco a trovare nulla in merito ai contributi versati alla Cassa.
Da quello che ho capito, se non si produce in Italia almeno il 75% dei propri redditi (cosiddetti non-residenti Schumacker"), tali contributi non sarebbero deducibili.

Qualcuno più esperto di me sa darmi una conferma in tal senso ed eventualmente una possibile soluzione?

Vi ringrazio.
Un saluto a tutti.

Riccardo

filo

unread,
Nov 6, 2017, 1:50:47 PM11/6/17
to
molli in 4 parole una perlozza mica da ridere..
pensavo... così di getto....
la PIVA italiana la chiude? apre quella tedesca?
con quella ita chiusa può rimanere iscritto all'albo?

dr. Lizard

unread,
Nov 6, 2017, 2:17:31 PM11/6/17
to
E' molto complessa. Altro che "a naso non credo"
Residenza fiscale, anche aire?
ha ancora una base fissa (ufficio) in ita?
IVA italiana?
Dei contributi non so ma quelli forensi avranno le loro regole, mica
l'inps...

Riccardo

unread,
Nov 7, 2017, 4:56:25 AM11/7/17
to
Si, probabilmente sto peccando di superficialità e capisco che siano necessarie altre informazioni.
Dunque:
- Attualmente è residente in Germania ed iscritto all'Aire
- Ha una posizione fiscale (partita iva tedesca) in Germania dove esercita la professione
- Ha mantenuto la partita iva italiana ed in Italia ha un suo studio (e quindi esercita anche qui dividendosi tra i due paesi)

Che ne pensate?

casanmaner

unread,
Nov 7, 2017, 5:13:09 AM11/7/17
to
A mio parere tassato sia in Italia che in Germania.
In Italia ex art. 23 tuir.
In relazione alle dispozioni contro la doppia imposizione tra Germania e Italia vedi:
Articolo 14
Professioni indipendenti
1. I redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae dall'esercizio di
una libera professione o da altre attivita' di carattere indipendente sono
imponibili soltanto in detto Stato, a meno che detto residente non
disponga abitualmente nell'altro Stato contraente di una base fissa per
l'esercizio delle sue attivita'. Se gli dispone di tale base fissa, i redditi
sono imponibili nell'altro Stato, ma soltanto nella misura in cui sono
imputabili a detta base fissa.
2. L'espressione "libera professione" comprende in particolare le attivita'
indipendenti di carattere scientifico, letterario, artistico, educativo o
pedagogico, nonche' le attivita' indipendenti dei medici, avvocati,
ingegneri, architetti, dentisti e contabili.

dr. Lizard

unread,
Nov 7, 2017, 5:31:57 AM11/7/17
to
Il 07/11/2017 10.56, Riccardo ha scritto:
> Si, probabilmente sto peccando di superficialità e capisco che siano necessarie altre informazioni.
> Dunque:
> - Attualmente è residente in Germania ed iscritto all'Aire
> - Ha una posizione fiscale (partita iva tedesca) in Germania dove esercita la professione
> - Ha mantenuto la partita iva italiana ed in Italia ha un suo studio (e quindi esercita anche qui dividendosi tra i due paesi)
>
> Che ne pensate?


Innanzitutto è da verificare la possibilità per un professionista avere
la doppia partita IVA. Mi pare una contraddizione.

Ma anche ammesso che sia possibile, come ha già scritto il buon
Casanmaner, dichiarerà i redditi prodotti in Italia sia in Italia che in
Germania.

Occhio che la Germania ha il c.d. "split year" ovvero quando si sposta
la residenza fiscalmente, si creano due periodi di imposta distinti, uno
italiano e uno tedesco

casanmaner

unread,
Nov 7, 2017, 6:06:46 AM11/7/17
to
Il giorno martedì 7 novembre 2017 11:31:57 UTC+1, dr. Lizard ha scritto:
> Il 07/11/2017 10.56, Riccardo ha scritto:
> > Si, probabilmente sto peccando di superficialità e capisco che siano necessarie altre informazioni.
> > Dunque:
> > - Attualmente è residente in Germania ed iscritto all'Aire
> > - Ha una posizione fiscale (partita iva tedesca) in Germania dove esercita la professione
> > - Ha mantenuto la partita iva italiana ed in Italia ha un suo studio (e quindi esercita anche qui dividendosi tra i due paesi)
> >
> > Che ne pensate?
>
>
> Innanzitutto è da verificare la possibilità per un professionista avere
> la doppia partita IVA. Mi pare una contraddizione.
>
Io mi ero concentrato sulla parte reddituale.
Sulla partita iva in effetti ci sarebbe da discutere.
Verò è che se le prestazioni sono svolte in Italia quanto meno una identificazione (tipo beni venduti in Italia a privati anche da soggetto estero).

dr. Lizard

unread,
Nov 7, 2017, 7:14:15 AM11/7/17
to
Il 07/11/2017 12.06, casanmaner ha scritto:
>> Innanzitutto è da verificare la possibilità per un professionista avere
>> la doppia partita IVA. Mi pare una contraddizione.
>>
> Io mi ero concentrato sulla parte reddituale.
> Sulla partita iva in effetti ci sarebbe da discutere.
> Verò è che se le prestazioni sono svolte in Italia quanto meno una identificazione (tipo beni venduti in Italia a privati anche da soggetto estero).

La contraddizione sta nella "personalità" della prestazione di un
avvocato. Con la doppia partita IVA bisognerebbe equiparare il suo
ufficio italiano ad una "branch italiana". Potrebbe anche essere, mah!

Per altro per le prestazioni professionali vs privati non ci sarebbe
obbligo di identificazione, come invece previsto per altre casistiche
(tipo servizi su beni immobili, servizi digitali ecc).

Poi invece la parte reddituale ha certamente la problematica della
doppia dichiarazione con credito di imposta. E' una bella rogna per la
quale cercherei di uscirne al più presto. Salvo ci siano problematiche
legate alla cassa forense
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