Colpo di scena nel processo che si svolge a Roma e vede l’avvocato
Pietro Deodato imputato del reato di truffa pluriaggravata ai danni
della Cassa di previdenza dei ragionieri (difesa dall’avvocato
Alessandro Diddi), alla quale sottrasse, nel 2007, la somma di 7,5
milioni di euro. 6 dei 7,5 milioni vennero “girati” da Deodato ai “Figli
dell’Immacolata Concezione”, la congregazione religiosa proprietaria,
fra l’altro, dell’Idi a Roma e della Casa di cura Villa Santa Margherita
di Montefiascone. Da allora, la congregazione ha trattenuto i soldi
della Cassa ragionieri sostenendo di essere terzo in buona fede, poiché
creditrice da Deodato che, per suo conto, aveva incassato un’analoga
somma dalla Regione Lazio, per un vecchio contenzioso con la Usl di
Viterbo. La difesa di Deodato, durante l’udienza del 25 novembre, ha
però esibito a padre Luchetti, rappresentante legale della
Congregazione, una lettera dell’11 marzo 2008, ricevuta dalla
Congregazione il 13 marzo e che lo stesso padre Luchetti ha dovuto
ammettere di conoscere, in cui l’avvocato insiste per la restituzione
della somma di 6 milioni di euro “da voi indebitamente percepita” e
trattenuta “senza alcun titolo”, “ nonostante l’esplicita ed immediata
richiesta da me formulata … sin dal 25 aprile 2007 e quelle
successivamente reiterate”. Imbarazzato e confuso padre Luchetti quando
il giudice della II Sezione dibattimentale del Tribunale di Roma, dottor
Rugarli, gli ha contestato: “Quindi state trattenendo indebitamente 6
milioni di euro?”. In questo procedimento, Padre Luchetti e il suo
confratello, Terenzio d’Ortenzio, superiore della Congregazione, sono
solo testimoni. I due sono invece indagati, dalla Procura della
Repubblica di Viterbo, nell’ambito della stessa vicenda, per il reato di
riciclaggio. Il 18 dicembre il Gip dovrà decidere se accogliere la
domanda di archiviazione formulata dal PM, che a novembre 2008 ha
creduto alla buona fede dei due confratelli, anche sulla base delle
risultanze della perquisizione dell’11 settembre 2008 nella quale la
lettera di Deodato non venne rinvenuta. Luchetti ha dovuto spiegare
anche il suo ruolo in un’altra vicenda, quando aiutò Deodato a
“cambiare” un assegno sottratto dallo stesso avvocato a un noto gruppo
imprenditoriale della Capitale. In udienza il Pubblico ministero,
dottoressa Passavia, ha ottenuto l’acquisizione di nota della Polizia
giudiziaria che ricostruisce il percorso dell’altro milione e mezzo di
euro sottratto da Deodato e solleva pesanti sospetti su una società del
noto studio romano DMP di cui Deodato faceva parte (la Legal Service
2003 srl, alla quale sono andati 231.000 euro), sull’avvocato Antonino
Bontempo (18.000 euro), sull’avvocato Cesare Persichelli, (500.000
euro), su Giuseppe Pilera, (1.050.000 euro) e sull’immobiliarista e
costruttore di Tivoli Sante Rossi (556.000 euro). La nota evidenzia che
“tutti i soggetti non sono stati in grado di documentare queste singole
operazioni e da quanto accertato presso l’Agenzia delle Entrate, alcuni
di loro in ordine a quanto dichiarato negli anni 2005 – 2006, non
potrebbero giustificare le numerose e consistenti movimentazioni di
denaro sui conti correnti bancari a loro intestati, in quanto non
compatibili con i redditi dichiarati”. Parzialmente rincuorato ma anche
stupefatto Paolo Saltarelli, presidente della Cassa ragionieri: “Sta
emergendo una rete di complicità a opera di persone insospettabili. Ora
mi aspetto che padre Luchetti e padre D’Ortenzio, uomini di Dio e
rispettosi dei Dieci Comandamenti, restituiscano immediatamente i sei
milioni di euro sottratti al fondo pensioni dei ragionieri”.
>Ora mi aspetto che padre Luchetti e padre D�Ortenzio, uomini di Dio e
>rispettosi dei Dieci Comandamenti, restituiscano immediatamente i sei
>milioni di euro sottratti al fondo pensioni dei ragionieri�.
S�... aspetta e spera... anche i pii fraticelli quandi si tratta di
money diventano biechi affaristi, stai sicuro...
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Ciao
Conte Oliver (che NON risponde in privato)
-Togli le scarpe per scrivermi una e-mail-
speriamo che il Deodato non faccia la fine di Calvi e che, frati o non
frati,...ci paghi.
Anche e perchè sono un diretto interessato a percepirne, fra non
molto, la rendita.-
;-))))))))))
st