Il 17/07/23 19:37, casanmaner ha scritto:
> Nella risposta ad interpello 381 (
https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/5409668/Risposta+n.+381_2023.pdf/445a0a5e-0135-2aba-ff5b-587a776abff0) si era di fronte ad un contratto complesso che prevedeva la cessione dell'usufrutto di un terreno agricolo da una persona ad una società . Prevedeva, inoltre, una servitù di passaggio e altre obbligazioni accessorie.
> Il terreno agricolo era posseduto da oltre 5 anni, ma l'AdE ha ritenuto che, con riferimento alla costituzione dell'usufrutto in capo alla società , il corrispettivo fosse tassabile come reddito diverso ex lett. h) dell’art. 67 del tuir (che riguarda la "concessione in usufrutto e ... sublocazione di beni immobili).
> In pratica l'AdE esclude che quanto disposto dell’art. 9 comma 5 del TUIR, il quale prevede che "ai fini delle imposte sui redditi le disposizioni relative alle cessioni a titolo oneroso valgono anche per gli atti a titolo oneroso che importano costituzione o trasferimento di diritti reali di godimento e per i conferimenti in societa'." sia applicabile al caso del trasferimento a terzi del diritto reale di usufrutto.
> Per il diritto di servitù, anch'esso diritto reale che viene costituito in capo alla società , invece arriva alla conclusione che non è tassabile perché il terreno agricolo è posseduto da oltre 5 anni e si applicano le disposizione di cui all'art. 9 comma 5 e art. art. 67 comma 1 lett. b).
>
Grazie casanmaner, ho letto la risposta all'interpello e mi è chiara la
posizione dell'ade.
>
>> 2) al termine del periodo di usufrutto, cioè quando il diritto si
>> riconsolida in capo al proprietario, non vi è continuazione e pertanto
>> una cessione plusvalente prima del decorso di altri cinque anni sarebbe
>> tassata
>
> Se l'usufrutto si consolida su un immobile posseduto da più di 5 anni non ci sarà alcuna plusvalenza tassabile (a meno di area edificabile).
>
Su questo non sono convinto. Con il consolidamento il proprietario (o i
proprietari) di fatto riceveranno un bene diverso, probabilmente
migliorato rispetto a com'era al momento della costituzione/cessione
dell'usufrutto che ho scritto durerà trent'anni, ma è un'ipotesi.
Potrebbe durare anche dieci anni, o quindici, oppure venti.
Tra l'altro, devo vedere come trattare l'usufrutto nel bilancio. Presumo
analogamente alle concessioni ad esempio delle tratte autostradali.
>
>> 3) se cede l'usufrutto alla società , di cui è socio, e non incassa il
>> prezzo, ci potrebbero essere in futuro problemi di incasso giuridico? Mi
>> pare vi sia un'inversione di rotta da parte della Cassazione sul punto,
>> ma ho letto solo i titoli degli articoli di stampa
>
> Il problema si porrebbe se rinunciasse al credito.
> Non tanto al fatto che non incassi il corrispettivo.
Intendevo proprio questo.
> In teoria, comunque, anche in questo caso dovrebbe valere quanto espresso ultimamente dalla cassazione.
Ma il tempo passa, vedremo.
Altre possibilità sono 1) la donazione dell'usufrutto o 2) il
conferimento dell'immobile. Per la 2) probabilmente nel mio caso ci
sarebbero problemi di superamento dei 4mln di totale attivo.
p.s. di che zone sei?